Primo contatto metafonico con la mamma

 

Relazioni Significative

 

Voce metafonica: "Porta la mano c'è mamma, ti prego ama"

 

Un pomeriggio di Novembre qualcosa di singolare e stupefacente avvenne, mi sedetti accanto al computer, ero melanconico, la mamma mi mancava oltremisura, avevo tanta nostalgia di lei, della sua voce,  dei  suoi sguardi, ero certo di non  poterla più vedere, rammentai il suo conclusivo abbraccio, le sue ultime carezze.

Mi tornavano anche le  tante amarezze, le incomprensioni,  in quel momento preso dallo sconforto pensai  di non essere stato abbastanza amato da lei, intanto, mentre  i pensieri si affollavano tenevo il braccio  sinistro sospeso come se cingessi qualcosa e nel frattempo borbottavo al microfono del computer parlottando. Quando mi accorsi di essere in registrazione chiusi all’istante  la radio, stavo per annullare l’incisione non salvando il file, ma volli riascoltare per un attimo e mi accorsi con stupore che sulle mie parole si era sovrapposta una voce femminile molto intensa e pulita,  che si disgiungeva dal rumore di fondo.  Forse era la mamma. La voce diceva: Porta la mano c’è mamma, ti prego ama”. 

 

Perchè dice: - "Porta la mano? "

Perchè io muovevo il braccio gesticolando con  la mano come se volessi incontrare lei.

Perchè dice:  "...ti prego ama? "

Perchè io in quel momento lamentavo delle incomprensioni e mi sentivo addolorato  per delle cose che non avevo condiviso di lei, tuttavia l'amavo disperatamente.

 

Dott. Nicolò Schepis