Forum metafonia pagina 2 anno 2008

               

 

nicolaschepis@alice.it

 

 

 Se clicchi su   Archivio Forum  potrai seguire uno scambio di opinioni corredato da contatti metafonici ormai in archivio che vanno dal  21 Giugno  04  al 16 Marzo 2006. Se vuoi trovare e leggere  gli scambi di opinioni recenti, nonché ascoltare gli ultimi  contatti metafonici prosegui lungo la pagina.

                        

Voglio specificare che lo studio della metafonia per me ha soltanto una valenza sperimentale, tutti i riferimenti per quanto possano essere interessanti rimangono relegati nell’ambito delle ipotesi. Sono stato sempre contro un paranormale spicciolo  che rifila e distribuisce soltanto illusioni e sogni.

Oggi si vendono molti libri e si guadagnano tanti soldi.  Nessun sapere può eludere la ricerca, non può essere ascritto in una tautologia pretestuosa, non può spacciarsi per verità solo perchè è ben confezionato. Io sono un ricercatore, tutto quello che troverete nel sito è  il frutto di  un lavoro sperimentale, resta limitato nel campo della sperimentazione. Non ho mai affermato che con la metafonia si possa parlare con i morti, ma ho solo supposto che la fenomenologia delle voci ci lascia pensare e presumere molte possibilità sconosciute.

Prendo le dovute cautele e distanze da ogni presunto contatto con l'aldilà,  poiché non conoscendo l'origine e la natura delle voci, non mi resta che analizzare il materiale fonico  limitandomi a ciò che osservo, senza esprimere alcun giudizio. La mia è una semplice  analisi semantica  dei contenuti nulla di più. Invito tutti alla massima prudenza.

Dott. Nicolò Schepis

 

 

31 .12.08

Ciao Nicola,volevo sapere com'è andata la serata di ieri con il videoclip su Dora e Riccardo.La loro storia mi ha molto commossa e volevo farti anche gli Auguri a te e alla tua famiglia di un Felice Anno Nuovo.
Con affetto Barbara e famiglia.

Grazie di cuore, Ho riportato parte della conferenza.

Conferenza  29 Dicembre 2008

Ricambio con affetto da Nicola.

26 .12.08

26 Dicembre contatto metafonico. 

Questo contatto è molto interessante perché si presentano i nomi delle persone a me care. 

Zia concettina, poi  Anna una mia dolcissima amica, il suo nome si ripete tre volte. Dopo si ascolta il nome di mia mamma Angelina, però dice che va via, non comprendo perché  dica che vada via, tuttavia è importante che il suo nome si presenti chiaro  insieme agli altri. Poco fa ho scritto sugli angeli in maniera allusiva ed ecco la voce: "Gli angeli. " 

Si ascolta la presunta voce Dora che muore insieme a Riccardo nel terremoto di Messina, ho avuto la fortuna pochi giorni fa  di ritrovare un frammento della sua lettera scritta durante la sua luna di miele. Ho realizzato da poco un videoclip su Riccardo e Dora che presenterò il 29 Dicembre al Teatro Casalaina di Novara di Sicilia  con un commento al concerto che si darà per il centenario della morte del compositore scomparso prematuramente. E' interessante che la voce metafonica nomini due volte il luogo della loro morte: Messina.  

Ogni parte la ripeto due volte, nella prima non uso nessun filtro, nella copia invece la filtro.

Voce metafonica: Contatto meta del 26 Dicembre

Queste relazioni significative si condensano in una registrazione di appena 50 secondi su stazioni straniere, ne sono davvero felice.

Vi invito a leggere quanto ho scritto anni fa su Dora e Riccardo.

Dora

Nicola 

 

26 .12.08

Natale, tenevo per mano un angelo, ma era l'immagine del vento, egli sorrideva con le ali di piuma  e volava su palchi arcadici, sulla magia dei desideri. La vastità del cielo si apriva come uno scrigno, come un cofanetto dinanzi alla polvere del mare che era luce del presente e un nuovo crepuscolo separava il giorno da ieri, ed era già il ricordo del Natale dai fuochi di un tempo, dai volti bianchi ed azzurri come il cielo. Tu angelo dalle conchiglie di mare ti illumini di stella, e vivi il tempo sottile di una spiga di grano che si piega nel vento. Il tuo verso volge verso carovane d'acque e la tua voce dirige l'onda, ma sei il fantasma più dolce della mia illusione, la verità che naufraga nell'indifferenza del presente. Ed oggi che è già domani rivedo i mille Natali ed altri mille seminati tra le vite degli uomini come granelli di sabbia quando l'alba s'incontra con il tramonto.

Oggi, tu, intrecci il vento col mare, il sole e la luna, la stella e l'anima. Adesso  Natale 6 Natale 5 Natale 4 Natale 3 Natale 2 Natale 1 e tanti altri Natali artificiali hanno preso il sopravvento su quello della mente vera. Tu angelo hai lasciato la terra ai pirati dell'informazione, ti sei dimenticato di noi, hai permesso a questi nuovi predoni di sostituirti. Oggi il mondo è solo un palco virtuale di niente illuminato dalle antenne, perché oggi il mondo è solo li dentro.  Quasi nessuno più vede fuori dal piccolo e grande schermo,  a nulla è valsa la fatica di Gesù. La maggior parte degli italiani vuole solo apparire, è l'immagine che prevale sul senso delle cose.

“Guai a voi, farisei, che desiderate occupare i posti d’onore nelle sinagoghe ed essere salutati sulle piazze. Guai a voi perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza accorgersene! [...] Guai a voi, maestri della legge, perché avete portato via la chiave della vera scienza: voi non ci siete entrati e non avete lasciato entrare quelli che avrebbero voluto.” (Luca 11, 43-44; 11,52)

"Guai a voi ipocriti, maestri della legge e farisei! Voi siete come tombe imbiancate: all’esterno sembrano bellissime, ma dentro sono piene di ossa di morti e di marciume. Anche voi, esternamente, sembrate buoni agli occhi della gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di male. Serpenti, razza di vipere! Come potrete evitare i castighi dell’inferno?”
(Matteo)

 Io rivolgo lo sguardo a quella piccola parte  di terra in ombra, lì, nessuna antenna televisiva riesce  ancora ad attraversarla, quella parte è la mia mente.  Volgo  il mio sguardo verso una terra incontaminata, dove nessun saccheggiatore può  e potrà occupare quello spazio ficcandosi nel  pensiero e nel cuore degli uomini.

Lì, posso incontrare gli angeli e  persone nuove, ritrovare l'isola dei miei pensieri, lontano da un'Italia sempre più misera, decaduta nella mediocrità e nel silenzio. Lì, grido e dico ad alta voce: -  questo sono io.  Anche se parlo in un deserto dove nessuno più m'ascolta, urlo con la mia voce mentre osservo altre notti ed altri Natali.

Nicola

 26 .12.08

Questi non sono "solo" i miei auguri, ma sono auguri fatti "insieme ad un angelo bellissimo" e non possono non far far sorridere il cuore...in questo Santo Natale.... e sempre...

Con tanto affetto a tutti voi

Claudia.

Un caro e dolce saluto come il suono di un'arpa che accarezza gli angoli del mondo.

Nicola

 26 .12.08

 Carissimo Nicola,

Tantissimi cari auguri di buon Natale a te e famiglia con tutto il mio cuore.

Un grande pensiero d'amore per tutte le mamme che come la mia ci guardano da lassù....

Marcello e papà.

 

Vi ringrazio, mentre attendo un altro Natale, Nicola. 

22 .12.08

Ciao Nicola, spero che la mia testimonianza possa servire a tutti, posso aggiungere che la mia amica dopo il trapasso ha scoperto ciò che stavano facendo alle mie spalle e ha trovato te, mandandoti via metafonica quel messaggio, e chissà come ha reagito quando io non potevo credere, era troppo, non ho fatto nulla, non ho indagato ecc, e ora eccomi qua, ci vedono, ci seguono, e quando trovano una strada la prendono; lei aveva trovato te, è una cosa cosi grande che ha dell'incredibile, ma è vero.

 Un saluto a tutti, con affetto Santina.

Santina si riferisce ad un messaggio metafonico che io ho realizzato per una sua amica deceduta, da quanto lei ci dice, ciò che ho ricevuto corrisponde ad eventi ben precisi, circoscritti che io stesso non conosco. Conferma le relazioni significative di cui io ne parlo spesso e le ritengo la linfa della ricerca. Senza riscontri, tutto può essere vero e falso allo stesso tempo, per questo motivo ringrazio tutte le persone che mi offrono la possibilità di confrontare i risultati ottenuti e sottoporli ad una verifica.

Riporto quanto Santina aveva scritto in precedenza.
Nicola


 

21 .12.08  

Carissimo Nicola, è oramai un anno che ti conosco,e se non ti dicessi quello che sto per dirti, sarei un ipocrita…

Ecco, un anno fa tu hai ricevuto un messaggio dove c’era la voce identica della mia amica, proprio ieri ho letto che è  molto ma molto raro ricevere la identica voce, quasi un regalo concesso dal cielo, ma a te è successo e continua  a succederti. Però, la cosa più straordinaria è che in un secondo messaggio sempre da parte della mia amica estinta che mi diceva: - “denaro vedo prigioniero.” Ora ho compreso molte altre cose.

Io al primo impatto la cosa che sentii era --ma non è che ( purtroppo non posso fare nomi o altro per questioni di privacy) mi stanno giocando un brutto tiro, subito dopo, pensai dicendo tra me: ma che vado  a pensare… no, non può essere c’è' un’altra spiegazione, cosi accantonai il tutto. Ebbene ora a distanza di un anno ciò che mi era stato detto e fatto capire da quell’entità ( la mia amica ) appena trapassata era tutto esattamente vero; l’ho scoperto pochi giorni fa. Mio Dio, qua non starò a raccontare tutto quello che ho provato umanamente, ma se scrivo ciò è per testimoniare una cosa concreta, un messaggio cosi preciso e dettagliato non ha soltanto del paranormale, ma dell’oltre, ha del divino, per me è una prova concreta.

Che dire Nicola grazie, grazie per ciò che mi hai dato, una prova per me di una sopravvivenza ancora più dettagliata.

Tvb e approfitto per farti gli auguri,a te ed a tutti coloro che scrivono in questo meraviglioso sito,,

con affetto, Santina.

 

Cara Santina, 

 io ti ringrazio della tua gentilezza nei miei confronti e mi scuso con tutti per il mio silenzio. Ho realizzato in questo periodo un videoclip su Riccardo Casalaina, un grande musicista scomparso nel terremoto di Messina. E' stato davvero un grande, ma essendo della mia provincia è stato dimenticato, perché noi siciliani non abbiamo rispetto per la musica, per l'arte, ma viviamo solo di sciocchezze. Sono solo pochi che si salvano, la maggior parte della gente non sa che la realtà non è solo quella che  passa dietro uno schermo televisivo.  Io nonostante sia tanto disilluso, lotto con tutto me stesso per un mondo migliore, tutto quello che faccio lo faccio gratis, anzi lo regalo. Questo mio lavoro è stato regalato ai comuni, anche se mi ha rubato tanto tempo, e per questo motivo sono stato silenzioso sul forum.

Cara Santina, è davvero tanto che non provo un contatto metafonico, mi fa piacere che tu trovi delle conferme nei miei contatti, perché le conferme sono importanti per tutti, sono una speranza. I miei contatti metafonici senza le conferme sarebbero vuoti, inconsistenti, privi di credibilità, ed io come tu ben sai sono molto critico con me stesso, non dico mai che i miei contatti sono veri,mentre sono falsi quelli degli altri, anzi mi metto giorno dopo giorno in discussione e verifico costantemente e dico chissà. Allora quando ho tempo provo e riprovo e cerco di trovare tutti i nessi logici che diano coerenza alla mia ricerca, e poi dico sempre che non bastano, che sono insufficienti. Questa mia umiltà mi contraddistingue dalla presunzione, soprattutto oggi che vige tanta arroganza e presunto sapere. Io voglio osservare le cose senza mai dire l'ultima parola. 

Un abbraccio sentito a te e a tutti gli amici che mi seguono. 

Nicola.  

 

 

22 .12.08

Salve Dott. Schepis,sono Roberta,le avevo già scritto alcune volte,tempo fa… non so se ricorda. Leggo sempre le sue pagine… e colgo l’occasione per fare i più cari Auguri di un sereno Natale a lei e alla sua Famiglia.

Un Augurio speciale va anche a quei genitori che hanno perso un figlio, e a tutte le persone che hanno perso un loro caro e soffrono la sua assenza.

Vorrei che pubblicasse queste parole che ho scritto di seguito..sono di S.Agostino,spero possano regalare un sorriso a chi ne ha tanto bisogno.

Perché nessuno muore finchè rimane vivo nei nostri ricordi!

Con affetto, Roberta.

 "La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte:

è come fossi nascosto

 nella stanza accanto.

 Io sono sempre io e tu sei sempre tu.

 Quello che eravamo prima

l’uno per l’altro

lo siamo ancora.

 Chiamami con il nome che mi hai sempre dato,

 che ti è familiare,

parlami nello stesso modo affettuoso

che hai sempre usato.

 Non cambiare tono di voce,

 non assumere un’aria solenne o triste.

Continua a ridere

 di quello che ci faceva ridere,

 di quelle piccole cose che tanto ci piacevano

 quando eravamo insieme.

 Prega, sorridi, pensami!

Il mio nome

 sia sempre la parola familiare di prima:

 pronuncialo senza la minima traccia

d’ombra o di tristezza.

La nostra vita

conserva tutto il significato che ha sempre avuto:

 è la stessa di prima,

 c’è una continuità che non si spezza.

Perché dovrei essere

fuori dai tuoi pensieri

e dalla tua mente,

solo perché sono fuori dalla tua vista?

 Non sono lontano,

 sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.

 Rassicurati, va tutto bene.

Ritroverai il mio cuore,

ne ritroverai la tenerezza purificata.

 Asciuga le tue lacrime

e non piangere,

 se mi ami:

il tuo sorriso è la mia pace."

 

La ringrazio molto Roberta sia per avermi scritto, che per la meravigliosa poesia di Agostino uno dei più grandi filosofi di tutti i tempi egli sostinene che "Nell'interiorità dell'uomo abita la verità"    Oltre il pianto c’è il sorriso, un ritrovarsi senza limiti, un vivere oltre la barriera del contiguo,  Continua a ridere / di quello che ci faceva ridere,/di quelle piccole cose che tanto ci piacevano /quando eravamo insieme.”

E' un invito a riconoscere la continuità dell'esistenza, oltre la paura della fine; è un avvolgere i fili della vita  più in là di ogni orizzonte. Voglio riportare un pensiero stupendo  di Paolo Lucifero, un poeta Milazzese ignorato dal presente di una cittadina  vuota e senza storia, era il suocero di Riccardo Casalaina. Egli dopo la tragica morte della figlia Dora e del genero scrive: 

"L'angelo del bene nel vederli abbracciati, congiunti nella morte prematura, nascose il viso sotto l'ala e pianse. E per le immensità dell'etere, in mezzo a mondi ben diversi dal nostro, tre bianche fiammelle salivano, dalle forme d'angeli e l'uno col braccio sorreggeva dell'altra il fianco delicato e molle, e quella al seno una rosea figura, si stringeva amorosa, procedendo per novelli sentieri ad altri mondi"

 Ricordandosi della figlia dice: "le rose, le libellule e le brune viole erano per lei dilette e si avvolgeva delle pallenti zagare ... quel perenne sorriso, a tutte l'ore ... sentivo un tempo, molti anni fa, l’armonia dell’amata tua voce nel venticello raccolto, mentre ero  a testa china sulla piccola Dora, a me ne veniva la malinconia dello sguardo di Laura”.

Un sorriso, Nicola.

                                       

21 .12.08

Vi invito a leggere la monografia di un grande musicista dimenticato.

cliccate su:  

Riccardo

21 .12.08  

Carissimo Nicola, è oramai un anno che ti conosco,e se non ti dicessi quello che sto per dirti, sarei un ipocrita…

Ecco, un anno fa tu hai ricevuto un messaggio dove c’era la voce identica della mia amica, proprio ieri ho letto che è  molto ma molto raro ricevere la identica voce, quasi un regalo concesso dal cielo, ma a te è successo e continua  a succederti. Però, la cosa più straordinaria è che in un secondo messaggio sempre da parte della mia amica estinta che mi diceva: - “denaro vedo prigioniero.” Ora ho compreso molte altre cose.

Io al primo impatto la cosa che sentii era --ma non è che ( purtroppo non posso fare nomi o altro per questioni di privacy) mi stanno giocando un brutto tiro, subito dopo, pensai dicendo tra me: ma che vado  a pensare… no, non può essere c’è' un’altra spiegazione, cosi accantonai il tutto. Ebbene ora a distanza di un anno ciò che mi era stato detto e fatto capire da quell’entità ( la mia amica ) appena trapassata era tutto esattamente vero; l’ho scoperto pochi giorni fa. Mio Dio, qua non starò a raccontare tutto quello che ho provato umanamente, ma se scrivo ciò è per testimoniare una cosa concreta, un messaggio cosi preciso e dettagliato non ha soltanto del paranormale, ma dell’oltre, ha del divino, per me è una prova concreta.

Che dire Nicola grazie, grazie per ciò che mi hai dato, una prova per me di una sopravvivenza ancora più dettagliata.

Tvb e approfitto per farti gli auguri,a te ed a tutti coloro che scrivono in questo meraviglioso sito,,

con affetto, Santina.

 

Cara Santina, 

 io ti ringrazio della tua gentilezza nei miei confronti e mi scuso con tutti per il mio silenzio. Ho realizzato in questo periodo un videoclip su Riccardo Casalaina, un grande musicista scomparso nel terremoto di Messina. E' stato davvero un grande, ma essendo della mia provincia è stato dimenticato, perché noi siciliani non abbiamo rispetto per la musica, per l'arte, ma viviamo solo di sciocchezze. Sono solo pochi che si salvano, la maggior parte della gente non sa che la realtà non è solo quella che  passa dietro uno schermo televisivo.  Io nonostante sia tanto disilluso, lotto con tutto me stesso per un mondo migliore, tutto quello che faccio lo faccio gratis, anzi lo regalo. Questo mio lavoro è stato regalato ai comuni, anche se mi ha rubato tanto tempo, e per questo motivo sono stato silenzioso sul forum.

Cara Santina, è davvero tanto che non provo un contatto metafonico, mi fa piacere che tu trovi delle conferme nei miei contatti, perché le conferme sono importanti per tutti, sono una speranza. I miei contatti metafonici senza le conferme sarebbero vuoti, inconsistenti, privi di credibilità, ed io come tu ben sai sono molto critico con me stesso, non dico mai che i miei contatti sono veri,mentre sono falsi quelli degli altri, anzi mi metto giorno dopo giorno in discussione e verifico costantemente e dico chissà. Allora quando ho tempo provo e riprovo e cerco di trovare tutti i nessi logici che diano coerenza alla mia ricerca, e poi dico sempre che non bastano, che sono insufficienti. Questa mia umiltà mi contraddistingue dalla presunzione, soprattutto oggi che vige tanta arroganza e presunto sapere. Io voglio osservare le cose senza mai dire l'ultima parola. 

Un abbraccio sentito a te e a tutti gli amici che mi seguono. 

Nicola.  

21 .12.08  

Buongiorno dottor Schepis e tanti auguri per le prossime festività. Speriamo che i cuori delle persone siano più sensibili al messaggio vero di questo periodo e l'amore vero si diffonda  come disse Umberto Saba nella poesia dedicata al Natale . In questo periodo il dolore si acuisce e spesso ci si chiude nel nostro dolore.  Quest'anno è il primo Natale senza il mio angelo e sarà una dura prova.

Non la annoio oltre e la saluto con tutto il mio affetto. Grazie di avermi ascoltata.

Anna Maria

 Lei  è una persona molto gentile, che non si è mai dimenticata di me,  la sento molto vicina. E' vero, durante il Natale, oggi un festa che si è trasformata in uno scambio mercificato di eventi, si avverte il deserto è si  sente sempre di più la malinconia struggente del ricordo.

La ringrazio e ricambio con tanto affetto da Nicola.

 

9 .12.08  

In questa vita nulla ci appartiene neppure i figli, ma siamo convinti di possedere ogni cosa, attraversiamo un  tempo minimo che, nondimeno ci sembra eterno, ma è un illusione; qualsiasi cosa,  o azione  alla quale è rivolta la nostra intenzione è caduca. Tutto ciò che vediamo, tutto quello che osserviamo un giorno finirà, alla stessa maniera di come è stata  cancellata la società di ieri. Oggi attraversiamo un presente mediatico senza storia, molti uomini si illudono di essere onnipotenti, i nuovi  dei del presente, ma sono molto più inconsistenti ed arroganti di quelli di ieri. Consegniamo alla storia il vuoto più assoluto, si avverte nei silenzi, negli spettacoli di niente, nel grido irrompente di chi è solo e chiede la mano di qualcuno, ma non riceve altro che un pugno di polvere. Oggi dovremmo riscrivere l'amore perché abbiamo perduto la sua radice semantica, è una parola disseccata che alberga gli animi vuoti, e la coscienza è una piuma dissolta nel vento.  

Riporto una poesia di Kahlil Gibran.

 

-         “E una donna che reggeva un bambino al seno disse: Parlaci dei Figli.”

Chi è questa donna? E’ la parola, che ci parla attraverso il femminile.

-         I vostri figli non sono i vostri figli.”

E’ una parola che tuona che straripa,  ma sorge la domanda di chi sono i figli?

      - "Sono i  figli e le figlie dell’ardore che la Vita ha di se stessa."

 

Kahlil Gibran

 

I Figli

 

E una donna che aveva al petto un bambino disse: Parlaci dei Figli. / I vostri figli non sono i vostri figli./ Sono i figli e le figlie dell’ardore che la Vita ha di sé. / Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro, / E benché stiano con voi non vi appartengono. / Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri, / Perché essi hanno i propri pensieri. / Potete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime, / Perché le loro anime abitano nella casa del domani, che voi non potete visitare, neppure in sogno. / Potete sforzarvi d'essere simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi./ Perché la vita non procede a ritroso e non perde tempo con ieri./ Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi. / L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito, / e con la Sua forza vi tende affinché le Sue frecce vadano rapide e lontane./ Fatevi tendere con gioia dalla mano dell'Arciere; / Perché se Egli ama la freccia che vola, ama ugualmente l'arco che sta saldo.

 

C'è molto da dire, ma preferisco tacere.

Nicola

 

5 .12.08 

 

Scusate la mia pausa è un periodo che sono affogato dal lavoro e da alcuni impegni intrapresi. Questo mio sito  lo gestisco interamente da solo,  spesso il tempo è molto avaro. Mi hanno scritto tante persone,  alcune di loro mi hanno raccontato buona parte della loro vita; ho ricevuto diverse  lettere personali.  Altre persone mi hanno posto delle domande d'interesse comune, mi dispiace che non ho risposto a nessuno, non è dipeso dalla mia volontà, ma dal tempo. Spesso per aggiornare il sito mi alzo alle 4, altre volte alle 5 del mattino, ma ci sono giorni che non ci riesco. Come vedete io sono molto trasparente, dico sempre quello che penso, anche se talvolta tutto questo ha un prezzo. Oggi in questa società mediatica e bulla fatta di niente c'è tanta gente che soffre e trattiene nel suo profondo sogni quasi decaduti nell'oblio,  vissuti mai raccontati,  angosce, ma c'è poco tempo per ascoltare, per prendersi cura di chi soffre, per dare giustizia al pensiero ed alle visioni.

La nostra vita viene regolata dalle leggi di un mercato liberista globalizzato che impone ritmi  assurdi, impossibili da sostenere. La televisione con i suoi programmi scialbi, orridi ed insignificanti fa il resto, sposta la prospettiva dello sguardo, penetra nell'intimo della gente e cancella la creatività, la fantasia, l'amore, toglie alla mente la possibilità di pensare e di esistere. Chi soffre resta confinato nel suo dolore, perché intorno a se stesso trova un deserto senza sole. Qualcuno all'improvviso si sente dire da un camice bianco: - hai un cancro, ti restano pochi mesi da vivere; lo dice un medico  impassibile come una pietra. Intanto la televisione della porta accanto continua i suoi bagordi mentre  in quella casa la luce si spegne per sempre, ma il vicino non si accorge di niente,  nessuno più  scorge, nè vede la torcia che illumina la vita; morire è un fatto statistico del tutto normale, la morte è un buco nero da cancellare. Se non si da significato alla vita, figuriamoci quanto se ne possa dare alla morte. 

La maggior parte della gente ignora il dolore,  non parla di questi argomenti, non fanno spettacolo, né  audience, chi soffre non ha voce. Così, in molte famiglie si consumano immani tragedie, però tutto avviene nel silenzio. Oggi manca la memoria storica, il ricordo è stato abolito, viviamo nella società dell'eterno presente, un presente pallido,  sbiancato anche se denso di tanti colori artificiali, misero, un presente elettronico.  Diversi mi hanno raccontato delle loro visioni, della bellezza dei loro sogni, anche se talvolta le loro immagini oniriche  si sono trasformate in ansie, paure, aspettative disattese.   Oggi vige un pensiero unico, omologato; spero che si permetta  ancora di scrivere su di un sito, che non si tappi definitivamente la bocca, perché in democrazia tutti hanno il diritto di parlare, anche di dissentire, soprattutto, le minoranze silenziose. Quando una maggioranza politica presume di avere la verità e non ascolta più le minoranze muore la democrazia. Spero che riusciamo ancora ad esserci in questa Italia decaduta da tempo. 

Se cliccate potete leggere ed ascoltare una mia poesia.

Tu  che hai visto nascere le mie parole  

Un caro saluto da Nicola 

    

30 .11.08 

Caro dottor Schepis,

io ogni tanto leggo il suo forum e ci trovo tanta forza per continuare questa dura vita terrena. Questi giorni per me sono duri perchè ricorrono tanti compleanni e quest'anno fanno molto male. Le lacrime purtroppo sgorgano e scendono sulla tastiera e non so fermarle.

Sono ancora molto terrena e non sempre riesco ad elevare il mio spirito verso il cielo. So che il mio Francesco è qui vicino ma ne ho molta nostalgia.

Gliel'ho detto, sono troppo terrena.

Comunque leggendo le sue risposte, torna un po' di sereno e il mio cuore si acquieta. Grazie per avermi ascoltata.

Buona giornata.

 

Cara signora, vorrei dirle molte cose, intanto le sono vicino, immagino quanto le possa mancare suo figlio, e quanto sia atroce il suo dolore, quanti ricordi, quanti momenti trascorsi insieme, quanta voglia di rivederlo,oltre il silenzio c'è qualcosa che parla...  Forse siamo tutti profondamente uniti in questo universo più di quanto possiamo immaginare. Le riporto un frammento del pensiero di Lucia, una ragazza che è morta all'età di 19 anni di cancro, la sua storia mi ha profondamente commosso, pensi, ella con una grande forza d'animo ha presentato il suo libro. Nonostante le sue molteplici e dolorosissime disavventure ( lottava giorno dopo giorno   trovandosi spesso tra la vita e la morte)   è riuscita, persino, a diplomarsi. 

Desiderava una vita migliore: -  Un giorno sarò adulta, mi chiamerò sempre Lucia, ricorderò la sofferenza e la porterò nel cuore, ma sarò mamma e moglie e filtrerò gli eventi passati e futuri, attraverso una nuova identità..."  ma il suo sogno si è infranto, si è rotto come un ramoscello spazzato via, come una fronda al vento.  Ne ho parlato sul forum in data 27 .11.08  ed ho provato un contatto meta per lei, l'ho fatto solo per amore e non per la  ricerca. Lucia aveva 14 anni quando si  è ammalata di cancro, riporto  un suo frammento  tratto dal suo libro:   Lo specchio mi rimanda la mia immagine. Mi ritrovo a 14 anni  con un nuovo volto e ho imparato a conoscere questo nuovo corpo. Per gli altri sono sempre Lucia, ma io so che anche loro mi vedono diversa…”

 Vorrei, vorrei dirle ancora  tante altre cose  che ho scritto sulla visione, ma preferisco tacere, per me la visione è l’immagine che vive, che pulsa e racconta.  Poi Lucia dice: “Ho sognato di camminare in riva al mare con il signore  e rivedere sullo schermo del cielo tutti i giorni della mia vita passata. Per ogni giorno trascorso apparivano sulla sabbia due orme: le mie e quelle del signore. Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma, proprio nei giorni più difficili della mia vita.”  Lucia chiede al signore il perché,  egli le risponde dicendo, (naturalmente è una metafora): Nei giorni che vedi una sola ombra sulla sabbia sono proprio quelli in cui ti porto in braccio …”

 Un caro saluto da Nicola

 

29 .11.08 

Vorrei raccontarvi di Linda, perché questa voce torna sempre nei messaggi metafonici. Ho ricevuto nuovamente una voce che la nomina ancora.  

Riporto quanto avevo scritto a proposito di Linda nel forum esattamente l'8.11.08 in seguito ad un contatto metafonico.  

… Il nome Linda torna nuovamente nei contatti. Io da bambino  ho avuto una compagnetta che si chiamava Linda, poi la sua famiglia partì ed io non seppi più niente, avrei voluto ritrovarla, ma ho perduto le sue tracce, però, ne avverto una profonda malinconia e ci penso spesso. La voce ribadisce questo mio stato d'animo. Il nome Linda si presenta nelle voci di frequente, come pure ritorna spesso nel mio pensiero.

- " Linda ti rincorre  in te".

 La voce dice che  Linda mi segue dentro . Io spero che Linda sia viva, che mi cerchi  nel suo pensiero, unico luogo dove ci possiamo ritrovare, che si ricordi di quel bimbo che si chiamava Nicola e che ora  è cresciuto e non sa più dove si trovi. Siamo due punti dispersi nello spazio-tempo e non sappiamo più niente l'uno dell'altro, erano gli anni 60- 62,  ci siamo frequentati in in quel periodo, io avevo quattro anni quando la vidi la prima volta e 6 anni quando partì definitivamente, era il tempo più tenero della mia infanzia, quello dei racconti di mio nonno Gaetano.

 

Avevo cinque anni quando la vidi l'ultima volta.  Lei abitava al piano di sotto, la sua famiglia era calabrese di Crotone. Linda aveva la mia età, sua sorella Marina la più grande l'età di mia sorella. So il nome ed il cognome del padre, ma non lo riporto sul forum per la legge della privacy.  Vorrei sapere se è viva e, nondimeno, poterle parlare. Mi preoccupo perchè ricevo spesso la sua voce, desidero che non sia la sua voce, ma una  presenza che   vuole aiutarmi a ritrovarla, prendo tutto con le dovute cautele.  Se qualcuno sa come poter  fare una ricerca  può scrivermi, anzi lo ringrazio anticipatamente. 

Voce metafonico:  Linda   

Un caro saluto a tutti da Nicola.

 29 .11.08 

Cara Claudia,

ci dispiace molto per la tua mamma,ti siamo molto vicine in questo momento così triste e ti abbracciamo forte!

Italia e Oriana

  29 .11.08 

Ciao Nicola, vorrei ringraziare anche Patrizio che in ogni mio dolore mi è sempre affettuosamente vicino....

"Grazie Pat..."

Claudia

 

28 .11.08 

Ho inviato il sito della ragazza a Claudia.

Grazie Nicola, ho letto sul forum di questa grande donna.... e mi domandavo quale fosse il suo sito...

telepatia?

Un abbraccio grande...

P.S.

Un grande grazie e un abbraccio a Lucia... e vorrei anche dirle FORZA Lucia!!!!! (so che lo sai, ma te lo voglio ricordare io..che anche da te ho imparato ad andare avanti)....un passetto alla volta...gli obbiettivi tornano... e anche il sorriso...magarinon tutti quelli di prima, ma dei bei sorrisi ugualmente...

Con tutto il cuore

Claudia

Un caro saluto da Nicola.

27 .11.08 

In questi giorni una signora mi ha parlato di una ragazza che è morta di cancro, la quale è stata, davvero, una eroina, la signora mi ha prestato il libro  che lei ha scritto,  oggi l'ho letto;   mi ha commosso profondamente, ella è morta giovanissima ma è  riuscita nonostante il suo calvario a diplomarsi. Ha lasciato al mondo dei messaggi stupendi sull'amore e sull'amicizia.    

Provo un contatto metafonico con lei, con i limiti che attribuisco alla metafonia, preferisco dire  piuttosto che con lei, con la presunta voce di lei. E' un contatto emozionale anche se brevissimo e ricevo un frammento altrettanto breve. La voce dice:  - Mi parea difficile. Continua il bel discorso più note.   

Allora vado su internet e clicco il suo nome e cognome e trovo una pagina dedicata a lei. In quella pagina scopro una sua poesia che parla di una rosa che ritarda ad appassire rispetto alle altre rose, infatti ella dice che "non è sempre vero" che una rosa appassisca dopo  "due o tre giorni". Lucia nella sua stanza si trova con delle rose che le sono state regalate, ma una dura molto di più e si distingue dalle altre, non sfiorisce subito,  si mantiene  per una settimana e dopo al contrario delle altre non marcisce. La ragazza si domanda il perché  e si da delle risposte simboliche,  quel fiore lo vede come una creatura santa, che sopravive alla morte.  Mi risuona nella mente la frase minima pronunciata in accento siciliano ( la ragazza è siciliana), -   "Mi parea  difficile" -  infatti lei dice: "... Mi sono chiesta il perché, / mi sono detta che quella era proprio una strana rosa". Dopo, scopro  sempre in quella pagina web che una persona gli ha dedicato una bellissima musica che ho ascoltato e finisce con un applauso. La voce poi dice: - Continua il bel discorso più note. Premetto che il contatto è stato fatto prima di visionare la sua pagina.  Quella musica mi coinvolge tanto e rende ancor più belle le sue parole. Anche se non trovo una risposta chiara e scientifica il contatto mi emoziona profondamente come la sua storia. 

 

Voce metafonica:  Mi parea difficile. Continua il bel discorso più note.

 27 .11.08 

Gent.le Dott. Schepis,

mi chiamo C… Io vorrei sapere cosa devo fare esattamente per sentire le voci di cui parla nel suo sito. Verso novembre 2007 ho sognato per la prima volta mio nonno morto da molti anni e al quale io ero molto legata e mi manca... mi manca da morire... nel sogno mi ha regalato una piuma dicendomi che era una piuma presa dalle ali di N., una mia cugina morta 6 anni fa a soli 8 mesi... mi chiedeva di tenerla e di non perderla mai... da allora poi nessun contatto più... Lei può aiutarmi?

La ringrazio infinitamente.. C...

 

Noi non conosciamo la realtà che esiste oltre il visibile, non sappiamo neppure se c'è, la scienza ufficiale la nega, la filosofia al contrario ammette la possibilità  della sua esistenza. La metafonia non è una certezza, ma uno strumento che ci permette di ricevere delle voci, che noi li cataloghiamo come voci anomale, nel senso che si differenziano da quelle radiofoniche o dalle voci comuni. Queste voci vanno poi considerate e dal loro studio si cerca di capire qualcosa. Le dico tutto questo per evitare di costruirsi delle illusioni, le illusioni sono molto pericolose e ci inducono verso una realtà visionaria che oggi può danneggiare  l'equilibrio esistenziale. Sul forum  troverà sempre nella stessa pagina una richiesta di questo tipo ed è datata 15.11.08 quindi molto recente. Troverà nella mia risposta a quella richiesta un collegamento ipertestuale che spiega  come registrare.

Nicola.

 

 27 .11.08 

Caro Nicola, ho letto soltanto ora del dolore che ancora una volta ha colpito Claudia e voglio parteciparle il mio affetto.

A te un abbraccio e le mie scuse per essere così assente in questo periodo ma non è un bel momento, la vita sa essere davvero dura a volte e spesso mi manca la voglia di...tutto.

Un caro saluto a tutti gli amici, un abbraccio a Claudia Lucia

Un caro saluto da Nicola.

 

 27 .11.08 

Caro come sempre Nicola,,come stai?? Io a terra;  aiuto altre amiche che stanno molto male.  Nicola,ieri, per la prima volta ho ricevuto un nome e cognome,guarda cosa e' successo,io non sono  medium, nè  una sensitiva, sento e basta. Quando stabilisco un contatto,penso alla persona da contattare e, ne viene un’altra totalmente diversa, ieri, ancora un'altra entità, sento e ricevo uno scritto: --un ti amo--   Pensando ad un caro ragazzo, all’inizio volevo registrarne la sua voce ed  invece qualcosa di inspiegabile  mi fa scrivere, succede tutto il contrario di quello che penso,dopo  mi concentro diversamente  ed invoco un altro, e  alla mia domanda succede il contrario, così spuntano nomi totalmente diversi; a volte mi viene da ridere, altre volte mi  indispettisco.

Cmq tu sei il registratore umano di voci identiche e mi domando come mai vengono l’entità che non contatto,come mai all’improvviso ricevo un nome – Alice -  ed altri… Mi è  capitato anche con Serena la figlia di Flavia.  Come mai le sensitive ricevono chi chiamano a comando?? Questa e' una domanda di cui non ho mai avuto risposta. 

un abbraccio affettuoso da Santina,

 

Ciò di cui parli succede spesso anche a me, mi sono posto la tua stessa domanda, forse si definisce un canale, si inseriscono delle fluttuazioni energetiche, tutto questo avviene attraverso il mentale, è come se oltre le relazioni sinaptiche si aprisse una voragine, qualcosa di più profondo che in qualche modo dipana porte sconosciute, il pc e la radio non sono che  strumenti, ma è il mentale che si connette. E' come nella fisica quantistica, ci troviamo dinanzi ad un principio di indeterminazione, ti aspetti una cosa e ne succede un'altra.

Con affetto da Nicola

 

20 .11.08 

Caro Nicola, ti scrivo oggi perchè ancora ho voluto "rileggere" cio' che hai scritto riguardo alla visione virtuale"...
Come sai le mie nozioni di fisica gia' sono scarse, ancor meno chiare la fisica quantistica e la geometria euclidea e non.
Tuttavia ho amato sempre, invece, la letteratura e, in essa La Divina Commedia di Dante...

E credo che questa "visione attraverso gli occhi altrui" sia un'ipotesi che vale di essere approfondita..... in un concetto di "propagazione" dello spazio "ribaltando se stesso"... ed esistendo "solo (ma nel TUTTO)" nella mente di Dio....

Di quel Dio, pero', che è "iniziato punto" di ogni cosa... visibile e invisibile a questo mondo.... che "move" ogni cosa visibile ed invisibile a questo mondo... che fa dire a Virgilio (a proposito dei perchè? di Dante)"Vuolsi così colà dove si puote cio' che si vuole e piu' non dimandare" collocando Ulisse nell'inferno (Fatti non foste per viver come Bruti, ma per seguir virtute e canoscenza) per aver preteso di comprendere, da umano, nel visibile, cio' che appartiene all'invisibile".

Ecco, la tua lettura della "visione virtuale" attraverso gli occhi di Beatrice (cioe' di chi gia' appartiene all'invisibile di questo mondo) presenta a mio modesto avviso una grandiosa intuizione....

l'intuizione che consente all'uomo di seguire la conoscenza (Ulisse) senza percio' essere collocato all'Inferno (fermo restando che do' al significato di Inferno quello della lontananza dal tutto, non quella necessariamente punitiva tipica della religione) da quel Dio che tutto move(che Essere unico conosce il perchè del nostro agire)... ad una condizione pero'.... che la conoscenza non porti a presunzioni assolute (Ulisse), ma giunga attraverso gli occhi di chi (appartenente ormai all'invisibile, parte ormai di quel Dio che tutto move, e quindi, lo consente) te lo indichi...(Beatrice... e per noi ad es. Isa, la tua mamma. Francesca ecc.).

La visione virtuale diviene così una sorta di anticipazione dell'invisibile che giunge da Dio, attraverso gli occhi dell'amato, a chi con AMORE cerca.

Scusami Nicola... io non sono brava a scrivere come te....(e spero di essere riuscita a spiegare i passaggi salienti per giungere a cio' che in ultimo ho affermato) ma questo è cio' che io percepisco attraverso la tua analisi.... certo tecnica, ma densa di amore.... di questo stupendo "poema dell'oltre".

E credimi.... "sento" profondamente il significato di questa "visione" virtuale.

Un abbraccio grande....con i complimenti di sempre per la tua capacità di "intuire... tracciando una strada (seppure ancora da percorrere e valutare)" e di saperla spiegare in modo molto semplice.

Con affetto, Claudia.

Sei stata bravissima, condivido pienamente  quello che dici. Sei perfettamente in sintonia con quanto ho scritto. Sono d'accordo con l'umiltà del sapere, come vedi in Dante c'è tutta la sapienza e l'amore.  

"Vuolsi così colà dove si puote cio' che si vuole e piu' non dimandare…"  oltre al senso che si esplicita con chiarezza, c'è una somma ritmicità che evidenzia l'impeto e la cesura del dire. L'incipit dell'azione, di un dire chiaro energico e definito.   In passato si è attribuito alla prima cantica il valore più alto, ma è stato un errore, è il paradiso l'apoteosi della Divina Commedia. Dante si riflette in Beatrice e l'empireo si riflette in lei, e  dopo ancora è  Dante che si riflette  in Dio.   

Quella circulazion che sì concetta 

pareva in te come lume reflesso, 

 

 da li occhi miei alquanto circunspetta,  

dentro da sé, del suo colore stesso, 

mi parve pinta de la nostra effige: 

 

 per che 'l mio viso in lei tutto era messo." 



quel cerchio- circulazion - che  si mostrava e generava in sè - in te ( il figlio Gesù) -   come un lume riflesso la  luce. Osservando lì,  con gli  occhi suoi  - dentro da sé -  quella luce, nella sua medesima colorazione gli parve dipinta  della sua immagine  “per che 'l mio viso in lei tutto era messo.”

Dovremmo imparare tutti a specchiarci gli uni negli altri, come il figlio si riflette nel padre e il padre nel figlio, come Beatrice in Dante e Dante negli occhi di lei, come Dante in Dio e Dio in Dante.

Un tempo si diceva che gli occhi sono lo specchio dell'anima e negli occhi s'incontrava l'amore. Avete mai provato a guardare le stelle nello specchio di un lago? O la luna nell'acqua tremula di un ruscello? O l'anima nel pozzo di un sogno e nel canto di una sirena?

Ricordi il mio primo contatto metafonico con Dante: "...Poi cambiamo tessitura nel campo del creato che si, si propone come me d'iniziato punto..."

Qualsiasi sia stato il cambiamento di prospettiva nella storia dalla visione tolemaica alla rivoluzione copernicana alla cosmologia non euclidea, alla fine ci siamo accorti che nell'universo non c'è un centro e tutto si manifesta attraverso un gioco di riflessioni e forse il centro è l'iniziato punto. Però, questo punto non è spaziale e non va situato in un luogo,  è uno spazio mentale adimensionale che include tutti gli spazi fisici. La verità è oltre l'evidenza è l'inclusione di tutte le possibilità. Avete mai supposto che Dio possa vedersi attraverso noi?

Con affetto da Nicola

 

19 .11.08 

Mi rivolgo a Claudia, a ciò che ha scritto  precedentemente.

 La fenomenologia riscontrata  relativa alle due stelle è da intendersi in maniera virtuale, tuttavia rimane significativa.  Se fosse reale  sarebbe stata una catastrofe cosmica che avrebbe invaso lo spazio per anni luci in pochi secondi; questo non è possibile perchè negherebbe i principi fondamentali della fisica. Allora è preferibile definirlo come un evento virtuale correlato significativamente.   Provo a rispondere alla visione di Claudia riferendomi allo sguardo di Dante riflesso negli occhi di Beatrice. Nel  XXVIII canto del paradiso Dante descrive il  IX cielo, cioè il primo mobile dove si trovano le intelligenze motrici: i serafini.

Dante osserva il cielo attraverso gli occhi di Beatrice, si accorge di un punto piccolissimo di massima luce (Dio),  ma che allo stesso tempo è infinito. Attorno a questo punto girano nove cerchi (cori angelici), ma la velocità del loro moto è inversa a quella dei nove cieli,  tanto che il più vicino al punto è il più veloce, mentre il cielo più vicino alla terra è il più lento. Il fisico Roman Patapievic nel suo libro "Gli occhi di Beatrice" pone l'accento su questo aspetto, considerandolo un rivoltamento  dello spazio-tempo.

Voglio porre l'accento su Dante che osserva il creato attraverso gli occhi di Beatrice,  c'è un'inversione dell'osservazione. La realtà gli appare come fosse riflessa in uno specchio.

 

"Poscia che 'ncontro a la vita presente 

d'i miseri mortali aperse 'l vero 

quella che 'mparadisa la mia mente, 

      come in lo specchio fiamma di doppiero 

vede colui che se n'alluma retro, 

prima che l'abbia in vista o in pensiero, 

      e sé rivolge per veder se 'l vetro 

li dice il vero, e vede ch'el s'accorda 

con esso come nota con suo metro; 

      così la mia memoria si ricorda 

ch'io feci riguardando ne' belli occhi 

onde a pigliarmi fece Amor la corda. 

      E com'io mi rivolsi e furon tocchi 

li miei da ciò che pare in quel volume, 

quandunque nel suo giro ben s'adocchi, 

      un punto vidi che raggiava lume 

acuto sì, che 'l viso ch'elli affoca 

chiuder conviensi per lo forte acume; 

      e quale stella par quinci più poca, 

parrebbe luna, locata con esso 

come stella con stella si collòca. "

 

(Poscia che 'ncontro a la vita presente / d'i miseri mortali)  Dopo che Beatrice  descrive la vita presente dei miseri mortali  (aperse 'l vero / quella che 'mparadisa la mia mente, ) gli rileva la verità, "quella" Beatrice  che rende la  mente di Dante un paradiso -  'mparadisa  .

(come in lo specchio fiamma di doppiero / vede colui che se n'alluma retro)  

La luce che proviene da dietro viene osservata negli occhi di Beatrice come la fiamma di una torcia riflessa nello specchio.

 

(prima che l'abbia in vista o in pensiero )

Dante attraverso gli occhi di Beatrice precede la visione reale.  C'è una anticipazione della realtà suprema che si rivela negli occhi di una donna. Sarebbe interessante parlare della fase dello specchio di J Lacan. 

( e sé rivolge per veder se 'l vetro /li dice il vero).

 Il poeta si rivolgere per vedere se  -  'l vetro -  lo specchio corrisponda alla realtàli dice il vero.

(e vede ch'el s'accorda ). 

E si accorge che si accorda con ciò che esiste. In questo caso il virtuale si identifica con il reale, esiste uno spazio - tempo rivoltato.  

(con esso come nota con suo metro; /così la mia memoria si ricorda ).

La luce della torcia si assimila metaforicamente con il metro musicale del canto. Ecco l'armonia perfetta: luce e suono. La sua memoria rievoca alla stessa maniera di come la luce della torcia si accorda con il canto.

(ch'io feci riguardando ne' belli occhi /onde a pigliarmi fece Amor la corda. )

Così fa Dante, e cioè, guardando attraverso gli occhi di Beatrice, dalla quale l'amore tira la corda per attrarlo.

(E com'io mi rivolsi e furon tocchi / li miei da ciò che pare in quel volume) 

Quando il poeta si rivolge ad ella i suoi occhi sono colpiti da ciò che esiste nel primo mobile,  il IX cielo,  dove si trovano le intelligenze motrici: i serafini.

(quandunque nel suo giro ben s'adocchi, /un punto vidi che raggiava lume ).

Ogni volta che  egli fissa lo sguardo nel moto del cerchio si accorge  di quel punto fisso che è Dio, anzi vede il punto immobile  che raggia di luce l'universo.

( acuto sì, che 'l viso ch'elli affoca / chiuder conviensi per lo forte acume; )

E' talmente intensa quella luce che necessita chiudere gli occhi.

( e quale stella par quinci più poca, / parrebbe luna, locata con esso /come stella con stella si collòca.)

Ecco un'altra inversione: qualunque stella che dalla nostra terra ci appare piccola, lì, al contrario, è la più grande - parrebbe luna - se paragonata all'infinito punto, alla sua infima dimensione, come una stella vicina ad un altra stella. 

Tutto questo sembra assimilarsi alla visione di claudia.

 

Riporto le  due terzine del XXVII canto del paradiso dove si evidenzia  in Dante la visione non euclidea dello spazio, una logica coerente con la relatività di  A.Einstein.

"La natura del mondo, che quïeta
il mezzo e tutto l'altro intorno move,
quinci comincia come da sua meta..."

 

La natura  del mondo  e cioè la sua forza che rende immobile la terra ( mezzo), muove tutto il resto che gli  gira intorno,  da questo cielo trasparente ed irreale  comincia ogni cosa. 

"...e questo cielo non ha altro dove
che la mente divina, in che s'accende
l'amor che 'l volge e la virtù ch'ei piove."

Questo cielo non è più fisico, bensì virtuale, non è in nessun luogo ma  solo nella mente di Dio.  Proprio lì si accende l'amore che lo volge, cioè che  gli permette di girare e la virtù  che da esso piove sugli altri cieli inferiori. L'empireo che è  solo diafano dove dimora la candida rosa, avvolge la trasparenza del primo mobile allo stesso modo il primo mobile (IX Cielo)  ingloba gli altri cieli sottostanti. Per comprendere questo concetto si deve escludere una visione tridimensionale dello spazio,  come  ben dice il fisico Roman Patapievoci occorre considerare diversi livelli. Ciascun livello va inteso come un ribaltamento  del precedente spazio. Si tratterebbe di un iperspazio che ingloba quello di livello inferiore, uno spazio superiore include l'altro. Non è possibile visualizzare percettivamente uno spazio superiore differenziandolo da quello sottostante  (perchè è inclusivo), solo Dante ci riesce senza l'ausilio della geometria non euclidea.  Il IX cielo incorpora  quelli sottostanti, alla stessa maniera di come Dante osserva l'empireo attraverso gli occhi di Beatrice, come se questo ribaltamento gli permettesse di visualizzare  i diversi livelli spaziali, poichè non è l'immagine che si inverte, ma qualcosa di molto più grande: si rivoltano le dimensioni spaziali. L'Empireo si pone su un terzo livello superiore,  include tutti i nove cieli sottostanti, non ha luogo - "e questo cielo non ha altro dove" , la sua natura è mentale. Solo attraverso un gioco  di specchi è possibile concepire il sistema cosmologico dantesco.  Questo modello spiega l'inversione cinetica dei  9 cerchi dell'empireo rispetto ai moti dei  9 cieli. Alla fine tutto in Dio è contenuto:

"O luce etterna che sola in te sidi, 

sola t'intendi, e da te intelletta 

 e intendente te ami e arridi!  "

Oh luce eterna che vivi in te e in te ti intendi ( comprendi)  "… e da te intelletta e intendente"  conosci te stessa, ed intendendoti ti ami e ti compiaci di te. 

Un caro saluto da Nicola

 

 

19 .11.08 

Ciao Claudia,
ho saputo la notizia riguardante la tua mamma,sono addolorato,ti porgo le condoglianze + sentite,fatti forza,ora hai davvero 2 stelle in cielo..
Con affetto Pat
 
 
p.s. Saluti a Nicola e a tutti gli amici del forum.

Ricambio con affetto, Nicola.

 

17 .11.08 

Caro Nicola.... innanzi tutto ancora grazie per essermi stato vicino, ancora una volta, celebrando, non il dolore, ma la l'amore.... e un grazie anche a Barbara per la sua dolcezza.
Ma ti voglio raccontare (in realta', forse, CONFERMARE) una cosa.
Quando l'altra notte ti ho scritto della mia mamma erano appena andati via gli amici che ci hanno fatto compagnia ed ero sola in attesa che di lì a poco arrivasse il mio compagno che la sera aveva lavorato.
Dopo che ho scritto a te....sono uscita in giardino...era freddo, ma volevo guardare il cielo...
Ad un certo punto tra tante stelle, alla mia sinistra ne ho notate due, vicine vicine tra loro, che brillavano di piu'.
E mi sono detta...è giusto...ora sono due le mie stelle.
E poi mi sono chiesta chissa' quale è quella di mamma e quale quella di Isa?
Le ho guardate ancora un po' e poi sono tornata in casa.
Sono andata a letto ed esausta pian piano mi sono addormentata.
Alle 05.40 ero sveglia.... allora mi sono alzata e ho pensato di far uscire i miei due cagnoni...
Così sono di nuovo uscita in giardino.... istintivamente ho guardato su verso il punto dove avevo visto le "mie" stelle...
c'erano ancora le due stelle, ma immediatamente, senza alcun rumore, una delle due stelle è come esplosa (perdonami il termine, ma non riesco a spiegare diversamente...era un fenomeno che non avevo mai visto) proiettando tutto intorno una luce  come se fosse polvere di stelle (hai presente quei fuochi d'artificio  che esplodendo irradiano tutto intorno polvere di luce a pioggia)... poi finita la luce della polvere di stelle, la stella e' tornata ad essere, per un attimo, come una luce fissa; subito dopo è come se fosse discesa un po' ( come quando cadono e  lasciano una scia lunga tutto il percorso... ma qui la scia è stata cortissima... alla mia vista... come se la stella  si fosse abbassata di un metro sotto di lei...lasciando dietro una scia di luce) e poi è sparita.

Io sono rimasta a bocca aperta (probabilmente è un fenomeno che molti hanno visto, ma a me non era mai accaduto).... mi si è allargato il cuore... e le ho solo detto... Ok... ho capito qual era la tua stella.... "ciao mamma".

Sono rientrata.... ancora con tanto dolore...ma piu' serena... ero (e sono) certa che la mia mamma mi aveva risposto.

E quando, la sera successiva, ho letto cio' che tu hai scritto sul forum (credo subito dopo)... ho sorriso ancora...nonostante la commozione...

era un po' come se la mamma (e Isa) rispondendo a me...in qualche modo... "si fossero collegate" anche a te... conoscendo il tuo amore per Dante....e "l'Iniziato Punto....che move TUTTE le stelle":

il tuo scritto dedicato a noi finiva proprio così...."con le stelle".

Ecco.... volevo sono dirtelo e lasciare anche a te di valutare quanto, forse, nella ricerca, seria ed onesta dell'amore, siamo tutti, universalmente, collegati.

Un abbraccio di cuore a tutti coloro che sul tuo forum, umilmente, donando cio' che hanno imparato, riescono a dare  così tanto...

L'amicizia e la stima che ho per te... la conosci gia'

Grazie, Claudia.

Ti racconterò a tal proposito molto presto qualcosa su Dante.

Un abbraccio forte  da Nicola.

16 .11.08 

Buongiorno Nicola,ti scrivo perchè vorrei fare le condoglianze alla Signora Claudia. Ti ringrazio anticipatamente e ti mando un forte abbraccio Barbara.

Cara Claudia,mi chiamo Barbara,ho letto la triste notizia della morte della tua mamma. Ti faccio le mie Condoglianze e sono addolorata,lo so che non ci conosciamo ma dolcemente ti sono vicina in questo tuo dolore,ma nel mio cuore ho la consapevolezza che ora la tua mamma è insieme alla tua Isa e saranno felici nel Regno dei Giusti.
Perdonami se ti ho dato del "TU" e se non ti so dire altre parole di conforto.

Con affetto Barbara.

16 .11.08 

Mi ha scritto Claudia dicendomi che  è morta la sua mamma ( la nonna di Isa): - "Stamattina la mia mamma ha raggiunto Isa."  Ella, riferendosi a tutti noi, proferisce delle parole dolcissime e profonde, riporto questo suo pensiero che in passato avevo inserito nel sito :

- "Erroneamente pensiamo che i figli siano nostri, ma quando viene donata loro la vita attraverso noi stesse dobbiamo accettare il fatto che prima o poi dovranno volar via; purtroppo non sempre il volo si limita a questa terra....;
Isa ha spiegato le ali per incominciare a volare, da sola, con coraggio,verso quel mistero immenso che è il cielo infinito, verso quella fonte inestinguibile di gioia ed amore che è quel Dio che ci ha fatte incontrare, conoscere ed amare infinitamente l'un l'altra." 

Voglio dirle che le siamo tutti vicini, soprattutto in questo triste momento dove i due lutti si sommano. Claudia è una grande persona che  dopo la perdita della figlia ha affrontato la vita  con coraggio e umiltà aiutando i bambini bisognosi, ha trascorso le feste e i natali con loro, partendo dall'Italia per la Moldovia.

Claudia rivolgendo il suo pensiero alla sua unica figlia dice:

- "Isa mi è sempre vicina ed è lei adesso a prendersi cura di me, ad infondermi forza e coraggio, ad aiutarmi a comprendere che nulla termina, ma tutto ha nuovamente e meravigliosamente inizio.
E' grazie a questa Fede che Isa adesso mi prende per mano, quando gli attimi sembrano giorni, quando i silenzi sembrano disperazione, quando penso di non farcela piu', Isa è lì accanto a me e mi dimostra che non mi ha lasciato.
Isa aveva ragione: lassù, tre metri sopra il cielo, tutto puo' succedere; e me lo fa capire ogni giorno.
Arrivederci Angelo mio."
Mamma

Riporto un altro suo pensiero dedicato ad Isabella.

9 febbraio 2006                            

 Isa....

per 15 anni la mia piccola-grande donnina...

dal 19 febbraio 2006... il mio piccolo-grande angelo...

ma per sempre l'Amore più grande.

Due anni senza di te, fisicamente, qui....

Ma se vado oltre il dolore, a volte lacerante, mi accorgo che...

in ogni fatto, azione o luogo della mia vita... tu manchi...

e.... in ogni fatto, azione o luogo della mia vita... tu ci sei...

indissolubilmente...

e ci sarai.... SEMPRE.

Perchè ciò che io sono oggi... e per sempre... è il frutto di quello che ha significato partorire, crescere , conoscere ed amare te...

Perchè ciò che io sono oggi... e per sempre... è il frutto di quello che ho imparato crescendo con te....

Perchè ciò che io sono oggi... e per sempre... è il frutto di quello che di più importante tu mi ha insegnato e, così, continui ad insegnarmi:

 l'AMORE.

E con quell'amore, per te e CON TE , io oggi vado avanti...

cercando di donarlo e farlo comprendere agli altri...

cercando di far comprendere che, umanamente, non si vive in eterno, ma che la speranza che genera l'amore che portiamo, che doniamo, che insegniamo,  gratuitamente... quella sì....

 APPARTIENE ALL' ETERNITA'

E in quell'amore e in quella speranza tu sei eternamente con me... e con chiunque lo voglia.

E in quell'amore e in quella speranza tu sei.....

 FOR EVER

E mi prendi per mano.... ogni giorno

 

la tua mamma

 

Nonostante io sia un agnostico voglio nuovamente ripetere parte della meravigliosa poesia di Dante dedicata alla madonna, è la 'summa' poesia delle mamme. Cliaccando su Dante  troverete la parafrasi e la continuazione.

"Vergine Madre, figlia del tuo figlio,

umile e alta più che creatura,

termine fisso d’etterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti sì, che ’l suo fattore

non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore,

per lo cui caldo ne l’etterna pace

così è germinato questo fiore.

                                                  Dante.

 A te, grande donna coraggiosa e forte,  che il sole possa non tramontare mai sui loro volti e sorridere.  

Un abbraccio da Nicola

 "... si come rota   ch'igualmente è mossa, l'amor che move il sole e l'altre stelle."

                                                                                                                                         Dante.

 

 

15 .11.08 

Riporto un breve contatto metafonico di oggi: - “Così presto può raccogliere i frutti! “  

La domanda è inerente al tema del suicidio, c'è una ingiustizia di fondo, quando il tempo viene spezzato, quando viene tolta l'opportunità di raccogliere i frutti. Anche Gesù diceva a Giuda l'albero darà i suoi frutti.  Inoltre, nessuno può giudicare o dire qualcosa se non attraverso una attenta ricerca; non si possono raccogliere i frutti se non dopo sacrifici e non come si fa oggi che si pretende tutto e subito. Dopo la voce dice: - “Mentre corro esiste la libertà. “ Noi siamo attanagliati da spazi  chiusi, limitati, la libertà è simile ad una corsa gioiosa, un bimbo è libero quando corre, non quando viene sempre bacchettato e chiuso.

 Questa società limita lo spazio di ciascuno. La voce sembra riprendere il tema del discorso precedente. Ecco il suicidio: togliere il respiro all'altro, non permettergli di correre ma soffocarlo.  Poi la voce si domanda: - “C'è carità?”  La risposta la conosciamo, giudichiamo con una facilità estrema, ma non siamo caritatevoli.  Dopo la voce continua dicendo: - “Sai che pulito il fiore tieni il carattere.”  E' una grande verità, c'è troppo ego in noi,  quanti bei discorsi facciamo ma ritorniamo sempre sugli stessi passi. Diciamo di pulire il fiore, però rimaniamo immersi, contaminati dal possesso, dalla gelosia, dall'ingiustizia, non modifichiamo il carattere ma solo l'abito. Infine la voce si esprime in siciliano: -  “Ritorna chi mi amici  è giusto, senti dire è difficile. “ Vuol dire ritorna con i miei amici, senti dire è difficile. 

Riporto l’intero discorso: "Così presto può raccogliere i frutti! Mentre corro esiste la libertà.  C'è carità? Sai che pulito il fiore tieni il carattere. Ritorna chi mi amici  ( Ritorna con i miei amici)  è giusto, senti dire è difficile."

La voce è stata registrata seguendo le modalità di sempre.   

Clicca per ascoltare su :

Voce metafonica:  Contatto del 15 Novembre.

15 .11.08 

Caro Nicola Schepis,

innanzitutto le faccio i miei complimenti per il sito. Le ho scritto perché volevo avere un'informazione sulla "tecnica metafonica",pur avendo un atteggiamento leggermente scettico ma possibilista nei confronti di tale "ricerca".Per lo più sono anche agnostico e tendenzialmente relativista. Ciò che potrebbe spingermi a voler provare questa tecnica è la mia "agonia spirituale",cioè,la mia non realizzazione spirituale oltre al voler contribuire a questa "ricerca". Tuttavia sono molto dubbioso nel volerlo fare in quanto qualora si avesse a che fare realmente con il cosiddetto "aldilà" proverei vergogna di me stesso nel parlare con loro e anche per il fatto di non essere sicuro di me e del cosa mi spinge a fare ciò (questa confusione è dovuta al mio approccio severissimo a tale idea, non mi andrebbe di cedere alla "curiosità" come magari qualcuno ha fatto).Ma arriviamo alla domanda: secondo lei,oltre al metodo del nastro rovesciato e della radio è valido anche quello di un comune registratore (anche quello dell'mp3 per esempio) ? ovviamente registrando un "sottofondo" e poi pulendolo con appositi software,magari anche semplici tipo Audacity? questo ovviamente sempre abbinato al rispetto per i presunti trapassati...Infine cosa ne pensa dei coniugi Desideri e dei loro risultati?

Saluto cordialmente

M.

 Dal mio punto di vista è positivo essere agnostici, quando ci troviamo  nell'impossibilità di stabilire con certezza se un evento è vero o falso non ci resta che mantenere una neutralità di fondo. Per quanto riguarda la registrazione con un mp3 è possibile realizzare qualcosa di insolito,  le inserisco il link che le farà ascoltare una mia registrazione meta realizzata al cimitero di Tortorici con un mp3. 

La voce di una fanciulla e di un bimbo fantasma al cimitero di Tortorici

 

Per quanto riguarda i coniugi Desiderio non esprimo alcun giudizio in merito, nel campo della metafonia ci mancano dei parametri oggettivi e finché sarà così non è possibile stabilire nessun criterio standard. Tuttavia, per i file molto confusi non è possibile accettarli, in quanto in quei casi c'è poca attendibilità.  Comunque, a mio modesto avviso, esistono dei criteri di valutazione anche se non si possono ritenere scientifici. Se la voce riporta un'informazione abbastanza circoscritta e dettagliata sconosciuta all'operatore metafonico è possibile considerare interessante il contatto. Poi va considerata l'analisi semantica,  verificare le relazioni significative tra i vari messaggi. Troverà nel mio sito molti scritti su questi argomenti . 

 

 Le riporto la procedura di registrazione richiesta da altre persone.   

 

10.05.08 

E' un papà che scrive.

Ho avuto modo di visitare il Vostro sito ed ho constatato  che presenta uno spettro amplissimo di circostanze  e di riferimenti  che dimostrano una evidente affidabilità del lavoro da voi condotto. Ho perso due anni orsono una figlia di 24 anni, quasi alla fine degli studi universitari, con tanta voglia di vivere, intelligente ed altruista, alla quale noi familiari siamo stati sempre molto legati.E' rimasto un vuoto profondo, incolmabile,  ed una tristezza immane  che il tempo non ha aiutato a superare .Ho una esigenza assoluta di capire che mia figlia c'e', e' da qualche parte, ci vede  e ci vuole bene.Lei potrebbe aiutarmi , mettendomi a disposizione un poco del suo tempo per spiegarmi come e cosa fare per  utilizzare la metafonia, che oggi per me e' uno strumento nuovo di cui non conosco assolutamente nulla. E tuttavia questa e'  diventata  una speranza  per  sapere che mia figlia " C'e' " e che il nostro affetto non e' vano . Le sono grato di quanto vorrà fare

E.

 Come prima cosa le inserisco il link della procedura per registrare, la spiegazione è molto semplice, le suggerisco un programma audio di registrazione Adobe Audition 2.0. Seguendo le mie indicazioni verbali potrà capire come registrare. 

Clicca sul collegamento ipertestuale sentirà la mia voce che la guida passo per passo.

Come registrare.

 Per quanto riguarda il resto del suo discorso lei ci riporta al tema del dolore, al perchè  della  vita, soprattutto, come trovare un significato valoriale che dia il  senso di andare avanti, quando la vita stessa viene così offesa e mutilata. Di questo silenzio non se ne parla mai, la gente fugge e ciascuno si ritrova da solo con un fardello impressionante.   

 "E' sacro il luogo del dolore". Oscar Wilde .  

 Oggi siamo invasi da una felicità fasulla propinata dalle veline, dai sorrisi ipocriti di alcuni politici, da un falso perbenismo che regna ovunque imperante, e nessuno si cura del dolore dell'altro, dell'importanza dell'ascolto e della condivisione.  

 "A casa mia avevo tre sedie: una per la solitudine, due per l'amicizia, tre per la società" .Henry David Thoreau  

  Le altre sedie oggi sembrano dissolte, quando un genitore perde un figlio o una figlia nel fiore dei suoi anni, chi potrà occupare il silenzio. La metafonia acquista uno spiraglio molto importante perché apre una porta, dinanzi a tutte le strade serrate dalla morte, questa nuova possibilità sembra dipanare un'essenza valoriale profonda, altissima. Se volessimo rappresentarci la vita  potremmo disegnarla come un segmento così minuto da risultare invisibile alla vista, le molteplici generazioni che ci hanno preceduto sono svanite nel nulla, ma noi non ci pensiamo, da uomini d'azione corriamo per le strade del mondo senza riflettere. Ungaretti ci dice:  “Tutto ho perduto dell'infanzia/ E non potrò mai più/ Smemorarmi in un grido./ L'infanzia ho sotterrato/ Nel fondo delle notti/ E ora, spada invisibile,/ Mi separa da tutto/ Di me rammento che esultavo amandoti,/ Ed eccomi perduto/ In infinito delle notti./ Disperazione che incessante aumenta/ La vita non mi è più,/ Arrestata in fondo alla gola,/ Che una roccia di gridi”. Anno 1937

Giuseppe Ungaretti da grande poeta si rende conto ancor più di uno scienziato del senso del tempo, perché lo vive nella sua drammaticità:  - “Ma io non sono/ nella fionda del tempo/ che la scaglia dei sassi tarlati…”

 Il tempo è una “fionda” non ti accorgi di come ti attraversa, e vola via, non resta che l’attimo vissuto, inappagato ma fugge lontano.

Ungaretti affronta il tema del distacco: - “Foglie, sorelle foglie, / Vi ascolto nel lamento./ Autunni, / Moribonde dolcezze”.
Ci riporta alle foglie ingiallite, alle foglie caduche, ai tappeti indorati d’autunno; noi attraversiamo tutte le stagioni per poi volare come le foglie e  forse non capire di essere  stati solo foglie al vento.

Ma sono alla ricerca con voi di queste foglie volate, della loro pura forma, della loro rappresentazione nella coscienza.

Con stima da Nicola

 

 

Un  saluto da Nicola.     

 15 .11.08 

Grazie Nicola di aver inserito la mia e-mail nel tuo sito per me era molto importante e grazie per quello che hai detto.Sei un grande amico una bellissima persona e sei stato la mia salvezza, non smetterò mai di dirlo.
Con affetto e stima B.

Ricambio con affetto da Nicola

15 .11.08 

Caro Nicola, do pienamente ragione alla tua tesi, penso, però, che non mi sono saputa spiegare bene. Il concetto che ho espresso, non si riallaccia ad un fattore espressamente volontario, ma di una grave forma di patologia che ci porta a commettere, quello che nessuno farebbe in coscienza e in lucidità. Non accosto la religione a queste forme depressive, mi guarderei bene, solamente volevo ribadire il concetto, che quando una persona commette "l'atto più brutto del mondo" lo fa non per sua volontà, ma perché travolta da uno stato depressivo che cancella tutti gli affetti e i valori della vita. Diventa autrice di un misfatto di cui non ha nessuna colpa, ecco il perdono di Dio. Questo volevo sottolineare, anche perché non ho mai pensato che chiunque si sia tolto la vita l'abbia fatto per piacere o perchè gli andava di farlo. Però vi sono delle eccezioni, alcuni si suicidano volontariamente, vedi tutti coloro che si drogano o che escono dalle discoteche ubriachi, sapendo il rischio che corrono.

Se precedentemente mi sono espressa male me ne scuso.

Un caro saluto Alida.

 

Il suicidio apre un grosso problema,  oltre alle patologie da me  elencate sopra, definisce la tragicità della  solitudine e dell'incomprensione che non trovano alcuna risposta in una società mediatica, nella quale la disperazione di tanti si consuma nel silenzio dell'amore,  ed ecco più che mai l'indifferenza della gente trasformata in una massa di consumatori senza scrupoli. Ieri parlavo con una persona la quale mi raccontava come molti anziani venivano bistrattati dai loro  figli ed abbandonati a vissuti di solitudine. C'è gente talmente immiserita che dialoga coni topi.  

Tu, riferendoti  al  tema del suicidio, ci  dici che la persona " Diventa autrice di un misfatto di cui non ha nessuna colpa, ecco il perdono di Dio." Credo che Dio non ha niente da perdonare, se mai sarebbe l'uomo  a  dover perdonare  Dio per  aver creato un mondo imperfetto. Se non c'è colpa non ha senso il perdono, perché se parliamo di perdono insinuiamo una colpa. Chi si suicida non ha ucciso nessuno, ma è stato vittima di una profonda caduta depressiva, di una alterazione biochimica nel cervello, del silenzio di una società senza scrupoli, di un liberismo economico sconcertante dove il prezzo è al di sopra di qualsiasi sentimento.  Eppure c'è troppo silenzio, nessuno ne parla, nessun politico  affronta questa tematica,  viviamo il tramonto della storia e nessuno  proferisce una parola.

Il suicidio è come una porta che si apre e subito trovi l'inverno.  Dovremmo ricostruire questa Italia che sta crollando a pezzi, non abbiamo più lingua, abbiamo perduto le nostre tradizioni, ma in compenso abbiamo le televisioni e tutte le sciocchezze di questo mondo.  Per comprendere e spiegare  l'ultimo tuo riferimento dovremmo riferirci a processi sociologici  molto complessi riferiti alle problematiche delle dipendenze. Il creving è un desiderio compulsivo incontrollabile che caratterizza le dipendenze patologiche. Non mi soffermo su questo argomento per non stancare il lettore. Vogliamo trovare una colpa? La colpa è dei processi capitalistici e speculativi che inducono ad un consumo sfrenato innescando nella mente meccanismi compulsivi, nonché delle infinite  massicce pubblicità disarmanti e volgari.

Un caro saluto da Nicola

 

14 .11.08 

Buongiorno Nicola,vorrei dire una cosa alla Signora Alida che rispetto il suo pensiero ma ovviamente non lo condivido.
Io quando pensavo al suicidio e ci sono andata vicino per ben tre volte,ma talmente vicino che come ho già detto mi ha salvata Nicola e la mia famiglia. Io volevo farlo NON PER MENEFREGHISMO NEI CONFRONTI DELLA MIA FAMIGLIA,MA PER "AMORE" PERCHE' NON VOLEVO ESSERE UN "PESO" PER MIO MARITO E MIO FIGLIO PERCHE' HO PROBLEMI DI SALUTE E HO PERSO ANCHE IL LAVORO PER QUESTO.
Quindi come ha detto Nicola bisogna andare con i piedi di piombo prima di commentare cose che non si conoscono.

Scusa Nicola ma non potevo rimanere in silenzio,ho sentito il bisogno di scrivere il mio pensiero.
Ti mando un forte abbraccio.
B.

Condivido pienamente quanto tu dici. Chi si suicida  merita un profondo rispetto, è una persona che ha avuto la sfortuna di soffrire e non essere capita, semmai, è  questa società che va condannata, che non aiuta, che offende, che critica e non ama. C'è tanto silenzio e pregiudizio che regna ovunque, quanto è difficile mettersi al posto dell'altro e considerare il mondo da un punto di vista diverso. Quanto è difficile cambiare prospettiva, cercare di capire e pensare che esistono modi diversi di essere, pensieri dissimili, emozioni differenti, ciascuno vive un dolore tutto suo, noi quando interpretiamo l'altro lo feriamo, perchè riportiamo l'altro al nostro modo di essere non alla sua realtà.

"Se io potessi vivere un'altra volta la mia vita / nella prossima cercherei di fare più errori / non cercherei di essere tanto perfetto, / mi negherei di più... Se potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all'inizio della primavera /e continuerei così fino alla fine dell'autunno. /Farei più giri nella carrozzella, /guarderei più albe e giocherei di più con i bambini, /se avessi un'altra volta la vita davanti./Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo..."

                           Jorge Luis Borges  

 

Con stima da Nicola

 

14 .11.08 

Caro Nicola, INIZIO sempre cosi ogni volta che ti scrivo caro Nicola,  perché  sei davvero molto caro … sai come ti chiamo io??

Il subito dopo … L’approccio più importante … La prima importante porta … Grazie io non finirò mai di ringraziarti …

Anch’io come altre persone sono rimasta molto, ma molto presa da ciò che ha scritto il signore ....  riguardo la sua ex fidanzata che  si è tolta la vita terrena per proprie mani … è un qualcosa che rimane dentro e non va più via , anche se la vita deve continuare e proseguire, un dramma del genere rimane …  mi ha colpito anche perchè non ricordo se lo stesso giorno o dopo ho ricevuto uno scritto di una certa M. che rimaneva accanto al suo amato A … una coincidenza cosi mi ha colpito ancora di più e come sempre la cosa straordinaria sono i tuoi messaggi brevi, ma molto, molto veri, che colpiscono il profondo e ci lasciano un qualcosa che ci lega in amicizia in gratitudine a te per la vita, ecc. Poi, non so spiegarti, ma il tuo sito mi riporta a tempi remoti dove posso immaginare Francesca o Santina in un contesto che non esiste più, si respira il profumo nostalgico di un qualcosa che purtroppo il tempo l’ha strappato, però tu  hai dato a  loro la vita, continua cosi …

con tanta immensa stima,

Santina.

Cara Santina, ti ringrazio, sempre, per le tue lodi che non merito, io sono uno come te e come gli altri che tenta solo di capire, cerco di essere attento  nell'esaminare ciò che faccio e, soprattutto, sono molto prudente, per questo motivo mi limito agli osservabili senza definire con certezza i risultati.  

Un caro saluto da Nicola. 

 14 .11.08 

Caro Nicola, voglio rivolgermi alla triste storia di questo signore, che ha dovuto subire la tragica fine di una persona cara. Vorrei soffermarmi sull'azione che annienta la nostra vita, che tanto proteggiamo e curiamo "Il suicidio". Secondo me, è un grande mistero della mente umana, si nasce con un grande istinto, cioè quello della conservazione. Chi di noi, al primo sintomo di malessere, corriamo subito dal dottore, facciamo analisi, accertamenti, ritorna la vita in noi, quando ci viene detto: "lei non ha niente".Ecco, in questa logica, il "suicidio" manca di questo grande amore verso noi stessi, qualche meccanismo oscuro lapida la mente in modo irreversibile a colui/lei che lo mette in atto. Bisogna avere un coraggio indescrivibile, nessuna paura, nessuna esitazione, un buio totale di sentimenti, un menefreghismo totale per chi ci ama. Una trasformazione disumana che genera l'atto più brutto del mondo, togliersi la vita, il dono più grande. Ma Dio è misericordioso è capisce che in fondo la sua creatura è tornata, non per volere proprio, ma per la nebbia che ha avvolto la sua esistenza e si è perduta nei meandri del buio dell'anima. Dio permetterà che il suo spirito, potrà sempre essere vicino, a tutti coloro che in questa sua vita terrena tormentata interiormente, hanno provato tanto amore per lei, ma non l'ha percepito purtroppo.

Un saluto a tutti Alida  

 

Il suicidio è un dramma, ma va capito, intervengono numerosi fattori e non va  escluso quello biochimico, per esempio il 19 % dei  soggetti con disturbi dell'umore ( bipolari)   si suicidano.  Questa sindrome è caratterizzata da modificazioni ciclico-periodiche dell'umore, con periodi   asintomatici, si alternano  fasi depressive ed altre con  esaltazione dell'umore. Le cause sono per lo più di natura biologica, genetica ed ambientale. La cura è farmacologica ed allo stesso tempo psicoterapica, non si escludono altri interventi.  Il suicidio non si può spiegare in termini mistico religiosi, si rischia di ritornare ai tempi della peste bubbonica quando schiere di  flagellatori invocavano perdono a Dio fustigandosi a sangue. I flagellatori erano ignari del fatto che con il loro folle gesto  incrementavano il contagio infettando, perchè Dio e i peccati  non c'entravano niente con la peste bubbonica, mentre il loro sangue si.  Non condivido la tua frase riferita a chi si suicida:

 - : "un menefreghismo totale per chi ci ama." 

Una persona che attraversa una caduta depressiva va solo capita, non è assolutamente vero che se ne frega degli altri,  ma vive una caduta impressionante dell'umore con un'angoscia insopportabile.   Chi non ha provato questo stato deve solo tacere! Il libero arbitrio nei casi di suicidio non c'entra, proprio, niente, ci porta fuori strada. Invito tutti ad essere prudenti nelle affermazioni, a non porre giudizi. Ricordatevi: i giudizi e i pregiudizi sono la rovina del mondo! Soltanto gli studi psichiatrici ci possono essere utili  per comprendere il problema.   

Nella depressione il suicidio, spesso, si manifesta e va studiato. Riporto le  stime dell'OMS,  (organizzazione mondiale della sanità ) i dati ci dicono che  si suicidano ogni anno nel mondo circa 800.000 persone. Il depresso si sente prigioniero di se stesso, non vede una via d'uscita, chi è depresso perde qualsiasi interesse per la vita, tutto è vissuto come un dramma,  con un profondo senso di inutilità; nella depressione l'umore subisce una grave alterazione, modifica lo stato emozionale  e l'individuo si abbandona ad una intensa  angoscia cronica, ingestibile.  Questo suo  stato lo  porta ad un distacco progressivo dagli affetti più intimi e dal mondo; è la malattia che induce il suicidio non     “un menefreghismo totale per chi ci ama.” 

Nella depressione è vero che  manca l’amore verso se stessi, ma ciò è dovuto ad una profonda caduta dell'umore – “ Ecco, in questa logica, il "suicidio" manca di questo grande amore verso noi stessi, qualche meccanismo oscuro lapida la mente in modo irreversibile a colui/lei che lo mette in atto”. Non è, assolutamente, un meccanismo oscuro, oltre le cause biochimiche quelle psicologiche presentano un aspetto rilevante. La scienza ci induce a capire e si differenzia dal giornalismo spicciolo al quale siamo abituati ogni giorno, dove schiere di giornalisti poco competenti esprimono la loro opinione pur ignorando il problema. Ma alla televisione che si basa sulla fiction interessa poco la conoscenza dei fatti, segue l'indice di ascolto e rende vero l'inverosimile.  

Il suicidio non è "l'atto più brutto del mondo"  come tu dici ed una certa chiesa ci ha proposto, perché la chiesa cattolica nella storia  ha peccato di profonda presunzione condannando al rogo la scienza.  Non possiamo dimenticare quanto sia stata fondamentalista nel passato e quanto ancora lo sia.  Il suicidio, al contrario, è il dolore più grande del mondo. Non si deve assolutamente giudicare chi  si suicida, si manca di rispetto, ma aiutare la persona, prevenire evitando nei limiti del possibile che ciò possa accadere.

Mi hanno scritto altre persone risponderò dopo. 

Un caro saluto da Nicola

 

11 .11.08 

Risponde il signore della lettera, cioè quella persona che ha parlato del dramma della sua exfindanza che si è suicidata, fa, inoltre, alcuni riferimenti al contatto metafonico da me registrato con la presunta  voce di lei. 

Grazie Dottore
ho ascoltato la registrazione. Non sto qui a fare della retorica,dicendo semplicemente quanto sia stato emozionante sentire determinate cose..... Molto di più caro Nicola (ti do del tu), il punto principale della questione  è LA FAMIGLIA!!Nella mia lettera non avevo accennato del suo malessere con la famiglia, della mancanza di dialogo che ultimamente lei aveva con i suoi genitori, soprattutto, delle divergenze che erano nate dopo la nostra rottura a causa dei suoi comportamenti diciamo un po'superficiali e autorevoli. I suoi genitori sono persone di mezza età, classiche persone che hanno dedicato la loro vita ai figli,affrontato i mille problemi della loro epoca quindi poco attenti culturalmente a ciò che potrebbe essere.
Lei non ha lasciato nulla di scritto caro dottore,questo dettaglio non lo avevo citato nella lettera quindi lei nella comunicazione mi dice : "conosci il problema dici" io penso di conoscerlo, né ipotizzo tanti ma non so mai quale potrebbe essere quello giusto. L'altra cosa che mi lascia un po' perplesso è:"mi ricredo". Per carattere sono molto introverso,per questo ci tenevo a rimanere anonimo,infatti ti ringrazio infinitamente della grande accortezza che hai avuto nel trascrivere il mio testo nel sito,l'unica persona con la quale ad oggi condivido il dramma di della mia exfindanzata è mia mamma,anche l'unica persona a conoscenza della lettere che ti ho scritto. Scusami se ho avuto la presunzione di darti del tu,ma così mi sento più libero moralmente di esprimere i miei pensieri ed è come se avessi di fronte a me una persona che conosco da una vita.

Ancora tanti saluti DOTTORE spero che la nostra relazione amichevole possa
progredire nel tempo.

con stima
[…]

Vorrei anche ringraziare tutte le persone che mi hanno scritto,per la sensibilità dimostrata nei miei confronti.

Mi ha lasciato un entusiasta la signora FLAVIA!!!!!! Sarà anche questa una coincidenza non lo so....

Saluti dottor Nicola e grazie ancora!!!!!

[…]

Sembra un riferimento  molto significativo quanto avevo riportato della voce:Poi la voce pronuncia la parola famiglia in siciliano  dicendo Famighia .  - "In famighia auto pensiero”.-  Quando il pensiero non si confronta con altri pensieri ma diventa autonomo, assoluto è grave , compromette le relazioni umane. Oggi questo aspetto è presente più che mai nella politica italiana.  

Io mi ero limitato a questo contenuto, poiché mi mancavano altre informazioni, mentre il Sig. […] mi dice: -  "…il punto principale della questione  è LA FAMIGLIA!!Nella mia lettera non avevo accennato del suo malessere con la famiglia,della mancanza di dialogo che ultimamente lei aveva con i suoi genitori, soprattutto, delle divergenze che erano nate dopo la nostra rottura a causa dei suoi comportamenti diciamo un po'superficiali e autorevoli. I suoi genitori sono persone di mezza età, classiche persone che hanno dedicato la loro vita ai figli,affrontato i mille problemi della loro epoca quindi poco attenti culturalmente a ciò che potrebbe essere." 

Nicola

11 .11.08 

Ciao Nicola, ho guardato il tuo forum e leggendo l' e- mail che ti ha mandato il Signore che ha perso la sua ex fidanzata,capisco solo ora che se anch'io avessi commesso quel gesto avrei rovinato la mia famiglia. E' difficile per me parlare di suicidio. Le ragioni sono numerose. Io ero assalita come ti ricordi anche tu da una forte angoscia e disperazione e pensavo di non riuscire a fare nulla nella mia vita. Altri lo fanno per orgoglio,a causa di quello che hanno o non hanno fatto gli altri nei nostri confronti,oppure provano un desiderio violento e si uccidono per collera e si lasciano sopraffare dalla tristezza. Ma parlando del mio caso con il tuo aiuto e con l'aiuto della mia famiglia e degli amici sono riuscita ad uscirne perché a tutto c'è un rimedio, perché l'impulsività non porta a niente e si rischia di fare un errore madornale!.
Se posso dire qualcosa al Signore che ti ha scritto,gli direi che la sua ex ragazza Le resterà sempre accanto perché è molto forte l'amore spirituale che è in loro e quello non morirà mai,ma non deve sentirsi in colpa per quello che è successo,ognuno di noi prende delle decisioni.
Mando al signore un forte abbraccio.
Grazie Nicola per tutto quello che fai per noi.

Con affetto B.

Io  ho aiutato via e mail questa signora che non conosco personalmente, ricordo quando ha attraversato un periodo molto difficile. Ricordo il suo dolore, la sua disperazione.  Mentre,oggi, c'è tanta televisione che fa scorrere solo veline, idiozie e bugie, in molte famiglie si consumano drammi sconcertanti. Quello che mi stupisce e mi scompagina  è il silenzio sociale, questa decadenza senza limiti, questo nulla che avanza. Oramai vige una società di egocentrici e di narcisisti, ma non è colpa della gente, ma di questo potere sfrenato,  di quest' onda globalizzata che obbliga tutti ad un pensiero unico. L'estrema superficialità ed arroganza di buona parte dei politici  italiani  è pane quotidiano ,oggi si  decreta con i sondaggi, mentre  nel silenzio delle notti si consumano drammi celati da un silenzio sconcertante.

Gli show,  le fiction vanno in onda  nel tentativo di ridurre la maggior parte degli esseri umani a  tanti ebeti, cancellando il resto dal mondo, come se il mondo fosse solo quello.  C'è una equazione: la realtà è quella che viene illuminata da una telecamera, mentre  ciò che non è televisivo non c'è, ciò che non appare non esiste. Questo modello arrogante si è diffuso tra la gente, la televisione, oggi, la trovi nel cervello di una moltitudine di persone, nella loro  insolenza, volgarità e superficialità.  Chi crede nei contenuti viene messo al bando, trionfa l'isola dei famosi, il grande fratello, e c'è chi con arroganza sostiene che la televisione fa cultura.

Oggi chi parla da uno schermo può dire quello che vuole,  tutto e il contrario di tutto, siamo caduti così in basso, che più in basso non si può. La cultura e la conoscenza sono aborriti, addirittura, in Italia, c'è qualche politico che viene considerato come il nuovo messia ed è  molto più popolare di Gesù Cristo . Egli non dice apertamente di essere onnipotente ma lascia intendere  parole messianiche: "Io sono la via, la verità e la vita." Chi non accetta il suo pensiero dominante è un imbecille,  nessuno  può contraddirlo perché viene definito un fazioso, gli viene tappata la bocca e se parla grida solo al vento, tanto viene emarginato dai maggiori circuiti informatici, la sua voce è  meno di una fionda contro un bombardiere, non fa rumore e si spegne nel silenzio. Anche se canta e parla come un fiore di loto, quel fiore viene poi  spremuto e dinanzi a lui non resta che il deserto.

Buona parte degli italiani attribuiscono a questo politico virtù sovraumane, se si sostiene il contrario si è scomunicati, messi alla gogna come eretici, se non alla  forca psicologica . E' la fine del confronto, non resta che tacere senza limiti! Ma quanto silenzio avanza e si nasconde dietro le vetrine natalizie, nelle domeniche uguali e monocordi, nell'orologio che scandisce sempre la stessa ora, un'ora disperata senza senso e la vita passa, si consuma e poi si spegne come una candela. Chissà se fra dieci anni qualcuno ancora ci ascolterà  "… e quando vaghe di lusinghe innanzi / a me non danzeran l'ore future, / né da te, dolce amico, udrò più il verso / e la mesta armonia che lo governa, / né più nel cor mi parlerà lo spirto / delle vergini Muse e dell'amore, / unico spirto a mia vita raminga…" 

Questa breve parte del carme dei sepolcri di Ugo Foscolo sembra  interpretare bene  il nostro periodo storico, questo momento in cui la speranza viene meno.   

 Foscolo ci dice: Quando le ore future fluiranno  scialbe, incerte , senza attrattive, ma vuote, quando non udrò più da te mio dolce amico il tuo verso  e la malinconica  armonia che lo regge, né il cuore sarà lusingato dall' amore delle muse ispiratrici unico ideale della mia vita solitaria...  

Questo pensiero l'ho reciso volutamente, perché continua il suo senso, ( ho preferito fermarmi al quando ) anzi, l’ho reso incompleto. Ho volutamente interrotto il pensiero foscoliano che ci riporta ai sepolcri, preferisco limitarlo alla sua domanda, perché oggi non c'è risposta al suo quesito. Ma il grande poeta aggiungeSol chi non lascia eredità d'affetti /poca gioia ha dell'urna;”

Oggi abbiamo dissolto ogni eredità di affetti, così viene meno quella celeste corrispondenza di amorosi sensi: “…Celeste è questa /corrispondenza d'amorosi sensi, /celeste dote è negli umani; e spesso /per lei si vive con l'amico estinto /e l'estinto con noi, se pia la terra /che lo raccolse infante e lo nutriva, /nel suo grembo materno ultimo asilo /porgendo, sacre le reliquie renda / dall'insultar de' nembi e dal profano / piede del vulgo, e serbi un sasso il nome, /e di fiori odorata arbore amica / le ceneri di molli ombre consoli.”

Per Foscolo questa corrispondenza di amorosi sensi presuppone una condizione, e cioè che la terra pia, pietosa, caritatevole, che raccoglie l'uomo quando è un'infante nutrendolo nel suo grembo, (in questo caso la terra è la metafora del grembo materno, non dimenticate che la terra è una grande madre)  nel suo ultimo rifugio   renda la sua benevolenza alla sacralità delle sue spoglie mortali.

Occorre che una tomba le difenda dalle tempeste, dal piede della moltitudine della gente ignara e ne conservi un nome. Un albero amico con i suoi fiori profumati consoli le ceneri con la sua dolce ombra che sa di  tenera morbidezza.   Se vogliamo esportare questo concetto nella nostra quotidianità, fuori dai sepolcri, possiamo dire che quella celeste corrispondenza di amorosi sensi oggi viene a mancare, possiamo parlare, al contrario, di televisiva corrispondenza di erotici sensi, che non è più una dote degli umani, ma delle veline. Oggi nessuno più per questa corrispondenza vive per l'amico perduto e l'amico scomparso non può esistere in noi. 

Nicola.

 10 .11.08 

 

I signori che scrivono, Flavia e Pier, hanno perso una dolcissima ragazza che si chiama Serena. In questo caso si riferiscono alla lettera drammatica del sig.[...] ricevuta il 5 Novembre ed inserita sul forum l'8.11.08. Sul sito, specialmente sulle pagine dei forum, si presenta diverse volte la presunta voce di Serena che risponde e si nomina con chiarezza.
 

Carissimo Nicola,
abbiamo appena letto sul Tuo sito la triste e dolce lettera di quel signore che ha perso in modo drammatico la sua ex fidanzata. Non Ti nascondiamo che mentre leggevamo questa lettera eravamo profondamente turbati e le lacrime sono scese da sole. Un abbraccio a quel signore con tutto il cuore ma anche un abbraccio alla Sua attuale fidanzata per il grande amore che le ha dimostrato capendo perfettamente le sue emozioni.
Un pensiero di luce e d'amore desideriamo che giunga anche alla ex fidanzata che SIAMO SICURI LASSU' E' VIVA, PIU' VIVA DI TUTTI NOI.

Caro Nicola, il 4.11.2008 è stato il 2° COMPLICIELO DELLA NOSTRA ADORATA SERENA E CI HA FATTO UN REGALO GRANDISSIMO....
SE VUOI VAI A VEDERE SUL BLOG CHE E' STATO CREATO PER LEI, www.lalberodiserena.blogspot.com
Come abbiamo scritto sul blog per noi è stata una grandissima emozione trovare il suo volto lì su quella piastrella, MA QUESTO CI HA PROVATO CHE E' VERISSIMO CHE LA NOSTRA SERENA E' SEMPRE ED OVUNQUE CON NOI.
FORZA GENITORI, FIDANZATI, MARITI, MOGLI, NIPOTI, FIGLI, NON PERDETE MAI LA SPERANZA, I NOSTRI CARI CHE CI HANNO PRECEDUTO NON SONO MORTI, COME DICE IL NOSTRO CARO AMICO dott. Claudio Pisani, I NOSTRI CARI SONO DIVERSAMENTE VIVI.
LA PROVA C'E' SU QUELLA PIASTRELLA.

Nicola, a Te un abbraccio con tantissimo ed immutato affetto.

Flavia e Pier (i genitori di Serena)

Un caro saluto da Nicola

 

9.11.08 

Riporto due risposte alla lettera drammatica di [...] dell'8.11.08. La prima risposta è quella di una signora che vuole restare anonima, la seconda e del sig. Paolo.

E' davvero commovente la storia drammatica che ho appena letto. Vorrei esprimere tutta la mia solidarietà verso quest'uomo che a modo suo convive con lo spettro di un passato fortemente attuale.
Io posso solo immaginare come si possa vivere nelle condizioni descritte, ed il solo pensiero mi addolora profondamente perchè entrambi hanno sofferto tanto.
Adesso il distacco fisico non si può più recuperare purtroppo, ma la ragazza continua a vivere nei pensieri di lui, nei suoi diari, in qualsiasi cosa il ragazzo faccia. E' sorprendente come, allo stesso modo ,anch'io avverto la presenza di mio nonno.

Secondo me Nicola il suicidio di qualcuno sarebbe come una lama che lacerando l'anima libera rimorsi, sensi di colpa e tormenti nelle persone che restano. Solo una grande fede ed il tempo potrebbero alleviarli.
Vedi, io credo che i dolori vissuti nel corso della propria vita siano davvero delle prove. E' come se ci venissero offerti spunti per conoscere noi stessi,i nostri limiti e superarli con fede per continuare a vivere. Il signore, infatti, dice "Oggi sono sempre io, vivo la mia vita in maniera totalmente diversa, affronto molte cose con una forza che spesso mi fa meraviglia di me stesso,mi sono avvicinato ed un mondo spirituale che non pensavo mai fosse così intenso e bello. IO CREDO." Io trovo che siano parole bellissime e pregne di un vissuto profondo, respirato e sospirato, ma rinnovato e rinato, soprattutto se facciamo riferimento al modo in cui si è descritto all'inizio della lettera "Io, al contrario di lei ero un sognatore pauroso e carico di incertezze", così si descriveva.

Ed infine, sempre all'inizio della sua lettera dice :"Sono un credente perché nella mia vita ho avuto una serie di percorsi che mi hanno fatto maturare una personale scuola di pensiero."
Ti ricordi che anch'io ti scrissi questo qualche tempo fa? Non potrei non essere vicina spiritualmente a questa persona e spero che tutto ciò che di bello aveva condiviso con la sua ex fidanzata possa dargli la forza nei momenti più difficili dei suoi percorsi futuri.

 Una signora che preferisce restare anonima.

9.11.08 

Caro professore,
la lettera che lei ha inserito oggi nel suo forum è bellissima.
Mi vengono in mente sensazioni di fragilità umana, fugacità della vita e nello stesso tempo mi fa pensare alla potenza di sentimenti come l'amore.
Io vorrei citare, come lei fece qualche giorno fa il canto di Paolo e Francesca per dire che niente vince l'amore, neanche il trapasso che, sono sempre più convinto, non distrugge l'anima anzi....
Un caro saluto da Paolo.

Un ringraziamento sentito a tutte due.

Con affetto e stima da Nicola

 

 8.11.08 

Riporto una lettera drammatica di un signore; il suo nome, quello della giovane e le località descritte  restano anonime. La storia si conclude con il suicidio della sua  exfidanzata, con i sogni infranti di lui; è una storia toccante che merita molta attenzione.  Segue un contatto metafonico che ho registrato sulle onde corte su stazioni straniere. 

 

05/11/2008
caro Dottor NICOLA,
prima di iniziare il mio personale racconto,comincerei col dirvi che la vostra OPERA la ritengo fantastica,penso che tale sensibilità nei confronti di certi aspetti della vita spesso sottovalutati e ignorati sia un dono DIVINO,un fantastico dono che poche persone, poche anime abbiano l'immensa fortuna di ricevere,durante il proprio viaggio nel mondo fisico. Ho letto centinaia di libri a RIGUARDO,e la cosa che personalmente mi ha spinto a scriverle è il fatto che un LUMINARE come lei sia stato capace (con rispetto parlando) di trattare un aspetto della vita appartenente per l'opinione pubblica a una categoria sociale definita "PLATONICA",me compreso. Sono un credente perché nella mia vita ho avuto una serie di percorsi che mi hanno fatto maturare una personale scuola di pensiero.
 

Mi spiego. Nel 1998 mi fidanzai con […] ,la prima storia importante della mia vita, io e lei avevamo dei caratteri completamente diversi, il perfetto contrario. Ella una ragazza appena più piccola di me,bellissima dolcissima con due  occhioni azzurri che facevano invidia al sole, aveva un carattere forte deciso in grado di prendere decisioni di grande importanza  era determinata nelle scelte ed affrontava anche le situazioni peggiori. Io, al contrario di lei ero un  sognatore pauroso e carico di incertezze, però non le facevo mancare nulla, siamo stati insieme per diversi anni dall'adolescenza alla maturità,con lei ho condiviso i momenti più belli della mia vita, un giorno ci capitò un brutto incidente  eravamo con la moto,  ma  il ricordo risuona nella mia mente sempre vivo, rammento lei sulla barella nella corsia dell'ospedale  quando sussurrava il mio nome e mi cercava. Avevamo mille progetti,tra quali quello di sposarci, avere dei figli, una  casa e tanto altro.  Io ero convinto che lei fosse la donna della mia vita.
 

Dopo iniziai ad avere delle esigenze diverse, la mia ragazza era una persona che per carattere era molto gelosa e possessiva, un po' più coccolata e magari viziata.
Iniziai a sentirmi un po’ stretto nei panni che indossavo,sentivo di aver rinunciato a troppe cose, ebbi una tremenda sbandata che sconvolse MALEDETTAMENTE la mia vita, mi innamorai di una ragazza molto più piccola di me che mi aveva regalato attimi di pura adolescenza,una freschezza vitale senza vincoli e senza procedure particolari,mi sentivo rinato.
E come un viscido verme mi allontanai dalla donna che mi aveva fatto diventare UOMO facendola soffrire e soprattutto facendole del male.  Mi sono accorto dopo che non riuscivo a dimenticarla mai, più passava il tempo più lei mi mancava, sentivo di aver bisogno delle sue mani, dei suoi occhi, della sua voce,ma non avevo il coraggio di tornare indietro dopo tutto il casino che avevo combinato,combattevo contro il pregiudizio delle persone, andavo contro i miei ideali, soffrivo come un cane, rendendomi conto di aver fatto una grossa cavolata. Ero disperato!  La sera dopo che accompagnavo  a casa la ragazza con la quale stavo,mi mettevo in macchina da solo e passavo vicino a casa sua per riuscire a rubare almeno un suo sguardo, centinaia di volte col telefono in mano componevo il suo numero e poi non attivavo mai la chiamata, addirittura le scrissi una lettera molto bella che non ebbi mai il coraggio di inviarle. Mi crollò il mondo addosso quando mi diedero la notizia che lei si era fidanzata con un altro, a quel punto capii veramente cosa avevo fatto,non accettavo l'idea che qualcun'altro potesse nutrirsi del suo amore, che potesse sprofondare nell'azzurro dei suoi occhi come se fosse l'immensità di un oceano, li capii veramente quanto è stupido l'uomo, avevo fatto la sciocchezza più grande della mia vita.

Ricordo un altro giorno fatidico, ero in vacanza, avevo deciso di fare una breve pausa di pochi giorni, lì per staccare dalla routine lavorativa. Quella sera ero a cena quando mi giunse una telefonata da parte di un amico il quale mi chiamò dicendomi con una voce al quanto perplessa, avvertii subito dal suo  tono vocale che fosse successo qualcosa di poco bello, infatti mi disse: " devo comunicarti una cosa brutta..... scusami se ti ho chiamato io,ma ti ritengo un amico e quindi non potevo farne a meno: […] si è
SUICIDATA!!!!".................!!!!!!!!!

Dottor Nicola, da quel momento la mia vita è cambiata radicalmente, non ricordo precisamente quale fu la mia reazione, mi chiusi in un guscio e da allora non ne sono più uscito. La mattina partii per ritornare a casa in macchina, durante il viaggio nessuno parlava, ero in difficoltà con me stesso non avevo ancora materializzato la notizia, dietro di me nel sedile posteriore dell'auto c’era la mia fidanzata, muta non parlava, rifletteva,stava avendo in quel delicato momento della mia vita un rispetto immane per me, avendo visto la mia reazione alla notizia dell'accaduto. Oggi sono sempre io, vivo la mia vita in maniera totalmente diversa, affronto molte cose con una forza che spesso mi fa meraviglia di me stesso,mi sono avvicinato ed un mondo spirituale che non pensavo mai fosse così intenso e bello.  IO CREDO.
 

Da quel giorno scrivo molto. Ho un diario dedicato esclusivamente a LEI, ci sono lì i miei pensieri più intimi, spesso mi capitano molte cose che all'inizio definivo "coincidenze". Pensavo di non riuscire più a comprendere il significato della parola amore, ma ho capito che da quando ho perso lei sono cresciuto proprio da quel punto di vista perché l'amore che provo per lei non è mai cambiato, anzi lo sento in costante crescita e penso proprio che la forza dell'amore ci tiene in contatto, riesce a farci comunicare spiritualmente. Ella è sempre presente dentro ogni cosa che io faccio, riempie le mie giornate, è la mia migliore amica, colei che sa veramente tutto di me,e non le nascondo dottore che io con lei mi confido,  stando attento spesso riesco a  percepire le sue dolcissime risposte. Ho trovato per la prima volta il vostro sito internet durante un momento mio di personale tristezza mi ha colpito tutto ciò che ho letto nel  vostro sito, ho deciso di scriverle raccontandole la mia vita e mi sono meravigliato di me stesso perché le ho scritto veramente tutto per filo e per segno considerando che le mia storia non l'ho mai raccontata a nessun altro di mia spontanea volontà e, soprattutto, così apertamente.
Spero che lei legga la mia lettera, mi farebbe tanto piacere condividere i miei pensieri e le mie emozioni intime con chi veramente comprende i dolori degli altri.
La saluto Dottor Nicola

congratulandomi con lei per il grande cammino professionale e spirituale.
con stima […]

Io sono una persona semplice che cerca di capire  qualcosa che sembra inspiegabile. La sua è una storia densa di amore e di pathos. La gelosia è il veleno dell'amore, limita la libertà, lo spazio vitale ed ecco la sua fuga, qualsiasi prigione, qualsiasi catena impedisce all'amore di fluire.  Mi piace molto la descrizione che fa dei suoi occhi, della sua risolutezza, ma alla fine emerge la fragilità di questa donna. Noi spesso proiettiamo nell'amore parte di noi, la mancanza pungente  del partner  amato e perduto riemerge dal fondo della nostra primitiva dolcezza: l'adolescenza non vissuta, tutto viene trasfigurato in una dimensione sognante. A tal proposito è indicativa una poesia di Montale:
- "Cigola la carrucola del pozzo / l'acqua sale alla luce e vi si fonde. /Trema un ricordo nel ricolmo secchio, /nel puro cerchio un'immagine ride. Accosto il volto a evanescenti labbri/ si deforma il passato, si fa vecchio, / appartiene ad un altro.. / Ah che già stride  la ruota, ti ridona all'atro fondo,/ visione, una distanza ci divide."

Quando il passato non ritorna l'immagine si fa struggente, è un'assenza di una presenza che vive nel linguaggio.  La carrucola riporta nel secchio l'acqua del pozzo,  che  salendo si fonde alla luce. Lì  si definiscono le parti di una visione distante, lontana nel tempo, ma quando si tenta di accostarla al proprio volto l'immagine si deforma, poiché  non è del presente ed il ricordo è sempre impreciso, tremulo come l'acqua.  Quando il secchio poi ritorna nel fondo del pozzo quella visione fugge  e si perde nel buio - "atro fondo" -  la carrucola che cigola questa volta stride perchè è  il passato che geme, che garrisce e l'oscurità del pozzo  è la distanza che divide.
 



  Riporto parte di una poesia di Neruda che può  considerarsi come un saggio sull'amore. 

“Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell'erba,
lascian camminando due ombre che s'uniscono,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.
Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s'uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
E' la felicità una torre trasparente.
L'aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.
Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l'eternità della natura.”

 

Due persone che si amano quando sono felici fanno un solo pane, sono la vita in  un unico corpo, il pane è la vita; nella liturgia cristiana il pane è la metafora della donazione assoluta.  L'amore dei due amanti è talmente unico  da produrre una sola ed unica irripetibile goccia di luna nell’intimo dell’erba di una notte di plenilunio. Due amanti sono ombre che si uniscono quando lasciano in un letto un sole vuoto, cioè l'energia raggiante dell'amore che hanno consumato nella notte. Ora il poeta non usa più l'indicativo presente, ma il passato remoto, come se fotografasse un'istantanea del tempo. Di tutte le verità scelsero il giorno”.  Loro vissero nella  luce ed accolsero il giorno.

- “… non s'uccisero con fili, ma con un aroma /e non spezzarono la pace né le parole.”

Morirono per l'amore, per quel grande ideale, ma non lo distrussero uccidendosi, perchè non si tolsero la vita per gelosia, cioè legandosi "con fili", ma solo per amore - " con un aroma" -  così non perirono nello spirito. Il presente che segue rende eterna l'intimità del loro gesto.  Non furono schiavi del possesso e dell'avidità, non si legarono con  fili, ma con profumi,  si uccisero con un aroma e senza spezzare la pace, né le parole.”  

Non siamo i padroni dell’altro, spesso l’amore si scambia con la possessione.

- "L'aria, il vino vanno coi due amanti, / gli regala la notte i suoi petali felici, /hanno diritto a tutti i garofani." -  

Cos'è il vino? Nella mitologia cristiana è il sangue di Cristo, il sangue della vita, il gaudio sfrenato di Dioniso.  L'aria ed il vino seguono i due amanti e si congiungono all'amore.

 

" …il vento spira dove vuole e ne senti la voce;
ma non sai né donde venga né dove vada…"
 Gesù Cristo

 

C’è un’altra verità  in fondo all’anima che si distingue dalla gelosia: la libertà del vento! Quel vento che non ha origine, né fine. Così, colui che ama, spezzando i fili della brama, della cupidigia, dell'avere, segue l'innamorata lungo le scie del mare, attraverso i profumi dell'aria.

Poi Neruda dice che la felicità è come una torre trasparente,  - “… che non vedi…  - la torre è l’erezione,  l'eros, la potenza dell’amore, ma questa torre deve essere cristallina, tersa,  trasparente.  Due persone che si amano sono come petali felici, e non hanno fine, né morte: “... nascono e muoiono più volte vivendo, /hanno l'eternità della natura.”

Ho provato un contatto metafonico  ed è venuta fuori qualcosa sia per me che per lei.  

La voce si riferisce a lei dicendo: -  " Conosci il problema dici"  . Poi la voce pronuncia la parola famiglia in siciliano  dicendo Famighia .  - "In famighia autopensiero.-  Quando il pensiero non si confronta con altri pensieri ma diventa autonomo, assoluto è grave , compromette le relazioni umane. Oggi questo aspetto è presente più che mai nella politica italiana. 

Poi la presunta lei dice:-  "Mi ricredo, profonda consolazione si porta sempre".  Al di là dei limiti del contatto metafonico, ciò che si ascolta è un'istruzione, una strada maestra, la profonda consolazione di cui la voce ci parla  sembra essere un insegnamento alla vita, inoltre ella le comunica di ricredersi nei suoi confronti.  In seguito  la voce si riferisce a me; il nome Linda torna nuovamente nei contatti. Io da bambino  ho avuto una compagnetta che si chiamava Linda, poi la sua famiglia partì ed io non seppi più niente, avrei voluto ritrovarla, ma ho perduto le sue tracce, però, ne avverto una profonda malinconia e ci penso spesso. La voce ribadisce questo mio stato d'animo. Il nome Linda si presenta nelle voci di frequente, come pure ritorna spesso nel mio pensiero.

- " Linda ti rincorre  in te".

 La voce dice che  Linda mi segue dentro . Io spero che Linda sia viva, che mi cerchi  nel suo pensiero, unico luogo dove ci possiamo ritrovare, che si ricordi di quel bimbo che si chiamava Nicola e che ora  è cresciuto e non sa più dove si trovi. Siamo due punti dispersi nello spazio-tempo e non sappiamo più niente l'uno dell'altro, erano gli anni 60- 62,  ci siamo frequentati in in quel periodo, io avevo quattro anni quando la vidi la prima volta e 6 anni quando partì definitivamente, era il tempo più tenero della mia infanzia, quello dei racconti di mio nonno Gaetano.

Presunta voce metafonica di mio nonno Gaetano

Mio caro Nicola sono Gaetano dopo 40 dalla sua morte inserita il 10.10.2005

 

 

Dicevamo io e Linda giocando che ci saremmo sposati e camminavamo  tenendoci mano per mano, ma eravamo piccolini, davvero, piccoli. Ricordo che il padre  di lei era un maresciallo, la loro famiglia abitava nel piano di sotto, c'era una profonda amicizia tra le nostre famiglie. Poi da Milazzo si sono trasferiti a Castanea, un paesino della provincia di Messina, e da lì dopo qualche anno sono andati via per sempre, forse si sono trasferiti in Calabria dalle parti di Crotone. Ora non so più niente di loro, probabilmente non lo saprò mai.

Riprendo il percorso semantico- sintattico  della  voce meta:

- "Hanno bisogno di te."

 Tutti noi abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti nei momenti più difficili, ma allo stesso tempo dobbiamo essere pronti a donare il nostro amore, la nostra comprensione, anche per chi  ci ha fatto un torto. Dopo, la voce si rivolge nuovamente a lei e  sembra che le dica:

 - "Ti risponde, ti piange." 

Ella le risponde e piange del suo dolore, per questo motivo la voce meta le parla di consolazione, vuole risollevarlo, piange insieme a lei. Ella avrà superato i limiti mortali della gelosia,  avrà scoperto una dimensione illimitata dell'amore. Ogni volta che amiamo profondamente e come se donassimo la nostra vita. 

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende.

 

Amor, ch’a nullo amato amar perdona…”

                                                                          Dante

 L'amore che unisce si congiunge  al cuore gentile, prese costui de la mia bella persona che mi fu sottratta e il modo come avvenne ancora mi offende.  

L'amore non permette a nessuna persona di  non riamare la persona che ci ha amato, è una legge divina, non di mercato mediatico.  L'amore non ha confini: - "Amor, ch’a nullo amato amar perdona…”

Gesù di Nazareth dice:    "Non c'è amore più grande, verso gli altri, di chi dà la vita per gli amici. " (Gv 15,13).

La voce metafonica conclude riferendosi a me:

- "Nicola passato presente ."

 Il passato è sempre nel mio presente sia la sua parte dolce, che quella amara.  In questo caso specifico c'è un richiamo preciso: Linda.

Non sapremo mai cosa siano veramente queste voci, tuttavia, ricerchiamo con umiltà senza anteporre nessuna presunta verità o sapienza. 

Per ascoltare clicca su:  

Primo contatto metafonico di  Novembre   

 

6.11.08 

Di corsa... ma un bacio Nicola a te e a chi sul tuo forum spera e crede in questa tua ricerca ..... d'amore

con affetto infinito

Claudia

 

 Grazie per il tuo affetto, ieri ti pensavo, pensavo alla tua grande volontà, al tuo coraggio, alla tua instancabile lotta per aiutare chi soffre, il tuo essere vicino ai bimbi abbandonati. E' mattina, anzi sono   appena le 5, fuori è buio e piove, l'autunno avanza con il  suo manto plumbeo, con le sue spiagge malinconiche, con i giorni che passano e  più non tornano. C'è tanto silenzio a quest'ora ,  non si sentono macchine,  solo il vento e la pioggia che batte sui vetri, le nuvole coprono le stelle e fra poco anche il sole. Fuori, lontano   uomini che patiscono, che soffrono; che gioiscono e si abbuffano di niente ...  quanta solitudine,   quanto rumore e chiasso.

Spero che il mio sito possa dire qualcosa a tutti, al di là della metafonia e dentro la metafonia, al di là della vita e dentro la vita, al di là della storia e dentro la storia, al di là della poesia e dentro la poesia. Sono uniche le nostre vite perché sono  le voci del pensiero  e dell'amore,  sono irripetibili perché attraversano il tempo è il tempo non è un sogno ma la realtà.  Qualcuno dirà cos'è la realtà? Non è qualcosa di certo come può sembrare, è un tenue filo che divide ciò che c'è da ciò che non c'è, ma alla fine non sapremo mai cosa c'è e cosa non c'è.

Nondimeno, molta gente corre  travolta da un vortice senza senso che è il consumismo e perde un'occasione importante, unica, quella di fermare il tempo per un attimo ed osservare per ritrovarsi: rinvenire gli affetti, gli amori, i ricordi, l'emozioni. Perde l'opportunità di guardare oltre la televisione e non sa più dove si trovi quel filo sottile che divide ciò che c'è  da ciò che non c'è. Per me la metafonia è questo filo che si confonde addensato ai vapori indefiniti, che divide ed unisce, che incanta nel suo orizzonte  e richiama la stella del mattino, la rugiada nel sole, il profumo delle rose.   Provate a supporre questo paradosso: Ciò che non esiste è ciò che non si vede ma che c'è, perché nel gioco delle infinite possibilità tutto vive ed è...  non è possibile immaginare l'inesistenza negli infiniti universi.   Nell'infinito l'immaginario e la realtà si confondono e si scambiano.

“Volgiti  ed ascolta;   chè non pur ne’ miei occhi è paradiso”

Volgiti ed ascolta perché il paradiso non è solo nei miei occhi. 

                                                Dante

Con affetto da Nicola 

 

4.11.08 

Caro Nicola,

seguo saltuariamente il tuo forum causa la continua mia  mancanza di tempo,quando entro leggo tutto quello che mi sono perso magari per intere settimane e tutte le volte che finisco di leggere sento di essere più sereno.

Già,tu mi hai ridato la serenità,il tuo sito,il tuo forum.

Ti prego non mollare,tu dai la speranza a tutti noi che abbiamo  perso un nostro caro. Continua nelle tue sperimentazioni,so che è molto difficile per tè,ma penso proprio tu sia un prescelto.

Un abbraccio,

Marcello

 Ti ringrazio Marcello,  riporto un frammento del pensiero di una persona che mi scrive spesso, ma che preferisce restare anonima: "... Mentre leggevo le loro date di nascita e di morte, mi venivano in mente la loro gioia di vivere stroncata, i loro progetti sfumati, le loro vite spezzate precocemente, ma poi guardavo i loro volti e li vedevo sereni e sorridenti. Mi sono augurata che davvero si sentano così come li vedevo nella condizione in cui si trovano adesso..." Si riferiva alle foto nelle tombe, alla stessa maniera io mi sono soffermato su alcune . Ho visto che il loculo di Santina abbandonato per anni era pieno di fiori e di lampadine. Ho capito che non è stato vano scrivere di lei sul sito, mentre c'erano delle altre persone che non mi conoscevano ed osservavano la sua tomba incuriositi, probabilmente avevano visitato il sito . L'ho capito anche da quello che dicevano. Io mi sono sentito avvolto da una emozione profonda, sono le voci dell'anima che ci parlano, che raccontano e riempiono il silenzio della vita.  Riporto la precedente citazione di Dionigi Areopagita:  "La viva intelligenza […] dovrebbe  […]  mettere /  d’accordo  […] le cose viste / con quelle non viste."  Noi vediamo "le cose viste", ma spero che esistano "quelle non viste."

Riporto la precedente comunicazione vocale, quando mi sono riferito al ricordo che una tomba può evocare.

Comunicazione per gli amici del forum

Riprendo quanto avevo scritto e constato subito  dopo l'inserimento del comunicato.

Rivolgendomi alla mia zia  quando mi trovavo al cimitero le dissi che avrei voluto prestare i miei occhi affinché lei potesse vedere la bellezza della natura.

 

Riporto la presunta risposta di Zia Concettina.

Voce metafonica:  C'è tantissima vita zia lo sa

 

Con affetto da Nicola

 

2.11.08 

Mi riferisco a martedì 28 ottobre.  

Provo a chiamare mio padre, sono pienamente cosciente che non sto chiamando mio padre, sarebbe troppo bello, ma voglio sperimentare con le voci, comprendere cosa succede e prenderne atto.  Riporto solo la parte iniziale, quando la presunta voce di mio padre ( che timbricamente ritorna ad essere simile come altre volte)  dice sono Papà. Mi stupisce il ritorno della sua timbricità .  Successivamente una voce dice: "i tre canti."  Vado sul sito e riguardo l'articolo che ho scritto su Dante, mi accorgo  di avere citato tre canti. Il canto XXXIII del paradiso che analizzo quasi  per intero, il primo canto dell'inferno del quale ne accenno una brevissima parte, e il V canto dell'inferno, quando mi riferisco alla storia di Paolo e Francesca.   

Inoltre, c'è un altro riferimento possibile  io sono riuscito a trovare un libro che cercavo da tempo dal titolo "Gli occhi di Beatrice"  che probabilmente sarà presto fuori commercio. Questo libro  è  stato scritto da un fisico -  Horia - Roman -Patapievici   -  il quale è stato docente di fisica all'università di Bucarest, in seguito  si è dedicato alla cultura umanistica. Pensavo di non rinvenirlo più,   inizialmente la mondatori informa che sono terminate le copie, dopo una settimana mi telefona il libraio,  una persona gentilissima, io quale mi dice  che  stranamente il libro è arrivato.  Nell'anteprima del libro ci sono tre citazioni le prime due si riferiscono a due canti della Divina Commedia, la terza a  Dionigi Areopagita. 

1)     Canto  II del paradiso:” Beatrice in suso , e io in lei guardava

Provo a parafrasare questo verso:  Beatrice guardava in su e io in lei. Cioè Dante guarda attraverso gli occhi di Beatrice.  

2)     Riporto la seconda citazione: “Volgiti  ed ascolta;   chè non pur ne’ miei occhi è paradiso”

Per parafrasare questo periodo dantesco è necessario che riporti il verso precedente: “Vincendo me con lume d’un sorriso, /  ella mi disse: " Volgiti  ed ascolta; /   chè non pur ne’ miei occhi è paradiso.”

Illuminandomi di tanta luce, quasi ad abbagliarmi,  con la luce di un sorriso ella ( Beatrice) mi disse: Volgiti ed ascolta perché il paradiso non è solo nei miei occhi. 

La terza citazione non si riferisce più ai canti del paradiso della divina commedia, ma ad un personaggio neoplatonico che giunge a noi con lo pseudonimo di  Dionigi Areopagita, egli ci parla  delle  gerarchie angeliche. 

 Riporto la citazione:  "La viva intelligenza […] dovrebbe  […]  mettere /  d’accordo  […] le cose viste / con quelle non viste."

Ci sono tre punti che ritornano:  la luce,  l'amore e la geometria celeste. La voce si riferisce ai tre aspetti che possono essere rinvenuti sia  attraverso la lettura del mio articolo su Dante, che su i tre aspetti citati nel libro "Gli occhi di Beatrice." Quello che è importante è la convergenza delle visioni : la luce,  l'amore e la geometria celeste. Ci sarebbe tanto da parlare, ma non voglio annoiarvi.

Clicca per ascoltare su:

 Voce metafonica

Riporto la comparazione tra la voce di mio padre quando era vivo e quella metafonica.

Comparazione tra la voce metafonica di mio padre e quella di mio padre

 

Un saluto da Nicola.

 

2.11.08 

Caro Nicola, 

ho ascoltato e riascoltato il file dove una voce  chiama Santina, ho avuto un colpo, sembra esattamente la voce della mia amica. Tu sai che prima di affermare una cosa devo esserne sicura,e poco fa l' ho riascoltata,  più lo faccio più sento la sua voce. 

Nicola caro, io ricevo altri,e prego sempre lei se un giorno si fa sentire,ma vengono altre entità, però sono felice ugualmente perché almeno gli altri sono felici di ascoltare i loro cari. Quando ho nostalgia  di sentire la mia amica vado a riascoltare il file che mi hai fatto tempo,fa, ora, però, ritrovo la sua voce di nuovo in questo forum:   - "Santina".  Non saprei, ma se la voce si paragona al  file di prima, quello inserito nel forum diverso tempo fa, dove si ascolta  con la sua cantilena, mi pare inconfondibile, mi sembra la mia amica quando stava bene e mi rispondeva  al telefono o chiamava. Lei ha una voce  particolare che io riconosco,tu solo, Nicola,puoi dire se si può paragonare la voce di ora a quella di prima e stabilire se è la stessa, io so che a me non mi risponde, e so anche che tu ricevi la vera voce,,come fai non lo saprò mai, ma e' cosi... A volte non e' la lungaggine di un messaggio a renderlo più riconoscibile, ad esempio a me basta anche un ciao detto in una determinata maniera per racchiudere un messaggio completo. Tutto sta  ad accontentarci anche di un solo ciao.

Con stima,   Santina. 

 E' possibile che ci siano dei riferimenti doppi, tuttavia, io stavo per andare a Tortorici al cimitero e sarei passato come faccio sempre dalla tomba di Santina.   

Come il file di mio padre ritorna la stessa accentazione e timbricità vocale. Quello precedente di papà, è stato testato con apparecchiature sofisticate  da Daniele Gullà a Bologna.  

Con affetto da Nicola      

Riporto la comparazione tra la voce di mio padre quando era vivo e quella metafonica.

Comparazione tra la voce metafonica di mio padre e quella di mio padre

 

2.11.08 

In Ricordo dei nostri defunti.

Osservo la tua foto,
Sei sorridente davanti a me e nel mio cuore cresce il dolore.
Le mie preghiere e i miei pensieri volano da te e mi dico che la morte non può essere la fine di ogni cosa.
Anche se le mie labbra sono chiuse e tremanti dal pianto, il tuo ricordo rimarrà sempre vivo in me e mi racconterà le emozioni di una vita vissuta,ma che ora si rinnova e che sarebbe potuto essere quella che sognavo per te.

Nella Bibbia ho letto questo passo di Timoteo 4,7-8

Ho combattuto la buona battaglia,ho terminato la mia corsa,ho conservato la fede.
Ora mi manca solo la corona di giustizia che il Signore,giusto giudice,mi consegnerà in quel giorno e non solo a me,ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione.

Nicola ti mando un forte abbraccio con affetto Barbara.

Ricambio, Nicola.

 

28.10.08 

Caro Nicola, voglio raccontarti in un modo molto stringato l'esperienza vissuta da una mia collega di lavoro, che qualche anno fa è stata colta da ischemia celebrale. Lottò tra la vita e la morte, i suoi giorni di coma li ricorda così: ho visto una grande luce che mia avvolgeva, tutto intorno era soave. Vidi delle figure che mia passavano intorno senza camminare, fluttuavano, come del resto facevo anch'io. Vidi mio padre giovane ed altri parenti, che pur non avendo mai conosciuto, sapevo chi erano, vedevo luce, luce dappertutto, sentivo la vera gioia, la vera bontà. Mi è stato chiesto come avevo vissuto la mia vita sino a quel momento. Non posso dilungarmi perché sarebbe troppo lungo il racconto. La mia collega era felice in quella dimensione, il pensiero di tornare indietro la faceva rabbrividire. Prima non era molto credente, ma adesso ascoltandola dice delle cose che  toccano il cuore, lei soffre ancora tanto, ricorda la sua vita fino all'età di 12 anni. Lei è come fosse nata 2 anni fa, vive  con una sapienza incredibile ed una forza che gli è stata regalata da quegli incontri meravigliosi, angelici. La morte non gli fa più paura, perchè lei è sicura che dopo la sua vita terrena, ritroverà quel mondo meraviglioso che non vorrà lasciare mai più.

Dimenticavo... lei mi ha riferito che quella voce con cui parlava, la esortava a raccontare tutto ciò che aveva vissuto.

Un caro saluto Alida

Sono interessanti gli studi che si stanno facendo sull'esperienze di premorte,però tra i ricercatori esistono dei pareri contrastanti. Molte di queste esperienze si potrebbero spiegare attraverso il minore apporto di ossigeno che  può indurre il cervello a produrre visioni simili. Ci sono delle droghe che inducono stati allucinati paragonabili a questo tipo di vissuto.  Tuttavia, esistono delle possibilità che andrebbero studiate con criteri sperimentali e di controllo. La fede ci induce a credere senza sottoporre qualsiasi esperienza o conoscenza a verifica, è necessario uno studio approfondito del fenomeno. La mia neutralità è dovuta ad una visione obiettiva dei fatti, alla stessa maniera sono critico con i miei contatti metafonici, li prendo con le dovute precauzioni e mi limito agli osservabili. Forse la nostra realtà potrebbe essere già contenuta in un ologramma, in un punto l'Alef (o Aleph) che deriva dall'alfabeto ebraico, è un termine che si perde nella notte dei tempi, il punto che tutto contiene.  Siamo forse la proiezione di un cono di luce? Mi riferisco alla metafora della luce, al suo immaginario, a ciò che può evocare, lì il tempo e lo spazio sono eterni. Noi attraversiamo una delle infinite linee temporali in un punto ben preciso dell'universo che è altrettanto uno degli infiniti universi, ma il nostro punto è definito, però volgiamo lo sguardo verso un altro punto che non è circoscritto, né limitato: l'Aleph.  Voglio aggiungere che nella descrizione del paradiso, Dante sembra attingere la sua conoscenza a questo tipo di  esperienza, anche se a tal proposito non c'è alcuna letteratura, né fonte storica che ne parli. Egli già suppone la geometria non eculidea dello spazio di Einstein."Quella circulazion, che si concetta pareva in te come lume riflesso". Il cerchio divino appare come  la riflessione di un lume ed egli proferisce che nessun geometra che cerca di comprendere l'essenza della misura del  cerchio, non troverà il suo principio:   

- "Qual è ’l geomètra che tutto s’affige / per misurar lo cerchio, e non ritrova, / pensando, quel principio ond’ elli indige..."

Dante considera Dio come l'ologramma di tutto e noi siamo già contenuti nella sua immagine.

   

"O somma luce che tanto ti levi   

da' concetti mortali, a la mia mente   

   

ripresta un poco di quel che parevi,   

e fa la lingua mia tanto possente,   

ch'una favilla sol de la tua gloria"   

   

O luce suprema che tanto ti elevi dai concetti mortali che la mia mente non può comprendere, riporta un poco nella mia memoria,  una visione se pur  sottile, di come mi sei mostrata e fa che la mia parola sia adeguata, robusta e vigorosa,  tanto da poter esporre alle generazioni future solo una piccola parte ( favilla) della tua gloria.     

 

Un caro saluto da Nicola

 

27.10.08 

Le voci si presentano sempre non come strutture foniche casuali ma come forme semantiche  intelligenti. Ecco una registrazione sulle onde corte sempre su stazioni straniere  di questa sera.  

 La voce dice : -  "A Nicola. Milazzo.  Nicola Supervisione, eccezione."  

Intanto il mio nome si ripete due volte, la voce poi nomina  il mio paese che è Milazzo.  Il messaggio è rivolto a me, infatti la voce dice a Nicola. Poi, LA VOCE, parla di supervisione. Se leggete il mio sito vi accorgete che  è quello che faccio attraverso l'analisi testuale dei  contenuti scandagliando i messaggi meta. LA VOCE  conclude complimentandosi - "ECCEZIONALE" -   nel senso che riconosce che la mia  supervisione viene  realizzata  in maniera capillare  ed attenta.  Pare che la voce interagisca in maniera  logica, sensata, sembra strano che tutto questo possa prodursi casualmente attraverso una combinazione casuale di fonemi. C'è una struttura di senso discorsiva ed interagente. Mi limito agli osservabili, le mie sono soltanto ipotesi, null'altro.   

Per ascoltare il contatto clicca su:  

Voce metafonica:  A Nicola. Milazzo.  Nicola Supervisione, eccezione. 

Un caro saluto da Nicola.

 

25.10.08 

A proposito di relazioni significative, pochi minuti fa ho provato una registrazione brevissima. Io sto per andare al cimitero di Tortorici. Registro la voce della dolcissima Santina, una fanciulla che riposa in una tomba antica di quel paese. Ci sono dei precedenti contatti con lei e tutti significativi. Riporto il contatto di questa mattina. Tutte le volte che vado al cimitero di Tortorici passo dalla tomba di Santina.

Voce metafonica: Santina

Chi vuole saperne di più di questa storia per comprendere le relazioni significative  clicchi su:

25.10.08 

Grazie Nicola, della tua esauriente risposta, espressioni che solo tu, con la tua cultura e professionalità sai dare. Ma voglio solo dirti, come il titolo di un libro," io vado dove mi porta il cuore". La scienza certo è una grande cosa per l'umanità, vedi la scoperta di farmaci e cure che hanno salvato nel mondo milioni di persone. Non voglio accostare la scienza con la fede, anche perché camminano su binari diversi. La prima basa tutto sulla razionalità e logica, la seconda punta sulla fede, che è un gran dono che pochi hanno, mancando questa, si pongono tanti interrogativi, con le relative risposte che gli uomini danno secondo le congetture  scientifiche. Il dono della fede è:non ricercare, ma credere. Un grande esempio viene dato nel Vangelo, quando Gesù disse a Tommaso, beati coloro che hanno creduto senza toccare. Dio se ci da dei canali, lo fa affinché l'umanità creda (per chi vuol credere), che la vita non finisce con la morte. La resurrezione di Cristo ne è la prova. Io rispetto tutte le opinioni e i principi di ognuno, viviamo la nostra quotidianità in modo diverso, io ho questa visione che mi ha reso felice, anche nei momenti più bui, facendomi assaporare la sua essenza. Rispetto tutti, ma la fede è il dono più bello che l'essere umano possa avere, perché non ti senti mai abbandonato.

Un caro saluto Alida.    

 

Io ho un grande rispetto per chi ha fede, ma ritengo che la fede deve essere relegata in un  ambito soggettivo, non è oggettivabile, non si può spiegare la realtà attraverso la fede, ma per mezzo della fisica, l'unico strumento oggettivo che abbiamo.  

Però, è giusto che ciascuno viva un suo culto e venga rispettato il suo credo, è un principio fondante della democrazia. Alla stessa maniera c'è chi si pone con una visione diversa, ti tipo razionale e va altrettanto rispettato.  Io distinguo la fede dalla ricerca, la fede deve essere separata dalla metodologia  scientifica,  perché la ricerca per essere ricerca  deve seguire un protocollo sperimentale. La metafonia appartiene alla ricerca, io posso dire che registro delle voci anomale, nel senso che le  voci non sono né radiofoniche, né ambientali, la loro semantica si differenzia dal senso casuale di registrazioni confuse. Questo è un passo importante, le voci , vanno analizzate, messe in relazione con le domande dell'interlocutore, e messe anche in relazione  tra di loro, si cerca di capire se si presentano intelligenti, autonome, se sembrano appartenere ad un interlocutore esterno che risponde o semplicemente  se sono delle cianfrusaglie prive di senso. L'esistenza di Dio è relegata nell'ambito della fede, Dio non può essere oggettivato come verità, ma è una verità che appartiene a chi ci crede. La metafonia deve essere un'altra cosa, se si invischia nella religione perde la sua credibilità oggettiva. Tu dici:  "Rispetto tutti, ma la fede è il dono più bello che l'essere umano possa avere" . Condivido, ma un razionalista può dire che l'analisi oggettiva della realtà è altrettanto il dono più bello che l'intelligenza umana possa avere. Non sapremo mai l'origine di questo dono: Viene da Dio o dall'evoluzione?  In ogni caso anche Dio è stato costretto a seguire le leggi dell'evoluzione, ha dovuto fare i conti con le possibilità fisiche. Personalmente io preferisco parlare di ciò che sta oltre senza definire questo aldilà , è una mia scelta. Per me l'aldilà è un punto fuori dall'orizzonte della conoscenza. Questo punto esiste, ma noi non lo conosciamo.  

Con affetto da Nicola  

 

 

24.10.08 

Ciao Nicola, avevo ragione quando tempo fa ti dissi ,tu sei molto importante, poiché se chi sta soffrendo si imbatte in un ciarlatano ne rimarrà sconfortato a vita. Il primo impatto è la cosa più difficile, soprattutto, il rapportarsi ad un altra persona nel momento del dolore è un passo molto delicato e tu dimostri hai sempre dimostrato coerenza, serietà e rispetto massimo, nonché comprensione aiutando tanto. Voglio solo dirti per tutto ciò che sei.

Grazie, con immensa stima Santina.

Grazie di cuore,

io sono convinto come dici tu che il primo impatto con tanti ciarlatani  che parlano e parlano, e diversi si nascondono dietro copertine di riviste e libri e fanno credere l'impossibile, può essere devastante. Come si può giocare con una persona labile, che è stata privata di un grande affetto, come si può guadagnare  e stragudagnare vendendo una pila di libri che illudono e non servono a niente alla faccia di chi soffre.  Purtroppo, la maggior parte della gente vuole questo, fugge da chi invoca alla riflessione.  In questo paese  dove la televisione ha corrotto le coscienze è difficile fare disinformazione,  proporre l'importanza della ricerca! In questo paese dove si fugge dalla cultura e dalla conoscenza, dove non si pensa, dove chi pensa viene messo al bando,  dove l'ignoranza, quella peggiore, si sposa con la presunzione, dove l'umiltà viene strattonata , messa sotto i piedi, derisa; come si può proporre un percorso diverso?

Non resta che il disincanto, l'amarezza,la tristezza di non poter lasciare questo paese, che merita ben poco. Cosa può fare un popolo che ha perso le sue tradizioni, il suo linguaggio,  che non osserva più un'alba, un tramonto perché è troppo impegnato ad osservare le vetrine, le veline, personaggi fantomatici che promettono  milioni di posti di lavoro e paradisi irreali. Dove può andare questa perduta gente? Allora ben vengano i maghi e gli astrologi perché erediteranno l'Italia, mentre quelli come me saranno sempre più silenziosi. Ricordatevi il vero ciarlatano è quello che si sa presentare, che ha studiato le tecniche della comunicazione, che dice tutto e il contrario di tutto secondo le sue convenienze, questo personaggio sarà sempre in auge, allora quando incontrerete persone così, l'unica difesa che avete è quella della riflessione, della criticità. In questo paese questo strumento mentale è stato rubato, allora si è indifesi e strattonati come banderuole. 

Un caro saluto da Nicola 

 

23.10.08 

Caro Nicola, penso che nella vita una cosa è sicura, la morte. Ma per morte voglio intendere quella fisica, penso che tutto quello che sentiamo nel cuore, gli affetti più cari, l'amore che abbiamo donato, non possono morire con la materia. So che  bisogna andare sempre con i piedi di piombo su certi terreni che sconfinano dal presente. Come cattolica, la fede mi spinge a pensare, che risorgeremo nel mondo dello spirito, e l'amore che Dio ha donato a noi esuli figli di questa vita, sarà sempre presente e vicino a tutti coloro che hanno perduto una persona cara, la metafonia, senza cercare spiegazioni, ma per pura fede, è un canale importantissimo.

Con tanta stima Alida.

 

Cara Alida, dobbiamo separare la fede dalla scienza,  io rispetto il misticismo di ciascuno, il proprio modo di vivere la spiritualità,  ciascun mistero può essere considerato da punti di vista diversi. Io, però,lotto per una prospettiva scientifica, non voglio trasformare la metafonia in una chiesa, io seguo un protocollo di ricerca, tuttavia, la metafonia ci impone una visione più duttile e trasformativa della scienza ortodossa, in quanto ci troviamo dinanzi all'impossibilità del rigore galeliano, cioè  della ripetibilità fenomenologica, ma non tutti i modelli scientifici oggi rispondono alla tradizionale visione classica della scienza. Nonostante questa difficoltà la metafonia va inquadrata in una metodologia di ricerca utilizzando tutti gli strumenti  sia tecnologici che concettuali che abbiamo a disposizione, solo in questo modo possiamo incrementare la conoscenza. Quando nel medioevo si cercava di curare con la fede gli appestati essi morivano ugualmente, nessuna preghiera modificava il loro stato di salute, spesso i flagellatori incrementavano l'epidemia perchè infettavano con il loro sangue, soltanto la conoscenza scientifica ci ha permesso di debellare questa tremenda malattia: la peste.  Con la metafonia ci troviamo dinanzi alla fenomenologia delle voci,  si tratta di studiarle, campionarle, classificarle secondo dei criteri oggettivi, migliorare la fonicità e dopo usufruire degli studi avanzati di semiologia utilizzati con successo dagli antropologi strutturalisti per  comprendere  i miti e da tutti coloro che analizzano le strutture profonde del linguaggio.

Ciò che dico non implica nessun divieto alla religiosità, ma dobbiamo separare la religione dalla  ricerca. Mentre la religione conosce una verità assiomatica data per certa sulla quale è vietato di  indagare, la scienza al contrario cerca piccole verità attraverso supposizioni e conferme sperimentali, qualsiasi costrutto scientifico al contrario della teologia può essere contraddetto,  nessuno scienziato  proferisce l'ultima parola. 

La religione è una verità soggettiva e così deve restare ed io rispetto questa verità limitata alla soggettività, tutto ciò che è oggettivo deve essere sottoposto a verifica. La forza di gravità è una certezza, può essere dimostrata oggettivamente, Dio, al contrario è un'ipotesi della nostra coscienza, forse un desiderio, ma della sua esistenza non posso dire niente,  nè affermarla né negarla. Io ho un grande rispetto per il pensiero religioso, quando non invade il pensiero scientifico e la libertà espressiva dell'individuo, io credo e non credo che Dio esista, non lo saprò mai, mentre con la metafonia posso ricercare, domandare, verificare, ma non posso trasformare gli esperimenti in atti di fede.  

Ho provato a tal proposito un contatto metafonico dopo aver scritto la risposta:  

 

Voce metafonica: Ti ringrazio. Si riparla sui contenuti per possibili motivi. Intendo Nicolò.  Forse è vivo.  

  Il mio nome alla anagrafe è Nicolò, però tutti mi chiamano Nicola.

La voce sembra essere intelligente, dopo aver ringraziato, dice che si riparla sui contenuti per  motivi possibili.  Si cerca di capire e si riparla, ma ci sono contenuti che restano ignoti, per cui l'unica possibilità che abbiamo è quella di riparlarne.  Poi la voce dice che intende ciò che io dico. L'ultima parte mi resta incomprensibile.  

Un caro saluto da  Nicola.

 

23.10.08 

Ciao Nicola,ho scritto un pensiero in memoria dei miei nonni paterni. Quando si avvicina la commemorazione dei defunti mi ritornano in mente tante cose,mi nonna scoprì di avere il cancro proprio il 23 Ottobre del 1996,la ricoverarono e non tornò mai più a casa come successe a suo marito molti anni prima.
 IN MEMORIA DI ADALGISA E FRANCESCO.

Quando ero piccola ricordo che era bello passeggiare con loro e tenevo le loro mani strette, strette e mi sentivo sicura.

Loro hanno fatto di tutto per la loro famiglia e ne sono molto orgogliosa.

Grazie per tutte le favole che mi raccontavate.
Grazie per la vostra complicità.
Grazie per i forti abbracci e per il vostro insegnamento gentile.

Voi amavate senza condizioni e per questo vi amerò per tutta la vita.
Voi ora siete Angeli e vi prego di vegliare su di me e su tutta la famiglia.
Voi nonni cari siete stati un dono di Dio,vi voglio tanto bene.
La vostra Barbara e famiglia.

"Spero che queste mie parole arrivino fino a loro".

Ti mando un forte abbraccio Nicola.
Barbara.

Ricambio con affetto da Nicola

22.10.08 

Carissimo Nicola,
tutti i giorni accedo al tuo sito e leggo sempre i tuoi aggiornamenti, concordo con Te che bisogna essere cauti, che bisogna stare sempre "con i piedi per terra" quando si ascoltano i messaggi che si ricevono. Come sai noi segni di Serena ne abbiamo ricevuti tantissimi ma cerchiamo sempre di analizzare bene tutto ciò che riceviamo.
Nella sfortuna di perdere la nostra Serena, siamo stati fortunati ad avere al nostro fianco Te ed Adriana Scaficchia che con i primi messaggi metafonici ci avevate aiutato a capire che la vita oltre la vita esiste.
Ringraziamo Claudia che ci ha fatto conoscere il tuo sito ed il sito angeliblu dove abbiamo avuto modo di conoscere Adriana.
Io credo ciecamente che la vita oltre la vita esiste e che sono possibili contatti. Pier è sempre stato molto scettico, credeva che chi porta i messaggi delle persone che vivono in un'altra dimensione fossero strambe ed invece si è ricreduto da quando ha conosciuto Adriana, ha una stima immensa di Lei, con Lei è nato un bellissimo rapporto di amicizia, noi la consideriamo una nostra sorella maggiore.
Speravamo di conoscerTi personalmente a Cattolica, ma purtroppo anche quest'anno non sei riuscito, peccato.
Continua così Nicola, il lavoro che stai svolgendo dona tanta pace e serenità.
Un grande, grande abbraccio
Flavia e Pier (i genitori di Serena)

Cosa dirti del convegno di Cattolica, non voglio porgere alcun giudizio, personalmente in passato  ne ho provato una profonda delusione,  non so come sia stato adesso,  allora ricordo che non ho trovato alcuna ricerca nel senso come la intendo io, c'era soltanto una esposizione di contenuti che potevano essere veri o falsi allo stesso tempo. Ho notato che  non c'era spazio per il confronto, nel senso che il tempo  era talmente insufficiente che non valeva la pena provarci, in uno o due  minuti non si può raccontare una ricerca di anni, si corre il rischio di non dire niente o di far capire il contrario, per questo motivo ho preferito il silenzio e i tempi del dibattito erano   ristrettissimi. Ho vissuto un consenso di verità date per certe, non ho sentito l'odore delle ipotesi, delle possibilità, non ho fiutato la disponibilità nell'ascolto.  Ripeto è un mio vissuto, e lo limito al mio modo di intendere le cose. Ricordo che mi sono detto: -  cosa ci faccio qui? Vale la pena che io difenda il paranormale? Perché  percorrere tutti questi Chilometri, perché?   Ho, invece,  realizzato una conferenza a Bologna, erano presenti alcuni del  CSP (centro parapsicologico)  di quella città, come il presidente  dell'associazione ed altri.  Diversi di loro erano scettici verso la metafonia, altri dubbiosi, ma accettavano il confronto, era un piacere parlare con loro, c'era ascolto, c'era scambio di idee. Sembra strano, mi sono sentito a casa mia.   Ho persino avuto uno scambio epistolare con alcuni esponenti del Cicap, avevano vedute diverse dalle mie, ma è stato un confronto positivo, uno di loro in, particolare, mi ha dedicato molto tempo, le sue risposte sono state molto dettagliate.  C'è stato lo spazio per l'ascolto ed è stato uno scambio che mi ha arricchito anche se ciascuno alla fine è rimasto nelle proprie idee.

Ora voglio riparlare del congresso di Cattolica degli anni passati quando ho partecipato come uditore.

Ripeto, non esprimo alcun giudizio su Cattolica, sicuramente i relatori erano delle persone preparate che sapevano esporre ciò che dicevano, ma per me non basta,  in un congresso ci vuole molto altro, è un mio parere, un mio modo di vedere, non è né un verdetto, né una critica, ma credo che sia giusto che io possa esporre la mia modesta opinione.   A Cattolica ho capito che la mia strada da percorrere era un'altra, sicuramente più difficile, più solitaria. Da solo io gestisco questo sito, la ricerca, con tutte le difficoltà dovute al tempo, con il dover sacrificare i miei interessi, con il tralasciare l'altro mio  sito unaretepereducare.  E, talvolta, mi sento amareggiato per la gente avida che viene, chiede e va via. Per me che sono un pedagogista, considerando i pregiudizi di questa società nei confronti del paranormale, parlare di metafonia non depone bene alla mia professione. Potevo usare uno pseudonome, però, mi sono sempre presentato con il mio  nome e il mio  cognome, perchè io affronto la vita a viso aperto, eppure lo faccio accettando il rischio di essere paragonato ad un cartomante, ad uno astrologo, nonostante tutto vado avanti, però mi chiedo: -  ne vale, davvero, la pena?

Ti ringrazio per quello che ci dici

Nicola.

20.10.08 

Carissimo Nicola,sento di unirmi al coro dei tuoi fedelissimi ammiratori che seguono la tua battaglia quotidiana a favore della Metafonia e del suo se pur lento progredire.

Continua ancora così nel tentativo di capire e di farci capire

il mistero dell'immenso,anche perché ora che sembra che Marcello Bacci abbia deciso di ritirarsi non ci rimani che tu!

Un forte abbraccio da Elio.

 

Grazie di cuore, però mi sento molto piccolo dinanzi a questo grande oceano senza tempo.

Nicola

20.10.08 

Caro Nicola,
oggi vorrei esprimerti tutta la mia soddisfazione.  Attraverso la metafonia,nonostante quel periodo di sconforto provocato da persone avide solo di ascoltare le voci, stai analizzando argomenti davvero delicati e profondi grazie anche a persone che te ne danno modo senza chiederti nulla.

Come ti ho già detto in passato seguo sempre il tuo sito e ritengo che tu abbia fatto bene a precisare che bisogna essere cauti di fronte a questi esperimenti.

La frase che più mi ha emozionato questa settimana è stata "c'è tantissima vita zia lo sa",

Buona domenica […]

Grazie, con affetto da Nicola.

 

20.10.08 

Ciao caro Nicola,

ogni tanto sbricio il tuo forum...per vedere che non cambi mai (grazie a Dio!)...

"vivi" di Francesca e della sua famiglia..
"verseggi con Dante"....
ma continui  a "donare" tanto per chi spera in un abbraccio del proprio figlio o del proprio caro) che giunga dal Cielo...

Ho letto il messaggio di Francesco... giovane non torno...

Tu sai che io ho sognato molte volte Isa.. ebbene fino al sogno in cui mi ha detto che "doveva andare" l'ho sempre sognata com'era; nel sogno in cui mi ha detto che "dovevo  andare" dalla sua età è diventata sempre piu' piccola mentre mi parlava... sara' arrivata ad avere circa quattro anni... poi è partita...dicendomi che andava  in Moldavia...(e tu sai quanto io sono andata la' con lei)...

Dopo e solo poche notti fa l'ho sempre sognata piu' grande...sui 18-20 anni... e sorridente...anzi è lei a dirmi... mamma adesso basta..ma che ti arrabbi..lascia stare...

Ma è "grande"... pur essendo sempre lei...

Chissa' Nicola se Francesco voleva dire che non torna indietro o che non torna giovane...perchè di la' anche lui "continua" a crescere .. nell'amore... (che rende felici)...

E' solo un'interpretazione...dei miei ogni con Isa associati cio' che le voci ti dicono...

un abbraccio grande, con infinito affetto e stima

Claudia

La vita  è un processo evolutivo che forse non termina mai, come una linea proiettata all'infinito. Noi percepiamo soltanto il suo cono d'ombra.  I sogni e le voci spesso si congiungono.

Un abbraccio da Nicola

20.10.08 

Questa mattina avevo già visitato il suo sito e ho ascoltato il contatto. E' stato commovente sentire i "Franceschi" e il messaggio rivolto a noi. Lei è sempre il nostro tramite, la nostra guida.

Grazie ancora Anna maria

La ringrazio di cuore, spero di proseguire il cammino della conoscenza dell’amore, facendo piccoli passi alla volta e regalando un sorriso.

Nicola

 20.10.08 

Salve professore,
l'ultimo contatto inserito nel forum è molto chiaro nel suono, ma il messaggio è un po' difficile da interpretare.
Perchè la voce ha voluto fare riferimento a Gesù e la Madonna?
Spero che riesca ad avere altri contatti e man mano ricostruire il messaggio che ci vogliono comunicare.
Buona giornata e grazie ancora!
Paolo

Allora provo ad essere  più preciso riprendo il messaggio : Chi ha figli ti ascolti.  Lezione hai.  Oh Franceschi .  Ami.  Gesù un canto di Maria."  

Iniziamo con la prima frase: “Chi ha figli ti ascolti” In precedenza avevo espresso la mia disillusione per diverse mamme e altre persone che  mi domandavano un messaggio metafonico e poi svanivano nel nulla,  anche dopo aver dato loro tanto, non si ricordavano neanche per Natale di inviare una e -mail , un semplice augurio. Cercavano solo il messaggio, non tenevano conto della ricerca.  Dedicavo molto tempo a scrivere sulla metafonia, sui risultati ottenuti attraverso le relazioni significative, ho persino preso in considerazione la poesia ermetica per spiegare la semantica di alcune strutture linguistiche presenti nei contatti. Mi sono scontrato con diversi scettici in difesa della metafonia e come approvazione sono stato bastonato dai metafonisti. Dicevo semplicemente non fidatevi dei messaggi poco chiari, siate prudenti e per queste parole sono stato pure insultato. 

Ritornando alle "sudate carte" posso ben dire che proprio quelle pagine non venivano visitate, poichè la maggior parte della gente si soffermava solo sulle voci inserite. Questa superficialità sconcertante ha procurato in me una profonda amarezza e disillusione, ho pensato persino di chiudere il sito, in quanto non aveva senso che andasse avanti.  La frase sembra che interagisca con questo concetto.

Il contatto inizia con una frase molto perentoria ed incisiva - “Chi ha figli ti ascolti”-  ed aggiunge "Lezione hai" . Lei che mi sta seguendo conosce bene il  mio modo di parafrasare poeti, di spiegare molti concetti, di interpretare le voci attraverso un'analisi linguistica di tipo semantica, quindi la frase: "Lezione hai" è coerente. 

 La parola Francesco al plurale è molto significativa -  Oh Franceschi  - perché ha interagito una seconda persona, la mamma di un altro Francesco.  La parola Ami è riferita a tutti, senza l'amore qualsiasi cosa perde significato, diventa sterile, un semplice gioco mediatico. Poi lei dice:  "Perchè la voce ha voluto fare  riferimento a Gesù e la Madonna?"  Intanto, io avevo parlato di  Gesù di Nazaret lo stesso giorno.  Mi riferivo al superamento di una dialettica sterile tra il credere e non credere,  dicendo di attraversare l'umiltà,  di avere la capacità di confrontarsi  senza sparare giudizi e sentenze come solitamente si fa.  Pertanto ho riportato il discorso della montagna di Gesù.  Come può notare  esiste una continuità temporale, nonché una relazione logica di tipo consequenziale  ed una reciprocità di   relazioni significative . Se si ricorda  Il 13 ottobre io ho,anche, inserito sul forum una parte della poesia dedicata da Dante a Maria.  Qual è il senso di questa poesia?

 

“Vergine Madre, figlia del tuo figlio,

umile e alta più che creatura,”

 

Tu madre sei figlia di tuo figlio, Tu Maria oltre ad essere madre di Gesù, se figlia di Gesù, perché  Gesù si identifica con il padre, (io e il padre mio siamo la stessa cosa). Quindi Gesù essendo Dio è padre di Maria, ma allo stesso tempo è anche  suo figlio. 

Ora riprendo  la frase metafonica "Gesù un canto di Maria."  Questa frase meta oltre ad essere contigua all'inserimento di questo frammento del XXXIII canto del paradiso, sembra parafrasarla, inserendo il tutto nella musicalità vita. Come se dal canto di Maria nascesse Gesù. Il canto è la metafora dell'amore, dell'armonia, della perfezione.

Nel ventre tuo si raccese l’amore,

per lo cui caldo ne l’etterna pace

così è germinato questo fiore.

Ecco come l'amore fa rima con fiore.

Addirittura l’articolo indeterminativo  rende questo canto illimitato, cioè un canto impossibile da definire.  Gesù è la parte più intima della Madonna e Maria colei che germina il  fiore della vita, c'è una reciprocità talmente sublime da non poter essere fissata in qual cosa, alla stessa maniera di come Dante conclude la cantica del paradiso: "All'alta fantasia quì mancò possa / ma già volgeva il mio disio  e  'l'velle, / si come rota   ch'igualmente è mossa, l'amor che move il sole e l'altre stelle."

Alla  alta visione   mancò a Dante il vigore, la prestanza,  la possibilità di riportare lo splendore di quella verità: - "All'alta fantasia quì mancò possa”-  il resto lo sapete.

Questo verso sembra anche spiegarci il senso del messaggio metafonico che riprendo.  La voce meta proferisce  un canto e non il canto. Il canto lo conosciamo,  un canto non sappiamo quale sia, tuttavia, è una voce musicale, il verbo della vita.  Cristo dice di essere amore. Noi siamo come i punti di una ruota, ma non sappiamo il principio di quel movimento. Di quell'amore che si insinua nelle strutture profonde della gravità, dell’energia cinetica dell’universo. Ed è questo il concetto più alto del contatto che germina la vita, e si concretizza anche attraverso il messaggio d’amore dei figli  dedicato alle due mamme.

  Non voglio complicarvi le cose, ma se dovessimo fare un diagramma delle relazioni significative, ci accorgeremmo subito delle profonde interconnessioni tra il messaggio e ciò che io ho scritto, fatto, analizzato. E' tutto una conseguenza logica ben precisa. Tutto ha un senso chiaro, circoscritto, intelligibile. Gesù e la madonna non compaiono come un evento estraneo, ma loro sono stati citati fin dentro i capelli. Diceva uno psicanalista Francese J. Lacan che la verità acceca e per questo motivo quando l'abbiamo davanti agli occhi non riusciamo a vederla. Occorre leggere con serenità, senza nessun offuscamento ideologico o emotivo, scomponendo le parti e cercando le relazioni. Così faceva Claude Lévi-Strauss quando utilizzava in antropologia il modello della linguistica strutturale. Egli non si limitava a descrivere il mito, ma  la logica sottostante che ne descriveva le relazioni soffermandosi sul tipo di funzione di ciascuna. Credo che ora sia chiara la struttura relazionale del messaggio metafonico.  

Nicola

 

 

19.10.08 

Premessa: Prendendo  le dovute cautele e distanze da ogni presunto contatto con l'aldilà,  poichè non conoscendo l'origine e la natura delle voci, non mi resta che analizzare il materiale fonico  limitandomi a ciò che osservo, senza esprimere alcun giudizio. La mia è una semplice  analisi semantica  dei contenuti nulla di più.    Invito tutti alla massima prudenza.

Vi ricordo di cliccate sul collegamento per ascoltare una mia terza comunicazione vocale inserita sul forum il  17.10.08.

Nicola

Comunicazione per gli amici del forum

Rivolgendomi alla mia zia  quando mi trovavo al cimitero le dissi che avrei voluto prestare i miei occhi affinché lei potesse vedere la bellezza della natura.

Riporto la presunta risposta di Zia Concettina.

Voce metafonica:  C'è tantissima vita zia lo sa

19.10.08 

Ho provato un contatto metafonico per il sig. Paolo.

La voce dice: "Chi ha figli ti ascolti.  Lezione hai.  Oh Franceschi .  Ami.  Gesù un canto di Maria."  

Alla fine della mia riflessione potete ascoltare il file audio.

Provo ad analizzare la presunta voce metafonica. Ripeto che sono molto prudente nei confronti della metafonia, mi limito a ciò che osservo. La voce si riferisce alle mamme, io cerco come potete notare di spiegare, di  capire, di  analizzare e  proporre modelli di vita diversi da quelli consumistici. Il contenuto sembra inerente a quello che io faccio.   " Oh Franceschi"  Vi ricordate del messaggio di Francesco inserito proprio in questo forum?  Sembra rispondere a ciò che la sua mamma aveva scritto? Ciao Francy, sono la mamma, volevo farti gli auguri e dirti: "TORNA, qui ti stiamo aspettando TUTTI, ABBIAMO BISOGNO

Se leggete e riascoltate il messaggio del 13.10.08   potete notare come la voce risponde alla mamma.  Ma scrive un’altra mamma  il 15 Ottobre 2008 Anna Maria, la mamma di un altro Francesco, la quale dice: “sono la mamma di un altro Francesco. Si ricorda? Ascoltando la seconda registrazione metafonica mi sono emozionata quando ho sentito una voce giovane e squillante come quella del mio Angelo. Potrebbe essere anche lui?”

Si spiega perché il nome Francesco si presenta al plurale. Tutto ciò può sembrare folle ad una mente razionale, ma io mi sto solo limitando alle relazioni significative che sono logiche e coerenti. La voce nomina Francesco e l'altro Francesco, così risponde all'altra mamma. 

L'ultima frase sembra la più emblematica perché tra l'altro giunge ad un agnostico come me. Il nome Maria si è presentato diverse volte nei contatti metafonici.

Vi riporto un messaggio del 03.07.08 

03.07.08 

Cari i amici scusate se non vi rispondo, ma questa lettera mi ha sconvolto, non sono nelle condizioni di analizzare ciò che mi avete detto , mi soffermo sulla  signora che ha perso  il suo amore più grande da pochi  giorni, voi sapete che è una tragedia, il suo dolore non mi permette di pensare ad altro.  Vorrei  esserle vicino, mi rendo conto che le parole sono inutili, quello che conta più di ogni altra cosa è la vicinanza fisica, non so niente di questa signora, di quale parte dell’Italia sia, mi sento pietrificato e mi domando  il  vano senso della vita. Vorrei proseguire, ma non ho parole. Provo per lei un brevissimo contatto metafonico di 30 secondi di registrazione e si presenta nuovamente la voce della solita Maria. Se girate le pagine dei miei forum vi accorgerete che la  presunta voce di Maria si presenta ogni qual volta c'è bisogno d'amore. 

Nel precedente contatto - voci 28 Giugno -  che troverete in questa pagina sentirete alla fine del messaggio in maniera chiarissima  la presunta voce di mia zia Concettina che ringrazia Maria.

Provo ad interpretare il senso del messaggio della presunta Maria. Dice il suo nome come per nominarsi, dopo riferendosi alla mamma proferisce Amore. L'amore è al di sopra dei nostri sensi di colpa: - "gli ho fatto tanto del male,quando lo hanno portato via con l’autoambulanza io non ero con lui." Non c'è colpa, ma solo amore. Mi  limito solamente  ad interpretare la voce metafonica.

Contatto metafonico: Maria Amore

 

 

Proviamo a spiegarci il senso in questo specifico contesto.  Il messaggio è di ieri sera. Io nella mattina dello stesso giorno avevo riportato il discorso della montagna di Gesù di Nazaret. La voce dice: "Gesù un canto di Maria."  Non voglio dare dei contenuti mistici ma preferisco limitarmi agli osservabili, anche se non  posso fare a meno di ritornare a Dante, al XXXIII canto del paradiso:  

 

"Vergine Madre, figlia del tuo figlio,

umile e alta più che creatura,

termine fisso d’etterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti sì, che ’l suo fattore

non disdegnò di farsi sua fattura."

                                                            Dante

 

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Dante 13. 9. 2008    

 

Nello scritto su Dante ho parafrasato buona parte del canto, troverete il senso di queste parole. Riporto ora il frammento metafonico: ""Gesù un canto di Maria."  Gesù Figlio di Maria è il suo canto, è figlio della sua poesia, il canto è la vibrazione dell'animo, non può esserci contenuto  più grande del dire che ogni figlio è il canto della madre.

Voce metafonica: Chi ha figli ti ascolti.  Lezione hai.  Oh Franceschi . Ami.  Gesù un canto di Maria.  

Un caro saluto da Nicola

 

 

18.10.08 

Buongiorno professore,

finalmente posso leggere il suo forum.
 Durante la settimana aspetto questo momento ma purtroppo per ragioni di lavoro sono fuori e non ho la possibilità di farlo.
Trovo molto interessante il suo impegno nel far rivivere nella memoria tutti coloro che, parafrasando la frase di un suo contatto metafonico, hanno oltrepassato il confine.
Vista la complessità di questa materia, non è facile dire con certezza come stanno le cose ma io credo che finchè noi teniamo vivo il ricordo dei nostri cari loro ci staranno vicino in qualche modo.
Non per niente siamo abituati a dire:"vivrai nei nostri cuori".
La mia idea in realtà è un mosaico di spunti, e congetture prese qua è la, come quella che noi riusciamo ad usare soltanto il 7% circa del nostro cervello..... chissà se fra le nostre facoltà non vi è anche quella di una specie di comunicazione diciamo telepatica che si conserva anche dopo il passaggio nell'aldilà.
Sono curioso di leggere le sue considerazioni in merito.
Cordiali saluti

Paolo

Io credo profondamente nel ricordo, in questa meta comunicazione come diceva Foscolo nei sepolcri:

"Non vive ei forse anche sotterra, quando
gli sarà muta l'armonia del giorno,
se può destarla con soavi cure
nella mente de' suoi? Celeste è questa
corrispondenza d'amorosi sensi,
celeste dote è negli umani; e spesso
per lei si vive con l'amico estinto
e l'estinto con noi, se pia la terra
che lo raccolse infante e lo nutriva,
nel suo grembo materno ultimo asilo
porgendo, sacre le reliquie renda
dall'insultar de' nembi e dal profano
piede del vulgo, e serbi un sasso il nome,
e di fiori odorata arbore amica
le ceneri di molli ombre consoli."


 

Il poeta sostiene che  l'estinto vivrà anche sottoterra, quando l'armonia del giorno sarà per lui muta se il pensiero dei suoi cari lo desterà da quel sonno profondo. E' l'amore dei suoi diletti che lo riporterà a vivere. Celeste è questa rispondenza di sensi, è una dote degli esseri umani, in questo scambio d'amore si genera una simmetria, l'estinto vive in noi e noi nell'estinto,  se la terra devota e compassionevole che lo accolse da bimbo ( alla sua nascita) e lo nutriva nel suo grembo materno, ora lo riaccoglie nell'ultimo rifugio. La terra come un grembo materno accorda ai congiunti la sacralità dei resti mortali e li protegge dal piede di chi passa indifferente, se essi serbano una tomba che indichi il nome e un albero fiorito che consoli con la sua dolce ombra le ceneri.  

Se lei ascolta il comunicato audio che ho inserito e il  presunto messaggio metafonico di mia zia Concettina che risponde a  quello che io ho detto nel comunicato audio sotto inserito, può cogliere l'intimità di questa idea. E' l'idea che vive attraverso la voce o attraverso il cuore, e nessuno potrà sottrarre questa profonda comunione di sensi.   

Così il poeta Vittorio Sereni in un frammento della sua  poesia "Inverno a Luino" ci dice:    

Morto in tramonti nebbiosi d’altri cieli
sopravvivo alle tue sere celesti,
ai radi battelli del tardi
di luminarie fioriti.”

 

Ed Arthur Schopenhauer proferisce: -“ Ogni separazione ci fa pregustare la morte; ogni riunione ci fa pregustare la risurrezione.”

Esiste un filo d’aroma che lega gli amori come nella poesia di  Neruda "Due amanti" :

“Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l'eternità della natura..”

 

E’ la potenza dell’amore che ci spinge verso quest’oltre: -  Se tu non ti ricordi la più piccola follia a cui ti ha condotto l'amore, tu non hai amato.”

William Shakespeare.

Un caro saluto da Nicola.

 

18.10.08 

Presunto nuovo contatto con Dante Alighieri.

Prendendo con le dovute cautele il presunto contatto metafonico con Dante Alighieri, non conoscendo ciò che  cagiona a monte la produzione delle voci, non mi resta che analizzare il materiale fonico  e limitarmi a ciò che osservo, senza esprimere alcun giudizio. Nessuno di noi che pratica la metafonia con criticità e prudenza ha la pretesa di parlare con le presunte entità. Tuttavia, le voci meta o foniche che siano si presentano intelligenti, nel senso che rispondono alle domande.  Tutto questo potrebbe essere un equivoco dovuto ad  un errore sperimentale, ma nulla ci vieta di trascurare una possibile autonomia delle voci stesse. E' un presupposto puramente teoretico, privo di certezza, talvolta, in mancanza di dati certi siamo costretti a lavorare sull'immaginario o sul possibile, senza dare nulla per scontato. Saranno le verifiche future, quando ne sapremo di più ad affermare o confutare quanto abbiamo realizzato. Quante scoperte certe sono state poi buttate nel cestino? E quante rivelazioni considerate folli sono state in futuro convalidate?   

Io pongo una domanda ad un interlocutore invisibile, è una domanda rivolta all'immaginario, al possibile, pur mantenendo la dovuta criticità. Provo  questa mattina l'esperimento.  Chiedo a Dante cosa ne pensa del mio scritto.  

Risposta:  "Versilità  può nascere. E' radio sto dottor,  vi è datovi. La sinfonia deriva dall'udienza. Ti piace avere lo studio, riscrivi felice, ti ringrazio vi donate folgora gli altri riflette, non credono, visti domanda. " 

Egli, la presunta figura immaginaria, parla di versatilità del verso, il verso che si presta ad un accrescimento interpretativo, ad una condensazione  del senso, dopo mi considera come una radio che riceve altre onde sostenendo che è un dono: " Vi è datovi" . Poi esprime un concetto molto alto: - "la sinfonia deriva dall'udienza." La sinfonia è un insieme di colori, di sensazioni, d'immagini, come quando suona un'orchestra  senza che alcuno strumento conduca il tema, ma tutto si fonde nell'insieme. E' l'udienza, cioè l'ascolto che rende possibile l'armonia e la fusione tra le cose.  Baudelaire ci dice in  Corrispondenze: 

 

"E' un tempio la Natura ove viventi
pilastri a volte confuse parole
mandano fuori; la attraversa l'uomo
tra foreste di simboli  dagli occhi
familiari. I profumi e i colori
e i suoni si rispondono come echi
lunghi che di lontano si confondono
in unità profonda e tenebrosa,
vasta come la notte ed il chiarore.
Esistono profumi freschi come
carni di bimbo,dolci come gli oboi,
e verdi come praterie; e degli altri
corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno
l'espansione propria alle infinite
cose, come l'incenso, l'ambra, il muschio,
il benzoino, e cantano dei sensi
e dell'anima i lunghi rapimenti."

 

"Ti piace avere lo studio, riscrivi felice"  Vuol significare:  Ti piace apprendere la conoscenza e riscrivi  i miei versi felice,  in effetti per renderli comprensibili io li ho parafrasati con gioia. "Ti ringrazio, vi donate folgora".  Proprio questa mattina ho inserito il ringraziamento a Benigni, anche se Benigni non lo conosco,da quanto proferisce la voce è come  se ci donassimo stupore, Roberto Benigni mi ha stupito ( "ti ringrazio vi donate folgora" )  vi ricordate cosa avevo scritto in Dante? 

21.09.08 

 Ascolto l'interpretazione del XXXIII canto del paradiso che ne fa Benigni e resto  impressionato quando egli nomina  l'Alef (o Aleph) dicendo: "C'è un punto nell'universo che si chiama  l' Aleph da dove  si può guardare tutto sempre e quel punto è Dio. Allora Dante essendo dentro a Dio lui  ha visto dentro… tutto quello che il mondo è stato l'inizio del tempo la fine del tempo è stato l'io il tempo…" .   Ho ripensato subito alla frase metafonica di Dante da me ricevuta il 21 Ottobre 2006. "...Poi cambiamo tessitura nel campo del creato che si, si propone come me d'iniziato punto..."

 

Esiste un problema: gli altri non credono, ma dovrebbero riflettere, occorre superare la dialettica del credere o non credere, bisogna cercare di capire con tutta la prudenza dovuta e sostenere che dell’universo ne sappiamo, davvero, poco, ma ci riempiamo la bocca con la presunzione di possedere grandi verità .  

Riporto alcune frasi di Gesù detto il Nazareno:

 

“Beati i poveri in spirito

perché di essi è il Regno dei Cieli.

Beati gli afflitti

perché saranno consolati.

Beati i miti

perché erediteranno la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi

perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore,

perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace,

perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il Regno dei Cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e mentendo diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.

Rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli; così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi”.

Gesù di Nazaret

 

Io non sono un credente, ma non posso che ammirare la grandezza di questo meraviglioso personaggio che ha abitato la terra molto tempo fa. Bisogna essere umili per poter avere il cielo, il mare e la terra, senza pretendere alcun abuso della coscienza. E' questa la povertà che ci manca, vogliamo essere i padroni di tutto, come la televisione che si è impossessata delle coscienze. Io non dico di parlare con Dante, sarebbe meraviglioso se così fosse, ma non ho alcuna pretesa, voglio solo affermare che esiste un oltre che si cela  più in là dell'orizzonte in un aldilà dello sguardo. La presunta frase conclusiva di Dante sembra rispondere a questa domanda:  - …" gli altri riflette, non credono, visti domanda."  Questo breve periodo enuncia un senso critico,  come se la persona immaginaria proferisca agli scettici di riflettere. Dopo si riferisce a me come se dicesse:  - io ho ascoltato la tua domanda.  

Anche se tutto questo è frutto di un errore, prendiamo la bellezza che viene da questa meravigliosa intelligenza, anche casuale, ma in  ogni modo ci conduce all'armonia ed alla bellezza, in una società che volge verso il declino.  

 

"Versilità  può nascere. E' radio sto dottor,  vi è datovi. La sinfonia deriva dall'udienza. Ti piace avere lo studio, riscrivi felice, ti ringrazio vi donate folgora gli altri riflette, non credono, visti domanda. " 

Contatto: Presunta voce metafonica di Dante

 

Nicola.

     

17.10.08 

Nella comunicazione  audio rivolta agli amici del forum parlo anche della mia dolcissima Zia Concettina. Ho provato proprio adesso,  subito dopo aver inserito il comunicato,  un contatto metafonico. Rivolgendomi alla mia zia  quando mi trovavo al cimitero le dissi che avrei voluto prestare i miei occhi affinché lei potesse vedere la bellezza della natura. Ho riportato questo pensiero nel comunicato che avevo inserito tempo fa  sul forum, ma che adesso ho preferito riprenderlo e recitarlo.  Questa sera  la sua presunta voce sembra rispondere dicendomi che c'è tantissima vita e non morte come io allora avevo supposto. Lei vedeva e non aveva bisogno della mia vista.

Voce metafonica:  C'è tantissima vita zia lo sa

Nicola

 

17.10.08 

Cliccate sul collegamento per ascoltare una mia terza comunicazione vocale del 17.10.08.

Nicola

Comunicazione per gli amici del forum

 

 

 

15 Ottobre 2008

Gentile dottor Nicola,

sono la mamma di un altro Francesco. Si ricorda? Ascoltando la seconda registrazione metafonica mi sono emozionata quando ho sentito una voce giovane e squillante come quella del mio Angelo. Potrebbe essere anche lui?

Leggo sempre con interesse e rimango affascinata dalle sue riflessioni e conoscenze letterarie. Se avessi avuto un prof. come lei avrei sicuramente amato i nostri scrittori e poeti. Purtroppo non sono stata così fortunata ma mi emoziono nel leggere i suoi scritti. Grazie e buona giornata.

Anna Maria, la mamma di Francesco

 

 

La registrazione è troppo breve per stabilirlo, vedremo in seguito cosa accade. La ringrazio della sua gentilezza, le sono vicino,

con affetto e stima da Nicola.

 

 

15 Ottobre 2008

"Tu nota;e  sì come da me son porte,

così queste parole segna a’ vivi

del vivere ch’è un correre alla morte."

Dante, Purgatorio,  canto XXXIII, vv. 52-54 -

 

 

 - Tu nota, segui con attenzione il modo come sono dette queste parole  e riferisci ai vivi  che la vita terrena ("segna a’ vivi /del vivere" ) è un correre verso la morte. -

 

Il cammino della metafonia ci riporta ad Ulisse, quell’uomo che sfidò l’impossibile e non si arrese, ma volse lo sguardo verso l’oltre, quell’oltre che lo affascinava, discendendo persino nel regno dei morti.

 

Considerate la vostra semenza:

Fatti non fummo a viver come bruti,

ma per seguire virtude e conoscenza.

Dante, Inferno,  canto XXVI.vv. 118-120 -

Ulisse proferisce:

- Considerate la vostra dimensione umana, non siamo nati per vivere come bruti, ma per inseguire virtù e conoscenza. -

 

Omero nel primo canto dell'Odissea si rivolge alla musa ispiratrice della poesia e del canto, la invoca affinché egli possa  narrare le vicende sovrumane del grande eroe greco. 

- “Musa, quell'uom di multiforme ingegno/ Dimmi, che molto errò, poich'ebbe a terra /Gittate d'Ilïòn le sacre torri; / Che città vide molte, e delle genti / L'indol conobbe; che sovr'esso il mare / Molti dentro del cor sofferse affanni, / Mentre a guardar la cara vita intende,/ E i suoi compagni a ricondur: ma indarno / Ricondur desïava i suoi compagni,/ Ché delle colpe lor tutti periro./Stolti! che osaro vïolare i sacri /Al Sole Iperïon candidi buoi /Con empio dente, ed irritâro il nume,/Che del ritorno il dì lor non addusse…” -   Omero. Traduzione di Ippolito Piendimonte

 

- Decanta o musa l’ingegno multiforme  di quell’uomo che  viaggiò  molto, dopo aver distrutto le sacre torri di Troia,  vide tante città e diverse genti, così scoprì pensieri ed usanze differenti, patì molto sul mare per preservare la sua vita e quella dei suoi cari compagni,  ma non riuscì a mettere in salvo nessuno di loro. Essi patirono perché furono sacrileghi, cibandosi per disperazione dei buoi di Helios Iperone, figli del  Dio sole, così quel dio non permise loro il ritorno. - 

Ulisse patì la fame, mentre intorno a lui pascolavano le sacre bestie figlie del sole, ne fù anche lui tentato, ma superò la prova,  per questo si distinse dai suoi compagni. Si trovò naufrago da solo in mezzo al mare e confidò in se stesso .   Anche Nietzsche ricorda Ulisse che sfida il mare, i suoi flutti, e persino il dio nettuno che vuol farlo scomparire tra le onde. L’eroe greco  non si perde d’animo confida in se stesso. E Schopenhauer direbbe: -

  Come sul mare infuria che, sconfinato da ogni parte, solleva e sprofonda ululando  montagne d’onde,un navigante siede su un battello, confidando nella debole imbarcazione; così l’individuo sta placidamente in mezzo ad un mondo di affanni, appoggiandosi e confidandosi nel principium individuationis

 

Attraverso i grandi noi possiamo ritrovare l’umiltà della ricerca, una dimensione socratica del non sapere, della santa ignoranza che ci riporta ad una verità più vasta.

Schopenhauer nei versi che seguono si rivolge ai grandi sapienti che andarono a civilizzare gli orientali e  da maestri si ritrovarono discepoli.

 Voi andaste colà come maestri
E ne ritornaste come discepoli
Dell'ascoso senso
Là caddero per voi i veli
Sull'etica, in Parerga e paralipomena.

                                                                                     Schopenhauer

Così dinanzi al mistero ci ritroviamo  davanti all'ignoto, senza sbuffare di falsa sapienza,ma con gli occhi di un  bambino che guarda.  

Ma in questo cammino ci sentiamo soli, separati ed incompresi dal mondo, come Ulisse lo fu dai suoi compagni.

“Narra anco a noi, di Giove figlia e diva. /Già tutti i Greci, che la nera Parca / Rapiti non avea, ne' loro alberghi / Fuor dell'arme sedeano e fuor dell'onde; / Sol dal suo regno e dalla casta donna / Rimanea lungi Ulisse: il ritenea…” Omero. Op Cit.

 - Narra  anche  a noi figlia di Zeus e dea, racconta questa storia. Tutti gli altri sopravvissuti alla guerra erano nelle loro case, sedevano lontani dalle  armi e dalle onde,mentre  Ulisse solo, strappato dal suo regno  e dalla sua casta sposa rimaneva  “lungi,” separato.  - 

C'è sempre una verità che si nasconde tra le cose.

Quando gli amici di Socrate  lo invitarono a fuggire per salvarsi, ( Socrate era stato condannato ingiustamente come Gesù Cristo)   rispose a loro dicendo che non voleva fuggire perchè non si doveva  commettere alcuna ingiustizia anche dopo averla ricevuta, così preferì morire.  

Un caro saluto da Nicola

 

13 Ottobre 2008

Provo un breve contatto metafonico e ricevo una voce che dice O Francesco. Sembra ripresentarsi nuovamente la presunta voce di Francesco, la ripeto due volte.

Voce metafonica: O Francesco

"Vergine Madre, figlia del tuo figlio,

umile e alta più che creatura,

termine fisso d’etterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti sì, che ’l suo fattore

non disdegnò di farsi sua fattura."

                                                            Dante

 

Sempre nel contatto metafonico registro la presunta voce di Sara, Rosaria la sorella della Fanciulla di Tortorici.  20 minuti prima della registrazione una mia amica al telefono mi chiede se ho registrato in questo periodo qualcosa a proposito della fanciulla di Tortorici Francesca. Le rispondo di no, subito dopo ricevo la presunta voce di  Sara

 (in Sicilia Il nome Rosaria viene nominato Sara).

Voce metafonica:  E' Sara con me

C'è un soggetto non enunciato, potrebbe essere Francesca. Chi  è con Sara?

Per saperne di più su Rosaria vi invito a leggere "Le fanciulle di Tortorici."

Clicca su:

Le fanciulle di Tortorici  (Ricerca storica di Nicolò Schepis)

 

Un saluto da Nicola

 

 

13 Ottobre 2008

Grazie per questa bellissima sorpresa!

 Mi sembra di riconoscere la voce di Francesco quando dice "son felice" , il suo accento era un po' indefinito in quanto lui è sempre vissuto in un paesino nei pressi del Garda ma qualcosa forse il tono un po' cantilenante tradiva le sue origini del ragusano.

Il riferimento alla giovinezza potrebbe riferirsi al fatto che è andato di là a sedici anni, quindi molto giovane! Era un ragazzo molo dolce e sensibile, e pur essendo spensierato e allegro aveva slanci  poetici molto rari a quell'età.

Parlando con la mia ragazza abbiamo collegato il messaggio registrato ieri con una frase che la madre di Francesco ha da poco scritto sul blog e che ti riporto per intero:

  • Ciao Francy, sono la mamma, volevo farti gli auguri e dirti: "TORNA, qui ti stiamo aspettando TUTTI, ABBIAMO BISOGNO DI TE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!- !!!!!!!"

Credi possa essere una risposta a questa esortazione?
 

Grazie ancora e spero a presto!

 Paolo

Spesso nelle frasi il soggetto è sottinteso, la prima  frase  si presenta  molto precisa:

“Giovane non ritorno”

L’enunciato va letto nel seguente modo:  Io non ritorno giovane.  In effetti sembra una risposta ad una domanda che qualcuno si è posto e che gli ha rivolto, in questo caso non sono io il soggetto della domanda, in quanto ho chiesto alla presunta voce di Francesco di comunicare con i familiari attraverso la metafonia. La mamma usa la parola "Torna" , dicendo: TORNA, qui ti stiamo aspettando TUTTI, ABBIAMO BISOGNO DI TE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!- !!!!!!!" 

Egli le risponde  metafonicamente dicendole che non è più possibile tornare indietro, la sua vita terrena si è conclusa, ma ciò non significa che non sia felice, anzi il non ritorno non implica affatto dolore, ma al contrario uno stato di beatitudine. In questo caso ci troviamo dinanzi ad una domanda precisa e la risposta non è generica, ma altrettanto circoscritta. Tra l'altro la voce si nomina,  questo è un altro dettaglio molto importante, poiché è da intendersi come una firma.  Tu sai che un documento per avere un valore legale deve essere firmato. Il suo nome  enunciato dalla voce nel messaggio vocale  meta va inteso come una firma. 

Riporto il collegamento con la  presunta voce metafonica di Francesco.

Voce metafonica: Giovane non ritorno. Sono felice a Francesco. 

Voglio ricordare a tutti la comparazione che ho realizzato il 24 Marzo  2007 grazie a Daniele Gullà con la voce di mio padre, comparando il messaggio metafonico vocale con la sua timbrica di quando egli era in vita.

Comparazione tra la voce metafonica di mio padre e quella di mio padre

Un caro saluto da Nicola

 

11 Ottobre 2008

Caro Nicolò,

Grazie per aver fatto un sito così bello e ricco di testimonianze di amore in tempi così materialistici abbiamo tutti bisogno di riscoprire la nostra parte spirituale.

Purtroppo quando ci si affaccia a certi argomenti si pensa sempre ad un nostro caro scomparso e alla speranza che lui sia felice dove si trova adesso e che possa sentire quanto gli vogliamo bene.

Questa primavera, esattamente il giorno del suo compleanno è scomparso Francesco,  a seguito di un incidente stradale.

Io spesso prego affinché lui stia vicino alla madre e al padre tutt'ora disperati, ma non so se accade.

Cosa mi consigli di dire a queste persone che hanno perso il figlio così prematuramente?

 

Ciao e buona serata!

Paolo

 

Tu sei molto gentile e per questo motivo ho provato per te 30 secondi di registrazione, come sai io non faccio più messaggi per nessuno, è una mia  scelta del presente, in passato mi sono lasciato prender la mano per amore dell'altrui persona, perchè credo di sapere cosa significhi il dolore. Questo non è il sito dell'evento straordinario, del sensazionale.  Ho purtroppo penalizzato ultimamente alcune persone che ne avevano sinceramente bisogno, ma  non posso farci niente. Quando avverto la semplicità, la cordialità, non la pretesa allora cambia tutto. 

Per quanto riguarda il messaggio, posso dirti che   le  due  uniche frasi minime  sono ripetute due volte, la seconda volta si presentano un po' ripulite dal noise, equalizzate e rallentate.

 

Voce metafonica: Giovane non ritorno. Sono felice a Francesco. 

 

Io non ti conosco Paolo non so nemmeno da quale parte dell'Italia scrivi.

Provo una breve e semplice interpretazione del messaggio meta: Giovani non si ritorna,  qualsiasi forma di esistenza è soggetta a mutamento, la giovinezza, la nostra identità non tornerà più, tutto si trasforma si entropizza, forse si rincoverte ogni cosa cambia, ma permane il sentimento:  

 

“Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende.

 

Amor, ch’a nullo amato amar perdona…”

 

E' Francesca  da Rimini che parla per bocca di Dante. La morte offende e divide, ma l'amore unifica: "...si come rota   ch'igualmente è mossa, l'amor che move il sole e l'altre stelle."    

Parafrasi: L'amore che unisce si congiunge  al cuore gentile, prese costui de la mia bella persona che mi fu sottratta e il modo come avvenne ancora mi offende.  

 

L'amore non permette a nessuna persona di  non riamare la persona che ci ha amato, è una legge divina, non di mercato mediatico.  Credo che questi versi si addicono anche se in questo caso il soggetto è maschile e non femminile, l'amore non ha confini: - "Amor, ch’a nullo amato amar perdona…”

 

 Ringrazio te, per le tue amabili parole,   grazie di avermi capito in una Italia dove solo l'apparire e la notizia spicciola acquista senso, dove ogni cosa  sembra essere banalizzata e trasformata in uno spettacolo. Nel mio sito, generalmente il navigatore ( per fortuna non tutti)  cerca il sensazionale, piuttosto, che dedicare del tempo per capire il significato della mia ricerca, del mio cammino. Se io,per assurdo, dovessi togliere i contatti metafonici dal sito allora andrebbe via il sensazionale, ed il sito stesso non interesserebbe più a nessuno. 

Come ti spieghi che le pagine delle riflessioni sono poco visitate, mentre quelle delle voci sovrabbondano. E' il sensazionale che fa solo notizia, non il pensiero.  Oramai si cerca solo l'immediatezza delle cose, si ha poca voglia di leggere, di capire, di ascoltare l'altro.  Quando affermo questi pensieri avverto una profonda amarezza per questa povera Italia stralciata da 30 anni di televisione indecente.  Questa è la mentalità mediatica, così la maggior parte della gente pensa seguendo spot, ormai tutto è spot ed immagine. La scuola dovrebbe modificare  il pensiero stereotipato delle nuove generazioni e fa molto poco.  Io mi batto per dare senso alle cose, ma stiamo attraversando uno dei periodi più oscuri della storia.  

Vorrei risponderti attraverso Dante, che lo ritengo il nostro grande maestro di vita. Egli inizia il secondo canto dell'inferno dicendo:   

"Lo giorno se n'andava, e l'aere bruno
toglieva li animai che sono in terra
da le fatiche loro; e io sol uno

m'apparecchiava a sostener la guerra
sì del cammino e sì de la pietate,
che ritrarrà la mente che non erra."

 

 

Il giorno volge verso la sera, Dante dopo essersi smarrito nella selva oscura, si ritrova insieme a Virgilio, il suo grande maestro, che ora lo guida per intraprendere un viaggio  direi impossibile per un essere umano. Il secondo canto dell'inferno si annuncia nel tempo del crepuscolo:  - "Lo giorno se n'andava, e l'aere bruno" .   Quando il giorno va via l'area si oscura , imbruna, e la dolce coltre serale toglie dalle fatiche del giorno   tutti gli esseri che hanno un'anima, li rende quieti ,sereni, li prepara per il riposo.   

Ma il poeta , al contrario, è  profondamente inquieto, sopraffatto dall'angoscia,  in guerra con se stesso  ed ora si sente solo:

 - "… e io sol uno/ m'apparecchiava a sostener la guerra …"  

Egli si prepara  ad affrontare il difficile cammino che lo aspetta.  Dante ci riporta alla vita, la dolce quiete della sera è spesso illusoria, noi ci ritroviamo  dinanzi al dramma dell'esistenza ed alla solitudine che accompagna il tormento della perdita di un amore intimo, pervasivo nel suo strappo, nel suo grido di dolore.  Si può notare come  Dante pone l'accento sulle parole: 'cammino' e   'pietate'

 - "sì del cammino e sì de la pietate " -  

Parafrasi: Sia del cammino, che della pietà, della compassione.   

Egli attraverserà tutto il dolore umano - "che ritrarrà la mente che non erra." -   che la memoria ritrarrà, cioè riprodurrà fedelmente, con precisione senza errare, sbagliare o ingannarsi.  Egli scoprirà presto che non è solo, ma tre amabili donne gli sono vicine,  desiderano che egli compia questo sommo viaggio per  capire l'umano dolore e farcelo conoscere a noi trasumanando dopo verso la luce

"Io era tra color che son sospesi,
      e donna mi chiamò beata e bella,
 tal che di comandare io la richiesi
."

Riprendo questo passo, è una terzina meravigliosa , Virgilio racconta a Dante come Beatrice giunge in suo soccorso. Il  sommo poeta latino  ora abita il limbo, un luogo di eterna sospensione, un sito vago, indefinito.  

Spesso la realtà che attraversiamo si presenta così sfumata, indistinta e siamo un po' tutti sospesi in un limbo.    

 

Riprendo a parafrasare i versi. 

Si  presenta a Virgilio una donna splendida e incantevole - Beatrice -  è talmente bella che  egli non può rifiutare nessuna sua richiesta.    Nella Divina Commedia la bellezza si sposa con la beatitudine, c'è un profondo distinguo dalla corporeità volgare ed illusoria delle veline.  Prosegue:  

"Lucevan li occhi suoi più che la stella;
      e cominciommi a dir soave e piana,
con angelica voce, in sua favella:"

 

I suoi occhi risplendono più della stella,  Dante attraverso Virgilio  non nomina le stelle, non indica una stella, ma la stella, la definisce nella sua suprema luce. Paragona gli occhi di Beatrice allo splendore più fulgido dell'universo, ma gli occhi di lei sono ancora più luminosi di qualsiasi astro celeste, quindi della stella in assoluto, di quella luce che tutto in se accoglie, escludendo quella di Dio: - "Lucevan li occhi suoi più che la stella;".  

Ed ella, Beatrice, comincia  a parlargli con voce composta,  armoniosa e soave, si esprime nella sua favella (nel suo dire toscano),  ma la sua timbrica è angelica  come una voce bianca.  

Dante si commuove, quasi piange, la bellezza e l'amore confluiscono in unica voce. 

“Al mondo non fur mai persone ratte
      a far lor pro o a fuggir lor danno,
com'io, dopo cotai parole fatte…”

 

Provo a parafrasare il senso di questo dire:

Nel mondo non ci sono mai  state persone predisposte e compiute ad attirare la bontà e a fuggire il torbido, la negatività, come io porgo ora a te queste parole.

 

Dante riscopre la bellezza del dire, dell’affrontare, anche se già intravede ciò che l’aspetta, e cioè dover attraversare tutte le pene dell’umano dolore per giungere alla luce suprema. Paragona questo suo nuovo stato ai fiorellini che si aprono al mattino dopo essere stati piegati dal gelo della notte.

“Quali fioretti, dal notturno gelo
      chinati e chiusi, poi che 'l sol li 'mbianca
 si drizzan tutti aperti in loro stelo,

tal mi fec'io di mia virtude stanca,
      e tanto buono ardire al cor mi corse,
 ch'i' cominciai
come persona franca…”

 

Così come fiorellini chiusi e chinati dal gelo notturno si aprono al mattino quando il sole l’imbianca ( l’illumina)  si drizzano, si alzano aperti sul loro stelo, allo stesso modo Dante si allontana dalla sua incertezza, dalla angoscia di prima e nel cuore gli viene tanto ardire, riscopre la voglia, la volontà di andare avanti. Così si sente ora rinfrancato, risollevato – “ch'i' cominciai come persona franca … ”

Dante conclude il canto con le seguenti parole mentre si appresta ad entrare nell’inferno.

"Or  va, ch'un sol volere è d'ambedue:
      tu duca, tu segnore, e tu maestro.
      Così li dissi; e poi che mosso fue,
 

 intrai per lo cammino alto e silvestro."

 

Egli rivolgendosi a Virgilio dice:  Ora va, accompagnami, che il mio e il tuo volere sono ambedue la stessa cosa, conducimi tu mia guida, mio signore, mio maestro.

Mentre Virgilio si muove verso la porta dell’inferno, Dante, convinto, lo segue per quel cammino arduo e Silvestro.

In questo modo inizia il suo più alto e drammatico cammino, si mette in scena la commedia dell'esistenza.

Anche noi nel nostro piccolo quotidiano attraversiamo la commedia della vita.

Un caro saluto a tutti da Nicola  

 

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