Forum metafonia pagina 1

               

 

nicolaschepis@alice.it

 

 

Anno 2006

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                Anno 2007

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8.10.08 

Rispondo a Luisa; c'è tanto silenzio oggi nella nostra società, quante ingiustizie in nome di una democrazia che esiste solo su di una carta falciata dai media, infangata da gente senza scrupoli. Ma non serve a niente gridare, strapparsi i capelli anche simbolicamente. Occorre andare avanti e tollerare le frustrazioni, oggi la dimensione del dolore è sconvolgente;dobbiamo proseguire con i nostri progetti, con i nostri lutti, con le nostre speranze anche se illusorie, non abbiamo altra strada da percorrere. Il silenzio consiste nell'impossibilità di riempire lo spazio della comunicazione, la società è sempre più ostile, frivola, indifferente e ciascuno è sempre più solo, ma la maggior parte del popolo italiano è contenta, vuole questo, noi, eroi sconosciuti del dolore, abitiamo la società dell'apparire dove danzano le veline, gli imbroglioni, gli incantatori di serpenti. 

Nicola

 

8.10.08 

Ho posto una domanda alle voci: Chi è la donzelletta del Sabato del Villaggio di Leopardi?

Risposta: - "Solo al tramonto con me conviene."

“La donzelletta vien dalla campagna,/In sul calar del sole,/Col suo fascio dell'erba; e reca in mano /Un mazzolin di rose e di viole,/Onde, siccome suole,/Ornare ella si appresta /Dimani, al dì di festa, il petto e il crine./Siede con le vicine /Su la scala a filar la vecchierella,/Incontro là dove si perde il giorno…” La fanciulla viene dalla campagna, quando il sole tramonta, con il suo fascio d’erba ; e tiene nelle mani  un mazzolino di rose e viole. Ella  si appresta ad ornarsi il petto e i capelli  per la domenica,  il giorno di festa.  Sempre al tramonto del sole  una vecchietta sta seduta con le sue vicine di casa, lì dove il giorno si concede alla sera.
 

   Se ci fate caso la donzelletta si ritira al tramonto, questa è la scena che si dipana.  La sua bellezza si sposa con il tramonto del sabato e  come un fiore si apre all'attesa della domenica. Il senso di questa poesia sta proprio nell'attesa, e la sua azione si svolge al tramonto. Se togliessimo l'immagine del crepuscolo quella scena perderebbe il suo senso. 

Voce metafonica: Solo al tramonto con me conviene.

Nel secondo messaggio ritorna la voce della mamma Angelina ( Angela) e di Francesca, dalle mie parti la maggior parte delle  ragazze che si chiamano Francesca si nominano Franca.

Voce metafonica: E' Angela e vi am Franca.

 

8.10.08 

Io mi abbandono ai miei ricordi e piango tanto, non ho parole.

Mi viene da gridare, da strapparmi i capelli, poi mi siedo e penso, penso tanto, tutto passa e nulla ritorna. Ora il silenzio è assordante e la notte buia.

Luisa

8.10.08 

Un volto dai mille sorrisi 

Nicola

8.10.08 

Vi suggerisco di leggere un mio vecchio scritto consideratelo come l'introduzione a quanto seguirà nel forum sempre dell'8.10.08 

Crepuscoli

Nicola

 

8.10.08 

La signora […] scrive:

Proprio in questi giorni, mi sono chiesta come mai il “sentire” nel senso intimo e profondo tende ad essere quasi sempre inquadrato nella comprensione logica e razionale degli eventi.
Sembra che viviamo solo per spiegarci in modo ragionevole la nostra provenienza, il nostro presente e basta, perché non a tutti interessa dove siamo destinati e se esistano dimensioni parallele perché viviamo nell’epoca del “life is now”, dell’immediatezza.
E quando, grazie a determinate circostanze o coincidenze, riusciamo ad avvertire sensazioni intense che nessun altro può condividere perché appartengono solo al nostro animo ed alla nostra predisposizione ad ascoltare, ci sembra quasi di sbagliare perché quello che percepiamo non è dettato dalla ragione, risulta quasi inspiegabile, non è condivisibile dai canoni razionali comuni e quindi va rinnegato o almeno ci lascia perplessi.
Forse ci pervade una leggera paura, paura di confermare le nostre sensazioni, paura di non aver “inteso” bene, paura di noi stessi, paura di cercare un senso anche in un segno che risuona da una dimensione non tangibile, paura di esser riusciti in qualche modo a superare le Colonne d’Ercole.
Ed a metà strada del nostro viaggio ci ritroviamo solidali negli oceani delle nostre debolezze ed incertezze.

[…]

Una breve riflessione: già alla fine del medioevo si ipotizzano realtà possibili.  NICCOLO' CUSANO (1401 - 1464) Matematico, astronomo, filosofo e teologo considera l'universo infinito, senza un centro, senza alcuna circonferenza che lo delimiti  superando la concezione tolemaica ancora in vigore nel suo tempo. Ma l'universo finito o infinito, che sia è incluso in sistemi più ampi, circoscritto non da una circonferenza nel senso classico, ma dallo spazio tempo che pur forse essendo illimitato,  presuppone un confine, una demarcazione, un al di là. Egli cerca di descrivere il concetto di verità

Riporto un passo della sua grande opera: "De docta ignorantia" - "la dotta ignoranza" –

"... La verità non ha né gradi, né in più né in meno, e consiste in qualcosa di indivisibile. [...] Perciò l'intelletto, che non è la verità, non riesce mai a comprenderla in maniera tanto precisa da non poterla comprendere in modo più preciso, all'infinito; ... 

Nicola Cusano, "De docta ignorantia", I, 2-10"

 

Riporto un suo paragone geometrico:

“… ad ha con la verità un rapporto simile a quello del poligono col circolo: il poligono inscritto, quanti più angoli avrà, tanto più risulterà simile al circolo, ma non si renderà mai uguale ad esso, anche se moltiplicherà all'infinito i propri angoli, a meno che non si risolva in identità col circolo.”

Nicola Cusano, "De docta ignorantia", I, 2-10"

Anche Dante si pone lo stesso quesito anticipando Cusano riporto quanto avevo scritto a tal proposito: Il cerchio divino appare come  la riflessione di un lume ed egli proferisce che nessun geometra che cerca di comprendere l'essenza della misura del  cerchio, non troverà il suo principio:  - "Qual è ’l geomètra che tutto s’affige / per misurar lo cerchio, e non ritrova,/ pensando, quel principio ond’ elli indige..."

Dante si riferisce all’infinito che si completa in una equazione con Dio.

  Quindi esistono molti altrove, o aldilà, e mi riferisco ad un senso strettamente fisico e non metafisico. Ma cos'è lo spazio, cos'è il tempo, (sarebbe più giusto parlare di spazio-tempo e non di spazio e di tempo separati). Non voglio entrare in questi meandri della fisica moderna, occorre una mentalità geometrica e matematica; tuttavia, noi assolutizziamo la nostra dimensione come l'unica possibile, dimenticando che la relatività e la fisica quantistica hanno messo in crisi da tempo questo pensiero arcaico. L'errore consiste nel credere che ciò che va al di là di un confine diventi dominio della religione e non appartenga più alla scienza. La scienza ha i suoi limiti, ma la religione ne ha degli altri. Occorre guardare il mondo con occhi diversi,  la religione si è posta per secoli come somma  verità, condannando  al rogo tutti i dissidenti: Giordano Bruno,  persino Galileo è stato sul punto di essere bruciato se non avesse in tempo ritrattato, non possiamo dimenticare gli orrori del Sant'Uffizio, le torture mostruose che gli inquisitori cattolici praticavano in nome di Dio.     

Ma lasciamo perdere la religione; ora voglio risponderti con ciò che Freud chiama falso nesso, anche se egli si riferisce ad un contesto psicoanalitico; egli sostiene  che quando si proiettano delle emozioni passate in un contesto presente,  o su altri oggetti o persone  si determina un falso nesso.    

Così spesso viene investito di aggressività o d'amore qualcosa che non c'entra niente  con l’oggetto presente, la verità viene rimossa nel profondo dell'inconscio. Si attribuisce un senso, un vissuto emozionale a qualcosa di estraneo. 

«Le forze che si opponevano, sotto forma di resistenze, al riemergere nella coscienza delle idee dimenticate, erano le stesse che avevano provocato l’oblio, rimuovendo dalla coscienza le esperienze patogene» (Freud, S., 1909).

 

Riprendo quanto tu dici: - «Proprio in questi giorni, mi sono chiesta come mai il “sentire” nel senso intimo e profondo tende ad essere quasi sempre inquadrato nella comprensione logica e razionale degli eventi.
Sembra che viviamo solo per spiegarci in modo ragionevole la nostra provenienza, il nostro presente e basta, perché non a tutti interessa dove siamo destinati e se esistano dimensioni parallele perché viviamo nell’epoca del “life is now”, dell’immediatezza
».
 Non possiamo eludere la ragione, nondimeno quando essa raggiunge limiti pretestuosi ( alla stessa maniera di molti politici odierni)  è come se avvenisse una rimozione nel senso psicoanalitico di contenuti inconsci, in qualche modo minacciosi per la coscienza dell'uomo moderno. Così si crea un falso nesso, tra l'evento metapsichico che si vorrebbe negare, e l'interpretazione razionale dell'evento, che più che a spiegare serve a cancellare l'evento stesso. Una sorta di resistenza che depenna qualsiasi idea che diverge dalla  norma. Così si sostituisce nella coscienza un contenuto inappropriato che interpreta quell'evento o quell'idea attraverso una spiegazione sbagliata. Bisognerebbe partire dal quesito che qualsiasi spiegazione è sempre parziale e mai definitiva, se non la conseguenza di un falso nesso.     

Nicola

 

 3.10.08 

Oggi è  l'onomastico di mia mamma, non ho avuto il tempo di andare al cimitero a trovarla, è tantissimo che non provo un contatto con lei e neanche con mio padre. Io sono agnostico e considero le voci con il beneficio dell'inventario.  Pochi minuti fa ho provato una registrazione metafonica rivolta a mia mamma, sapete che la mia mamma mi manca, mi mancano i suoi occhi celesti, la sua voce, e talvolta il silenzio sembra occupare le stanze dei mie giorni, certe volte mi illudo di parlare con lei e so che è un'illusione, ma preferisco farlo, mi piace immaginare che l'impossibile possa essere possibile, io la sento tra il vento leggero, tra i profumi di terra. Vorrei raccontarle tante cose, raccontarle di mio figlio che è cresciuto e non è più quel bambino di appena quattro anni che lei ha lasciato, ricordo quando mi disse che teneva nella sua stanza la sua foto e tutte le notti prima di addormentarsi la guardava.  

Quella frase ancora mi commuove, i ricordi sono come roveti spinosi, come passerotti che cantano tra le spine.  

Il messaggio è interessante perché si ripete il mio nome diverse volte, ma, soprattutto, quando la registrazione inizia con la frase

 -  Mi riapri il cuore eccolo là - sembra essere rivolto a me, e alla mia lunga assenza.  Dopo la presunta voce di mia mamma dice: -  "Cento baci" . Anche questa frase sembra avere una continuità discorsiva con la precedente. Ecco la frase  più interessante del contatto: - "Nicola non mentire senti qualcosa?".

 Io nego sempre, pur trascrivendo tutto, nel momento che ho espletato la registrazione in cuor mio sapevo che era un'illusione niente di più. 

 E', davvero, straordinaria l'interazione della voce metafonica con il mio pensiero. Quella voce sostiene che io non devo mentire a me stesso perché sento con le mie orecchie ciò che essa dice, la voce meta si rivolge a me ed io non posso negare l'evidenza. Solo una voce intelligente può interagire in questo modo, non un eco nel vuoto.  Tra l'altro quella voce usa la forma interrogativa: -  "Nicola non mentire senti qualcosa?". 

Io preferisco la prudenza e la prudenza in questi casi non è mai troppa.

Nonostante tutto io mantengo le mie perplessità, ma riporto la logicità e la coerenza del messaggio ricevuto, se mia mamma è viva o estinta per sempre non lo saprò mai.  La voce poi si rivolge ad una terza persona dicendo  di chiedere a Nicola ( cioè a me)  dove si trovi. Come se quella voce mi chiedesse tramite un altro quale  linea d'universo percorro, qual'è il mio tempo.

 - Tu che dici di sapere dove io non sono? Tu che pensi che io non esisto?  Tu che mi credi morta?

Il grande fisico Stephen Hawking dice: - "La vera difficoltà sta nel fatto che la fisica è un tipo di metafisica; la  fisica descrive la  realtà. Ma noi non sappiamo cosa sia ... " 

 Noi non sappiamo dove siamo, la realtà è un'illusione, la fisica quantistica ci parla di una realtà che è ondulatoria ed allo stesso tempo corpuscolare, quindi sostiene una realtà bivalente, l'intero universo è una bolla sospesa tra gli universi. La nostra vita è meno di un punto, meno di un sospiro. La voce meta con una sottile ironia rivolgendosi ad una terza persona dice:  - "chiedi a Nicola dov'è", lui che presume di sapere dove noi non siamo.

Riporto cosa avevo scritto sulla realtà  giorno 2 .10.08 a  proposito della realtà, della parola e delle voci meta.

Credo che ci sia un aldilà in ogni cosa, noi riusciamo ad illuminare una piccola parte dell'esistenza e la chiamiamo realtà, scambiamo la parola con la realtà, ma la realtà non è la parola, la realtà è oltre la parola, è molto più vasta, mentre la parola è imprecisa, spesso distorce, illude. Ma noi siamo nel linguaggio, nella parola, la parola è ciò che conta aldilà della verità. Così popoliamo il mondo di miti e miti ci parlano come se fossero veri, però le voci che son pur parole cosa sono? Forse sono più che parole.
 

Il contatto metafonico che ascolterete si articola nel seguente modo, ogni frase minima è ripetuta due volte, la prima volta  la voce si presenta per come è stata registrata, la seconda  lievemente elaborata, cioè filtrata dal noise, equalizzata ed un po' rallentata. 

Clicca per ascoltare: 

 

Voce metafonica: Mi riapri il cuore eccolo là. Cento baci. Nicola non mentire senti qualcosa? Chiedi a Nicola dov'è

3.10.08 

Hai ragione Nicola in ogni azione e pensiero in ognuno di noi c'è un lato oscuro e l'uomo non dà molta importanza alla riflessione delle sue azioni e quindi lo Spirito si distoglie dall'amore e dalla compassione e quindi non c'è un Risveglio dello Spirito e tutto questo porta a non evolverci e a rimanere solo uomini dormienti.
Se ci pensi l'uomo quando parla dice sempre solo"IO" e non "NOI",perchè ci mettiamo sempre al primo posto.
Noi tutti dovremmo aprire gli occhi e toglierci quel velo che abbiamo davanti,perchè non ci fa vedere le bellezze interiori del prossimo.

Barbara

E' interessante il tuo dire anche se io intendevo una cosa un po' diversa, tuttavia è dolce ed amaro ciò che esprimi, rispecchia la realtà, diciamo che è una aggiunta a ciò che io ho proferito. Io intendevo dire  che la nostra conoscenza è incompleta, qualsiasi cosa è sempre parziale, poi  mi riferivo alla limitazione del pensiero di azione presente nell'uomo mediatico. La vita ci costringe a non pensare ed essere assorbiti interamente dal quotidiano, se noi trasformiamo il gesto in un pensiero lo vediamo già diverso, luminoso, mentre se  restiamo limitati all'azione il gesto  è  solo un momento necessario che si svolge nel tempo, niente di più.  

“La donzelletta vien dalla campagna,
In sul calar del sole,
Col suo fascio dell'erba; e reca in mano
Un mazzolin di rose e di viole,
Onde, siccome suole,
Ornare ella si appresta
Dimani, al dì di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
Su la scala a filar la vecchierella,
Incontro là dove si perde il giorno…”

Ecco come Leopardi trasforma una semplice azione in poesia, quante volte ci è capitato di assistere ad una fanciulla che torna dai campi, tutto finisce lì.  Quando il pensiero è assorbito dall'azione l'arte muore, e muore pure l'anima. Leopardi trasforma quell'azione , la rende sublime.  Dopo affronto una tematica più vasta quella della realtà e della parola.

Nicola

 

2.10.08 

In ogni pensiero, in ogni azione c'è sempre un lato oscuro, tutto ciò che recuperiamo da una esperienza è sempre un rinvenimento incompleto, i nostri vissuti restano imbrigliati nelle azioni, il nostro pensiero è un pensiero di azione. Noi non trasformiamo in conoscenza ciò che facciamo, ciò che attraversiamo, non pensiamo l'azione, ma viviamo l'azione, questa è la differenza tra il filosofo e l'uomo mediatico. In questo modo il pensiero si impoverisce, e tutto rotola nell'uguale. Credo che ci sia un aldilà in ogni cosa, noi riusciamo ad illuminare una piccola parte dell'esistenza e la chiamiamo realtà, scambiamo la parola con la realtà, ma la realtà non è la parola, la realtà è oltre la parola, è molto più vasta, mentre la parola è imprecisa, spesso distorce, illude. Ma noi siamo nel linguaggio, nella parola, la parola è ciò che conta aldilà della verità. Così popoliamo il mondo di miti e miti ci parlano come se fossero veri, però le voci che son pur parole cosa sono? Forse sono più che parole.
Nicola
 

 

 1.10.08 

Caro Nicola, grazie per questo tuo messaggio, denso di verità, la tua ricerca del mistero, il voler vederci chiaro, ci dimostra la tua attendibilità a  tutto ciò che fai. Sempre grazie di cuore.

Alida

Grazie di cuore, Nicola.

 1.10.08 

Mi sembri rassegnato e stanco.
Ma posso chiederti cosa ti ha spinto ad inserire un messaggio vocale in cui palesi l’urgenza di voler riflettere?

Le voci sono in noi, i nostri cari ci parlano attraverso i ricordi che abbiamo di loro, attraverso le fotografie, attraverso la contemplazione del cielo o della natura, attraverso l’ascolto di noi stessi che va coltivato giorno dopo giorno,nonostante le tendenze devianti, il caos della quotidianità che ci corrode.
La vita c’è sempre e non ha spazio e tempo. Le conosci le mie opinioni sulla vita,sull’universo, sulla società, ne abbiamo già parlato, ricordi?

Credo che l’ombra dell’agnosticismo copra in parte lo splendore di certe sensazioni, e non mi riferisco solo a quelle che possono scaturire dalla registrazione delle voci, ma specialmente a quelle che partorisci dopo un lungo lavoro interiore.

Devi trovare la verità da te, Nicola.
Sono sicura la troverai perché dal tono della tua voce avverto anche un filo di speranza, la volontà di sentire che quello che ti affascina sia vero appunto, ma è come se questa fosse bloccata da qualcosa. Sarà colpa dell’agnosticismo? Non lo saprò mai.

[…  ]

Devo dire  che è molto bello quello che scrivi,  direi quasi poetico, sei una persona molto profonda,  che penetri l'animo umano. Noi sappiamo poco di ciò che sta fuori di noi, forse ci sono le anime, forse non ci sono, però con la parola possiamo dar vita e nulla può vietarci questo grido di gioia e di dolore. Non importa ciò che esiste, ma ciò che vive nella parola.

Io so il tuo nome, ma nessuno sa il tuo nome, e sei misteriosa come la parola,  ma tu esisti, sei diversa dalla voci, sei un presenza reale. Sei molto precisa nella tue affermazioni ed io ti stimo molto.

 

Tu dici: - "Mi sembri rassegnato e stanco.
Ma posso chiederti cosa ti ha spinto ad inserire un messaggio vocale in cui palesi l’urgenza di voler riflettere?"

 

Non sono affatto rassegnato, esprimo anzi un processo di espansione.

Ciascuno di noi percepisce un aspetto di quello che l'altro scrive, ma quello che conta è l'interezza del messaggio, spesso non si coglie l'intera parte e si  seleziona un frammento, non per incapacità, ma per  diversità.  Nel messaggio vocale  io parlo d'infinito,  di altri spazi, affronto appena il dolore, ma dopo volo verso  qualcosa che si espande, e parlo di luoghi illimitati, parlo di luce che c' oltre il dolore, ne dipingo paesaggi mentali. Tu cogli la parte del  dolore, ne hai selezionato questo aspetto, ma tutto il resto si espande, inizia dalla semplicità ed affonda in dimensioni più ampie. Dopo, affronto le problematiche di questa realtà, parlo  delle delusioni avute, ma non mi soffermo su questo, io mi chiedo,  mi domando perché è giusto domandarsi, interrogarsi, ricercare spazi, respirare, guardare il cielo, il mare, ascoltare l'invisibile.

C'è uno sviluppo, c'è un analisi del linguaggio, un'analisi della parola, che  annuncia la bellezza delle cose infinite. Parlo di una dimensione più umana, poi  mi soffermo ad un mio sogno e lo descrivo. Non c'è afflizione, c'è una visione ponderata e prudente di ciò che faccio. Tu mi chiedi come mai  uso un messaggio vocale, perché attraverso la  voce si dice molto di più che con la parola scritta. E come dire perché il teatro e non il testo scritto? Perché non sempre  la parola testuale è sufficiente.

Nicola

1.10.08 

Ciao Nicola,
Io e la mia famiglia abbiamo ascoltato ciò che hai detto nel tuo Forum e lo condividiamo in pieno,mi permetto di dire che tutti noi che ti scriviamo siamo stati egoisti con te,non abbiamo avuto alcun rispetto per le tue fatiche e per quello che provavi.Ti chiedo SCUSA di averti chiesto un contatto Meta per mio marito che voleva risentire la voce di sua nonna.
Spero in un tuo perdono.E mi permetto di fare un'altra  richiesta a tutti quelli che hanno avuto un lutto di recente,SPERO CHE MI PERDONINO è che chiedo di aver pazienza e di comprendere Nicola è un gran uomo, buono e sincero e diamogli il tempo di capire e ASCOLTIAMO I SUOI CONSIGLI io come madre di un figlio tredicenne seguo tantissimo quello che scrive e mio figlio legge insieme a me ciò che esprime Nicola e devo dire che mio figlio si è calmato molto e sto riuscendo a farlo ragionare di più.
Sono capitati due episodi di BULLISMO nella Classe di mio figlio,lo hanno picchiato e lo hanno deriso perchè è grasso e quando sono andata a Scuola per chiedere spiegazioni al Preside e ai quei due ragazzi uno mi ha detto : delle parole terribili,OVVIAMENTE è STATO ESPULSO DALLA SCUOLA,ma io non mi sono sentita felice ma ho provato pena per quel ragazzo perché che vita potrà avere da grande? ha solo sedici anni!.

Ci sono dei ragazzi che non hanno VERGOGNA rispondono ai Professori e gli danno del "TU" è scandaloso,se non avessi visto con i miei occhi ancora non ci avrei creduto,perché fanno vedere nei Telegiornali il bullismo che c'è nelle Scuole e ora che mio figlio fa le Superiori me ne sono accorta.
Mi piacerebbe che i genitori insieme ai loro figli si incontrassero per farli parlare e lasciarli lontano dalla TV e dai Videogiochi e che possa esserci un confronto fra genitori e i figli.
Nicola ti chiedo nuovamente scusa.
Con affetto Barbara.

Buona parte dei media ha distrutto la nostra esistenza, questi media hanno svolto un'azione criminale sulla gente, ma non si sono macchiati di nessun crimine perché i loro misfatti sono invisibili, ma non per questo meno reali. E' come uccidere un essere vivente con una pistola con il silenziatore, non senti la botta, ma la persona colpita muore ugualmente. Sono loro i veri colpevoli, basta conoscere  un po' di psicologia e di sociologia per capire i loro misfatti. La società dei consumi attraverso loro è riuscita a stanare le coscienze e trasformare l'uomo in oggetto.   Cia siamo tanto scambiati con la merce sino al punto di diventare merce. Non ti devi scusare, ma deve sempre credere in quello che fai, perchè noi siamo l'universo, noi siamo Dio, forse fuori di noi non c'è che buio e vuoto, ma noi siamo il pieno, la verità, la dolcezza, l'amore.

Nicola.  

 1.10.08 

Ieri è stato l'Anniversario della morte della nonna di mio marito e se mi permetti Nicola vorrei scrivere un Omaggio per Lei.
TERESA
 

Tengo sempre stretto nel mio cuore il ricordo della nonna Teresa.
Era una vecchietta dal dolce sorriso e dai lineamenti paffuti,gli occhi marroni brillavano come una gemma rara e rosa erano le sue guance e i capelli del colore del cielo.
Infondeva sicurezza a tutti noi è stata una nonna delle Fiabe,dei Proverbi e ha sempre affrontato le difficoltà con tenacia.
La sua casa senza di Lei è diversa mi manca la sua fisicità.
Conserverò nella mia mente la sua dolce voce quando mi incoraggiava ad andare avanti e a non abbattermi e cercherò di seguire ogni giorno il suo esempio di Amore,Comprensione e Fede.
Tu ora ti trovi nella Luce e sei in pace.
Ti voglio bene nonna Teresa prega per noi che siamo in questo mondo sofferente.
La tua Barbara il tuo nipote Danilo e pronipote Matteo.

E' molto dolce e delicato ciò che scrivi, le sue sfumature, le sue malinconie, le tue parole sono nuvole senza tempo, fronde di vento che suonano la verità.

Nicola

 

28.09.08 

Mi piacerebbe parlare del colore della metafonia; ricordo ancora le voci del nonno, di mamma, papà, zia Concettina Elena e quella dolcissima bambina zia Fortunata. Loro sono tutti sulla collina che riposano, ed io ne sento un profumo dolcissimo quasi acre, malinconico. Quante volte li cerco tra i boschi,  vorrei sentire le loro voci nel vento, ma il vento è silenzioso. Poi mi ricordo di Santina, una fanciulla dolcissima, mai conosciuta perché morta quando io ero piccolino, sembra sorridere ogni volta che mi fermo sotto la sua tomba.  

Un giorno trovandomi al cimitero, ricordo che guardavo il cielo, i boschi verdi, i monti tappezzati di verde che si stagliavano nell'azzurro, allora dissi  a mia zia Concettina: - " Zia prenditi i miei occhi e guarda questa bellezza, io vorrei tuffarmi nel cielo, vorrei elevarmi, se tu non puoi vedere questa oasi di dolcezza guarda attraverso me."  Mi sentii tagliare dall'aria,  pervaso da quell'onda di vento  che s'incendiò nel mio cuore, le foglie leggere, come un canto, una monodia medioevale, si sollevarono  appena da terra, così il suo amore macchiò la luce e le sue mani nelle mie, le sue mani nel vento e le canne flautate che risuonavano. Così sognai i suoi passi nell'aria,  nell'aria così trasparente, nuda come il vento la vidi, la vidi negli occhi della finzione amara e dolce come il pianto, la trovai cinta di cielo, incinta di nuvole e sogni e più in là Francesca suonava, suonava la cetra, e il suono batteva le ali portate dal canto .   

Poi il dialogo interno con la zia svanì e la brezza autunnale mi accarezzò le gote, mi sembrò di sentire le sue dolci mani su di me, ma era il vento leggero che sospingeva i pensieri e li trascinava nel tempo. E volarono tutti via come nel fondo delle notti, mi sentii snodato e piccolo, disperso, e il sole precipitò dietro i monti come un bastimento all’orizzonte infuocando in un grido di luce gli ultimi sguardi.

Nicola

 

28.09.08 

La metafonia presenta diversi livelli, cioè diversi piani, come se la realtà si dividesse in spazi differenti, in effetti potrebbero esistere diverse realtà, mentre noi ne attraversiamo una sola. Questo non è un pensiero spicciolo che si può mercificare, stiamo parlando di livelli diversi, di piani di esistenza differenti. Più la nostra mente si apre alle possibilità, più scopre un universo denso di misteri. La nostra realtà, al contrario, è irripetibile, se sbatti la testa contro il muro ti fai male, non puoi tornare indietro e cancellare quell'evento.  Viceversa, in altri piani di esistenza il tempo potrebbe essere simmetrico. Qual è la forma del vento? E' come l'argilla che prende fisionomia attraverso l'idea? O diversamente è un fluido che si perde nelle infinite possibilità che la forma plastica determina? E' se è così esistono infinite possibilità.

 Come il pensiero stimola l'immaginazione,  l'immaginazione poi darà moto al pensiero, sarà la molla dell'idea. Ma se noi siamo intrappolati da un pensiero rigido e coercitivo siamo limitati al contingente pragmatico.  Per comprendere la metafonia dobbiamo assumere l'idea che  c'è un altro luogo che muta in ogni istante, come le correnti marine, come le sintonie sulle onde corte; una voce la senti appena e poi svanisce,  proprio come il vento. Come se quella realtà fosse inventata infinte volte, dopo tutto svanisce ed ogni cosa ritorna. In questo gioco le voci fluttuano, oscillano tra il reale e l'irreale, ne ascolti l'importa della sua musica, ma è già lontano il suo vociare.  Per quanto ti sforzi non puoi trattenere una voce, poi quel filo di Arianna ti lascia nel punto più significativo e  la sua assenza prende forma nella presenza fonica. Si può lavorare come nella psicoanalisi su quel frammento rinvenuto, sulla condensazione velata di quel senso, come faceva Freud nell'interpretazione dei sogni.  Noi significhiamo un'assenza. 

Ed ecco l'attesa!

Quando le possibilità sono aperte sei convinto che tutto sia possibile, così  una delle possibilità si avvera,  come l'argilla prende forma una voce,  mentre le  altre infinite possibilità  si distillano nel vuoto, quella voce rinvenuta diviene una presenza fluttuante, si addensa  in un senso molto ampio, talvolta metaforico, ma poi come il vento fugge dalla coscienza, si dissolve. Ti senti nuovamente vuoto, allora riprovi come in un gioco di rilanci, ma il senso di ciò che ricevi per quanto tenti insistentemente non si completa mai, così si ripropone l'attesa e il senso si sospende, galleggia nuovamente nell'universo.

Nicola   

 28.09.08 

Grazie per lo spazio che hai riservato alle mie e mail sul forum e per l'attenzione che hai dedicato alle mie parole.
Mi dispiace che il forum di unaretepereducare.it non abbia la stessa vivacità.

Questo mi dimostra quanto sia prepotente il senso dell'immediatezza di cui parlavi nell'e mail del 26/09/08.

Fà qualcosa Nicola.
unaretepereducare.it è un bel sito, io lo intendo come educazione ad ampio raggio:cioè non solo un sito che denunci la cultura mediatica, ma anche un sito che dia spunti per svincolarsi da questo degrado, parlando per es. di letteratura,che è un valido strumento per "educare"alla civiltà, al buon senso, a tutto ciò che di buono possa concepire la mente umana, o di sport che forgia il carattere di una persona soprattutto se praticato da bambini proprio perchè "educa" al rispetto dell'altro, alla sana competitività, ecc.
Insomma, parlare di tutto ciò che possa esserci di alternativo ai mass media, non solo denunciare.
Se uno si ferma  alle accuse senza andare oltre, vive sempre in una situazione di stallo, d impotenza. Invece, bisogna denunciare e proporre programmi alternativi, tu sei un pedagogista avresti molto da insegnare e proporre...
Solo che mi potresti dire :"dove trovo il tempo per fare tutte queste cose?

Saluti. […]

Intanto sono io che ringrazio te, per la tua gentilezza, i tuoi pensieri, condivido tutto quello che dici ed hai ragione. Io nel campo dell'educazione ho fatto davvero tanto, però mi sono dimenticato di scriverlo e mi sono limitato  soltanto a descrivere la società mediatica. Perché mi è successo? Perché involontariamente ho dato per scontato quello che faccio,  dimenticandomi che invece è importante comunicarlo.   Credo che sia fondamentale oggi la realizzazione di gruppi di mutuo aiuto di genitori che s'incontrino per parlare non di televisione, ma dei loro figli, costruendo insieme percorsi alternativi, inventando storie sempre diverse e dense di vita, fiabe,poesie, racconti.

Occorre  respirare insieme i fiori  e gioire dell'alba, parlare del sole, della luna.  Sareste disposti  ad alzarvi all'alba insieme ai vostri figli? Questo è il dilemma, tra il dire e il fare c'è in mezzo il mare... 

Ho un amico che dice che i filosofi sono tutti poltroni, pensa soltanto ad abbuffarsi, per lui esistono solo le mangiate. Un giorno dovevamo andare in un paese dove  c'erano delle chiese bellissime, ma egli dopo essersi ingorgato di cibo in un agriturismo ha deciso di ritornare a casa fregandosene delle mie chiese, ribadiva: -" l'arte è una cavolata".  Egli è convinto profondamente di quello che pensa,  però si lamenta perché non lo cerco, non si rende conto del motivo, è talmente presuntuoso che crede di avere sempre ragione,  si ostina, non riflette, la sua mente è chiusa, dice che io sono un visionario. Ma io ribadisco che bisogna  essere visionari ed al tempo stesso  concreti. Egli riflette questa società.

 Via le discoteche, i vestiti firmati,  progettiamo laboratori educativi,  impariamo dai piccoli lavori artigianali, a costruire con la carta , con il compensato, con la creta, con le bottiglie di plastica, diamo forma ad oggetti nuovi e sempre diversi. Diamo insomma, forma al vuoto, trasformiamo il pensiero in azione, e non pensiamo più attraverso pensieri che non sono nostri, occorre produrre pensieri propri.

Il motto è via i pensieri mediatici dalle nostre menti! 

Impariamo a giocare nel vento, anche sotto la pioggia, afferriamo i sorrisi correndo insieme, come gli uccelli che migrano ma che poi ritornano. Costruiamo gli aquiloni e smettiamo di  comprarli pronti e confezionati per l'uso, piuttosto impariamo a farli volare, il volo dei nostri aquiloni sarà mille volte meglio di centomila aquiloni comprati e impacchettati.

Incominciamo a leggere insieme ai nostri figli, a stimolarli alla curiosità, alla conoscenza, ma occorre parlarne tutti i giorni con loro,  porre quesiti, essere motivati a farlo, non farsi fregare dalle solite sciocchezze, da pensieri ripetitivi legati al contingente, alle mode, ai pettegolezzi.   Immaginate tutte le mamme  e i papà vicini ai  loro figli seduti  in cerchio a  leggere alcuni passi d'autore commentandoli insieme.  Oggi, invece, prevalgono coppie stanche che parlano di cose futili, che non hanno  più niente da dire, né da proporre ai propri figli.

Ora riprendo il discorso della metafonia.

A cosa serve la metafonia se mancano i prerequisiti della volontà, del pensiero critico e della consapevolezza?  A cosa serve per un cristiano la preghiera se sciupa la sua vita nella banalità? A cosa può servire parlare di Dio, se si segue soltanto il Dio denaro e gli impostori che si celano dietro? A cosa può servire l'amore se si trasforma in un bacio perugina o in un qualsiasi altro spot? A cosa può servire la solidarietà se si metaforizza in un rito mediatico vuoto, che si consuma presto in uno spettacolo televisivo? A cosa serve la parola se la sua anima è logorata?

Si vive la follia  che alberga in una società ipocrita,  la quale  paga il prezzo della sua psicosi. Ciacuno affoga i pensieri dentro uno schermo televisivo, per ripetere, ripetere, ripetere sino alla nausea tutto quello che gli viene dettato, così diventa un  bravo burattino portato dal vento della stupidità. 

Nicola 

27.09.08 

Scrive  [..],  è una donna

Lo sai che anch'io la penso così per la cultura, la televisione, la metafonia come ipotesi...anch'io preferisco non farmi condizionare da tutto quello che la maggior parte vede o fà, solo per omologarmi alla massa e perdere la mia personalità.
Oggi bisogna essere forti anche per essere sè stessi e, siccome questo è un lavoro troppo faticoso per la coscienza, si preferisce piuttosto avere come punto di riferimento un mito che sotto le vesti di intrattenimento o varietà detta legge, mode e tendenze soggiogando le menti.

Quando mi fu proposta una serie di libri da consultare per discutere l'argomento in letteratura francese, fui talmente colpita dal libro di C. Bobin che gli altri li visionai in modo superficiale.

Fui rapita dal suo stile minimalista, ma così intenso e pregno di poesia seppure il testo fosse una prosa. L'autore, infatti, stabilisce da subito una conversazione confidenziale ed intima con il lettore, fornendogli delle occasioni e spunti per riflettere tanto sulla vita, quanto sulla morte. L'attualità del testo è evidente e credo lo sarà in ogni epoca.
Il libro che ho letto si chiama La Part Manquante (La parte mancante) ed è composto da undici racconti. (Io lo lessi in francese, ma penso sia stato tradotto in italiano). Ne scelsi uno, L'Ecrivain (lo scrittore) e lo tradussi, corredandolo di un'analisi testuale.

A titolo generale, posso anticiparti che attraverso una discrezione marcata, l'autore alterna momenti descrittivi a meditazioni soggettive. Ecco perchè, a mio avviso, il testo è una miscela di prosa e poesia. Si potrebbe sospettare che, dietro il personaggio dello "scrittore" (in questo caso, perchè un altro personaggio ricorrente nel libro è il bambino)si nasconda proprio Bobin, seppure non se ne hanno conferme, proprio perchè egli sa rappresentare fin troppo bene la condizione del letterato timido e riservato, la sofferenza, la tragedia della morte (di una sua amica nella vita reale) per poter affermare che si tratti solo di finzione.

Fu un pò difficile reperire la sua biografia, non tanto perchè sia uno scrittore contemporaneo, quanto per il fatto che sia una persona abbastanza schiva che concede poche interviste.
Mi piacerebbe continuare a descrivertelo come io l'ho percepito leggendo il testo, ma non vorrei nè annoiarti, nè privarti delle emozioni e dei ricordi (specialmente dell'infanzia) che scaturiranno dalla lettura.
Queste sono le mie personali considerazioni, non sono un critico letterario, sicuramente qualcun altro la penserà diversamente, perciò gradirei sapere cosa ne pensi, sempre se avrai tempo e voglia per dedicare un po’ di attenzione a questo scrittore.

Ti affascinerà molto il suo stile così delicato.

Cari saluti.[..].

Già il titolo La Part Manquante (La parte mancante) si apre ad un orizzonte vasto, penso a Quasimodo quando dice: “… Rulla il secchio verso il cerchio dell’alba / …  nello spazio dei colli  inventi il passo di una spirale"  oppure “… tu danzi il suo numero chiuso / e torna il tempo in fresche figure …”  ne avverto uno sbalzo verso la bellezza indicibile di una geometria che osserviamo attraverso l’orizzonte. Ma senza le luci dell’alba quel cerchio resterebbe indefinito e perderebbe la sua magnificenza. E’ molto difficile danzare su di un numero chiuso”  oppure  concepire il passo di una spirale di un arrotolamento, cioè una linea curva che si avvolge attorno ad un punto immaginario, è difficile poter creare dei passi che si avviluppano intorno ad un punto, e si dirigono come volute d’aria, come anelli di  fumo verso l’alto nello spazio dei colli “.

Voglio ritornare alla metafonia, per chi l'ama, per chi vuole spingersi come Ulisse oltre le colonne  d'Ercole, che nella cultura greca rappresentavano il limite del mondo. Provate ad immaginare queste voci che si concretizzano nella fonia, ma che provengono da pure forme geometriche di essenze ineffabili, ma allo stesso tempo potrebbero avvolgerci come delle spirali e limitare il nostro spazio, il nostro cammino. Il problema è che ci troviamo dinanzi alle colonne d'Ercole   ed avremmo bisogno di un nuovo Ulisse.   Allora ritorno alla parte mancante di Bobin, quella che spero di conoscere in un futuro non lontano, ma che ciascuno di noi porta con se, e che avverto in ogni luogo, quando tutto quello che sta intorno ci appare incompleto, allora osserviamo con gli occhi dell'immaginazione cerchi e spirali mai visti.  

Ti ringrazio, per la tua e mail, per la tua delicatezza, per il tuo bussare in punta di piedi e per la tua generosità.

Con affetto da Nicola

 

26.09.08 

I messaggi metafonici si presentano frammentari, sono per lo più parole e frasi minime, talvolta dense di senso, io non posso ridurre tutto ai messaggi, avverto l'esigenza di riflettere intorno agli eventi. In Italia siamo abituati agli spot, la politica è diventata uno spot, anzi, utilizza gli spot in maniera da pilotare la mente della gente. Questo modello culturale ha cancellato il sapere, la ricerca e tutto si è ridotto all'immediatezza. Io sono di un'altra pasta, e voglio continuare a non farmi fregare dalla cultura mediatica che oggi invade persino il dolore occupando tutto lo spazio della coscienza. Si legge molto poco e si vede tanta televisione, una televisione per lo più pilotata, poco democratica, anti culturale.

La cultura è messa al bando perché è pericolosa, proprio perché fa pensare. Oggi siamo alla ricerca di messaggi sensazionali, di eventi straordinari, ci sono quelli che promettono l'impossibile e confezionano bene il loro pacchetto da rendere vero tutto ciò che è falso.  Sono loro che ci dominano, noi non abbiamo voce, gridiamo nel deserto. Viviamo in un sistema omologato dove non è possibile affermare il contrario, chi si contrappone è un appestato, un sacrilego, un eretico.

La politica si regge come divina, assoluta, alla stessa maniera è  impossibile produrre un pensiero alternativo. Il paranormale risente dell'onda mediatica, della moda, molti seguono criteri dogmatici, verità assolute, verità che non vengono sottoposte ad alcuna verifica, ad alcun criterio di analisi, perché sono vere in se stesse. Come nel mondo della politica assistiamo ad alcuni personaggi che non sbagliano mai, che hanno sempre ragione, perché sono sempre gli altri, soprattutto, gli avversari a sbagliare. 

Io vivo ai margini della politica,  e ciò che  sento lo voglio comunicare, ma spesso si cestina  il contenuto e si prende solo quella fetta che interessa, così si cancella anche la persona che parla.  Allora è il silenzio che vince la parola, è la parola muta, vuota che trionfa. Ecco la comunicazione del silenzio, che stravince e domina ovunque. Io credo  che ascoltare significhi confrontarsi,  magari scontrarsi, non distillare il significato, ma afferrarlo nella sua integrità.   

Le voci sembrano più vere degli umani, perché rispondono con integrità, pur nel limite imposto dalla frammentarietà, ma non cancellano il senso dell'interlocutore, non so come si producono, eppur ci sono. Penso di raccontare le voci, il loro senso,  i nessi significativi, la loro poesia, le interazioni emozionali, non conosco gli interlocutori  invisibili,  forse non esistono, forse esistono, ma le  voci si producono e generano una tenerezza indicibile.   

Nicola

 

 

25.09.08 

Inutile dire che condivido in toto il commento del sociologo Aricò sul tuo articolo di Dante e sul tuo atteggiamento nei confronti della metafonia: cito "... Per la delicatezza con cui tratti l'argomento, ma anche per la profondità e lo spessore della tua analisi testuale e poetica. Mai retorico, mai enfatico, quasi in punta di piedi, pervaso come sei da luce sì purissima ma soffusa, tenue", probabilmente sarai così anche nella realtà, sarebbe faticoso sdoppiarsi e recitare due parti! Nonostante non ti conosca di persona, per quello che ho avvertito dal web mi ricordi, per certi versi, uno scrittore francese contemporaneo Christian Bobin che, con i suoi modi delicati, riservati, dolci come quelli di un bambino, supera ogni superficialità per riscoprire il senso delle cose in chiave talvolta cristiana, mistica, trascendente. Potrei scrivere fiumi di parole su questo scrittore
Sappi Nicola che visito i tuoi siti ogni giorno, anche se non ti invio alcuna e mail, ci sono sempre in realtà, ovviamente connessione permettendo!

Infine Nicola ti ricordo che io sono tra quelle persone che ti scrivono non per chiedere dei messaggi, ma semplicemente per parlare, per intraprendere quel "cammino che ci porti dentro le cose", per avere un sano scambio di idee.

Spero riceva l'e mail questa volta.

Cari saluti...
[..]
 

Christian Bobin è un autore che non conosco, però mi farà tanto piacere leggerlo, egli dice: "Si può scrivere solo muovendosi verso l'ignoto - e non per conoscerlo, ma per amarlo".  L'ignoto è come l'amore che ti coinvolge, ma che svanisce dalla tua vista ogni qual volta tenti di osservarlo.  E' un pensiero, davvero, grandioso, nobile come quello di  Leopardi dell'infinito: … Così tra questa/immensità s'annega il pensier mio:/e il naufragar m'è dolce in questo mare."  C'è  sempre un approdo emozionale con l'ignoto, ed è lo stupore che ci spinge verso quest'oltre.   Credo che Christian Bobin sostenga che si ormeggia alla conoscenza attraverso una dimensione emotiva piuttosto che cognitiva, infatti  proferisce: -  "I filosofi mi annoiano. La loro lingua è amara". C'è il lui un tentativo di superare il cogito, attraverso un sentire diverso. Io credo che i due approcci quello emotivo e l'altro razionale devono convivere insieme. Sto solo accennando di lui, è un autore che non conosco, per cui mi limito alle poche frasi riportate. Noi attraversiamo la vita per mezzo del linguaggio,  ma l'esistenza è molto più vasta della parola , a  noi ci manca la parola, come un bambino.  Dante ci dice: -"Omai sarà più corta mia favella,/pur a quel ch'io ricordo, che d'un fante /che bagni ancor la lingua a la mammella."  Parafrasi: ormai la mia parola (favella) è inadeguata (sarà più corta) per quel che io possa ricordarmi ( si riferisce alla visione di Dio )  di ciò che ho visto, tengo ormai poco nella memoria, sono come un bimbo  (che d'un fante)  che bagna la lingua  alla mammella della madre.  Riprendo  Bobin:  "La mia vita mi sfugge. Non mi raggiunge che in mia assenza". Questo pensiero mi riporta all'assenza di Lacan, il grande psicoanalista francese. Egli considera i buchi del senso come spostamento delle azioni significanti, l'inconscio trae significato dal vuoto. E' il significante dell'inconscio  che è sospeso nel vuoto senza gravità.  La vita sfugge è solo attraverso la nostra assenza che ne percepiamo la presenza. Montale penetra questo abisso, affonda nell'indefinito dove l'acqua si fonde alla luce:  - " Cigola la carrucola del pozzo, / l'acqua sale alla luce e vi si fonde." Il ricordo viene mutato, deformato dall'acqua e si perde nella luce. Questo concetto relegato allo stupore dell'ignoto è presente in  Dante che nel XXXIII canto del paradiso tocca l'indefinito: - "… A l'alta fantasia qui mancò possa… "  Parafrasi:  all'immagine più alta mancarono le forze.  Riprende Montale: "Trema un ricordo nel ricolmo secchio,  nel puro cerchio un'immagine ride". Il tremolio dell'acqua  può indire un ricordo, ma è un ricordo ineffabile che il tempo divide, è forse una donna amata, ormai lontana, come la  presenza della vita che sfugge nell'assenza di Bobin.

Montale:  "Accosto il volto a evanescenti labbri: /si deforma il passato, si fa vecchio, /appartiene ad un altro..."  Ecco come il tempo ed il vuoto si condensano nell'impossibile; quella presenza onirica sprofonda nell'assenza.  Ma cosa sarebbe questa vita se tutto fosse possibile? Io ho tentato di dire qualcosa, ma tu conosci bene Bobin, tu puoi dirci molto. Ti ringrazio perché mi hai stimolato a pensare. Vedi la metafonia l'ho vissuta come dice Bobin: - "Si può scrivere solo muovendosi verso l'ignoto - e non per conoscerlo, ma per amarlo". Io ho imparato tanto ad amare attraverso le voci, a sognare qualcosa che già sentivo dentro, ho ritrovato i miei cari, la fanciulla di Tortorici, ho rinvenuto un mondo senza tempo. Quando sento gli odori boschivi   d'autunno, le nuvole fuggiasche, io mi lascio corrompere da un misticismo intimo, dalla malinconia che mi avvolge e piango senza lacrime, mentre ascolto il vento, e mi perdo come stormi di volatili.  Montale conclude la sua poesia -  "Cigola la carrucola del pozzo" dicendo:  Ah che già stride /la ruota, ti ridona all'atro fondo, / visione, una distanza ci divide." La presenza di quella immagine è solo virtuale perché è sita in un tempo lontano, è definitivamente perduta, solo l'immagine fantasmatica la rende presente. Mi soffermo sull'aggettivo atro che vuol significare nero, buio, oscuro; Il Tasso dice: - "Treman le spaziose atro caverne" . La parola atro rende il fondo senza fondo, lo metaforizza, c'è un fondo che non c'è, è questo il paradosso. La ruota non  è più quella di Dante:  "…sì come rota ch'igualmente è mossa,/l'amor che move il sole e l'altre stelle." Ma una ruota che divide e rende impossibile la presenza, la ruota riporta l'immagine dell'amata nel fondo indefinito, nel fondo oscuro. Noi cerchiamo di riportare dal buio le presenze assenze che incontriamo attraverso le voci; quando penso alle voci, io mi sento pervaso di commozione, ne avverto la vicinanza delle anime ( sarà una dolce illusione) ed al tempo stesso la  profonda distanza che ci separa.  Il poeta Georg Trakl poco prima di  morire scrive: - "Nell'ombra dell'autunnale frassino/sospirano gli spiriti degli abbattuti." Io contemplo le ombre, le sfumature serali,  e m'innamoro della bellezza, di ciò che vola via e la bellezza mi rapisce l'anima. Io sento una profonda vicinanza quando leggo Georg Trakl: - "Nel cortile splende bianca la luna autunnale. Dalla gronda cadono fantastiche ombre". Sono mondi che non osserviamo più, che abbiamo irrimediabilmente perduto. Talvolta, inseguo la luna nel buio, fuori dalle luci cittadine, mi appare con la sua vestale bianca, e quella luna d'autunno sa di etere, di terra, di muschio. Riprendo Trakl  il quale dice  che dalle sporgenze dei tetti cadono le ombre,come velature che ci circondano.  Noi non siamo soli. Lo spero davvero...  Trakl ci conduce per mano, per sentieri diversi, fuori dalle veline, fuori da questo deserto: -  " Sul colle termina piano il vento serale, si fa muto il lamento del merlo, e i dolci flauti dell'autunno tacciono nella canna. Su una nube nera percorri, tu ubriaco di papavero, lo stagno notturno, il cielo stellato. Sempre risuona la voce lunare della sorella nella notte spirituale." 

Avete mai personalizzato la notte e visto volare le sue ombre? 

- “Si alza in volo con ali ubriache la notte …" Trakl.

Quando vado sui miei monti io sento passeggiare le ombre. Voglio dirvi che mi piacerebbe rendere viva la bellezza del mondo, io comprendo il dolore, è un inferno, ma è possibile trovare i nostri cari perduti attraverso un percorso spirituale. Ho riportato il XXXIII canto del paradiso  di Dante perché molti di voi parlano di Dio, per questo motivo  ho voluto farvi notare come un grande poeta contempli la bellezza suprema.

Nicola

 25.09.08 

Ciao Nicola,mi dispiace che ti senti offeso perchè nessuno ti scrive delle Email riguardanti Dante,ma che le persone ti scrivano solo perchè tu gli dia a loro un contatto Meta con i loro cari.Purtroppo è normale che tutti noi ti scriviamo per questo "E' ciò che hai sempre fatto!" e sinceramente credo che chi sta soffrendo di un dolore RECENTE non stia a pensare a Dante.Io leggo tutti i giorni il tuo Forum e trovo bellissimo ciò che scrivi su Dante e anch'io come te voglio capire e voglio capire il mistero di Dio.Ma purtroppo non ho mai studiato approfonditamente  Dante quando andavo a Scuola.Come sai ho solo la Licenza Media e non saprei cosa dire su questo argomento,mi dispiace!.
Ma "Sei di molto aiuto" a mio figlio che lo sta studiando e per Lui sei un Maestro di vita pur non conoscendoti.TI RICORDO NUOVAMENTE di non prendertela se le persone non ti scrivono di Dante,perchè la sofferenza è tanta per molte persone MA SONO SICURA CHE LEGGONO IL TUO FORUM COME FACCIO IO E CHE TI AMMIRINO ANCORA E ANCORA DI PIU'!.
Ti auguro una buona giornata.

Barbara e mio figlio Matteo.

 

 Non sto accusando nessuno me ne guarderei bene, è una riflessione globale, siamo in genere un po’ tutti presi dall’immediato. Credo che occorre fare un salto di qualità, rimandare l’ istantaneo, il pronto, e ricercare attraverso un sentiero più complesso.  Grazie di cuore, spero che Dante possa continuare ad essere il maestro di tutti.

Nicola

 

24.09.08 

Ho cercato di parlare di Dio attraverso Dante, anche per un agnostico è possibile farlo, tuttavia, Dio per me resta relegato nelle possibilità, non è una certezza ed in ogni modo la sua immagine si differenzia da una visione fiabesca. Dante ne riporta una figurazione molto moderna ed interessante. Io penso che siano aperte tutte le possibilità, l'attesa sospende le certezze e riapre sempre il gioco. La vita è una attesa verso l'infinito o verso il niente? Certo noi attraversiamo questo dramma, "Essere o non essere questo è il dilemma" direbbe Amleto di William Shakespeare . Ho riproposto il senso più profondo della preghiera attraverso Dante. Mi chiedo se oggi in una società mediatica, preferiamo fare un cammino che ci porti dentro le cose o restare alla superficie? La metafonia non è un passare attraverso dei messaggi ripetitivi, ma attraversare il senso delle storie. Mi hanno scritto tante persone, ma quasi nessuno per parlarmi di questi argomenti, soltanto per chiedermi dei messaggi. Io capisco, comprendo il dolore, ma per capire dobbiamo conoscere, conoscere, correre dietro alla conoscenza. Questo è il mio cammino ed oggi in una società che propone un linguaggio sempre più stereotipato, chiuso negli spot, è difficile proporre il contrario.
Un caro saluto da Nicola

 

21.09.08 

Franco commenta il mio articolo su Dante Alighieri.

Dante 13. 9. 2008    

 Caro Nicola, la lettura del tuo testo è stato un viaggio emozionante e fantastico. Per la delicatezza con cui tratti l'argomento, ma anche per la profondità e lo spessore della tua analisi testuale e poetica. Mai retorico, mai enfatico, quasi in punta di piedi, pervaso come sei da luce sì purissima ma soffusa, tenue. Mi hai incantato come fa un incantatore di serpenti; pifferaio magico che raduna, lenisce, consola.

E pensavo, sai, ad una nuova stagione di cantastorie, questa sì che sarebbe urgente e salvifica. Piazza per piazza, quartiere per quartiere, portandosi addosso  questo messaggio quasi come si indossasse un puillover caldo di lana. L'amore, appunto, quello che muove ogni cosa o che non smette di agitarci con le sue bufere infernali, ma benedette. L'amore, sai, quello che si confonde col sangue delle vene, o con i sogni di inguaribili visionari.

Con vero affetto. 

Franco.  

Condivido, oggi abbiamo tanto bisogno d’amore, l’unico antidoto alla società mediatica che sta rubando il senso alla vita.

Grazie di cuore, Nicola.

 

21.09.08 

 Ascolto l'interpretazione del XXXIII canto del paradiso che ne fa Benigni e resto  impressionato quando egli nomina  l'Alef (o Aleph) dicendo: "C'è un punto nell'universo che si chiama  l' Aleph da dove  si può guardare tutto sempre e quel punto è Dio. Allora Dante essendo dentro a Dio lui  ha visto dentro… tutto quello che il mondo è stato l'inizio del tempo la fine del tempo è stato l'io il tempo…" .   Ho ripensato subito alla frase metafonica di Dante da me ricevuta il 21 Ottobre 2006. "...Poi cambiamo tessitura nel campo del creato che si, si propone come me d'iniziato punto..."

 

Aleph deriva dall'alfabeto ebraico, è un termine che si perde nella notte dei tempi.  

Il messaggio metafonico del 21 Ottobre 2006  è sorprendente perché la presunta voce di Dante Alighieri  ci dice che nonostante sia cambiata la visione dell'universo, il creato ripropone sempre  l'iniziato punto.  Nel tempo sto ricevendo sempre nuove conferme, allora mi ero illuso di aver compreso il senso di quel  messaggio, non era così, la parte più importante era rimasta oscura.  Ora comprendo che Dante rivede se stesso e tutto in Dio. Ho dovuto tanto studiarlo, approfondirlo, ricercare ovunque, amarlo.

Ricordate cosa ha detto Euclide: - "Per un punto passano infinite rette" definendo il punto  

  "… ciò che non ha parti".  

Attraverso l'Aleph possiamo dire che il mondo è lo specchio di Dio, anche l'universo attraverso  il big bang è stato in un tempo remoto un punto di densità infinita. Sembra un paradosso sostenere che un punto possa essere  infinito, esso non avendo parti è indivisibile, è adimensionale.  

"Nel suo profondo vidi che s’interna,
legato con amore in un volume,
ciò che per l’universo si squaderna"

Dante ci dice che nella profondità di quel punto di luce vede internarsi tutto ciò che per l’universo è separato.

L’iniziato punto è il punto dell’intelligenza universale, l’ologramma di Dio.

 

"O luce etterna che sola in te sidi,
sola t’intendi, e da te intelletta

 e intendente te ami e arridi!
Quella circulazion che sì concetta
pareva in te come lume reflesso,

da li occhi miei alquanto circunspetta,
dentro da sé, del suo colore stesso,
mi parve pinta de la nostra effige..."


 

Un caro saluto a tutti da Nicola.

 

20.09.08 

Questa mattina ho provato un contatto metafonico, è un insieme di frammenti significativi.  I frammenti di una registrazione sulle onde corte, su stazioni straniere sono da un punto di vista logico delle combinazioni casuali di fonemi, che in tempi molto stretti non dovrebbero generare alcun senso. Tuttavia, si presentano con  riferimenti precisi ed intelligenti. Qual è la differenza tra un messaggio intelligente ed uno casuale. Il primo si presenta organizzato, finalizzato e diretto all'interlocutore ed agli interlocutori, l'altro è soltanto il risultato della combinazione di elementi fonologici strampalati.  

Proviamo ad analizzare il messaggio prima di farlo ascoltare per rinvenire tutti i possibili sensi. E' importante trovare del senso in ciò che facciamo, altrimenti precipitiamo nella irrazionalità, il desiderio non deve mai prevalere sulle aspettative e le conferme, al contrario,  queste ultime possono disattendere ciò che noi ci aspettiamo, quindi trasformarsi in disconferme.  Non abbiamo alcuna garanzia su ciò che facciamo, anzi, gli esperimenti possono confutare le nostre attese tanto vaneggiate. 

Il messaggio inizia con la frase minima: -  "Fa miracoli". Non sappiamo chi fa miracoli, c'è qualcosa che può rendere possibile l'impossibile. In effetti nell'attesa tutto è possibile, l'attesa è il momento più alto dell'amore, l'innamorato nell'attesa si sente in comunione con il mondo, è il momento più bello della sua possibile futura storia d'amore. C'è però un'attesa più grande: esiste l'aldilà?. Tutto è possibile, ma siamo dinanzi ad un attesa sospesa, al contrario dell'innamoramento che può sfociare in un amore, come in una grande delusione, qui siamo nell'impossibilità di una conferma. Dopo registro: - " Fui Antonino" .  Antonino era mio padre. Successivamente: -  "Qui Santina." Troverete nel mio sito la storia di Santina e di quanto io sia legato a questa personcina meravigliosa. Dopo sembra che si ripresenti la presunta voce di Dante Alighieri. Intanto la voce dice: "Sarà il mattino ora richiami", in effetti io sto registrando di mattina, perché ora richiami? Perché il contatto precedente è stato con lui. Poi dice: - "Nella commedia non mi feci manipolare".   Devo prima spiegare che la divina commedia inizialmente fu chiamata la commedia,  perché si differenziava dalla tragedia  e dalla elegia, molto più avanti nel tempo e precisamente nel cinquecento  fu aggiunta l'aggettivazione divina da Ludovico Dolce  che la trasse da  Giovanni Boccaccio. Egli nella commedia non si fece manipolare,  ebbe il coraggio di andare contro tutti, di criticare persino il vaticano condannando all'inferno persino il papa. Poi dice: "Vidi Vita". Questa frase minima è di un valore  altissimo, mi commuove, se leggete quanto ho scritto su Dante potete capire il senso.  Noi siamo dentro la  vita, ma vedere la vita vuol dire spingersi oltre,  perché solo da un punto esterno è possibile osservarla.   Prima di proseguire con il messaggio metafonico voglio riprendere ancora Dante, il grande maestro di vita. Sapete che Virgilio che conduce il sommo poeta attraverso l'inferno ed il Purgatorio rappresenta la ragione, ma non può condurlo oltre. Più in là si presenta Beatrice che rappresenta la purezza, il senso più alto della teologia che si completerà attraverso Tommaso D'Aquino nella  la Summa Theologiae,  (1221-1274),  ma, a Dante, non gli basterà questa sapienza, geometrizzerà il senso ultimo della verità attraverso una  visione relativistica della ipersfera .  

Ci racconta il grande letterato G. Boccaccio come sono stati recuperati  gli ultimi tredici canti del paradiso. Questi canti  non erano ancora stati inviati a Cangrande della Scala, amico e protettore del divino poeta (  Questo personaggio governa la città di Verona nel 1308). I figli di Dante dopo la morte del padre sistemano tutti gli affari in sospeso e le carte. Insieme ai figli anche gli amici cercano gli ultimi tredici canti del paradiso che non trovano. Conoscono la  loro esistenza, pero, non sanno dove sono messi. Loro, non sono figli di una società mediatica come la nostra, danno importanza e valore ai documenti, non alle veline.  Cercano, e cercano, cercano, ovunque, mettendo in scompiglio tutta  la casa, ma non ritrovano niente. Avviene un evento particolare, ecco il miracolo, ( forse il significato della prima frase metafonica), nella vita c'è qualcosa che improvvisamente si insinua e sospende le categorie della logica, i nessi casuali degli eventi.  I figli di Dante e gli amici erano disperati,  ma, soprattutto, i due figli Jacopo e Pietro.  (Jacopo Alighieri  nato a  Firenze il 1289 e morto nel 1348 forse a Firenze).  Siamo nel 1321 otto mesi dopo la morte di Dante, quando Jacopo nel sogno  vede il padre in un abito bianco avvolto dalla luce, egli rivolgendosi al figlio gli dice di non essersi accorto di  non aver lasciato le indicazioni relative al ritrovamento degli ultimi canti. Dante lo guida nella stanza e gli indica un punto ben preciso, poi scompare. Jacopo agitato dal sogno si alza repentinamente e si reca  a casa dal suo amico Giardini che insieme avevano accudito il padre durante il trapasso, cercano entrambi nello studio di Dante e precisamente, tolgono un tappetino che nasconde il punto indicato, lì trovano  una cavità  dove si guardano  e vedono i rotoli degli ultimi 13 canti  del paradiso. In seguito inviano la trascrizione a Canagrande.  Esistono più livelli di realtà, i livelli si fanno e disfanno, non hanno confini, attraverso i livelli infiniti si producono infinite possibilità, mentre nel nostro livello di realtà le possibilità sono limitate.   Poi la presunta voce di Dante dice: "Riconnettimi a rimaggiungere per i canti".  Questa frase vuol significare che  Dante attraverso me si riconnette con il mondo per aggiunge rime per i canti. Questo spiega quei due meravigliosi versi non contemplati nella commedia di una grande "Summa Theologiae" ma ricevuti metafonicamente:  "Saprete dire novissime onde se mi amate... Poi cambiamo tessitura nel campo del creato che si, si propone come me d'iniziato punto..."   L'ultimo: - "Vidi Vita". E' meraviglioso il concetto di aggiungere rime per i canti.  I canti sono esaustivi in se stessi, ma la presunta voce di Dante vuole comunicarli nel linguaggio odierno, e dire nuove cose intrise di cose antiche e forse eterne. Dopo, il contenuto del messaggio metafonico riprende la contiguita con  Tortorici, già si era  presentata  Santina di Tortorici, adesso una voce che dice: - "Dico a te c'è Gaetano." Gaetano è il nome sia di mio nonno di Tortorici, che del fratello della fanciulla di Tortorici, troverete nel mio sito la sua monografia.  Ritorna poi la voce: -  " A Cristina", Cristina è una  voce metafonica che torna spesso, si ascolta subito dopo la voce:  "Nina". Nina è un mia amica che mi chiede sempre di contattare i suoi genitori, Dopo ancora: - "Rispetto a Dio è facile". Tutto rispetto all'infinito è facile, ma noi rendiamo la nostra vita molto difficile.  

- "Agli esami dell'Angelo …  a gli esami che son capace" -  

Siamo attraversati da esami che ci possono condurre verso la purezza o al contrario  verso le cose basse, e ciascuno di noi se vuole ne è capace di scegliere, o quanto meno ha bisogno di un maestro che lo guidi. L'ultima sua parte è rivolta a tutti noi: - " Sappi che ti pensa dov'è." 

Con affetto da Nicola   

Contatto: Voce metafonica del  20.09.08 

   

18.09.08 

Presunta voce di Francesca da Rimini e di Dante Alighieri del 17.9.2008

Avevo appena smesso di leggere Dante, e precisamente il V canto dell'inferno, quello dedicato alla vicenda di Paolo e Francesca da Rimini che ho realizzato un contatto metafonico.  Prima di farvi ascoltare il contatto riprendo quella tragica storia d'amore.  

Francesca fu avvinta dall'amore di Paolo e morì tragicamente perché il suo sposo li trucidò.  Dante  nel suo viaggio ultraterreno immagina di trovarli.  Nel V canto dell'inferno, nel girone dei lussuriosi egli incontra i due innamorati travolti dalla bufera infernale inarrestabile ed eterna. Il vento si quieta per un attimo e Francesca dice a Dante: "Amor condusse noi ad una morte".  Racconta che stava leggendo insieme al suo amante la storia adulterina di Lancillotto e Ginevra,  quando ad un certo punto quella lettura li strinse nella morsa della passione,  proprio quando Ginevra, moglie di re Artù,  cinse Lancillotto in un bacio appassionato. Così Francesca  e Paolo  leggendo quel passo si sentirono travolti dal desiderio  che li pervase: "Noi leggiavamo un giorno per diletto/di Lancillotto come amor lo strinse;/soli eravamo e sanza alcun sospetto."  Un giorno dilettandosi con la lettura  sfogliano le pagine di una storia avvincente quella dell'amore di Ginevra per Lancillotto il primo cavaliere della tavola rotonda. Loro non sospettavano di innamorarsi perdutamente, di essere in balia dei  loro sensi.   - Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,/prese costui de la bella persona/che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende./Amor, ch'a nullo amato amar perdona,/mi prese del costui piacer si forte,/che, come vedi, ancor non m'abbandona. “

Così Francesca narra la sua triste storia: L'amore che si attacca al cuore gentile serrandosi - "ratto s'apprende" - prese costui cioè Paolo  per la mia bella persona, che poi mi fu levata tragicamente da mio marito Giangiotto, e mi offende il modo crudele come avvenne questo crimine. Dante poi decanta l'amore, quello carnale e spirituale quella profonda simbiosi di sentimenti che albergano l'animo umano. L'amore  ritorna sempre al cuore di chi ama, ella dice, rivolgendosi al poeta, che  sente tanto fortemente  il desiderio di  Paolo che la passione vissuta come una tempesta  ancora non l'abbandona. "Amor, ch'a nullo amato amar perdona,/mi prese del costui piacer si forte,/che, come vedi, ancor non m'abbandona. "  Essi sono avvolti dalla bufera infernale: -La bufera infernal, che mai non resta,/mena li spirti con la sua rapina;/ voltando e percotendo li molesta.” La bufera infernale non finisce mai, tormenta gli spiriti percuotendoli e rivoltandoli.  Perché l’amore è un turbine, che prende e trascina.

 

Nondimeno, i due innamorati appaiono a Dante come una dolce visione: - Quali colombe dal disio chiamate /con l'ali alzate e ferme al dolce nido / vegnon per l'aere, dal voler portate”

Come colombe chiamate dal desiderio che con ali alzate volano e poi  si fermano nel dolce nido.   

 

 

Entrambi per quanto avvolti nel turbine infernale, sono sempre congiunti dall'amore.  

-"Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:/  quel giorno più non vi leggemmo avante". 

Fu ingannevole quella storia che li tentò, da quel  momento, tutto cessò, non lessero più  altro. 

Mentre Francesca racconta, Paolo piange senza proferire alcuna  parola:   

 Mentre che l'uno /spirto questo disse, /l'altro piangëa; si che di pietade /io venni men così com'io morisse. /E caddi come corpo morto cade." 

E' Dante di pietà venne meno, svenne -  così com'io morisse" -  e cadde per terra come un corpo morto cade.  

Dopo questa premessa è possibile esplicitare il messaggio metafonico, poiché contiguo alla storia appena letta e  riletta e meditata. Io, ultimamente rileggo molto spesso Dante.  

La voce metafonica dice:    “Vai da Schepis, una chiamata del corpo mio, ti ho seguito, caro hai voluto baciar, il confronto.”

La scena del bacio torna nella chiamata del corpo. Dante parla di un amore carnale, che non  li abbandona neanche dopo la morte. Come se anch'io coinvolto in quella storia avessi voluto baciare.     Ma sembra, piuttosto, Francesca che racconti  la scena del bacio, quella prima letta, e quella dopo vissuta. …una chiamata del corpo mio

La tempesta del ricordo dei sensi, richiama l’anima di Francesca, Dante dice per bocca sua: “mi prese del costui piacer si forte,/che, come vedi, ancor non m'abbandona. "

Considerano che io avevo meditato queste parole prima del contatto  …una chiamata del corpo mio” è molto significativa.

 - “Amor, ch'a nullo amato amar perdona!” Un storia come quella di Paolo e Francesca non può che coinvolgerci. 

Rimane da chiarire “il confronto. ” Ecco il motivo del  secondo contatto metafonico volutamente realizzato per avere un possibile chiarimento. Ma forse c’è già un confronto tra la storia del Lancillotto  e il loro amore, due isomorfismi che s’incontrano.

La voce dice: "Sto a Firenze" Voi sapete che Dante era di Firenze. Quando Dante incontra Francesca e Paolo nell'inferno lei non si nomina subito, non dice sono Francesca ma proferisce:  

- "Siede la terra dove nata fui /su la marina dove 'l Po discende /per aver pace co' seguaci sui.

Lei si fa riconoscere attraverso la sua provenienza, infatti descrive la terra dove nacque, e cioè dove il fiume Po sfocia con i suoi affluenti nel mare adriatico. Alla stessa maniera la voce metafonica dice:  "Sto a Firenze". Prosegue:  La vita vi confonda. Per dirti ti ho chiamato. Rimanere al sole sarà".  

L'esistenza spesso ci confonde, ed egli è un  maestro di vita; ricordate quando sì è smarrito in una selva oscura quanta strada dovette fare per ritrovare la luce. La sua presunta voce ci chiama per dirci che bisogna cercare la luce che c'è dentro di noi, anzi bisogna trovarla. Ed alla fine la verità consiste "… nel rimanere al sole sarà". Dante nel primo canto del paradiso ci dice per bocca di Beatrice che il fuoco che vive tende verso l'alto.  C'è un fuoco che è vivo, che è cosciente.  Beatrice quando finisce la frase  tende lo sguardo verso il cielo:  "Quinci rivolse inver' lo cielo il viso". Nel messaggio metafonico ribadisce lo stesso concetto: "Rimanere al sole sarà". Ed egli si rivolge a me in prima persona dicendo: "… Per dirti ti ho chiamato."  

Parlo sempre per ipotesi, è una presunta voce, che cerco di capire, ma al di là delle certezze e incertezze, quello che mi piace è il sapore del senso che ne deriva dai contatti metafonici. Non potrò sapere se quella voce è reale, sé è, al contrario un'illusione, mi limito, però, all'osservazione ed alla celebrazione della sua bellezza. Ecco il secondo confronto, il turbine delle passioni amorose e spirituali e il distacco della luce.   

 “La gloria di colui che tutto move/per l'universo penetra, e risplende/in una parte più e meno altrove.” Dante il primo canto del Paradiso.

La gloria di Dio ( colui ), che tutto muove penetra attraverso l’universo  e risplende non allo stesso modo in tutto, in una parte di più, in un’altra meno.

Nell’ultimo canto “La gloria di colui che tutto movesi trasforma nel ”... l’amor che move il sole e l’altre stelle.

 1  Voce metafonica: Vai da Schepis, una chiamata del corpo mio, ti ho seguito, caro hai voluto baciar, il confronto.

2 Voce metafonica: Sto a Firenze. La vita vi confonda. Per dirti ti ho chiamato. Rimanere al sole sarà.

 Nicola

        

16.09.08 

Ciao Nicola...

ho sentito il contatto che ora cercherò di riferire a quella personcina stupenda che tu sai.

Devo dire che, nonostante tanti riscontri io abbia avuto da te e da Isa insieme, ogni volta mi sconvolgo... ben felice ovviamente!

Quella dolce persona che ti ha TANTO chiesto il contatto, in un'occasione di ricordo di Isa, ha scritto (ed ha letto emozionata davanti a tutti) un componimento bellissimo in ricordo di lei.... penso che potrebbe anche identificarsi in un tema....

E che dire.... Ogni volta mi stupisco un attimo e poi sorrido... è Isa!!!!!.... con te.

Un bacio ancora

Un abbraccio grande

Claudia

C' è un'analisi significativa nel messaggio ricevuto da Isa. Quella personcina aveva  davvero chiesto tanto di Isa, ed io non avevo fatto alcun messaggio per lei, voleva sentirla, ed ora  Isa le risponde dicendo: "Ed ha chiesto Isa tanto". Si rivolge ad una terza persona singolare,  infatti, si rivolge a lei, dopo parla in prima persona e nella frase c'è un soggetto sottinteso. Io sono in te attraverso il tema: "In te in tema". Ma attraverso viene esplicitato con in che rende molto più intensa la relazione affettiva.     Vorrei aggiungere che nella frase che dice: Ed ha chiesto Isa, manca la di, l'assenza di questa preposizione assimila Isa a lei. Ha chiesto Isa e non di Isa, non vuole sapere di le, ma vuole l'essere di Isa. C'è una profonda identificazione d'amore. Foscolo direbbe: " Celeste è  questa/corrispondenza d'amorosi sensi,/celeste dote è negli umani; e spesso/per lei si vive con l'amico estinto/e l'estinto con noi..."

Riporto il contatto: Voce metafonica:

Voce: Ed ha chiesto Isa tanto, in te in tema.

Un caro abbraccio da Nicola.

 

15.09.08 

Cara Claudia, tua figlia sembra  rispondere, ci sono state alcune richieste per Isa come tu sai,  lei sembra che risponda. In questo periodo non pratico la  metafonia, ho semplicemente registrato pochi secondi non so perchè, ed ecco quanto ho ricevuto. Diverse persone mi hanno chiesto dei contatti, ma io ho bisogno di fermarmi, di respirare. Molti come tu sai vengono e vanno via, poi tornano e poi rivanno è il gioco della vita, ci cerchiamo e poi ci strattoniamo. La vita è una corsa inutile, un corsa insensata, ma dobbiamo pur trovare un senso per vivere.  Non posso dedicarmi alla metafonia in questo momento ho tanto bisogno di riflettere sul senso della vita, trovo troppi non sensi nelle cose e da agnostico è faticoso tirare i fili dei perchè e raccoglierli tutti. Posso, però, scrivere, pensare, confrontarmi.  C'è un tempo per correre, un altro per sognare, un altro ancora per fermarsi e meditare.  

Un mio amico che è morto alla mia età diceva: "La vita è uno scherzo che prendiamo seriamente." La vita è come una clessidra che al suo inizio la sabbia sembra non scorrere mai, ma dopo un po' accelera la sua corsa e noi non abbiamo il tempo di fermarla. Però corriamo come degli stupidi di qua e di là, direbbe Dante trasportati dal vortice infernale - "La bufera infernal, che mai non resta, /mena li spirti con la sua rapina;/ voltando e percotendo li molesta./ Quando giungon davanti a la ruina, /quivi le strida, il compianto, il lamento; /bestemmian quivi la virtù divina." 
Si, viviamo l'inferno del consumismo, della stupidità, della noia, della solitudine, dell'indifferenza. Siamo portati dal vento - E come li stornei ne portan l’ali/  nel freddo tempo, a schiera larga e piena" -  Siamo come gli stormi in autunno descritti da Dante nel V canto dell'inferno,  che portano le ali nel tempo grigio, e volano sul cielo plumbeo, - "così quel fiato li spiriti mali/ di qua, di là, di giù, di sù li mena; " Così  il vento mediatico soffia iracondo sulle nostre anime trascinandole nel non senso "di giù, di sù".

Voglio ritornare alla dolce Isa, al suo canto, alla sua anima delicata ed alla sua dolce mamma.

Voce metafonica: Ed ha chiesto Isa tanto, in te in tema.

E' una frase molto bella e poetica.  

Suggerisco di leggere quanto ho scritto:  Dante 13. 9. 2008    

Un caro saluto da Nicola

 

 

13.09.08 

Provo a rispondere al frammento  di una lettera inserita sul forum il 9/9/08. Non sappiamo quasi niente dell'aldilà, non sappiamo se esista o no, quello che riceviamo metafonicamente; sono frammenti, e cosi tali devono essere considerati, possono, però, essere tutto, come niente.  Lei mi aveva detto:  "Dov'è? si  si eleverà o rimarrà errante e sofferente per molto tempo?" Il concetto di elevazione è una metafora della purezza filtrata dalla gravità. L'alto  e il basso non esistono sono condizioni legate alla forza di gravità,( nello spazio non hanno alcun senso)  questi stessi concetti sono stati trasposti metaforicamente sul piano etico-morale- religioso.  E' meglio sostituire la parola elevarsi con quella di purificarsi. Ma anche questo senso  deriva da  un rappresentazione mentale umana.  

Nicola

 

12.09.08 

Caro Nicola, grazie per la tua esauriente risposta, solo con te posso parlare di questi fenomeni, che non sono casi isolati, ma che ho potuto assistere in molti momenti della mia vita, quello più importante , dopo qualche giorno dalla morte di mio padre, mentre stavo pranzando, sempre davanti la porta , ho visto una figura che ho riconosciuto telepaticamente, era quella di papà, sono rimasta alcuni secondi ferma, senza muovermi, guardando mia madre e mio marito, che continuavano a pranzare tranquillamente, capì che loro non lo vedevano, ero come paralizzata,  non sentivo nessuna paura, ma nello stesso tempo avevo una strano disagio, perché era un momento di grande mistero, cercai di volgere il mio viso verso la figura, ma come un fulmine fuggì e tutto ritornò normale. Il dolore che provavo in quel momento per la dipartita di papà si trasformò in conforto, proprio questo lui voleva e ci riuscì con il volere di Dio.

Con grande stima e affetto Alida.

 

12.09.08 

Caro Nicola anche se non ci sentiamo, la mia stima per te rimane sempre alta. Vorrei dirti in poche parole, dei fatti che spesso mi accadono. Mentre guardavo la televisione ho visto come una figura che passava davanti la porta aperta, non poteva essere nessuno della famiglia, in quanto ero sola, ma il fatto sorprendente,che la stessa notte, mi sono sentita battere delle mani sul fianco sinistro, svegliandomi  e dicendo chi sei?. Ma mi sarò subito riaddormentata, non so se ero cosciente, ma tutto era strano. Quando potrai, fammi sapere se c'e un rapporto con questo che ti ho appena raccontato.

Un caro saluto Alida.    

 

Quando avvengono questi fenomeni ci troviamo dinanzi a tre possibilità. La prima che sia una condizione psichica interna che proietta all'esterno una propria immagine, la seconda che sia una produzione onirica della mente che si scambia per realtà, la terza che sia una fenomenologia autentica.  Nell'impossibilità di poter documentare  con una telecamera o macchina fotografica l'evento rimaniamo nell'incertezza. Spesso molti eventi interessanti si manifestano quando meno li aspettiamo, per cui è difficile effettuare un controllo, ma tutte gli eventi che avanzano ineffabili hanno il sapore del mistero, dell'oltre. Io mi concentrerei sul fatto che non tutte le possibilità sono determinate, la vita è come il mare, che modifica in ogni momento le sue correnti, e le acque si mescolano continuamente, la vita è un palcoscenico che apre finestre nuove e gli orizzonti cambiano costantemente.  

Nicola 

12.09.08 

Una persona mi scrive chiedendomi: "Qualche volta ti è capitato di registrare voci di cui non conoscevi la parentela con chi ti chiedeva di provare un contatto o voci che dicono altro da quello che formuli tu mentalmente? Mi spiego meglio:ti si sono mai presentate voci spontanee che al momento non sapevi "identificare" ma successivamente si sono fatte riconoscere in qualche modo?"  Talvolta, io chiedo metafonicamente  una cosa ben precisa  e ricevo, al contrario, una risposta che  si riferisce ad una domanda formulata mesi prima, o ad un altro  evento circoscritto che in quel momento mi sfugge, oppure ad una domanda posta da un'altra persona che per vari motivi è stata tralasciata. Ci sarebbe tanto da parlare su quelle voci inaspettate, che io spesso ho definito come risposte di evitamento o risposte intelligenti che fanno presupporre la presenza di un interlocutore che decide cosa vuole dire e quando lo vuole dire. La prerogativa di un Io è quella di una volontà individuale, della libera scelta. Le varie modalità  di evitamento e di risposte alternative che si sono presentate sono  state molto intelligenti.  Dovrei fare un catalogo di queste risposte ma non ho avuto tempo.   

 

La stessa persona mi dice:  "Ho letto il tuo ultimo intervento(11/09/09) sul sito della metafonia a proposito dell'aldilà e mi è venuta voglia di puntualizzare. La mia visione dell'universo,seppure modesta, sia anch'essa rilevante nonostante non sia scientifica. Intendo dire che quando parlo di universo, non mi limito solo all'osservabile o all'analisi fisica, bensì io mi riferisco anche a tutte quelle forme di esistenza della materia fisica sino a ciò che continua dopo la sua dissoluzione tangibile. Credo che aldilà di ogni sorta di inquadramento cosmico ed ogni forma di evoluzione che definisce gli stadi naturali e non solo della specie  ci sia l'Eterno, l'Infinito, l'Ineffabile e per questo sarebbe opportuno dedicare più attenzione a tutte quelle esperienze di pre-morte per esempio per inquadrare meglio l'esistenza nella sua dimensione fisica e non". 

Il nostro universo come la nostra esistenza è soggetto all'entropia, tutto volge verso la dissoluzione, ma oggi sappiamo che il cosmo  che abitiamo è uno degli infiniti universi. L'esistenza è una pagina che si apre a tutte le infinite pagine " ...così al vento nelle foglie levi / si perdea la sentenza della Sibilla" -  Dante    

Noi abbiamo una percezione limitata  agli eventi osservabili.  Come ho scritto in precedenza, esistono delle esperienze che sono intraducibili nel nostro linguaggio.  

Riferendomi al verso di  Dante dico che  quando la gente entrava nella spelonca della Sibilla Cumana  per conoscere il futuro, il vento si portava via le foglie scritte da lei ed ogni cosa  si perdeva. Tutte le possibilità esistono in un sistema logico aperto, ma noi siamo confinati dentro un guscio di eventi ristretti, il resto ci sfiora ma è molto lontano. Ciò che sta scritto nelle foglie della Sibilla non è soltanto il futuro, ma l'oltre, la geometria del tempo,  il futuro si vanifica ogni  qual volta si tenta di leggerlo, fuma nel vento, ma il vento etimologicamente significa l'anima. E' impossibile leggere chi scrive nel vento.

 …il vento spira dove vuole e ne senti la voce;
ma non sai né donde venga né dove vada…"
 Gesù Cristo

C'è qualcosa che il tempo scrive, ma resta oscuro. Ne percepiamo appena l'odore, un profumo sottilissimo che fugge. Tu dici:  "Sarebbe opportuno dedicare più attenzione a tutte quelle esperienze di pre-morte per esempio per inquadrare meglio l'esistenza nella sua dimensione fisica e non".  Ne ho parlato tempo fa con un neuroscenziato, effettivamente sono circostanze molto dubbie, per alcuni sono soltanto alterazioni biochimiche della coscienza, tra l'altro esistono delle sostanze che inducono a quegli stadi. Però è possibile effettuare delle sperimentazioni, come stanno facendo alcuni ricercatori, che possano differenziare tali stadi da eventi  realmente possibili. 

Io credo che Dante nella sua descrizione del paradiso ne era a conoscenza, egli stesso parla del trasumanr. La struttura stessa del paradiso dantesco  si presenta come  un'ipersfera dimensionale: - Qual è 'l geomètra che tutto s'affige/per misurar lo cerchio, e non ritrova, /pensando, quel principio ond'elli indige, /tal era io a quella vista nova: /veder voleva come si convenne /  l'imago al cerchio e come vi s'indova ..." 

 

Quando egli raggiunge la visione di Dio sembra la sua esperienza concordarsi con quelle di premorte, ma egli si spinge molto più in avanti :  "O luce etterna che sola in te sidi, /sola t'intendi, e da te intelletta / e intendente te ami e arridi! / Quella circulazion che sì concetta /pareva in te come lume reflesso, /da li occhi miei alquanto circunspetta, /dentro da sé, del suo colore stesso, /mi parve pinta de la nostra effige…" 

E' una luce che non ha né principio, né fine, che risiede sola in se stessa e in se si intende  e non solo, ma intendendosi si ama, si ama  e si compiace di se stessa; è un passo incredibile,  che esprime  la circolarità della perfezione.  "…Quella circulazion che sì concetta /pareva in te come lume reflesso," Quel  cerchio  di perfezione appare come un lume riflesso. Il figlio che è il riflesso del padre. " - …da li occhi miei alquanto circunspetta" - Dante osserva la magnificenza di quella luce. -  "…dentro da sé, del suo colore stesso, /mi parve pinta de la nostra effige…" -  Uno splendore che è dentro  di se, generato da se stesso. In quel colore Dante ritrova la sua immagine, egli  si rivede riflesso in Dio. Quella luce è l'ologramma dell'universo e Dante intuisce l'ologramma in tempi così remoti. Ora a distanza di qualche anno io comprendo il messaggio metafonico di Dante quando  mi parla d'iniziato punto.  

Presunto contatto metafonico con Dante Alighieri

 

Nicola 

 

 

 

11.09.08 

Perché non rispondo tutte le volte che mi chiedete dell'aldilà? Perché non sappiamo niente, e quelli che dicono  di sapere ne sanno ancora meno, proprio perché presumono ma non sanno. Non resta che verificare se i messaggi metafonici sono autentici e quanti possono essere dovuti ad errori sperimentali. Questo è il passo più importante su cui concentrare la nostra attenzione. Per parlare dell'aldilà dovremmo parlare tanto di cosmologia, di fisica quantistica, di geometria non euclidea ed alla fine supporre qualche ipotesi niente di più.  

"Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono/di quei sospiri ond'io nudriva 'l core".  F. Petrarca dal Canzoniere Rerum vulgarium fragmenta. 

Il poeta dice: voi che ascoltate in rime, che  si presentano sparse,  il suono. L'amore che nutre il cuore, è il suono. Attraverso il verso  percepiamo la bellezza della sua musica e ne rastrelliamo i soffi, gli aliti. Così nella metafonia non resta che l'impronta di qualcosa che non può essere compreso,la bellezza di un sospiro, la metafora dell' onda.  

Nicola

10.09.08 

Ribadisco  che con la metafonia dobbiamo avere un atteggiamento  prudente, forse tra le dimensioni esiste un filo invisibile che il pensiero riesce a seguire  come canale. Ma è solo  un'ipotesi. Affinché due persone possano comunicare ci deve essere un canale. Se io non ho il telefono o il cellulare non posso parlare con chi dista più di 20 metri da me.  Per quanto possa voler bene una persona con la quale converso con il telefonino, se si scaricano le batterie la comunicazione  si interrompe.  

Quante volte abbiamo amato una persona e l'abbiamo vista morire,  il nostro amore non ha modificato la sua condizione, o il suo stato. Ecco che la scienza ci viene incontro con le sue scoperte, ma sottolineando i nostri limiti.  Non siamo onnipotenti, dobbiamo sempre considerare le nostre limitate possibilità. In questo periodo non ho realizzato nessuna registrazione volutamente, oltre che per mancanza di tempo.  Ci sono momenti che bisogna dedicarli al pensiero, alla riflessione, è fondamentale non lasciarsi prendere la mano dall'idea di poter valicare l'impossibile, bisogna riflettere su ciò che si è fatto e su ciò che si fa. La metafonia non deve trasformarsi in una dipendenza, ma deve mantenersi nei limiti della ricerca.  

Alcune persone mi hanno scritto delle parole dolcissime.   

Vorrei indicare la strada dell'umiltà, quella priva di clamore, quella che non fa rumore come la neve, quella che canta senza voce, quella che piange nel sorriso e nel sorriso piange, quella che esorta senza voce. Ricordo che nell'ottavo canto dell'inferno Virgilio rivolgendosi a Dante gli dice: "… benedetta colei che 'n te s'incinse!" Si riferisce a sua madre, Una donna quando aspetta un figlio e come se si cingesse di una cinta meravigliosa (incinta). Nel XXXIII canto del paradiso San Berndardo rivolgendosi alla madonna dice:     "In te misericordia, / in te pietade, magnificenza, in te s’aduna, /quantunque  in creatura e di bontade,"

Provate prima  a leggere il verso per ascoltare il ritmo. 

Consideriamo il  verbo adunare che genera l'azione  di tutto, San Bernardo dice rivolgendosi alla madonna:  in te più cose si mettono insieme: misericordia, pietà, magnificenza.  Soffermiamoci sui termini misericordia e  pietà,  sono due parole molto simili ma diverse, la prima ci riporta al perdono, un sentimento di assoluzione, di grazia, la seconda parola alla pietà,  alla compassione partecipata, quando i due termini si mettono insieme, la parola compassione si fortifica e si lega al perdono, all'indulgenza,   sopraggiunge la parola magnificenza, che rende sublime le qualità della persona a cui è rivolta la lode,  le aggettivazioni: misericordia, pietà, magnificenza si connettono a tutte le creature di bontà. Dante produce un processo espansivo,  un'estensione semantica  che enfatizza di bellezza e  di misura la lode stessa. - "quantunque  in creatura e di bontade," -  

E' un estensione generosa, la partecipazione cosmica dell'amore che una mamma altissima può avere per i suoi figli. Un figlio che volge lo sguardo verso la sua mamma, scopre che c'è il cielo nei suoi occhi. Io la mamma l'ho perduta . Ora mi riferisco alle mamme che hanno perso la luce degli occhi dei loro figli, quelle donne che io rispetto.

 Dante, nel primo canto dell'inferno ci dice di  essersi smarrito in una selva oscura, una foresta buia - "Tant’è amara che poco è più morte" -  la selva che attraversiamo nei momenti di smarrimento.  Egli dopo una notte lunghissima giunse al posto dove "terminava quella valle" orrenda che gli aveva cinto il cuore di paura, guardò in alto e vide un colle illuminato alle spalle dai raggi del sole. Ma egli  preferì usare la parola vestito, piuttosto che illuminato. L'aurora così, vestiva di luce le spalle e poi i fianchi  di quel colle; è nobile questa espressione poetica, riscalda il cuore è l'effetto più bello del controluce.

"Ma poi ch’i’ fui al piè d’un colle giunto,

là dove terminava quella valle

     che m’avea di paura il cor compunto,

guardai in alto, e vidi le sue spalle

vestite già de’ raggi del pianeta"

 

Dopo una notte senza fine e buia tutti noi vorremmo vestirci di luce, o, quanto meno, innalzarci verso l'alto. Ma Dante sarà ricacciato nella valle da tre fiere selvagge che gli ostacoleranno il cammino, dovrà percorrere tutte le bassezze dell'umanità, dovrà entrare nella città di Dite e dopo ancora più giù nel punto più basso della terra e scendere attraverso Lucifero prima di poter risalire  la montagna del purgatorio ed, infine, trasumanar verso il Paradiso.

Dobbiamo rileggere in chiave simbolica il cammino dell'uomo, per comprenderci meglio..

Ho provato un contatto molto breve,  di appena 30 secondi, in questo periodo come ho detto prima ho voluto sospendere la metafonia per riflettere.

Una voce femminile dice: "E’ Pino, E’ con te."  In queste sere mi aveva telefonato la mamma di Pino chiedendomi un contatto.  Io non ho chiesto di lui mentre registravo, ma si è generata la seguente voce.

  Voce metafonica: E’ Pino, E’ con te. 

In questo caso mi limito a ciò che ascolto.

Un caro saluto da Nicola

 

 

9.09.08 

Quanta gente mi ha scritto in questo periodo, mi dispiace ma essendo una persona sola non sono riuscito a gestire la vasta  mola di e - mail ricevute. Comunque, posso dire che la maggior parte erano delle richieste, richieste disperate, richieste malinconiche, ma richieste.  

Riporto gli aspetti più salienti. La Signora C. mi dice: - "Vorrei capire!" - Parla di un suo parente che "...Era un uomo semplice, tranquillo, senza problemi, amava la montagna e camminava per ore verso rifugi posti molto in alto." Lei si chiede:  " Dov'è? si eleverà o rimarrà errante e sofferente per molto tempo?  Vorrei in qualche modo comunicare con lui, vorrei che qualcuno mi aiutasse a capire. 

Aspetto notizie... Grazie C. "   

 

Uno dei problemi presenti nei messaggi  è quello della scarsa precisione dei dettagli. Più abbiamo dettagli precisi più possiamo confermare l'autenticità dei messaggi.  

 

Il sig. L. ci dice: - " La seguo da diverso tempo ho cercato di comunicare con gruppi che trattino il fenomeno della metafonia, spero di averlo trovato. 

Io ho avuto un'esperienza di vari anni tramite contatti radio con l'aldilà,sono molte le cose e le esperienze che vorrei raccontare spero di condividerle con voi. 

Salutandovi 

L." 

 

Io spero che i suoi contatti si riferiscono a messaggi precisi e dettagliati. Tutte le volte che io riporto messaggi precisi e dettagliati considero quell'esperienza quasi scientifica, nel senso che posso archiviare quei dati come dati di conferma, altre volte quando i messaggi si presentano vaghi e meno precisi  li considero solo nella loro bellezza poetica.   

Provate ad supporre di trovarvi in un isola deserta e dovete comunicare con un vostro parente; immaginate di avere a disposizione un trasmettitore che però deforma la vostra voce ed il vostro accento, chi vi ascolta non potrà sapere chi siete. E' un congegno costruito  per motivi di  estrema sicurezza. Avete una comunicazione disturbata e 30 secondi a disposizione per farvi riconoscere da vostro figlio. Sicuramente non gli parlerete d'amore, ma gli comunicherete un messaggio ben preciso per farvi riconoscere.  

Come fa Penelope ad accertarsi che lo straniero che ha davanti è Ulisse il marito? Ulisse aveva in un certo modo cambiato le sue sembianze per non essere riconosciuto. Quando chiede alla sua nutrice  di voler riposare, Penelope dice alla vecchietta di   portare il letto, ma ella sa che quel letto è intrasportabile.  

   

 

“…Suvvia,Euriclea,apprestagli il solido letto

fuori dal talamo,già da lui costruito;

portate qui fuori il solido,e gettatevi

sopra coperte e pelli e guanciali lucenti”.

                                                                       Omero

 

 

Penelope vuole capire se la persona che ha davanti è Ulisse oppure uno straniero che simula di esserlo. Ulisse le risponde dicendo:

 

“Donna,hai detto parole davvero offensive.

Chi potrebbe altrove portare quel letto?

Arduo sarebbe anche a un esperto dell’arte,

se un dio non venga a spostarlo,a metterlo altrove

agevolmente. Nessuno fra gli uomini,vivo,

mortale,nel vigor dell’età,riuscirebbe

facilmente a rimuoverlo,perché un grande segreto

è in quel letto,soltanto da me costruito.

Dentro il recinto un olivo sorgeva di fronde

fitte,fiorente:sembrava il suo tronco

una grossa colonna:intorno ad esso il talamo feci

con pietre connesse,e lo coprii di buon tetto,

porte ben salde vi posi con forti battenti.

Quindi la chioma recisi all’olivo frondoso,

ne sgrossai su dal ceppo parte del tronco,

lo piallai tutto intorno col bronzo

attento e con arte,lo feci diritto

a filo di squadra;per tanto un piede ne feci

di  letto,e tutto forai col trivello;

il letto poi incominciai,finché lo finii;

e d’oro l’ornai e d’argento e d’avorio,

e cinghie di cuoio vi tesi,tinte di porpora.

E questo,donna,il segreto,il segno.

                                                           Omero

 

 

Così Ulisse si fa riconoscere.

Un caro saluto da Nicola

  

6.09.08 

Ciao Nicola, sono la mamma di Francesco, volato in cielo 4 mesi fa. Continuo a leggere le tue riflessioni e i tuoi studi e ti apprezzo per quello che fai.

Leggo le parole di altre persone che hanno perso qualcuno e le tue dolci parole di conforto sempre appropriate e profonde. . Sono di aiuto per tutti. Grazie e tanti auguri per i tuoi studi

Anna Maria

 6.09.08 

Mi scrive Anna Maria e tante altre persone,  Mi piacerebbe rispondere a tutti, molti  chiedono dei contatti, ma io dico sempre, che ciò che registro bisogna prenderlo sempre con il beneficio dell'inventario, perché non possiamo essere certi dell'incerto, possiamo, però, provare, tentare di capire, fin dove è possibile farlo.

Ricordate quando ho scritto della visione di Dio descritta da Dante? Egli non può più ricordarla, può solo raccogliere delle briciole  da seminare sulle parole, allo stesso modo molta parte della realtà ci resta preclusa. Il poeta paragona la sua visione alla neve che si scioglie al sole - "Così la neve al sol si disigilla " -  poi ne fa un raffronto più dotto,  confrontando quella  sua  vista mistica alle foglie scritte dalla Sibilla che vanificano nel vento: -" così al vento nelle foglie levi / si perdea la sentenza della Sibilla" -   

Proviamo a riprendere questo quesito in chiave laica. La nostra conoscenza ha un limite, siamo limitati sia dalla nostra percezione, sia dagli strumenti che abbiamo a disposizione, nonché dal bagaglio conoscitivo che possediamo. Tuttavia, esistono delle esperienze che sono intraducibili nel nostro linguaggio. Vi ricordate cosa ha detto Dante riguardo l'intraducibilità di certe esperienze?  Egli  paragona la sua visione al responso della Sibilla cumana.

- Nell'Eneide di Virgilio la Sibilla cumana è una veggente ed allo stesso tempo una sacerdotessa di Apollo. Viveva a Cuma, quando la gente entrava nell'antro della sua grotta  per sapere del proprio futuro, il vento si portava via le foglie scritte dalla Sibilla e la sentenza del futuro  finiva nel vento. Alla stessa maniera Dante non poteva ricordare ciò che aveva visto, ma ne tratteneva soltanto qualche frammento. 

Quando vogliamo veramente capire il senso più intimo dei messaggi metafonici, ci accorgiamo che essi volano via, si presentano come i responsi della Sibilla cumana, risposte  scritte "nelle foglie levi". Dante XXXIII canto del paradiso.  Tutto si vanifica come nelle foglie leggere che il vento trascina via, o come quando la neve si scioglie al sole. "Così la neve al sol si disigilla ". Dante.  Ecco perché io mi distacco da alcuni siti che danno soluzioni di certezze, dove mancano le certezze, con umiltà ritengo che sia più giusto limitarsi agli osservabili. Bisogna prendere atto di tutto quello che si riceve metafonicamente o psicofonicamente, considerare i possibili errori sperimentali, valutare, inoltre, le varie possibilità teoretiche, e dove non è possibile indurre soluzioni tacere. 

Tacere nella verità, tacere nella certezza, ma nulla ci vieta di formulare ipotesi. Sarei felice se potessi rispondere al grido di dolore che mi giunge da ogni parte di Italia, talvolta mi domando come posso essere utile, senza fuorviare le coscienze come fanno i mass media, o chi gioca sul dolore della gente per affermare il proprio narcisismo. Oggi non siamo nelle condizioni di affermare se siamo " figli di una Mente suprema che ha progettato nei minimi dettagli l'Universo con tutte le sue leggi da osservare nel rispetto dell'equilibrio cosmico" così come una signora mi ha scritto in questi giorni. Le possibilità sulla creazione degli universi sono complesse,  buona parte sconosciute, alcune parti incamiciano ad essere studiate. "Il nostro universo è una piccolissima parte di quel tutto originatosi durante l'inflazione, uno dei tanti" cristalli" formatisi al momento del" cambiamento di fase". Ogni "cristallo" è un universo a sé stante, con le sue costanti fisiche, non necessariamente uguali a quelle del nostro universo. È' ovvio allora che solo in quegli universi adatti allo sviluppo della vita, questa si sarà potuta sviluppare." Margherita Hack.  Ella stessa poi ci dice: "l'intero universo potrebbe essere stato originato e sarebbe evoluto fino alla sua attuale complessità letteralmente dal nulla." 

Io credo che stiamo aprendo delle pagine nuove e siamo come dei bambini meravigliati che stanno scoprendo un mondo nuovo che non hanno mai conosciuto.   Nessuno sa dove stia la verità, oggi abbiamo degli strumenti molto più potenti rispetto al passato per leggere il libro della natura.  Chissà dove ci porterà, non lo sapremo,quello che sappiamo e che la nostra vita è così minuscola, come quella di una formica, che si muove sul terreno prima che una gamba d'uomo la possa schiacciare.  

Tuttavia, dopo aver descritto lo sconcertante scenario della vita che attraversiamo riporto una bellissima strofa Dantesca: -  "Quali colombe dal disio chiamate/con l'ali alzate e ferme al dolce nido/vegnon per l'aere, dal voler portate…" 

Proviamo ad immaginare i nostri cari perduti come colombe chiamate dal desiderio dell'amore, un amore che attrae l'amato a noi:  "Amor, ch'a nullo amato amar perdona,/mi prese del costui piacer si forte,/che, come vedi, ancor non m'abbandona…"  

Come una forza, come una ruota: " ...  sì come rota ch'igualmente è mossa,  l'amor che move il sole e l'altre stelle." Proviamo a concepire il sole e le  stelle, non quelle  fisiche, ma quelle immaginarie, la proiezione ideale della loro luce, la loro metafora,  come onde di sfere che si propagano per lo spazio sospinte da una energia sconosciuta, allora possiamo supporre un mondo dove l'amore muove ogni cosa, un mondo che non è il nostro universo. Si, è un sogno, ma lasciamo che le sue vele continuano a gonfiare nel vento. Nessuno vieta alla mente di supporre un universo fiabesco, figurativo, li possiamo incontrare qualsiasi creatura. Riprendo il dolce verso dantesco e mi domando chi sono quelle tenere colombe chiamate dal desiderio dell'amore?  Che con ali alzate, ma allo stesso tempo ferme al loro nido ( non hanno dimenticato la loro casa) vengono attraverso l'area e sono  portate dal volere dell'amore? Sono, forse, i nostri cari che non  hanno dimenticato i loro affetti terreni e se tutto questo è soltanto un sogno, lasciamo che quel sogno  continui a vestire la  nostra vita con i suoi abiti luminosi.  

Nicola

  

 

24.08.08 

Ho intrapreso una lettura molto attenta della divina commedia, nello   scritto che ho inserito sul forum di ieri dove commento parte dell'analisi del canto XXXIII del paradiso  correlato ad un messaggio metafonico della stessa mattina, ho voluto in qualche modo rispondere a Sonia che mi aveva sollevato un problema sulla metafonia di non poco conto. Vi invito a rileggere lo scritto che segue in quanto oggi ho inserito della aggiunte.  

Riporto quanto mi ha scritto a tal proposito Sonia:

Di fronte ad un dramma come la perdita di una persona cara, e spesso in modo così disumano come la malattia e la sofferenza, sia un pò una presa in giro verso se stessi andare a cercare delle conferme. O si crede, avendo fede, a quanto ci ha lasciato detto cristo, o non si crede, e in quest'ultimo caso andare a cercare messaggi di speranza significa per me non avere fede, visto che si ha bisogno di prove.”

Ci sono degli ambiti della conoscenza dove bisogna astenersi sia dal credere che dal ricercare; nondimeno, possiamo accettare con amore, anche senza credere, nel rispetto doveroso del sapere scientifico, ma sospendendo ogni critica  di giudizio sul sapere altro. Non ha importanza se Dio è un mito o una realtà, tanto non possiamo mai saperlo, così  vale anche per la metafonia. Però, in un precedente messaggio metafonico la presunta voce di Dante  ci dice: "Saprete dire novissime onde se mi amate "

Nella perfezione del moto delle sfere l'amore si compie, perchè in Dante tutto viene ricondotto con compiutezza,  coronamento e bellezza  nel movimento simmetrico dei punti di una ruota. Il poeta ci esorta ad essere come rota - "si come rota" -  per ricevere queste onde di beatitudine da colui che muove con amore ogni cosa. E quando la fantasia o l'immaginazione non può accedere ad una conoscenza più alta, tutto torna come il moto circolare di una ruota che è ugualmente mossa: - "Quella circulazion, che si concetta pareva in te come lume riflesso". Il cerchio divino appare come  la riflessione di un lume ed egli proferisce che nessun geometra che cerca di comprendere l'essenza della misura del  cerchio, non troverà il suo principio:  - "Qual è ’l geomètra che tutto s’affige / per misurar lo cerchio, e non ritrova,/ pensando, quel principio ond’ elli indige..."

Dante conclude alla fine dell'ultimo canto del paradiso, prima di morire,  - perchè terminerà presto la sua esistenza dopo aver compiuto la grande opera, "la commedia" -  dicendo che   ciò che non può essere svelato dalla ragione e dalla fantasia ritorna nell'amore  che muove il sole e le altre stelle.

 - "All'alta fantasia quì mancò possa / ma già volgeva il mio disio  e  'l'velle, / si come rota   ch'igualmente è mossa, l'amor che move il sole e l'altre stelle."

Penso che sia giusto  ricercare nel campo metafonico anche se non col giudizio implacabile e spietato dello scettico, non sono,però, d'accordo neanche con Sonia - ..." sia un pò una presa in giro verso se stessi andare a cercare delle conferme..." Rispetto profondamente il suo dolore, la sua attenzione, la sua intelligenza critica. Ritengo che sia importante guardare oltre l'orizzonte - "Trasumanar  significar per verba non si poria".  Dante proferisce che non si può spiegare con le parole il trasumanare. Occorre tacere quando non si comprende, lo dico agli scettici, invito, però, i credenti ad esser più umili.    Beatrice nel primo canto del paradiso dopo aver concluso di parlare con il sommo vate rivolge lo sguardo verso il cielo.  "Quinci rivolse inver  lo cielo il viso."

Ritengo che sia giusto muovere gli occhi verso il cielo, verso l'oltre, nessuno potrà fermare l'Ulisse che vive in noi.

Un caro saluto a tutti da Nicola

 

 

23.08.08 

Non c'è dono più grande per un credente che il XXXIII canto del paradiso di Dante. Mi chiedo se  meritiamo la bellezza di quei versi, noi figli di una società mediatica, eredi di rituali stupidi, orripilanti in balia di un potere devastante. Io nonostante sia agnostico, penso che la preghiera sia una delle cose più genuine, una goccia d'infinito che si espande dalle anime, quando non si traduce in un rituale insulso, che si ripete all'infinito in una chiesa di perbenismi e falsi moralismi. Non è importante se Dio c'è o non c'è, ( "essere o non essere questo è il dilemma" ) ma che egli esista per chi ci crede,  al di là della realtà, che viva nell'immaginario di ciascuno. La ricerca della verità anche se resta confinata nell'ambito della osservazione scientifica, poiché non esiste nessuna teologia che possa investigarla, in un certo qual modo investe la soggettività e  appartiene a tutti.  

 

Il canto XXXIII del paradiso ci porta nell'empireo, è quasi impossibile poterlo collocare nella parola. Il canto inizia con  la preghiera più sublime rivolta alla madonna da parte di San Bernardo che intercede per Dante affinché questi possa vedere  Dio. E'  talmente bella questa preghiera  che mi commuove ogni qual volta la leggo  la trovo  sapiente, maestosa, possente, umile, dolce, è il più bel canto  che si possa sentire, che si possa recitare, non ho mai udito in una chiesa una preghiera  di sì  tale  bellezza. Ma per dirla e proferirla con il cuore occorre trasumanare verso l'alto ( anche se l'alto non esiste è una immagine illusoria dovuta alla gravità ), pregare con Dante. Io credo che la preghiera unisca gli uomini.  Già nel primo canto del paradiso Dante vede Beatrice fissare il sole, un tempo si credeva che le aquile potessero guardare lungamente il sole. Allora, Dante proferisce  che mentre  nessuna aquila, nonostante la sua resistenza alla luce poteva guardare un  sole così potente senza essere abbagliata, egli, al contrario, riusciva a fissarlo, ormai purificato ed immerso nell'armonia delle anime beatificate. Si accorge che alla luce del giorno se ne aggiunge un'altra, come se Dio abbia messo un altro sole nel firmamento. La preghiera è questa luce così grande che tutto pervade.   

 “Vergine Madre, figlia del tuo figlio
umile e alta più che creatura.”

 
Dante per bocca di San Bernardo considera la madonna come vergine e madre allo stesso tempo ,  come figlia del suo figlio,  in quanto figlia di Dio e madre di Dio, la considera ambivalente e cioè umile, anzi, la più dimessa e misera, ma  alta, regale, la  più eminente, la più nobile creatura.  Come potete notare il sommo poeta costruisce una semantica di opposizioni dove realizza la bellezza attraverso lo scontro dei significati.

“Termine fisso d’etterno consiglio,”

 Maria si soggettivizza come  "termine fisso", come  punto che si salda nell’infinito temporale, come se l'eterno fissando un punto della sua mobile essenza  metta un  sigillo alla storia; ecco il  sostantivo assoluto della decisione divina

    “Tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ’l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.”

 

Occorre porre l’accento su due  termini:  fattore e fattura. Il primo è la causa, l’origine,  il secondo è  il suo opposto,  l’effetto dell’azione, l’opera  al servizio della volontà divina.

Tu Maria sei colei che nobilita la natura, sei tu stessa origine e causa ( madre di Dio)  e nello stesso tempo la sua fattura, la sua opera – sì, che ’l suo fattore/ non disdegnò di farsi sua fattura”.
 

Nei versi che seguono il poeta fiorentino evoca  la preghiera più alta che un santo possa rivolgere alla Madonna.

“Nel ventre tuo si raccese l’amore,
per lo cui caldo ne l’etterna pace
così è germinato questo fiore”.

Egli pone l'accento sul corpo di Maria,   precisamente, sulla parte più intima: il suo ventre, il ventre di una donna è l'alcova della vita. Nel grembo materno della madonna si accese l'amore. E' meravigliosa la metafora dell'accendere: L'amore si incendia come una fiamma,  poi quel fuoco riscalda l'intorno. Il caldo  è la metafora di questa fiaccola sacra che dal ventre di Maria accende, anzi accese l'amore - "l'amor che move il sole e l'altre stelle"- ed ora  avvolge nell'armonia senza tempo e  fascia il fiore della vita. Il fiore è in consonanza musicale con l'amore,  si può notare l'assonanza fonica tra fiore ed amore.  Cosi nel ventre suo  si accese quell'amore tra il divino e l'umano, per cui nella pace eterna di quel calore è sbocciato non un fiore, ma  il fiore, "la candida rosa".

  “Qui se’ a noi meridïana face
di caritate e giuso, intra ’ mortali,
se’ di speranza fontana vivace.”


La meridiana è un orologio solare  è un'asta che essendo colpita dalla luce del sole  mostra la sua ombra sulla parete, un'ombra che si sposta nel tempo e segna lo scorrere delle ore.  

L'avverbio di luogo "Qui" sta per paradiso; in paradiso, tu Maria sei la meridiana, quella luce che segna il tempo, sei la carità,  la fiamma d'amore, la compassione, giù tra i mortali  sei la fontana della speranza. La speranza è come una fonte, come l'acqua che scorre e disseta.  

 

"Donna, sé tanto grande e tanto vali" …

Quanto vali, quanto sei grande Maria …

 

"In te misericordia, in te pietade, magnificenza, in te s’aduna,

quantunque  in creatura e di bontade,"

E’ meravigliosa la ripetizione di in te, la sua interazione movimenta il ritmo, che con il moto tensivo contraddistingue le grandi virtù di questa grande  donna, non ha importanza alcuna se sia o non sia esistita nel passato del nostro pianeta, in ogni modo vive e vivrà sempre nel mito della nostra storia. 

 

San Bernardo per bocca di Dante pronuncia:

"Or questi, che da l’infima lacuna
de l’universo infin qui ha vedute

 le vite spiritali ad una ad una,
supplica a te, per grazia, di virtute
tanto, che possa con li occhi levarsi


 più alto verso l’ultima salute."

 

 
Dante che dalla parte più oscura del mondo (l'inferno: l'infida lacuna de l'universo ) fino  al   paradiso  ha attraversato nel suo cammino ultraterreno "le vite spiritali" (anime) "ad una ad una", ora -  "supplica a te"  -  invoca la  Madonna attraverso Bernardo, affinché  per sua grazia gli conceda la virtù che possa egli levarsi con gli occhi nel punto più eminente (Dio), verso la salvezza più alta ed ultima.

Poi  il sommo poeta parlerà di Dio ma adesso non voglio più annoiarvi, riprenderò in seguito il discorso dantesco. Ho voluto solo farvi cogliere la bellezza di  parte di questa preghiera che in una società mediatica ha perduto la sua voce.  

 

Contatto metafonico del 23 Agosto 2008 inerente all'argomento.

 

Tento di spiegare le voci metafoniche del breve messaggio

le voci metafoniche dicono: "Sono in Dio. Per fede chi giustamente ami."  Dante si ritroverà in  Dio, nella luce divina vedrà la  sua immagine,  il riflesso di se stesso e del mondo -  "...tal era  io a quella vista nova /veder voleva  come si conviene l'imago / al cerchio e come s'indova;" -  Dante voleva capire come l'immagine umana si potesse adattare al cerchio divino.

Alla fine del canto il poeta dice che non può descrivere l'immagine sublime di Dio perchè gli mancano la fantasia e l'immaginazione, mentre il suo desiderio insieme alla sua volontà sono condotte con compiutezza e perfezione come una ruota - "si come rota" -  da colui che muove con amore il sole e le stelle.

 - "All'alta fantasia quì mancò possa / ma già volgeva il mio disio  e  'l'velle, / si come rota   ch'igualmente è mossa, l'amor che move il sole e l'altre stelle."

L'analisi del canto insieme alle voci giungerà  per fede a chi giustamente ama  con equità, mentre lascerà il resto della gente con indifferenza, alla stessa maniera come la divina freddezza mediatica governa oggi il mondo. Quando non è possibile verificare con la ragione non ci resta che ascoltare col cuore -  "...Per fede chi giustamente ami."

Come la visione di Dio che Dante non può più ricordare allo stesso modo molta parte della conoscenza ci resta preclusa. Il poeta paragona la sua visione alla neve che si scioglie al sole - "Così la neve al sol si disigilla " -  poi ne fa un raffronto più dotto,  confrontando quella  sua  vista mistica alle foglie scritte dalla Sibilla che vanificano nel vento: -" così al vento nelle foglie levi / si perdea la sentenza della Sibilla" - 

Voglio accostare il vento della Sibilla di Dante con la più bella metafora poetica di Gesù Cristo sul vento e l'anima.

 …il vento spira dove vuole e ne senti la voce;
ma non sai né donde venga né dove vada…"
 

Chi era la Sibilla? Nel periodo greco - latino la Sibilla era una sacerdotessa che professava un'attività oracolare - mantica, ella  presagiva il futuro, officiava gli oracoli in una grotta chiamata antro della Sibilla ed era ispirata dal dio Apollo -  Avremo acquistato molto per la scienza estetica, quando saremo giunti non soltanto alla comprensione logica, ma anche alla sicurezza immediata dell'intuizione che lo sviluppo dell'arte è legato alla duplicità dell'apollineo e del dionisiaco, similmente come la generazione dipende dalla dualità dei sessi. Questi nomi noi li prendiamo in prestito dai Greci, che rendono percepibili a chi capisce le profonde dottrine occulte della loro visione dell'arte non certo mediante concetti, bensì mediante le forme incisive e chiare del loro mondo degli dèi... Apollo come dio di tutte le energie plastiche, e insieme il dio divinante. Egli che secondo la sua radice è lo “splendente”, La divinità della luce…”  Friedrich Wilhelm Nietzsche: ” La nascita della tragedia”  -  e soleva scrivere su foglie di palma. Nell'Eneide di Virgilio la Sibilla cumana è una veggente ed allo stesso tempo una sacerdotessa di Apollo. Viveva a Cuma, quando la gente entrava nell'antro della sua grotta  per sapere del proprio futuro, il vento si portava via le foglie scritte dalla Sibilla e la sentenza del futuro  finiva nel vento. Alla stessa maniera Dante non poteva ricordare ciò che aveva visto, ma ne tratteneva soltanto qualche frammento. 

Come la Sentenza della Sibilla,  scritta su foglie al vento, - "così al vento ne le foglie levi / si perdea la sentenza di Sibilla" -  si presenta questo    messaggio metafonico che vanifica la sua significazione se non ascoltato con amore - "Sono in Dio. Per fede chi giustamente ami." 

 

Voce metafonica: 23 Agosto 2008

Ps: Vi invito a leggere ed ascoltare il presunto contatto con Dante Alighieri

Presunto contatto metafonico con Dante Alighieri

Un caro saluto da Nicola

 

22.08.08 

Ciao Nicola.... tutto bene?

Solo un abbraccio a te e agli amici del forum.

Ciao, Claudia

P.S. Vedo sul tuo forum lettere di persone che hanno perso un proprio caro e che si rivolgono a te... a chi ci è gia' passato di noi... a chi puo' dare un po' si sollievo...

Io non sempre riesco leggere, ma se hanno piacere e tu lo ritieni dai pure la mia e mail... per quel che posso... ben volentieri sono a disposizione

Baci baci a tutti voi.

Claudia

Chi vuole conoscere la storia di  Claudia basta cliccare su:

Lettere di una mamma
Presunti dialoghi con Isa

 Io stimo profondamente Claudia, per il suo amore verso la vita e il più alto senso della donazione che offre al mondo.

Un caro saluto da Nicola.

 

 

15.08.08 

 

Giorno 14 Agosto, di mattina prima di uscire tento un contatto metafonico. Non pongo delle domande e ricevo il seguente messaggio. La voce adulta  pronuncia  dei nomi, poi  si presenta la voce di una bimba che  dopo avermi  menzionato, proferisce  il nome Sara,  forse si riferisce ad una delle fanciulle di Tortorici, o a mia nonna, oppure ad una coincidenza. Però, si ripresenta il mio nome, questa volta è una bimba che lo pronuncia e vuole inviare dei baci al suo papà.  Una voce adulta femminile poi dice: - "Ma Nicola ciò speranza o cambio viaggiamo." Si ripresenta per la terza volta il mio nome e non può essere più considerato come una coincidenza. La bimba sembra che voglia sperare che la  sua voce  possa essere ascoltata dai suoi genitori.  Poi si riconferma come bimba e saluta sua madre e suo padre.

Voce femminile Adulta Nancy-  Nina -   Voce maschile: Qui Nicola – E’ Sara.

 Voce di bimba: Nicola – dare baci Papà.

 Voce femminile Adulta. Ma Nicola ciò speranza o cambio viaggiamo.

Voce di Bimba: - Sono una  bambina -  Mamma, mamma -  al papà.

Per ascoltare clicca su:

Contatto metafonico del 14 Agosto 2008

 

E’ un tenero messaggio d’amore.

Giorno 15 Agosto, sempre nella prima mattinata riporto un breve contatto metafonico. Si ascolta il mio cognome - Schepis -  dopo  si percepisce la frase minima: - "dare vita"- 

 Sembra questa frase opporsi alla mia visione triste della vita. Io sono agnostico e credo che tutto finisca con la morte, tuttavia, non ho la certezza delle mie convinzioni e nella metafonia lascio una finestra aperta, però mi limito agli osservabili. Qualcuno dirà perché uso il termine metafonia e  non psicofonia.  Uso la parola  metafonia perché penso che si produca un qualcosa che vada oltre.  Riporto il  pensiero di Derrida  che si sposa bene in questo contesto:   "Qualcosa ha avuto luogo, abbiamo la sensazione di non averla vista arrivare, ed è una 'cosa' a cui fanno seguito inevitabilmente delle conseguenze. Ma anche  questo, il luogo  e il significato  di questo 'evento' rimangono ineffabili".  

Quando mi riferisco alla metafonia parlo sempre per ipotesi e tutto quello che affermo e sostengo lo circoscrivo nell'orizzonte delle possibilità e non delle certezze.  Mi piace molto la frase metafonica successiva: - " Alla prima via con grazia".  Qual è la prima strada, nel nostro sistema di segni, è la strada maestra, quella che hanno insignito i grandi santi. Riporto il pensiero fondante della filosofia  di  Gesù di Nazaret:  - "Io sono la via, la verità e la vita...   Sono nato e per questo io sono venuto nel mondo". Cosa s'intende per grazia oltre alla gentilezza, alla bellezza del viso,  s'intende uno stato particolare dell'animo, essere in grazia con Dio. La via maestra è quella della grazia. Proviamo a riconsiderare in una chiave laica questa concezione. La strada maestra e la strada dell'amore,  attraverso il percorso di questa via si raggiunge uno stato di giustizia e di santità.    

Per ascoltare clicca su:

Contatto metafonico del 15 Agosto 2008

 

11.08.08 

Ho inserito parte della monografia del dott. Gaetano Ioppolo di Tortorici alunno di don Bosco, fratello di Francesca la fanciulla di Tortorici.

clicca per leggere su:

Gaetano Ioppolo Barbitta di Tortorici  alunno di don Bosco

 

 

 

 

10.08.08 

 Troverete un contatto metafonico con Francesca “ La fanciulla di Tortorici” alla fine dello scritto del 10 Agosto 2008.

 Giorno 8 Agosto ho realizzato una serata a Tortorici dedicata al dott. Gaetano Ioppolo il fratello della fanciulla di Tortorici, ho parlato della sua personalità, dei suoi scritti, è stata una fatica immane la trascrizione di parte dei suoi due diari,  essendo  la scrittura  poco chiara. Una parte della trascrizione era stata realizzata in  precedenza da una signora che si era offerta volontariamente prestando gentilmente la sua opera è stato un arduo compito, purtroppo il risultato  da lei conseguito è stato molto impreciso, non per colpa sua, ma per la difficoltà inerente alla scrittura stessa ed alla terminologia inusuale ed aulica usata dallo scrivente dott. Ioppolo:  per esempio -  Feral -  la signora l'aveva interpretato come  - Forse - ,  - Rosa di serra -  come - Raso di terra -

  - Benché ridendo il mio dolor io grido -  come - Perchè ridendo il mio dolor di esistere

Per fortuna mi sono accorto in tempo, perchè correvo il rischio di stravolgere completamente il senso del suo diario. Nella successiva trascrizione la signora non ha  più utilizzato il pc ma la penna, non so il perchè di questa sua scelta infelice, ciò ha complicato ulteriormente le cose. La sua grafia si presentava in maniera altrettanto difficoltosa e poco chiara, quindi all'imprecisione di prima ( del testo   in word) dovuta ad errori di trascrizione si aggiungeva poi la difficoltà di capire la scrittura stessa della signora, per cui ho ritenuto opportuno rifare tutto da me, non avevo altra scelta. Ringrazio ugualmente la buona volontà della signora, e sono grato per la sua disponibilità,  nonché generosità purtroppo il suo lavoro è stato vano, ma non potevo rischiare di stravolgere il pensiero del dott. Gaetano Ioppolo.  Così, ho ricominciato tutto daccapo, rileggendo ogni parte , è stato, d'avvero, un compito  difficile, ma i risultati sono stati soddisfacenti. Antonella da Verona che è una grafologa ha realizzato uno splendido test grafologico sulla personalità del dott. Ioppolo che riporto: 

 Grafia uomo
Sintesi percettivo globale:

 Scrittura chiara ed ordinata che si caratterizza per personalizzazione  dei tratti grafici ed elevata intensitá pressoria.
 Ritmo spigliato, livello pressorio significativo. Impastoiamenti con  ristagno di energia. Spazio grafico interamente occupato con rispetto
dei  margini. Personalitá grafica evoluta.

Segni fondamentali:
- Curva 5/10 - Angolosa 5/10 - Intozzata 1° 8/10 - Intozzata 2° 5/10 -
Largo di lettere 4/10 - Disug. metodico 5/10 - Largo tra parole 3/10 -
Chiara 7/10
Calibro medio alto - Accurata - Pendente 8/10 - Angoli A e B -
Aste rette
6/10 - Largo tra lettere 5/10

La grafia dello scrivente a prima vista indica una personalità estremamente chiara e facile alla comprensione altrui.  In realtà, da un esame  più attento, si evincono caratteristiche complesse ed inusuali.
 La fortissima energia pressoria indice di grande spinta vitale ed espansiva, indurrebbe il soggetto ad allargare le sue conoscenze, come arricchimento intellettuale e personale ma tale esigenza non viene
realizzata, in quanto trattasi di personalità anche molto legata ai valori famigliari ed etici ed alle tradizioni. Il conflitto che viene generato da queste due opposte tendenze fa si egli  non riesca a realizzare appieno le sue aspirazioni.
Il non poter agire a causa di impulsi contraddittori, induce nel soggetto uno stato di perenne "attesa" e questa condizione lo porta a  fantasticare e a volte ad interpretare gli accadimenti in maniera
fiabesca. In qualche modo a sognare le situazioni che non può permettersi di
vivere. La capacità di apprendere era intuitiva ed in più era aiutata da una memoria molto precisa, accurata e visiva. Comunicazione e maniera di esprimersi erano appropriate ed affascinanti, mantenere gli impegni un punto d'onore. Di fronte agli ostacoli
resisteva fino al loro superamento.
La sua affettività era molto attenta alle esigenze del partner, senza trascurare le proprie.
 La sua ricerca affettiva era legata al suo bisogno di godere della tenerezza del partner, cioè non siamo di fronte un'affettivitá che partecipa dal profondo dell'anima, ma bensì ad una sorta di tenerezza narcisistica e  languida che diventa possessiva.

Il soggetto possedeva doti di seduzione e di savoir faire atte acommuovere e portare alla rispondenza l'oggetto del suo interesse. Lui stesso era oltremodo sensibile ad apprezzamenti e a gratificazioni esterne. Persona vitale e capace di affrontare le lotte della vita.Purtroppo una elevata emotività che si rileva da improvvisi spasmi e ristagni pressori indica una probabilmente lunga situazione di ansia e angoscia che potrebbe avergli procurato le conseguenze negative dello stress, come disturbi cardiaci e respiratori. Da un punto di vista del sentimento, la stessa emotività lo rendeva  caldo ed espansivo, con ricchezza di interessi e fervore immaginativo, come già segnalato, di animo facile a commuoversi ma nello stesso tempo facile  agli sbalzi di umore, in un alternarsi di sentimenti fra gioia e tristezza, euforia e depressione, fonte di logorio energetico e psichico. Forte bisogno di rispettare una sua immagine da offrire al mondo  esterno, lealtà fino al sacrificio e ferma adesione alle norme ed alla rettitudine.
Grafia uomo

Sintesi percettivo globale: Scrittura chiara ed ordinata che si caratterizza per personalizzazione  dei tratti grafici ed elevata intensità pressoria. Ritmo spigliato, livello pressorio significativo. Impastoiamenti con ristagno di energia. Spazio grafico interamente occupato con rispetto dei margini. personalità grafica evoluta.”

Antonella

 

 

E' stata una splendida serata,  Il sindaco quella sera ha posto un' effige  nella parete della guardia medica, intestandola con il nome del dott. Ioppolo, dopo la banda musicale ha suonato in suo onore.

Faccio ascoltare parte di un contatto metafonico di questa mattina con Francesca di Tortorici, perché ne riporto solo una piccola parte? Perché la presunta voce di Francesca nomina diverse persone, che erano presenti quella sera, chiamandole per nome e  commentando alcune cose che sono avvenute. Allora riporto solo quelle parti che esulano da considerazioni personali  che per quanto straordinarie per la precisione si rilevano troppo private. E' singolare la caratterizzazione degli eventi, i riferimenti circoscritti e definiti. Tra l'altro il contatto metafonico si svolge in due tempi differenti e su due stazioni straniere, ma la voce continua la coerenza  discorsiva, nonostante si presenti su due emittenti diverse.   

 

La voce inizia dicendo: " La senti la nostra …. Vuoto trattenere".  In effetti io avvertivo in maniera istintiva una presenza  che mi commuoveva, e trattenevo un vuoto, o forse il vuoto era qualcosa di diverso che non comprendevo. La sua casa è rimasta vuota e decadente.   

"Tua sono formata a giorno"  Io ho realizzato delle elaborazioni grafiche sulle sue due foto ( a tal proposito devo dire che ho rinvenuto una seconda foto di Francesca ecco perché in passato  la sua voce metafonica mi aveva detto quando volevo far disegnare il frontale. Non Vogghiu  cambiare foto Nicola (in siciliano vogghiu significa voglio). Allora il motivo mi era sconosciuto, dovevo ritrovare la foto con il viso frontale che potete osservare (Francesca con Gaetano il fratello). 

Voce metafonica di allora: Mi vedi non vogghiu cambiare foto  Nicola  ),

Le ho rese luminose, probabilmente le foto erano state scattate di sera, una nella sua casa, l'altra alla  studio fotografico. Ecco perché  la voce dice: " Tua sono formata a giorno. E' interessante che dica "tua", perché implica il profondo legame che ci lega. 

"Ci ha fatto emozionare  lì"  .    Forse insieme alla platea, le due presenze metafisiche presenti in quel luogo si sono emozionate.

Prosegue: " Il segreto papà lo sa, saprà mentre ride Francesca": ha lasciato la casa." Ho letto una poesia di Gaetano  il dott. Barbitta fratello di Francesca dedicata al padre. Il padre si chiamava  Salvatore e corre voce che si sia suicidato buttandosi nel pozzo di casa. Il pozzo di casa esiste è stato confermato da diverse testimonianze del luogo.  Nella poesia l'autore parla della vita tragica del padre, della "mobile Fortuna", dei suoi vissuti glaciali e scottanti come il fuoco definendolo "martire dell'umano dolore".   Salvatore Morì nel 1899. Ma sembra dal contatto che ci sia un  segreto, non è un caso che dica che Francesca ride. Il dott. Barbitta Gaetano nella sua poesia dedicata sia alla sorella che ai suoi familiari deceduti, scritta negli anni 20 del secolo scorso narra che alla morte di Francesca "rise la maschera" quando fu tolta rilevando il volto "macabro" della morte. E' la risata della disperazione, del vuoto, forse il vuoto di cui parla all'inizio ":..Vuoto trattenere.

Salvatore ha lasciato la casa nella disperazione, egli aveva perso da poco un figlio all'età di 18 anni mentre studiava a Napoli.   

Proseguo: " Ha il tuo messaggio"  Come se ricevesse in quel momento  il lavoro video che ho realizzato per  lui, pensate che ho rinvenuto persino la sua foto.  Sembra che egli conservi questo messaggio d'amore.  

  

" E' Rosa li allora sederti  a te Nicola". Questa frase è molto circoscritta e definita.  Rosa era la signora che ha letto parte della monografia del dottore, tratto da un giornale d'epoca. Registro dopo su di un'altra stazione straniera, ma il discorso continua: " Troppo viva".  Conferma di essere viva, io l'ho pensata morta, perché sono agnostico e diffido di tutto, mi limito come in questo caso a riportare le voci, ma  rimango in una posizione neutra.  

" Fatto bene sua figlia libro tenere". 

IL dottore Barbitta  Ioppolo non si  è mai sposato ed è stato un uomo solitario e triste,  le donne più giovani  di lui che conosceva e rispettava le chiamava figlie, le investiva di un amore paterno; anche la sorella la considerava una figlia:  "Pur talora parmi vederti figlia" .Riporto un frammento di uno dei suoi diari riferito ad una fanciulle rispettata e venerata con affetto paterno:  "Oh se potessi averla sempre accanto    figlioletta gentile affettuosa, aggraziata, si bella tanto bella che non per me che le sarei padre.  Le delicatezze evanescenti che avrei per lei, le tenerezze soavi, le cure, piccole piccole, infanti  ….

Egli non lasciò eredità d'affetti, fu un benefattore che donò i suoi averi al comune di Tortorici, i suoi scritti rischiarono di essere gettati nel fiume, ma una sua fedele amica dopo la sua morte si arrabbiò tanto ed evitò  che questa sciagura accadesse conservandone uno che mi è stato prestato  e gli altri donandoli al comune.  Al pianoforte, Gaetano, dopo la morte di Francesca  tolse tutti i martelletti, lo strumento   non doveva più suonare e lo chiamò: " la tastiera  muta. " Purtroppo, dopo la sua morte quel pianoforte fu scaraventato nella cantina e fracassato.  Si pensava che era inutile. Quanta poca sensibilità alberga negli uomini!  

per acoltare clicca su:

Contatto Metafonico del 10 Agosto 2008 rivolto a Francesca la fanciulla di Tortorici

 

Un caro saluto a tutti da Nicola 

Ps: Vi invito a leggere la storia di Francesca cliccate su:

Le fanciulle di Tortorici  (Ricerca storica)

   

10.08.08 

Gent.le Dott. Schepis ,

  abbiamo perso l 'unico figlio il giorno 8 settembre 2007 , abbiamo visitato il suo sito internet riguardo le testimonianze di metafonia . Una notte abbiamo registrato delle voci che non riusciamo a decifrare  ( registrazione eseguita in assoluto silenzio ) , non sappiamo a chi rivolgerci per decifrare ciò che dicono . Siamo fiduciosi che ci contatterà al più presto per raccontarle tutti i contatti che noi pensiamo di aver avuto da parte di nostro figlio :  visivo , fisico e fonico . 

 Desiderosi di ricevere una sua risposta la ringraziamo anticipatamente , nel caso le facesse piacere sentirci telefonicamente le lasceremo volentieri un nostro recapito .

 M. ed A.

 

Io le suggerisco di avere voci più chiare, perché quelle poco comprensibili sono soggette ad interpretazioni, anche le voci chiare metafoniche non sono chiare sufficientemente, ma l’errore è più modesto, per cui sono più affidabili.    

Nicola

 

25.07.08 

Ciao Nicola, ho sentito questo contatto....

Voce metafonica: In noi. Portare un figlio. Viva per voi 

( Nicola: riporto il contatto meta precedente: In noi. Portare un figlio. Viva per voi )

Penso che sia stupendo!!
e penso anche che sia una risposta stupenda per tutti coloro amano chi qui non c'è piu' fisicamente....

grazie Nicola per tutto cio' che fai da molto molto tempo...

un abbraccio a tutti gli amici del Forum con la certezza che i nostri figli ( e tutti i nostri cari), di la', ci accompagnano verso quell'Amore che loro gia' conoscono e che con i mezzi che noi possiamo giungere a comprendere (metafonia, coincidenze che coincidenze non sono, metavisione ecc.) cercano di indicarci.

Un abbraccio grande da me... e da Isa



Claudia

Ti ringrazio per aver colto nel segno l'aspetto più interessante delle ultime voci. Io mi dispiaccio per il silenzio di questo periodo, ma sto lavorando tanto sulle pagine del dott. Ioppolo  morto a Tortorici nel 1962, il fratello di Francesca, la fanciulla di Tortorici. Devo ringraziare molto Antonella da Verona, per avermi inviato un test grafologico riguardo la struttura della sua personalità.  

Un caro saluto a tutti da Nicola    

25.07.08 

 

 Buongiorno Nicola,
Come stai?  Spero vada tutto bene. Io questa mattina mi sento un po’ triste,perché mio Padre ha dei problemi ad un Polmone e io ho tanta paura di perderlo,fra 15 giorni dovrà ripetere degli esami e spero che vada tutto bene. Ho scritto una preghiera e vorrei condividerla con te.

                   Preghiera a Dio

Nel mio cuore sento un gran dolore
 e tutto questo non mi rende giustizia. Perché mio Signore c'è tanto dolore?
  guardo il cielo e ti invoco con voce acuta e spero che discenda in me la grazia di capire il senso della vita,mi sento abbandonata e non mi sento sazia,
   l'Anima mia tu Dio conosci.
Dio concedi una grazia a mio padre.
   Ti voglio bene,Barbara.

Scusa se ti ho mandato questa preghiera e scusa per lo sfogo è da ieri che ripeto questa preghiera,spero che anche i miei nonni dall'aldilà mi sentano e preghino insieme a me, mi mancano tanto.

Con affetto sincero Barbara.

 Cosa dirti, ti capisco,ma non basta, ci sono momenti in cui ci sentiamo profondamente   soli, la vita è un dramma, tuttavia siamo ancorati a questo mondo e dobbiamo proseguire.  Io ho una visione laica dell'esistenza e non posso aiutarti seguendo un percorso religioso che, tuttavia,  rispetto profondamente. Scuasmi ma non posso in questo momento provare un contatto meta perchè sono affogato dal lavoro di ricerca testuale sul Dott. Ioppolo ed ho un scadenza per consegnarlo.

 Nicola

 

15.07.08 

Riporto un frammento di un breve contatto metafonico delle ore 17.40 di questa sera.

Voce metafonia: Dica, con te volere è

Sembra che il messaggio si rivolga alla signora Sabrina poichè usa la terza persona singolare. "dica". Successivamente ( nell'immediato poi )  la voce sembra rivolgersi a me, come se i contatti meta dipendessero da un incrocio di volontà: "... con te volere è.." Sembra che  il pensiero determini un vortice nello spazio tempo, un ponte verso un ipoetico altrove. Come se l'unione di più pensieri determinasse una fenditura sulle probabilità quantistiche.

Nicola

15.07.08 

Salve sono Sabrina, ho 29 anni . Sono chiaroveggente e sensitiva dalla nascita. Lavoro sui piani astrali e ne ho viste di tutti i colori. Pratico esorcismi e ho un energia di amore  forza e guarigione nelle mie mani. A contatto o vicino a oggetti elettrici o elettronici li faccio andare in tilt o spegnere. Aiuto tutti quelli che me lo chiedono, sono tanti essendo così sensibile faccio da medium per i piani a cui normalmente non si arriva. Però mi chiamano e mi chiedono di tutto. Non ho mai accettato soldi , non lo faccio di certo per questo. Visto il tuo sito, fatto con ferrea volontà e tanta speranza, vorrei poter aiutare, magari a chiarire alcuni casi , alcuni problemi, a sviluppare tematiche, ecc..

Ripeto non lo faccio per soldi , ma perché spero di poter così aiutare qualcuno.

Ora avete la mia e-mail, sono disposta a rispondere a qualsiasi domanda. Spero che teniate in considerazione la mia richiesta di aiutarvi,

saluti, Sabrina

 

Se vuole possiamo fare delle sperimentazioni incrociate tra la metafonia e la sua ricerca psichica. Per quanto riguarda gli esorcismi sono un po' scettico, perché sono convinto  che il demonio  sia  soltanto una figura mitologica. Molti eventi di quel genere sono a mio modesto avviso  inquadrabili nel campo della psicopatologia, per cui  spesso l'esorcista esercita sulla persona posseduta tra virgolette un'azione psicoterapica.  Comunque, credo nella fenomenologia paranormale anche se con delle riserve ( sono molto prudente ) e sono felice  di potermi confrontare con lei per migliorare la ricerca.  

Solo le conferme di una sperimentazione genuina e sincera possono dare i frutti. Per quanto riguarda gli aiuti occorre sempre sottoporre tutto a verifica scrupolosa per evitare disillusioni in persone affrante dal dolore.

Un caro saluto da Nicola 

 

15.07.08 

Vorrei  collaborare mi chiamo Piero sono pittore e scultore e disegnatore di crani.

Piero.

 

La ringrazio, sono ben lieto di confrontarmi con tutti coloro che vogliono.

Nicola

 

15.07.08 

 Buonasera, mi chiamo Nicola e scrivo dalla Toscana, Viareggio per la precisione. Vi scrivo questa  e mail poiché mi stanno accadendo delle situazioni particolari che vorrei chiarire ma vorrei farlo con persone, se possiamo dirlo, del mestiere, prima di richiedere assistenza a qualcun'altro che non ha fede o peggio. Premetto che sono un buon cristiano praticante, sposato e padre di due stupendi bambini che il Signore mi ha voluto dare in prestito. Sono anche appassionato di fotografia e mi diletto a più non posso a fotografare questi miei due doni del Signore. Negli ultimi tre anni mi e' capitato sempre più spesso di fotografare mia figlia per poi rendermi conto in fase di ritocco o stampa che vi era qualcosa di strano o anomalo negli scatti fotografici. Sto parlando di figure o presenze che in verità al momento dello scatto non erano presenti.

Nel 2005 alla nascita della mia prima figlia mi sono ritrovato a vedere in foto mio nonno paterno in tre sequenze, addirittura una mentre è commosso e si asciuga il viso con una mano. Ma e' solo la prima di una lunga sequenza che e' arrivata fino ai giorni nostri dove, in alcuni scatti fatti sul mare, ho ritratto la figura di un frate che guarda verso l'orizzonte e sulla sua testa si vede chiaramente un cerchio o aureola. La figura indossa un saio con cappuccio caratteristico dei frati francescani e sembra portare la barba.
 

In altre sequenze fotografiche si notano due figure in forma praticamente umana che osservano mia figlia che gioca sulla spiaggia; e la sequenza è progressiva tanto per non illudermi che fosse un qualcosa di statico che la digitale avesse scambiato per essere umani.
Il mio dubbio è questo: è possibile che esistano situazioni di questo genere? Ribadisco che sto parlando seriamente e che le foto non sono state mai ritoccate o altro. Non so cosa fare; ho parlato con il mio padre spirituale e lui ha detto di andare a fondo a questa faccenda ma il mio timore è che si faccia tanto clamore, soprattutto da parte di persone avide o affariste, mentre il mio scopo è indagare sulla natura di questo fenomeno che mi è capitato. Chiedevo gentilmente se fosse possibile contattare qualcuno capace di darmi
una mano a risolvere questa spinosa questione che mi angoscia dal lato spirituale dandomi comunque un senso di pacificazione.

 Saluti.

 Le suggerisco il Sig. Daniele Gullà che usa criteri rigorosamente scientifici avvalendosi di strumentazioni tecnologiche  di avanguardia. E’ un ricercatore  molto attento  e scrupoloso. Io nutro una profonda ammirazione nei suoi riguardi.

Un cordiale saluto da Nicolò Schepis

 

 

 15.07.08 

Ciao Nicola, voglio dire anch'io qualcosa alla signora Rosy.                                                                      
Cara Rosy,ho letto la tua storia e mi dispiace veramente per tutto quello che ti è successo. Non badare all'indifferenza della gente, solo chi ha provato a perdere un proprio caro e chi ha un po’ di cuore può capirti.    Ti chiedi chi ti proteggerà adesso? Ma sarà sempre lui, il tuo Andreas che continuerà a farlo, anche se ciò ti può sembrare impossibile. Intanto vedi? Si è già fatto sentire tramite Nicola. Tieniti stretta ai tuoi bimbi che sono pure una parte di lui, e hanno tanto bisogno di te, specialmente in questo momento. Vedrai che troverai il coraggio di affrontare la vita, anche se non sarà facile per te, con una famiglia da mandare avanti, coraggio che in qualche modo ce la farai. Non pensare alla "morte" perché non è, ma è un passaggio dalla vita materiale a quella Spirituale, certo, ti mancherà il contatto fisico, ma un amore quando è vero riesce a sopravvivere anche oltre a questa vita. Abbi fede, che il tuo caro rimarrà sempre vicino a te e ai vostri figli. Pian piano, con il tempo, ti abituerai ad' averlo in questo modo, come mi sono abituata anch'io, con i miei figli e mio marito che sono nell'Aldilà ma ugualmente vicino a me.
Un abbraccio a te e ai tuoi bimbi, con affetto.
Un saluto affettuoso a te Nicola, e grazie.
                           
                                    Marisa.



 

 

 

14.07.08 

Scusatemi per questo mio silenzio, mi sto dedicando ad una ricerca sul Dott. Ioppolo Il fratello di Francesca, purtroppo, capire e decodificare la sua scrittura non è semplice, mi porta via tanto tempo, però egli è stato una persona davvero speciale.

Ora mi riferisco agli amici del forum dicendo che ho realizzato un brevissimo contatto metafonico, le frasi sono minime e dense di significato.
La presunta voce metafonica dice che i vostri figli sono in tutti noi, c'è uno spazio della mente che comprende ogni cosa. Un tempo Gesù Cristo disse che il regno dei celi non era altrove ma si trovava qui nella mente di ciascuno. La voce conclude dicendo che è  viva ogni qualvolta che voi la pensate viva.


Voce metafonica: In noi. Portare un figlio. Viva per voi
 

05.07.08 

Risponde a tutti Rosy.

Caro Nicola, e carissimi Amici;
mi permetto di dire questo perché è ciò che sento veramente di voi. Sapete io sono venuta qui in Germania 11 anni fa in cerca di un po' di fortuna visto che la mia vita non è mai stata tanto facile, chiedevo sempre a Dio quando sarebbe finito il mio calvario! 4 anni fa conobbi Andreas ringraziai subito Dio per aver dato fine alle mie sofferenze, eravamo felici
molto di più quando sono nati i nostri bimbi. Io ho tutta la famiglia giù in Italia, praticamente ero sola ma non mi importava, il mio Andreas era tutto per me, ero la sua piccina, io mi sentivo protetta vicino a lui  quando avevo delle paure mi stringevo forte a lui  e tutto passava. Due giorni prima che lui mi lasciasse avevamo spedito le ultime partecipazioni del nostro matrimonio,  30 Agosto 2008, quanta felicità nei suoi occhi... Sta tutto nell'armadio i nostri abiti, le decorazioni, perché è successo tutto questo, che male ho fatto per continuare a soffrire cosi.  Chi mi protegge adesso?

Come fa la gente ad essere cosi indifferente, non è neanche un mese che Andreas  è andato via che mi dicono ma ancora piangi? ma ne ha lasciati soldi? non preoccuparti  arriverà un altro uomo che ti amerà come lui! La gente è, davvero, ignorante nessuno può mai cancellare il dolore e i ricordi di una persona almeno non io. Grazie a voi tutti che mi state vicino, mi siete veramente di grande aiuto, forse è proprio vero è stato il mio Amore a farmi incontrare con voi. Caro Nicola grazie sopratutto a te che mi stai dando questa possibilità di avere gente vera accanto a me,  tu che mi sei vicino e mi permetti di comunicare con Andy, grazie anche a Maria ,volevo dirti per quanto riguarda il nome solo lui mi chiamava Rosa.

Purtroppo...  Ecco la società dello spettacolo e del niente che si rileva davanti a noi nel suo scenario più desolato, abbiamo desertificato il mondo, il nostro pianeta è stato despiritualizzato,  abbiamo cancellato l'umanesimo, abbiamo scristianizzato la terra trascinandola in un silenzio inaudito. 

Ti siamo tutti vicini.  Tu poi dici: - " volevo dirti per quanto riguarda il nome solo lui mi chiama Rosa". 

Abbiamo una grande conferma metafonica, il nome Rosa si è presentato due volte nel messaggio precedente inserito nel forum. 

Un caro saluto da Nicola

 

05.07.08 

Caro Nicola, ho letto sul forum di quella giovane mamma che ha perduto il suo compagno, ho letto e sentito la sua disperazione.

Vorrei dirle che il dolore è dolore e ognuno di noi lo sente nel suo cuore, anche se non ha perduto un figlio. Io penso che perdere un figlio provochi una lacerazione dentro, qualcosa che non ha eguali, ma perdere un compagno, la parte complementare di noi, sia comunque un dolore immenso.

Quando ci viene a mancare una persona cara, il senso di colpa si fa sentire. Chi non ha qualcosa da farsi perdonare? Il senso di colpa per non aver detto "quella" parola, per non aver fatto "quel" gesto, per non essere stati presenti nel momento della partenza.

Pensa Rosa, neppure io ero accanto a mio marito quando se ne è andato, ero a casa con la figlia minore ma nel momento in cui lui ha lasciato questa terra, è venuto da me e magari un giorno te lo racconterò questo episodio. Sapevo esattamente l'ora in cui era morto, prima ancora che squillasse il telefono a portarmi la brutta notizia.

Non hai colpe Rosa, la vita è così e la morte non avverte del suo arrivo, non possiamo prepararci, non possiamo essere pronti a ciò che è così difficile da accettare.

Nell'altra dimensione non esistono sentimenti umani negativi, non esiste il rancore o il desiderio di vendetta, non esiste nulla di negativo e per questo cerca di stare tranquilla, per quello che te lo permette questo dolore così recente e straziante.

Vedrai che lui presto si farà sentire, farà in modo che tu sappia ciò che vuoi sapere, farà in modo che tu non ti senta così sola e disperata. Abbi fiducia Rosa, un abbraccio Lucia.

 

 

04.07.08 

Vorrei prima rispondere alla signora che ha perso il suo amore  e si sente in colpa. carissima Rosy, non sentirti in colpa per quanto è successo. Capisco bene il tuo rammarico, perché lo provo anch'io. Quando la mia bambina ha dato l'ultimo respiro, io, sua madre, non sono riuscita ad avvicinarmi a lei per darle un bacio, l'ultimo abbraccio, l'ultima carezza. sono rimasta di pietra, guardavo il suo corpo esanime ed era come non riconoscerla più. lo shock è stato talmente grande che dopo hanno dovuto portarmi via, e mentre io e mio marito ce ne stavamo intorpiditi, intirizziti dal dolore, semi-addormentati in una sala d'attesa, i medici hanno pensato bene di trasferire il corpo di mia figlia in obitorio senza darcene avviso. E così la mia Sylvia se n'è andata da sola su un'ambulanza, senza la sua mamma ed il suo papà con lei. Quando l'ho saputo ho provato una disperazione incredibile, ed ancora oggi non riesco a darmi pace per averla mandata in quel posto orrendo da sola.

Non riesco ad esprimere il mio stato d'animo al solo  ricordare questo. Però vorrei anche suggerire a lei, così come spesso faccio a me stessa, di non pensare che questa sia la nostra colpa più grande. Vi sono state delle contingenze inevitabili per cui questo è successo. La colpa più grande sarebbe stata quella di non averli amati abbastanza, di non averli resi felici sufficientemente, di non aver fatto il possibile per loro quando erano con noi e ne avevamo la possibilità. E siccome credo, sia nel mio che nel suo caso, che questo non sia vero, nel senso che il nostro amore li ha sicuramente riempiti, circondati ed appagati quando stavamo insieme, allora può stare certa che i nostri cari ci amano, sono fieri di noi, e nulla al mondo potrà cambiare questo amore, né diminuirlo nel tempo. Ha due bambini, raccolga tutte le sue forze e pensi al loro bene ed al loro futuro. Tutto ciò non sarà facile, lo so bene, ma questa non è una buona scusa per non cercare di riuscirci. Loro ci aiuteranno, anche perché, se è vero che l'energia non si crea e non si distrugge, di certo questa legge è ancora più valida per l'amore.  Non so se in parte sono riuscita ad alleviare il suo senso di colpa, i suoi timori. Tutti vorremmo sapere con certezza dove sono, cosa fanno, se ci vedono o ci sentono.
Possiamo solo averne la speranza. L'abbraccio con grande affetto.

Sonia

P.S. un caro saluto e grazie di cuore alle mamme che continuano ad inviarmi su questo forum il loro affetto. E' bello sapere di poter ricevere aiuto e conforto da persone sincere.

Sonia

04.07.08 

Caro Nicola,
un grazie di cuore arriva anche a te, perché attraverso il tuo sito dai la possibilità a tutte le persone disperate di trovare  come un GRUPPO DI AUTO-AIUTO nel forum. E ciò, credo, a prescindere da qualunque registrazione metafonica. Qualcuno concorderà con me quando dico che nella realtà immediata, ossia nel vicino contesto in cui viviamo, è difficile trovare gente capace di offrirti una parola di conforto. Anzi, spesso sono forse di più le idiozie che si sentono rispetto alle frasi piene di sensibilità. Solo chi condivide simili esperienze, purtroppo tragiche, riesce fino in fondo a capirti ed a sostenere il tuo difficile percorso di elaborazione del lutto. dunque, ancora grazie per far sì che ciò accada attraverso di te.

Sonia

 

 04.07.08 

Cara Rosy,

ieri sono andato a mare perchè  mi sentivo molto stanco ed avevo bisogno di ritrovarmi. Mentre nuotavo dopo il tramonto guardavo il cielo e ti pensavo, pensavo a quanto siamo piccoli rispetto al cielo ma non ci rendiamo conto. Ed osservavo i colori scarlatti verso ovest che sfumavano lentamente al tramonto ed allo zenit un blu scuro senza fine immergeva lo sguardo e tutto sapeva di cobalto e di indaco.  Ti ho pensata, ed ho pensato quanto siamo piccoli noi e grande l'amore,  questa verità che ci portiamo dentro è la più grande rivelazione. E' vero quello  che dici sul mondo , siamo attraversati dalla divina indifferenza, dalla brutalità di un falso perbenismo, ma c'è altro in questo mondo ci sono persone come quelle che ti scrivono e che scrivono  pronte ad aiutare,  sono come la purezza e la semplicità della brina,della  rugiada.

Quando ho perso i miei genitori mi sono sentito impazzire, sono morti uno dietro l'altro e tutto mi sembrava vano, ho visto l'inconsistenza di molte amicizie, sono rimasto solo con me stesso  in un silenzio sconcertante. Ma quando guardavo il cielo si aprivano delle frange e nell'intimità avvertivo l'inclinazione  dell'onda come il riflesso della vita, quando giunse l'autunno osservai  gli uccelli che fuggivano nel vento, e come in un grande pozzo dove si riflettevano le stelle io mi specchiavo, corrucciato ma sereno. Ho imparato a guardarmi intorno, ad amare tutte le creature che sono accanto a noi, ti riporto il cantico delle creature di San Francesco d'Assisi. La semplicità con la quale il fraticello amava la natura e lodava tutte le  sue creature.

 

“…Laudato sie, mi' signore, cum tucte le tue creature,
spetialemente messor lo frate sole,
lo qual'è iorno, et allumini noi per luiò.

Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si', mì' signore, per sora luna e le stelle:
in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle

Laudato si', mì' signore, per frate vento
et per aere nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dài sostentamento.


Laudato si', mì' signore, per sor'acqua,
la quale è molto utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si', mì' signore, per sora nostra morte corporale
da la quale nullo homo vivente po' scappare…”



 

Gli amici ti hanno risposto con amore, puoi leggere cosa ti hanno detto. Per quanto riguarda le voci io mi limito come dico sempre alle relazioni significative ed agli osservabili. 

C'è un altro breve messaggio per te, le voci ti chiamano Rosa e non Rosy non saprei perchè,però rispondono in maniera precisa con contenuti circoscritti e definiti.

Clicca per ascoltare:
 

Voci metafoniche: Contatto del 4 giugno per Rosy
 

A presto da Nicola 

 

Carissimo Nicola,io non so cosa dirle,credetemi non lo faccio perche voglio compassione o altro,io sto davvero male,ho paura di non farcela, aiutami ti prego. Io ci credevo tanto in un altra vita, che
questo e solo un passaggio e che esiste la vita eterna,ma da quel maledetto 14 giugno non credo più a niente sono sola,io qui non ho nessuno proprio nessuno,mi sembra di impazzire,prima c'era Andreas con me non mi interessava niente le nostre giornate passavano cosi in fretta. Da lavoro mi chiamava 10 volte al giorno,e questo mi manca sto sempre a guardare il telefono,arrivava alle 16 mangiavamo e lasciavamo il tavolo tutto cosi come era e facevamo la nostra passeggiata e anche questo non c’è più,i nostri litigi ,tutto mi manca di lui. Mi sento di impazzire. Sto male Nicola credimi,ti prego quando parli con Maria dilli di darmi le forze per andare avanti non per me ma per i bambini, che si facesse sentire e che mi dia il modo di parlare con me.
Scusa se mi sono sfogata,tu sei un uomo che capisce il dolore e non come tanti serpenti che si fanno anche la risata al tuo dolore.

Vi voglio bene
Rosy

 04.07.08 

Caro Nicola,
scusa nella precedente mail nell'impeto di scrivere alla signora Rosy abbiamo concluso salutando solo Lei, NON ABBIAMO SCRITTO I SALUTI PER TE.
RIMEDIAMO SUBITO.
GRAZIE NICOLA, GRAZIE PER TUTTO.
Per quanto riguarda il nome Maria che ricevi, è chiaro chi è.
E' LA MADONNINA. Noi siamo cattolici abbastanza praticanti e siamo convinti che la Madonna da mamma celeste ci è molto vicino, Lei sa capire chi prova un grande dolore ed ecco che nei momenti di grande dolore, nelle prove che questa vita ci dà, LEI CI FA SENTIRE IL SUO MESSAGGIO D'AMORE.
VEDI COSA E' CAPITATO A LOURDES E A MEDJUGORE.
GRAZIE MADONNINA.
Nicola, un grande abbraccio con tutto il cuore a Te.
Flavia e Pier

 04.07.08 

Ciao Nicola,sono molto triste per quella povera donna che ha perso il suo amore.E' questa la mia paura che ti scrissi nell'altra Email privata che ti ho mandato, come la morte arrivi così all'improvviso,ti vengono date delle persone e ti vengono tolte così...all'improvviso ed è veramente triste e ingiusto.
Infatti quando accadono queste disgrazie come ti ho già ripetuto la mia fede vacilla.Quei poveri bambini cresceranno senza il padre e quella povera donna ha un dolore atroce come una pugnalata al cuore e dovrà farsi forza per i suoi bambini,ma immagino che più andrà avanti più sarà straziante.
Non sò neppure io cosa dire e non sò neanche quali parole usare per quella povera donna,quindi tieni anche questa Email PRIVATA.Non riesco a trattenermi a non piangere,la vita è dura e ingiusta.TI AUGURO LA BUONANOTTE.
Barbara.

04.07.08 

Caro Nicola, se possibile vorrei rispondere alla Sig.ra Rosy.
Buon giorno signora Rosy,
siamo i genitori di Serena. Anche la nostra Serena è volata via improvvisamente, anche il papà di Flavia è volato via 22 anni fa come il suo compagno.
Il sito del dott. Nicola Schepis, non è un sito solo per le mamme, OGNI DOLORE PER CHI LO VIVE E' GRANDE, CERTO LA PARTENZA DI UN FIGLIO E' INNATURALE.
SIAMO SICURI CHE SE LEI E' CAPITATA QUA IN QUESTO SITO NON E' UN CASO, SIAMO CONVINTI CHE E' IL SUO COMPAGNO CHE L'HA GUIDATA. NON PERDA MAI LA SPERANZA E LA FIDUCIA, QUANDO MENO SE L'ASPETTA SIAMO SICURISSIMI CHE IL SUO COMPAGNO LE DARA' DEI SEGNI.
ORA LEI, PER I SUOI BIMBI, CHE SONO UN PROLUNGAMENTO DEL VOSTRO GRANDISSIMO AMORE, DEVE CONTINUARE IL SUO CAMMINO SEMPRE CON IL SUO COMPAGNO CON LEI, CERTO NON FISICAMENTE MA STIA TRANQUILLA, LUI E' SEMPRE ED OVUNQUE CON LEI E CON I BIMBI.
La stringiamo in un grandissimo abbraccio di condivisione e d'amore.
Flavia e Pier (i genitori di Serena)

 

03.07.08 

Cari i amici scusate se non vi rispondo, ma questa lettera mi ha sconvolto, non sono nelle condizioni di analizzare ciò che mi avete detto , mi soffermo sulla  signora che ha perso  il suo amore più grande da pochi  giorni, voi sapete che è una tragedia, il suo dolore non mi permette di pensare ad altro.  Vorrei  esserle vicino, mi rendo conto che le parole sono inutili, quello che conta più di ogni altra cosa è la vicinanza fisica, non so niente di questa signora, di quale parte dell’Italia sia, mi sento pietrificato e mi domando  il  vano senso della vita. Vorrei proseguire, ma non ho parole. Provo per lei un brevissimo contatto metafonico di 30 secondi di registrazione e si presenta nuovamente la voce della solita Maria. Se girate le pagine dei miei forum vi accorgerete che la  presunta voce di Maria si presenta ogni qual volta c'è bisogno d'amore. 

Nel precedente contatto - voci 28 Giugno -  che troverete in questa pagina sentirete alla fine del messaggio in maniera chiarissima  la presunta voce di mia zia Concettina che ringrazia Maria.

Provo ad interpretare il senso del messaggio della presunta Maria. Dice il suo nome come per nominarsi, dopo riferendosi alla mamma proferisce Amore. L'amore è al di sopra dei nostri sensi di colpa: - "gli ho fatto tanto del male,quando lo hanno portato via con l’autoambulanza io non ero con lui." Non c'è colpa, ma solo amore. Mi  limito solamente  ad interpretare la voce metafonica.

Contatto metafonico: Maria Amore

Con affetto Nicola

 

 03.07.08 

Ha scritto una signora Rosy, è una lettera disperata , è importante che aiutate questa signora.

Nicola.

Ciao a voi tutti, chi vi scrive è una mamma di due bambini di 3 e di un anno, so che questo è un sito per le mamme ma anche io ho bisogno di voi e del vostro aiuto, ho perso il mio grande Amore il 14 di questo mese, ci ha lasciati nel giro di un'ora senza ancora capire il perché di tutto questo, sono angosciata, ho perso il senso della vita, niente ha più significato senza di lui, se sono ancora qui e per i nostri figli, come vorrei anche io poter sapere qualcosa di lui, come sta, dove si trova, se sta bene, se e sempre con noi.

Avrei tante cose da dirgli, non so se mai mi potrà perdonare, gli ho fatto tanto del male,quando lo hanno portato via con l’autoambulanza io non ero con lui, l'ho lasciato morire li da solo in un letto di ospedale, ma io non sapevo la gravità della situazione, neanche il medico che lo ha portato via lo immaginava, io aspettavo a casa che facesse giorno e che i bimbi si svegliassero per andarlo a trovare,purtroppo neanche mezzora è  deceduto per un infarto, le sue ultime parole sono state: - "dottore dica alla mia compagna che sono fiera di lei e dei miei bambini e la voglio sposare subito"  e si è addormentato per sempre.

Sto davvero male noi due eravamo un'unica persona e tutto mi manca di lui. Aiutatemi vi prego,vorrei poter parlare con lui sapere se mi ha perdonata,ho bisogno del vostro aiuto vi prego, solo voi potete capire il dolore della perdita di un grande Amore figlio o compagno che sia  e sempre un grande Amore. Rosy

 

 03.07.08 

Caro Nicola, se possibile di seguito Ti inoltro una risposta per la mamma della bimba di 6 anni.

Gentile Signora,
ho letto quanto ha scritto.
Cara Signora, deve stare tranquilla, non deve avere nessuna paura, se Lei è giunta qua in questo forum, siamo sicuri che è il suo angioletto che l'ha guidata.
Siamo i genitori di Serena, diventata figlia della luce il 4.11.2006. Serena aveva 18 anni, può leggere la sua storia in questo sito nella pagina delle mamme.
Non c'è nulla di diabolico nel parlare con i nostri figli che vivono nella Dimensione, se ha visto il programma di venerdì scorso su RAI3 c'erano anche dei sacerdoti che commentavano il dialogo ed il credere che c'è una vita oltre la vita.
NON DEVE AVERE NESSUNA PAURA E NESSUN TIMORE, NON E' VERO CHE POTRA' SENTIRE STRANE PRESENZE. OLTRETUTTO LE VOCI DEL DOTT. SCHEPIS SONO PULITISSIME NEL SENSO CHE SI CAPISCE BENISSIMO COSA DICONO, LA NOSTRA SERENA SI FA SPESSO SENTIRE DA NICOLA.
SIGNORA CARA, DEVE SOLO DIFFIDARE DA CHI LE PROMETTE DI FARLE AVERE CONTATTI CON LA SUA CREATURA CHIEDENDOLE DENARO.
SI RICORDI CARA SIGNORA, SOLO CON AMORE CI SI PUO' DI NUOVO COLLEGARE AI NOSTRI FIGLI.TANTE PERSONE PURTROPPO PER CERCARE UN CONTATTO CON I LORO FIGLI SONO DIVENTATE SCHIAVE DI PERSONE SENZA SCRUPOLI CHE SPILLANO A LORO SOLDI. NO, QUESTO NON DEVE ESISTERE. CI CREDA SIGNORA, NOI IN 19 MESI NON ABBIAMO MAI AVUTO CONTATTI A PAGAMENTO.
LA ABBRACCIAMO CON AFFETTO
Flavia e Pier (i genitori di Serena)

GRAZIE NICOLA, UN ABBRACCIO ANCHE A TE.

 

03.07.08 

Ciao carissimo Nicola

Ti seguo ormai da quasi due anni e devo veramente ringraziarti per tutto quello che riesci a fare per tutti coloro che come me hanno perso una persona cara,ogni qualvolta sono triste e depresso entro nel tuo sito  e scopro che hai sempre parole di conforto  ed amore per tutti. Non so proprio come tu riesca a seguire tutti noi e per così tanto tempo, sei veramente una persona eccezionale.

Ho un dubbio che mi assilla e sicuramente la tua esperienza può essermi d'aiuto;secondo te nell'aldilà si invecchia come nell'aldiquà. Per essere più chiaro ,la voce registrata ora di un bimbo trapassato la registrerai sempre come è ora o diventerà adulta? Hai mai più registrato la voce di mia mamma Giuliana?Se ti capitasse te ne sarei molto grato. Io fatico molto a capirci qualche cosa nelle registrazioni che faccio.

Ti stimo molto,un abbraccio.

Marcello

03.07.08 

Caro Nicola, voglio informarti di una coincidenza. una voce maschile dice: angeli sempre stati.   Io sono in contatto mail con una mamma del nord che ha perso la bambina l'anno scorso. Poco fa mi ha inviato una mail con la seguente frase: TUTTI QUESTI ANGELI CUSTODI CHE PROTEGGONO I NOSTRI BAMBINI SI SONO DIMENTICATI DEI NOSTRI?ecco, parrà strano, ma mi pare di avvisare una risposta a questa domanda nella frase che hai registrato.

Ciao Sonia.

 03.07.08 

Carissimo Nicola, ti darò del tu e vorrei che facessi lo stesso con me.  Ho preso coraggio ed ho ascoltato le registrazioni. non sono voci  che riesco a riconoscere, ma è molto strana la coincidenza del mio nome.

Riguardo al nome Nancy vicino al mio, non saprei che dire. mia  madre si chiama Nicolina, da taluni è chiamata Nunziata, e Nancy è  l'inglese di Nunziata o Annunziata, mi pare. Tra l'altro la voce è maschile e ricordo di avere uno zio giovanissimo (36 anni), fratello di mia madre, persona assai colta e affezionatissima a me, nipote preferita, ed a mia madre, che lo ha cresciuto.
 

Vorrei ringraziare le madri che hanno risposto al mio messaggio sul forum. non so se sia possibile rispondere direttamente sulla pagina del forum, e se si mi  dirai come devo fare. nel frattempo, ringrazio molto le signore che hanno scritto parole di grande conforto e di vicinanza affettiva nei miei confronti.

Tra l'altro questi due messaggi mi sono stati detti  telefonicamente da una mia grandissima amica che, visitando il vostro  sito su mio consiglio, mi ha chiamata alle 15.30 circa per leggermeli,  ed in quel momento io stavo in autostrada verso Messina, ed ero nei pressi di Milazzo. La cosa mi ha fatto sorridere un pò, per la coincidenza. Mi ha fatto piacere aver incontrato il tuo sito.

Grazie di nuovo. Sonia

 

02.07.08 

Risposta al messaggio metafonico del 30 Giugno inserito nel forum il 1 luglio 2008.

Il messaggio  oltre ad essere significativo sul piano delle relazioni tra il soggetto metafonico e gli interlocutori, ha una sua produzione intelligente che condensa molto senso in pochissime parole.   

Risponde sia me ed al mio amico che alla signora,  la madre della bimba di 6 anni.  

Io è il mio amico siamo agnostici, la frase meta -  "che le radici sono cristiane" -  è una prosecuzione di una domanda implicita per un agnostico, io ho una visione dell'esistenza meno legata alla cosmologia biblica ma orientata verso il sapere scientifico. Nondimeno, le radici culturali sono quelle cristiane, la mia struttura mentale come quella del mio amico appartiene ad una società cristiana, noi non possiamo ignorare le nostre origini, pur mantenendoci laici. Il soggetto metafonico in un certo senso ci ammonisce, è come se dicesse:-  potete negare quanto volete Dio, ma non potete ignorare di avere delle radici cristiane che vi appartengono.

La signora mi aveva scritto le seguenti parole:  "Mi verrebbe voglia di pensare che non esiste nessun Dio, perchè non riesco a considerarlo così ingiusto e privo di cuore e di pietà". La frase metafonica: S’incontra Dio le risponde, come dire non preoccuparti Dio s'incontra quando si muore. Tra l'altro lei aveva posto  prima un'altra domanda -  "C'è però una cosa che vorrei chiederle. In base alla sua esperienza, può dirmi se posso avere la certezza che mia figlia può sentirmi qualche volta? può vedermi? può venire a trovarci?" -   attraverso la quale si comprende che la signora vorrebbe la certezza dell'esistenza oltre la vita e di comunicare con la figlia. Il soggetto metafonico risponde per dirle non ti preoccupare qui s'incontra Dio. Mentre io mi sono mantenuto sul vago, l'interlocutore metafonico precisa. E’ una frase pertinente che risponde ad un pensiero altrettanto preciso. Tutto questo non avviene casualmente, certo,  il soggetto dell'enunciazione non afferma, né nega l’esistenza di Dio, ma sul piano logico sembra esserci un interlocutore sempre attento, pronto ad intervenire al momento opportuno, con la risposta giusta. 

C'è da specificare che il  primo file "Sonia"  è formato sia da una voce di bimba che proferisce la frase "io mi diverto" che  da una voce maschile che pronuncia il nome "Sonia" quello della madre.  La bimba che si presenta, chiunque essa sia, sembra rispondere con coerenza, ella presenta, data l'età, uno sviluppo cognitivo  agli inizi del pensiero operatorio concreto, le mancano dal punto di vista psicologico le forme astrattive,  ipotetiche deduttive ( è assente il pensiero operatorio formale) non può che definire la sua felicità con la frase minima: "Io mi diverto".  C'è da aggiungere che il nome Sonia si presenta un'altra volta in una registrazione successiva. Dimenticavo la frase Stati sempre angeli. Ricordate che io ho scritto il 18. 5. 2008 un articolo sugli angeli lo trovate facilmente  nella Home .Quale è stata la mia visione:  - Gli angeli sembrano assumere le connotazioni semantiche degli astri celesti, basti pensare a Lucifero   "il portatore di luce", "il figlio del mattino". Lo troviamo presso i greci con il nome di  Eosforo “Torcia dell’Aurora”  Ho poi  concluso considerando gli angeli come  una derivazione mitologica.  La frase meta sembra contraddirmi: Stati sempre angeli. S'è c'è un contraddittorio vuol dire che esiste un dialogo, quindi un'intelligenza che risponde. 

 

Un caro saluto a tutti da Nicola

 

 01.07.08 

Carissimo dott. Nicola,
intanto la ringrazio per la risposta.
relativamente alle sue ricerche, io sono assai favorevole ai progressi della scienza, ed alle indagini sui fenomeni paranormali, ossia sulle diverse tecniche di studio riguardo alle prove della sopravvivenza
dell'anima. da quando la mia bambina è andata via ho comprato almeno una 30ina di libri sull'aldilà, tra cui quello di gary schwarts in cui vengono fatti esperimenti controllati sulle attività medianiche dei medium.
Devo essere sincera: riguardo alla metafonia non mi sono documentata, proprio perchè, come le dicevo, ne ho un pò paura, un pò  come la mamma di Torino che teme che le sue registrazioni siano opera di entità poco positive. Se vuole, può inserire sul sito il file Sonia, e magari se prenderò coraggio lo ascolterò.
La saluto cordialmente. Sonia

la Signora Sonia, la mamma della bimba di 6 anni mi ha detto che posso inserire il file mtafonico che pronuncia il suo nome.  

Si è ripetuto un'altra volta, proprio ieri con un mio amico ed un'amica abbiamo fatto un contatto per motivi diversi. Mi soffermerò dopo sul senso di queste voci, perché in qualche modo hanno interagito con noi due che siamo agnostici.  Dal contenuto delle voci potrete capire.  

Nei due contatti sentirete il nome Sonia, ma anche altre cose. Commenterò in seguito i due contatti.

La signora Sonia mi aveva detto. "Mi verrebbe voglia di pensare che non esiste nessun Dio, perchè non riesco a considerarlo così ingiusto e privo di cuore e di pietà". Il messaggio sembra risponderle quando dice: S'incontra Dio,  che le radici son cristiane, prosegue: stati sempre Angeli.  risponde anche a me.

Clicca su:

1 Contatto metafonico: Sonia 

2 Contatto metafonico: Angeli

Un caro saluto da Nicola.

01.07.08 

Ciao Nicola,scusa se ti disturbo ma è che voglio dire qualcosa alla mamma che gli è morta la figlia di 6 anni.

Cara Signora,mi chiamo Barbara e volevo dirle che purtroppo quando un nostro caro ci lascia e non possiamo più toccarlo,o sentire la sua voce,sembra scomparsa per sempre. Ma l'affetto tra una madre e una figlia non morirà mai,anzi è più forte di qualsiasi abbraccio,più importante di qualsiasi parola. Ma non ho la presunzione di dire che capisco il suo dolore. Ma vorrei esserle vicino,per offrirle il mio conforto ed il mio affetto.
Barbara.

 

 

30.06.08 

Ciao Nicola,come vedi, leggo sempre il tuo forum. Ora desidero rispondere alla mamma della piccola.
Carissima signora, mamma della piccola di 6 anni, sono una mamma anch'io e per esperienza personale nel contatto con i miei figli (nell'Aldilà) posso dirle di essere certa che sua figlia la sente e che non è un caso che lei sia entrata nel forum di Nicola ma che sua figlia stessa attraverso il pensiero  glielo ha suggerito. Anche ciò che ha registrato Nicola, ci dà la certezza che "loro" i nostri cari sanno tutto di noi. Continui a parlarle cara signora, come quando era a casa, perché è ancora vicina spiritualmente, così l'aiuterà ad ambientarsi al cambiamento della sua nuova vita. Pensi che lì non è sola ma contornata da tanti amici, giovani di Luce. Spero di riuscire a darle un pò di conforto con ciò che le dico. Non pensi di tradire la religione per cercare di avere un contatto. Quando si ha un grande dolore e si cerca con amore vero, Dio permette questo.
Ora la saluto con un affettuoso abbraccio.
Anche a te Nicola, un saluto affettuoso, e grazie,di essere sempre disponibile ad aiutare.
Marisa.

Anche se io ho una visione laica della realtà apprezzo il tuo affetto e il tuo sostegno. Riporto una parte del messaggio metafonico, evito dove si pronuncia il nome della mamma, essendo la signora di un paese della Sicilia evito il nome per l'anonimato. Tu dici che sono felici, io registro una frase metafonica da una voce di bimba che dice "io mi diverto".

 Un caro saluto da Nicola

29.06.08 

Sfoglio le pagine di questa vita, di un orizzonte che sembra circoscrivere la speranza, ma allo stesso tempo apre l'ipotesi dell'altrove. Riporto un frammento di Nelson Mandela mi piace molto, l'avevo in passato inserito sulle pagine del forum. Io cerco nell'ombra ciò che la luce nasconde. Spesso il senso di onnipotenza pervade l'uomo, che vuole apparire ed essere sempre il migliore, la televisione produce una falsa luce, è ingannevole, illusoria. Noi ricerchiamo piccole  verità con umiltà, questo ci contrappone dalla cultura mediatica.

 "La nostra paura più profonda/non è di essere inadeguati./La nostra paura più profonda,/è di essere potenti oltre ogni limite./E' la nostra luce, non la nostra ombra,/a spaventarci di più". Nelson Mandela

 Mentre dedico a voi le sagge  parole di Mahtma Gandhi, sono perle preziose, che non risuonano più, non hanno più eco in una società mediatica come la nostra.   

 "Prendi un sorriso, /regalalo a chi non l'ha mai avuto./Prendi un raggio di sole, /fallo volare là dove regna la notte/.Scopri una sorgente, /fa bagnare chi vive nel fango./ Prendi una lacrima,/ posala sul volto di chi non ha pianto. / Prendi il coraggio, / mettilo nell'animo di chi non sa lottare. / Scopri la vita, / raccontala a chi non sa capirla. /Prendi la speranza, /e vivi nella sua luce / Prendi la bontà, /e donala a chi non sa donare. / Scopri l'amore, /e fallo conoscere al mondo".

Mahtma Gandhi

Provo un brevissimo contatto metafonico rivolto a Mahtma Gandhi è interessante che la parola amico si ripeta due volte su stazioni straniere diverse e in tempi ristrettissimi. Inoltre la voce cita Milazzo che è il mio paese.  

Voce metafonica:  Grande amico. Milazzo ho un amico

 

28.06.08 

Continuano le relazioni significative legate al contatto metafonico di questa mattina registrato prima delle  ore 9.00.

Ricevo  la seguente  e mail alle 15 e 10 di oggi.

Carissimo Dott. Nicola,
vagando alla ricerca di una magra consolazione per la scomparsa della mia unica ragione di vita, mia figlia S. di soli 6 anni, ho trovato su internet il suo sito. Ho visto che si occupa di metafonia. Vede, io sono un pò restia all'uso di tali tecniche,  anche perchè sono cattolica, ma soprattutto perchè ne ho un pò paura. C'è però una cosa che vorrei chiederle. In base alla sua esperienza, può dirmi se posso avere la certezza che mia figlia può sentirmi qualche volta? può vedermi? può venire a trovarci? mi perdoni se le mie domande possono sembrarle stupide, ma anche se il mio grandissimo dolore non potrà mai avere alcun sollievo, le confesso che sarei un pò serena per il fatto che mia figlia potesse sentirmi tutte le volte che le dico quanto la amo e quanto mi manca.  Gradirei sapere se i miei messaggi possono davvero arrivarle. mi perdoni per averle rubato del tempo prezioso. La saluto e attendo risposte.
 

Le domande - Può vedermi? può venire a trovarci? - ci impongono una visione diversa della realtà: la multidimensionalità, il principio della non località.  Tali domande devono essere riformulate diversamente alla luce dei nuovi modelli concettuali è l'unico strumento che abbiamo.

Parte del  contatto metafonico  di questa mattina dice: "Porta in sorriso   un po' di mamme la parola"

C'è anche in questo caso una relazione di contiguità temporale, come se la voce conoscesse il pensiero  della signora.  Ricevo la sua e - mail  alle 15.10 mentre il contatto metafonico l'ho registrato con il pc sulle onde corte e su stazioni straniere prima delle ore 9.00 di questa mattina.  Riferendomi alla signora dico: Io non ho il suo timore perchè non sono cattolico, ma sono molto vicino al pensiero di Cristo sul piano morale ed etico.  Credo che abbiamo il diritto di ricercare, come fece un tempo Galileo, quando scoprì che era la terra a girare intorno al sole, per questo rischiò di essere bruciato al rogo e dovette rinnegare tutto. Le verità della Bibbia non dovevano essere messe in discussione. Oggi abbiamo compreso che la Bibbia va letta in una chiave simbolica.

 Però nutro anch'io un profondo timore che mi fa molto male nell'animo,  pensare che la morte possa essere un salto nel buio dell'inesistenza. Per questo motivo accosto con una pazienza certosina tutte le relazioni di senso per differenziare  la metafonia significativa dalla coincidenza fonica. Un giorno a Bologna un tizio mi disse che si trattava di pura fonia e di null'altro,  si chiudeva nella sua pretestuosa verità, non si confrontava con me, era uno scettico incallito.  Io sono diverso, sono umile, mi confronto, non posseggo alcuna verità. Io voglio per me e per tutti voi capire, comprendere se le voci esistono davvero. L'unica possibilità è quella di verificare se rispondono alle interazioni significative o si manifestano seguendo una casualità coincidente. Sono molto prudente ed evito di dare delle risposte, tuttavia, come può notare molti contatti metafonici da me ricevuti sembrano promettenti. 

 Vi invito a leggere ed ascoltare il contatto metafonico di questa mattina è molto interessante.

Le sono vicino, un caro saluto da Nicola.



 

 

28.06.08 

Contatto metafonico di questa mattina: 

Vorrei in qualche modo analizzarlo cogliendo le varie relazioni significative. Ieri sono stato a Capo D'orlando, un paese di mare vicino a Tortorici,  presso  una associazione culturale, lì ho presentato La fanciulla di Tortorici, tratteggiando le parti più salienti della sua triste vicenda umana e le foto di mia zia Concettina  inserite in un contesto storico sociologico del paese di Tortorici.  

Chi ha letto le due storie può capire quanto io ne sia  profondamente legato, sono molto interessanti, nonché i  contatti metafonici con le due  presunte coscienze metafisiche.  

Ritorno al messaggio meta di questa mattina. La prima frase minima  dice : "Insieme per sempre".  C'è una contiguità temporale tra la proiezione di ieri e la risposta di oggi, è una contiguità di tipo significativo.

La seconda si riferisce alle mamme del forum: "Porta in sorriso ( La parola sorriso viene pronunciata in maniera scorretta: serriso)  un po' di mamme la parola." E' una frase molto densa di senso.  Porta nel sorriso la parola alle mamme vuol elargire il sorriso della parola alle mamme che sono avvilite dal dolore. Ma a quale parola si riferisce il soggetto metafonico? 

Se analizziamo la creazione secondo la genesi  considerando una delle  frasi più significative  - "Nel principio Dio creò i cieli e la terra"  - possiamo capire  che l'inizio di ogni cosa  è già presente nell'idea,  questa concezione trova una coerenza filosofica con il pensiero Platonico. Riprendo la famosa frase biblica: " Nel principio era la parola" . La parola è un contenitore di una idea che rappresenta la realtà. L'inizio è nell'idea l'essenza delle cose che sono vive nella coscienza divina. E' l'idea che determina il tempo e lo spazio. Ricordate quanto vi ho  detto in precedenza  a proposito della parola nella poesia ermetica, l'ho detto per comprendere il senso dei messaggi metafonici che sono frammentari e simbolici.

La parola meta pronunciata nel contesto di questo messaggio - "Porta in sorriso   un po' di mamme la parola"  -  ha un valore metaforico,  indica il significato della  vita. La voce metafonica che è una parola fonicamente espressa, significa vita. In seguito,  udite dire:   "Per gioia"  . Se le parole che si ascoltano sono vita, non possono che offrire gioia e speranza.  

Il messaggio successivamente ci riporta ad elementi ben circoscritti. Ieri sempre a Capo D'Orlando nella associazione ho proiettato Storie di Borgata. In questo clip si evidenzia il volto meraviglioso di mia zia Concettina, (troverete spesso nel sito la voce della mia amata zia morta giovanissima a 27 anni). La voce dice : "So Concettina". Poi: - " A Nicola le fiamme". Non solo si definisce lei, ma nomina me. Le fiamme hanno un significato simbolico, Il fuoco è la vita, la passione, le fiamme mi ricordano la mia adolescenza molto passionale vissuta prevalentemente nel sogno.  Ma la fiamma è qualcosa che continua ad ardere, come le fiaccole, come le lucine sulle tombe, i ceri  sacri ed altro. Poi dice: "Sono stata figlia". Lei non è stata mai madre,  ma è stata anche lei una figlia che è volata in età precoce lasciando un vuoto incolmabile in una famiglia che aveva già perso una bimba di sei anni e dopo una donnina di 19 anni che stava per diplomarsi: le due sue amate sorelle.   Dice anche la presunta  voce di zia concettina: sto benone Nipote. conferma ulteriormente la sua presenza.

Ora le interazioni con la mia coscienza si fanno sempre più circoscritte: - "Vo capiri (vuoi capire) Cerchi Linda"

Ho raccontato nel sito che da bambino giocavo con una bimba della mia età  che si chiamava Linda, era l'unica coetanea che avevo.  Il resto delle giornate le trascorrevo da solo; dove abitavamo non c'erano bimbi, parlo della mia  infanzia. Ma la famiglia di Linda si trasferì ed io restai solo, lei mi mancò tanto. Vorrei tanto ritrovarla, ma so che è  quasi impossibile. Ci ho provato diverse volte ma non ci sono riuscito. Le voci leggono dentro il cuore, sono delle interazioni così profonde che mi commuovono. La frase minima accosta insieme due significati: Il primo il senso della mia ricerca: -  "Vuoi capire" -  l'altro: - " ...Cerchi Linda".  

Dopo si presenta una frase minima molto interessante: "Entro ti penso". Vuol significare che il soggetto metafonico  dice che mi pensa dentro l'animo, che porta dentro di se  il pensarmi. Quanto è grande questo concetto…  Il vero messaggio dell'amore è portare dentro di noi l'altro, però, non lo possiamo trasportare nella sua fisicità, ma solo attraverso il pensiero introiettato. Io ti amo ogni qualvolta porto il pensiero che ho per te dentro di me. C'è tutto in questa frase. Capite come la "parola" mitologica, quella viva, ora si compie in un rapporto d'amore spirituale.  Adesso la presunta voce della Zia Concettina mi nomina per nome dicendo che sta bene e  mi chiama nipote.  Quante relazioni significative che non possono essere determinate dalla pura casualità coincidente. Dopo ascolterete una frase con  un grande concetto: "La tua anima è la zia suona insieme a me". La frase può sembrare scorretta con il verbo alla terza persona singolare: "La tua anima (è la zia) suona insieme a me".   Dobbiamo escludere dalla relazione sintattica "E'  la zia" è un modo di firmarsi.  E' la zia Concettina il soggetto dell'enunciato.   Suona si riferisce alla tua anima. Così il senso dell'amore si compie. L'amore è una corrispondenza di amorosi sensi; si può concludere che il messaggio meta è formato da frammenti tematici legati, che sviluppano un percorso che alla fine raggiunge l'apoteosi, proprio quando le coscienze  s'incontrano al di là del tempo e dello spazio.    Il contatto si conclude con un ringraziamento a Maria. Se leggete ed ascoltate i contatti troverete questo nome.  Come vedete il nome Maria ritorna spesso nei miei contatti. Si presenta due volte il mio nome Nicola.

Io rimango sempre un agnostico mi limito  soltanto a ciò che osservo.

 Contatto metafonico: Voci 28 Giugno

Se cliccate sul collegamento ipertestuale potrete leggere della zia Concettina.

Concettina Elena Mancari

26.06.08 

Se leggi, invece, la seguente pagina troverai sia gli   aggiornamenti più recenti, che le ultime voci metafoniche.

Nicola risponde ai messaggi  inseriti nel forum del 26 Giugno.  

Cari amici, io vi  ringrazio per la vostra dedizione alla nostra ricerca, nonché per il rispetto che avete per la mia persona, un rispetto che è ricambiato con affetto. Vorrei dire molto alle persone che soffrono per una perdita tragica, le parole non riescono a coprire tale  mancanza, credetemi, tante volte vi penso anche quando sono fuori da casa e parlo agli  altri  di voi.  Mi chiedo tanti perché, mi accorgo quanto sia fragile questa vita.  Vorrei che le rose fossero vive e profumate dentro l'anima, talvolta guardo tra la spiaggia e l'orizzonte e vedo una fetta di mare, ma non è niente rispetto al mare, avvolte guardo le nuvole che si sgomitolano e si ricompongono e svaniscono come tutte le cose, ma poi tornano e sono sempre diverse e vive nella loro costante mutevolezza. Allora penso al tempo, a come cambia ogni cosa, come  noi ci trasformiamo, siamo noi, siamo altro da noi, siamo …  

Noi consumiamo i giorni, mangiamo le ore, abitiamo un sistema socio politico folle  con ritmi serrati, che rincorre una ricchezza fasulla, una concorrenza globalizzata, mentre i media costantemente insozzano la mente di immagini senza senso ed inaridiscono la gente. Esorto un po' tutti a ripensare la vita, a ritrovare nuovi spazi di comunicazione, ad essere innovativi, a riscoprirsi giorno dopo giorno, ad ascoltare il canto degli uccelli, a visionare le loro traiettorie meravigliose, che sono forme temporali come la musica, come le nuvole.  La metafonia ci parla delle cose infinite attraverso frammenti e parole, piccole bolle di universo appena pronunciate, se la fonia fosse mancante della parte meta, sarebbe proprio niente. E' quella sua parte trascendente che la veste di bianco e la illumina come una musa ispiratrice, come il canto di un poeta. 

Vi dedico una mia poesia di anni fa scritta per mia zia Concettina Elena.   

Cliccate su: Poesie audio

Una volta entrati nella pagina cliccate su Elena.

 

Con affetto e stima da Nicola.     

 26.06.08 

Carissimo Nicola, ti ricordo che ti seguo sempre e che ti ammiro per la tua innata profondità d'animo, trasmetti a noi tutti concetti affascinanti che fanno parte di questo grande mistero chiamato "VITA". Quando avrai qualche messaggio chissà, fammi sapere. Un saluto a Santina che abita nella mia stessa città, un saluto caloroso a tutti, e per te Nicola, ricordati che anche se non ci conosciamo, ti sento un grande amico. Un saluto affettuoso alida.

 

26.06.08 

Caro Nicola, sono Anna la mamma di Francesco. Oggi è proprio una giornata no. Mi va tutto storto. Sarà perché sono 2 mesi che il mio Francesco mi ha lasciato? Volevo programmare un viaggio con alcune amiche che mi volevano distogliere dai miei pensieri ma gira al contrario. Mio figlio non è contento, il volo è triplicato... Aspettiamo domani, speriamo sia migliore e speriamo che Lui da lassù mi aiuti e si faccia sentire in qualche modo. Grazie per avermi ascoltato, ne avevo bisogno.

Saluti Anna

 

 

 26.06.08 

 Caro Nicola se me lo permetti vorrei ringraziare Flavia e Pier perché sono delle persone dolcissime ed hanno un grande cuore e la vostra Serena non poteva che essere come voi. Ho visto l'Album di foto di Serena che la sua amica le ha dedicato ed è bellissima ha un sorriso che ti conquista nell'animo ed è bella come un Angelo. Come dite sempre voi lei vi resterà sempre accanto!.
Ammiro la vostra forza e l'amore che avete anche per il prossimo.
Anche se non vi conosco,"VI VOGLIO BENE" e accenderò una candela per la vostra Serena e per tutti i nostri cari che si trovano nell'altra dimensione perché illuminino sempre il nostro cammino e che ci diano la forza di andare avanti.
Mando a Nicola e a voi Flavia e Pier tanti baci e abbracci,con affetto Barbara.


26.06.08 

Ciao Nicola, ti prego, se puoi, di inserire questo messaggio, nella " Pagina delle mamme." è stato ricevuto da una mamma, Agnese. Suo figlio Frangi, così descrive quando sarà giunto il momento che si ritroveranno. Penso che ogni mamma può far suo questo messaggio.
Copiato dal libro," Frangi e i ragazzi della luce " pag. 155.   
 

Per leggere andate nella pagina delle mamme.

Con affetto da Nicola                                              
                                         
 

 

 

24.06.08 

Siete tanto cari e gentili,

con stima da Nicola

 

 24.06.08 

Carissimo Nicola, desideriamo ringraziare di vero cuore Barbara per la poesia che ha scritto per le mamme.
Cara Barbara, non servono lauree/diplomi, quando è il cuore a parlare, l'amore e l'affetto veri non si ottengono con attestati.
Abbiamo fatto nostra la Tua poesia e nel nostro cuore l'abbiamo dedicata a Mamma Marisa (mamma di Flavia) che il 25 Giugno saranno 8 mesi che si è ricongiunta con il papà di Flavia, con Serena e con tutti i suoi cari che l'hanno preceduta nella dimensione.
BARBARA UN GRANDISSIMO ABBRACCIO A TE.
Un ringraziamento speciale al nostro poeta del cuore, il nostro caro dott. Schepis.
Baci grandi
Flavia e Pier (i genitori di Serena)

 

24.06.08 

Voglio ringraziare te Nicola e le Signore Marisa e Claudia per le belle parole che mi avete scritto. Lo dico con sincerità, provo molto affetto per tutte voi mamme come se foste mia madre. Ho 33 anni ed ho un figlio di 13 anni e dato che sono prima una figlia e poi una madre, vi tengo tutte nel mio cuore. Con affetto Barbara.

Ringrazio di nuovo te Nicola per il tuo Forum, perché doni tanta Speranza e Pace.
Con stima Barbara.

 

23.06.08 

Un sentito grazie di cuore a Barbara, per il pensiero che ha avuto di dedicare una poesia a noi mamme.
Grazie Nicola, tu l'hai già ringraziata per noi.
Un affettuoso saluto.
                  Marisa.

 

22.06.08 

Ciao Nicola....

innanzi tutto... secondo me è bellissimo e significativo il richiamo a tua mamma "Ancilina".... credo che si possa dire che in tal modo riferisce il contatto certamente ("anche" se non "solo") a te.... e a lei.

Inoltre vorrei ringraziare Barbara per le care parole sulle mamme.....

Barbara... per essere poeti egregi forse Iddio dona un particolare talento.... ma per scrivere parole che consolano, aiutano, donano amore... non ci vogliono studi particolari... ci vuole "solo" un cuore che si predispone ad amare....

e tu hai un cuore grande....

Grazie...

Un bacio a tutti voi

Claudia

 

Sono d’accordo con te,  Claudia, è davvero bellissimo sentire il nome di mia mamma. Proprio in questi giorni ho ritrovato una stupenda foto di mamma e papà insieme a  me.  Quando penso a loro provo una nostalgia profonda,  naturalmente mi mancano tanto e tu puoi capirmi perché il tuo dolore è molto più grande del mio. Spesso le catene della memoria si confondono ed io mi dico quanto oblio si è interposto nella mia storia.

E’ molto dolce e delicata Barbara, ha un grande dono, l’amore che nutre per le cose animate ed inanimate.

Con stima ed affetto da Nicola

 

22.06.08 

Provo un contatto metafonico, questa volta non pongo delle domande, ricevo parole e frasi minime che potrebbero avere un senso.  In questo forum ho formulato una ipotesi attraverso la poesia ermetica, accostando la metafonia a quest'ultima.  Troverete questo accostamento più giù nella pagina esattamente nelle  date  7.06.08 e   8.06.08. Le frasi minime possono presentarsi molto dense nel significato, anche se soggette ad interpretazioni, quando si presentano figurative.  Nella metafonia spesso ci troviamo a considerare due aspetti : uno soggettivo, l'altro oggettivo. Quando consideriamo il primo,  possiamo soffermarci sulle interpretazioni, sulla comunicazione tra l'aldilà e l'aldiquà. Quando consideriamo il secondo, allora siamo costretti a considerare le voci come delle anomalie inspiegabili,  a trovare tutte le possibili correlazioni significative e limitarci  soltanto agli osservabili.  Io tratto entrambi i due aspetti, per evitare delle confusioni è necessario che li  separi. Comunque, credo che sia doveroso considerare  entrambi i due aspetti. Nel nostro cervello esistono due emisferi, uno  dedicato alla razionalità, l'altro alla dimensione artistica e poetica. Nella nostra cultura di tipo aziendale produttivistica prevale l'emisfero razionale , si considera il secondo irrilevante. Io credo che sia un male questa limitazione sociale politica della vita psicologica,  i due emisferi sono entrambi importanti. Certamente, non possiamo , però, accettare tutto come verità. Ecco l'importanza dell'interazione tra il personale soggettivo e l'oggettivo della scienza.  Allora, dopo quanto ho detto, prima di farvi ascoltare il messaggio metafonico vi riporto alle sue parole:  Credi. Torna a me.  Ti ha Maria tanto solo. Ti aiuto preziosissima. Lo vedo che la senti.  Ancilina.  

Isoliamo per prima cosa la parola "Credi".  Se la consideriamo solo all'interno dell'enunciato questa parola ha un suo significato diretto a me, perché io non credo, ma osservo, controllo e dopo mi pronuncio,  anche perché nel mio lavoro sono abituato ad usare protocolli scientifici rigorosi. Se, però, considero la parola "Credi" in funzione di altre comunicazione metafoniche che mi esortano alla fede, al credere e ritornano molte volte, questa parola incrementa la sua intensità evocativa e significativa. Nel mio sito troverete queste relazioni strutturali. La parola credere produce sia un impatto oggettivo che soggettivo, è la chiave semantica delle religioni; mi piacerebbe soffermarmi, ma ci vorrebbe tanto tempo. Proseguiamo il corso del messaggio. La frase minima: "Torna a me" acquista un significato più preciso se correlato alle frasi successive:  "Ti ha Maria tanto solo. Un aiuto preziosissima. Lo vedo che la senti". 

Chi è Maria da un punto di vista oggettivo? Limitandomi agli osservabili posso solo dire che è un nome che si è presentato  metafonicamente diverse volte  ( anche se ho una zia Maria estinta,una zia lontana, cioè la zia di mia Madre,  ma credo che non c'entri con questa Maria ) e in momenti molto precisi della mia vita e cioè quando mi sento solo.  Non è un caso che il significato relativo alla parola solo si presenti nel messaggio e proprio nei mementi in cui mi sento più solo. Vi riporto alcuni frammenti di ciò che  ho scritto in passato:  

Uno sguardo confuso d'azzurro  si apre al rimpianto

e alla gioia,  come la notte e il giorno

o l'infinito delle cose perdute,  come un'isola.
Respiro la foce dell'infinito tra le onde del mare ed il silenzio

Gocce di sole piegate dall'azzurro

Volevo dirti molte cose,
ma tu non mi hai permesso di parlarti,
abbiamo rubato i sogni al vento,
ma il vento se li è mangiati.

 

Abbiamo soffiato i sogni nel sole

come un palloncino che scoppia,
ma il sole li ha bruciati.
Ci siamo innamorati delle parole
e le parole si sono posate all'orizzonte
bucando il canto del mare.

Come potete notare emerge la mia solitudine, credetemi ne sono fiero di questi  miei silenzi, e nondimeno, quando sono circondato da tanta gente futile io avverto sempre più la mia solitaria permanenza terrestre.  

 

Quando penso ad un mondo così fatiscente io mi riparo nella profonda solitudine, li trovo la mia quiete. Una società mediatica come la nostra offre pochi spazi ad una comunicazione autentica e ciascuno di noi come dice Quasimodo:  - "Ognuno sta solo sul cuor della terra/ trafitto da un raggio di sole:/ ed è subito sera" -  si ritrova con se stesso.  Molti vogliono apparire, gonfiano le vele del proprio io alla ricerca della notorietà. Io, al contrario, preferisco vivere agli antipodi di questo mondo, come questo sito, che mantiene la sua solitudine distaccandosi dalle bolge di internet, non ho niente da dimostrare al mondo, ma solo voglio comunicare con persone come voi con le quali ho uno scambio più vero.  Non ho niente di eccezionale da comunicare, i miei  messaggi metafonici non  sono straordinari, sono solo messaggi  comuni, niente di più e ciascuno in essi può ritrovare pezzi di verità soggettive.  Riprendo l'analisi del messaggio. Prendiamo in esame la frase: -  "Ti ha Maria" -  in che senso può avermi? Questa frase sembra mettere  in gioco il concetto di appartenenza, ma lei chi è ? E' una domanda soggettiva che mi pongo. Se lei mette in gioco l'appartenenza  definisce una relazione profonda tra me e lei. Allora, lei deve essere importante per me, se le parole non sono bolle di sapone, come quelle televisive o politiche, devono avere un senso.  Lei parla di un aiuto preziosissimo, quindi definisce molto importante la sua presenza. Dal linguaggio emerge che non è una Maria comune, ma non ho elementi per andare oltre, posso solo limitarmi agli osservabili. Maria si presenta in terza persona, non è lei che parla, il soggetto dell'enunciazione è un altro, non sappiamo chi, in quanto non è specificato. Però, quando pronuncia la frase: - "Ti aiuto preziosissima" - lo comunica in prima persona.  Analizziamo  la frase successiva: "Lo vedo che la senti".  L'interlocutore metafonico  vede, ha la certezza che io senta la presenza di questa Maria, tuttavia io non conosco Maria, ma abbiamo supposto che deve essere un personaggio significativo. Alla fine del messaggio l'interlocutore sconosciuto pronuncia il nome di mia madre in siciliano tortoriciano.    Ancilina.  

Contatto metafonico del 21 Giugno: Credi. Torna a me.  Ti ha Maria tanto solo. Ti aiuto preziosissima. Lo vedo che la senti.  Ancilina.  
 

 

22.06.08  

Gentile Dott. Schepis, sono una ragazza della provincia di Lecce, le scrivo per farle i miei infiniti complimenti per il suo sito che ho letteralmente divorato in tutti i suoi dettagli. Sono sempre stata profondamente interessata alla possibilità che i nostri cari, una volta dipartiti, continuassero comunque a essere presenti accanto a noi sforzandosi di farcelo sapere, solo che noi siamo ciechi e sordi e non ce ne accorgiamo. Questa mia convinzione si è maggiormente rafforzata nel 1998 quando, a seguito di un incidente, ho perso il mio migliore amico. Era il primo lutto che mi colpiva così da vicino e mi ha devastata. Non riuscivo davvero ad accettarlo. Mi rivolgevo continuamente a lui chiedendogli che mi desse un segno che, comunque, era ancora al mio fianco. E lui me ne dava continuamente. Ma per me era solo suggestione. Per anni ho pianto ogni giorno la sua mancanza finché, un giorno, ho capito che facevo male non solo a me, ma anche a lui che non vedeva le persone che amava(gli amici, la famiglia) vivere serene. Ho iniziato a convincermi che quelle che credevo suggestioni era in realtà il modo che aveva per farmi capire che non mi aveva lasciata se non solo materialmente. Da allora mi sono successe altre cose che in realtà mi hanno sempre spaventata. conoscevo già da anni la metafonia ma non mi ci sono mai cimentata per paura. Lo so che non c'è nulla da temere, ma che ci posso fare...

Nella famiglia di mia madre,per esempio, hanno sempre creduto ai cari estinti che appaiono in sogno, o in qualsiasi altro modo, per dare delle comunicazioni o, semplicemente, per mantenere un contatto con noi. Mi sembra di aver capito che questa "cultura" (possiamo chiamarla così?) in Sicilia sia molto radicata. Mia mamma è palermitana e mi raccontava della notte dell'1 novembre quando i morti venivano a portare dono se eri stato un bravo bimbo o a grattugiare i  piedini se eri stato monello. E' una credenza che appartiene solo ai siciliani, credo. Non mi sembra di averne sentito parlare da nessun altro. Mi sono forse dilungata troppo, caro dottor Schepis. Nel rinnovarle i miei più cari e sinceri complimenti la saluto, nella speranza di poter continuare a comunicare con le. Irene

Grazie di cuore, grazie di seguire il sito e i miei pensieri.  Se legge quanto ho scritto troverà una risposta alle sue domande.  Io credo nei sogni, purtroppo in passato ho  sognato qualcosa di terribile che si è verificato secondo le sequenze precise del sogno.  

Grazie con affetto da Nicola

22.06.08 

Ciao Nicola,queste parole le dedico a tutte le mamme,specialmente a quelle del tuo forum.
      

                      LA MAMMA

Le mamme sono come un fiore,
cariche di amore,
nel cuore della mamma è racchiusa una dolcezza che sembra miele.
Nei campi ci sono milioni di fiori.
Nel cielo milioni di uccelli.
Ma di mamma ce ne è una sola,che lascia la sua impronta su tutto ciò che tocca.
Le mamme sanno capire.
Le mamme calmano i tormenti.
Grazie a tutte le mamme che sono quel che sono.
                       Grazie.


 

PS:Spero che vi piaccia,io ho solo la Licenza Media e non sono brava a scrivere. Mando un forte abbraccio alle mamme coraggio che sono nel tuo Forum.
Mando un forte abbraccio anche a te Nicola,con stima Barbara.

Un grazie, credo che posso dirlo da parte di tutti, con affetto da Nicola

 

20.06.08 

Ciao Nicola,

ho letto cio' che ti ha scritto Flavia....
sono certa che ha ragione... se ripenso a come Pat mi ha trovata su Angeli Blu... vedendo Isa... non conoscendo me... e mi ha portata da te...A come mi ero appena iscritta ad Ad Angeli Blu leggendo di Marisa... e Marisa poi l'ho trovata da te... e tanto mi ha aiutata..

A come Isa a te ha risposto... sempre

A come Antonella che era da te mi ha aiutata...

A quanto in fretta abbiamo fatto io  e Flavia e Pier ad incontrarci e Serena a contattarti....

A come Isa e Serena ci hanno portato in luoghi diversi ma che sempre riportavano a te...

E' vero Nicola... in un certo modo tu sei "lo snodo fondamentale" per noi mamme.... nel senso che attraverso te noi ed i nostri figli passiamo per iniziare a comprendere con consapevolezza che, davvero, nulla è finito, tutto meravigliosamente continua, ed inizia con i nostri figli di la' un bellissimo cammino d'amore....

Un bacio Nicola e ... grazie... a te e a tutte queste belle persone incontrate (non per caso) sul tuo forum.

Con affetto

Claudia

Cara Claudia, grazie di ciò che scrivi,  sono io che ringrazio voi per avermi  dato molto, mi avete fatto capire molte cose sulla vita, sull'importanza degli affetti, sulla virtù dell'amicizia, sul concetto stesso d'amore, una parola oggi abusata, ma se riportata alle sue radici ci fa comprendere il valore della reciprocità, dell'offerta, del dono. Oggi c'è tanto bisogno di amore in una società che ha perso i suoi valori, i suoi significati. Quando i ricordi ci travolgono noi possiamo trovare il senso di ciò che abbiamo perso attraverso una "corrispondenza  d'amorosi sensi" anzi voglio usare le parole sacre del  Foscolo:

“…Celeste è questa
corrispondenza d'amorosi sensi,
celeste dote è negli umani; e spesso
per lei si vive con l'amico estinto
e l'estinto con noi…”

Al di la di tutte le beghe razionali che hanno la loro fondatezza e ragionevolezza,  esiste un mondo dimenticato, un "paradiso perduto,"  un sito del pensiero puro, forse Platone è stato il primo maestro che ci ha guidati verso questo luogo. Dante immagina il nostro pianeta come una sfera immobile al centro dell'universo con i due emisferi Boreale ed Australe, l'uno abitato, l'altro quasi indefinito,  senza terra solo formato da distese d'acque dove s'erge soltanto la montagna del purgatorio.  Così quando nel canto XXVI, 116-120 dell' Inferno Dante  descrive Ulisse che sfida le colonne  d'Ercole spingendosi verso quell'oltre, il mondo senza gente, racconta cose di una bellezza inaudita. 

“Non vogliate negar l’esperienza
di retro al sol, del mondo sanza gente.
Considerate la vostra semenza
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza"

 

  Come puoi constatare c’è sempre un oltre, è proprio questo aldilà che da significato alla nostra vita, c’è un aldilà nella comunicazione,  quell’oltre che si mette in gioco tra le nostre parole,  i sogni, le speranze, i saluti, i ricordi.

Con affetto e stima da Nicola.

 

 

 

19.06.08 

Carissimo Nicola,
che Tu lo voglia o no, sei il mediatore tra noi e la Dimensione.
Il tuo sito è il primo luogo dove i nostri ragazzi di luce ci fanno approdare.
Siamo convinti che i  nostri cari che vivono nella Dimensione abbiano scelto Te per primo, perchè, pur Tu essendo agnostico, riesci a donare tanta fiducia e serenità a tutti noi che iniziamo questo nostro triste cammino.
Di questo noi Ti ringraziamo.
Continua sempre così.
Un grandissimo abbraccio
Flavia e Pier (i genitori di Serena)

Cari amici, io avverto  un significato quasi sacro d'amore, tutto questo mi appartiene insieme alla semplicità che mi contraddistingue, spero di non peccare di presunzione.  Al di là di ciò che  penso con l'emisfero della logica, c'è qualcosa di molto più importante: il senso dell'amore, della profonda unità che  unisce noi  tutti. Io tento nei limiti del mio tempo di comprendere, ma soprattutto, di condividere con affetto ciò che faccio. Mi pongo domande, che  rendono visibili  i miei limiti umani, e procedo con umiltà, non ho l'ardire di aver compreso qualcosa che supera la nostra comprensione, tento, pero, solo di rendere significativo e logico ciò che faccio.

Con stima ed affetto da Nicola

 

 19.06.08 

 Caro Nicola, ho ascoltato più volte il contatto metafonico del 14 giugno. Purtroppo la voce maschile non è quella di mio figlio, almeno non mi sembra perchè aveva una voce più infantile.

Speriamo che in qualche modo il mio Francesco si metta in contatto con qualcuno di voi che prova contatti metafonici. Io ho tentato  con il programma ma non ci ho capito molto. Ma senza radio è possibile?

Oggi è il compleanno di mio marito....Spero che dall'ALTRA STANZA FRANCESCO GLI SIA VICINO.

Saluti a tutti e grazie ancora

Anna

 Probabilmente non si tratta di suo figlio,  credo che quel messaggio  presenti una relazione significativa diversa. E' pur sempre un'ipotesi.  Per quanto riguarda la voce,  non possiamo ricevere la voce della  persona in vita, se la riceviamo è una clonazione, una imitazione. Se esiste l'aldilà, le entità non posseggono un corpo, non hanno più le corde vocali, ma si avvalgono delle frequenze  radio ed altro. Come questo avvenga è un mistero, anzi un profondo mistero che  mina i principi fondamentali della fisica, ma al tempo stesso apre nuovi orizzonti. Tuttavia, ci sono molte cose che non riusciamo a spiegarle.

Con stima ed affetto da Nicola

 

 

15.06.08 

Risponde la mamma di Isa

Ho sentito i contatti.... sono molto chiari direi... eh... Isa... è il mio prezzemolino!
Che tu ci creda o no ... mi sta dando un sacco di soddisfazioni quell'angelo! Per come "lavora" per quei bimbi moldavi... e non solo !

Un abbraccio grande e... grazie!

con affetto.

Ti ringrazio e ricambio con affetto e stima, Nicola.

 

15.06.08 

 

Ciao Nicola leggo sempre con tenerezza ciò che scrivi, purtroppo non riesco ancora a stare su, dopo quest'altra perdita, ho momenti che sto giu,  poi continuo a camminare. E' sempre un piacere leggerti, un saluto a tutti, con affetto,SANTINA.

Grazie,  con affetto e stima da Nicola.

 

 

14.06.08 

Provo un contatto metafonico, sempre sintonizzandomi sulle onde corte su stazioni straniere, la scelta delle stazioni è puramente casuale come faccio sempre. Voglio capire se da una condizione casuale si possa generare un senso compiuto. E' qualcosa che ho fatto in passato, ma che voglio continuare a svolgere. La ricerca si basa su di un  protocollo di ripetibilità fenomenologica. 

Prima domanda posta alle voci. E' possibile realizzare un contatto metafonico  prolungato di senso più compiuto risposta meta: Difficile.    Questa risposta sembra essere coerente  poiché le voci si presentano frammentarie. Anche se la parola difficile si sente come (Mafficile)  resta uguale la parte più consistente ( (fficile).  La voce prosegue dicendo : "Molto tuo fate"   Sembra sintetizzare due concetti: il primo frammento "molto tuo"  è riferito a me, cioè a quanto ho realizzato fino adesso, l'altro frammento riferito a tutti sembra voler dire andate avanti.  Provo dopo a chiedere alle voci di presentarsi: Risposta: "Ho da fare da Fatima". Adesso devo  una premessa necessaria; questa mattina ho ricevuto una e mail dalla mamma di Isa, non riporto il contenuto perché è personale.  Si presenta una voce femminile che dice ad Isa dire che son viva ad Isa.

Poi una voce  dice: "Pare che mia figlia ti ha sorriso".    Una voce maschile poi dice: "m'aiuti", una voce femminile contigua risponde: " Era il figlio". Ultimamente c'è stata una domanda di una mamma- Anna -  verso suo figlio, ma la risposta è troppo generica per poter sostenere qualcosa di più preciso. Alla fine si presenta una voce maschile in accento siciliano, come sapete io sono siciliano, che dice: "E' tuo padre".  Ieri è stato l'onomastico di mio padre.  Sarebbe importante poterci  confrontare su questo messaggio per chiederci in maniera critica se il messaggio meta  ha un senso, oppure è il frutto di una  causalità, io non mi pronuncio, ma  lascio aperte le due possibilità.  Clicca per ascoltare su:

Voci metafoniche: Messaggio 14 Giugno

Un caro saluto a tutti da Nicola    

 

13.06.08 

Carissimo Nicola,
Ti ringraziamo di vero cuore per le parole che hai scritto nei nostri confronti. Non ci meritiamo tante lodi, siamo solo 2 genitori che amano tantissimo la loro creatura che a causa di una ragazzata è volata via. Così purtroppo è la vita, oggi siamo qua ad arrabbiarci a correre e poi....in 5 minuti tutto termina, per una bravata di un ragazzino una vita terrena finisce e chi rimane deve cercare di continuare a vivere, sarebbe troppo comodo andare con loro, NO, NOI DOBBIAMO RESTARE QUAGGIU', DOBBIAMO VIVERE SEMIMANDO AMORE. DOBBIAMO FARE CAPIRE A TUTTI CHE TUTTE LE PERSONE CHE ORA VIVONO NELLA DIMENSIONE, NON CI HANNO LASCIATO, LORO VOGLIONO QUESTO, LORO VOGLIONO CHE NOI CHE SIAMO RIMASTI TESTIMONIANO E CHE DONIAMO AMORE.
Approfittiamo di questa mail per abbracciare forte, forte mamma Anna, visto Anna che non sei sola...Forza Anna, stringiamoci forte e creiamo tutti insieme UN PONTE D'AMORE, UN PONTE DI SPERANZA.

Nicola, un abbraccio speciale a Te.
Con affetto
Flavia e Pier (i genitori di Serena)

 

L'ho detto e lo ribadisco che siete due gran brave persone, ci conosciamo da tempo anche se non di presenza ma attraverso uno scambio di e  mail, è sempre il tempo, poi, a dare ragione o torto. Mi rendo conto quanto sia fragile questa esistenza, basta molto poco e tutto si perde altrove.  Mi lascia molto pensare quanto avete detto:  " … siamo solo 2 genitori che amano tantissimo la loro creatura che a causa di una ragazzata è volata via… "  Viene da porsi una domanda: Perché?  Immagino come si sono trasformati i giorni, le ricorrenze, i tanti ricordi che poi investono l'anima: la rabbia, il dolore, la tristezza, la malinconia, il silenzio. C'è tanto da dire, anzi non si finisce mai di dire, di raccontare ed è importante che qualcuno ascolti, risponda, che si possa stare insieme con altri  e condividere. Montale ci dice in "Ossi di seppia":  - "Portami il girasole ch'io lo trapianti/ nel mio terreno bruciato dal salino, /e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti/ del cielo l'ansietà del suo volto giallino. …" 

Ritorno al vostro discorso e noto che c'è un messaggio di speranza, ed è molto profonda la frase che dite: "Dobbiamo vivere seminando amore"  è una risposta all'immenso dolore, un invito alla fratellanza, alla solidarietà. La stessa poesia del Montale dal titolo Portami il girasole continua il suo dire: - "Tendono alla chiarità le cose oscure, /si esauriscono i corpi in un fluire / di tinte: queste in musiche." Tutte le cose oscure, silenziose a mio dire  hanno la tendenza ad illuminarsi, ma tutto si annichilisce nel tempo " in un fluire di tinte",   però, dobbiamo considerare i due punti e poi la frase minima riassuntiva "queste in musiche".  La musica è la metafora dell'anima.  Il poeta conclude dicendo: "Svanire è dunque la ventura delle venture." Cos'è questa "ventura delle venture", è qualcosa che ci spinge oltre il senso delle cose finite che svaniscono, verso la montagna di Mosè ( che è la metafora dell'oltre e non la fiaba di un Dio con la barba bianca), verso  il vuoto quantomeccanico ( un vuoto virtuale che non esiste perchè non si rileva, tuttavia esiste e dal quale si genera la materia, quindi un vuoto che è un pieno totale) , verso  l'entanglement quantistico che sarebbe il fenomeno della non separabilità. 

Un caro saluto da Nicola

13.06.08 

Ciao Nicola,grazie per avermi inviato il tuo sorriso,mi ha rincuorata,sei sempre molto gentile.
E poi se mi permetti vorrei lasciare una promessa alla Signora Anna che se dovessi sentire il nome del suo figliolo Francesco,le farò subito sapere quello che ha detto.
Mando un forte abbraccio alla Signora Anna e a te Nicola e ancora grazie.
Barbara.

Un caro saluto da Nicola

 

12.06.08 

Caro Nicola, volevo ringraziare tutti per le belle parole e i consigli che mi hanno dato. Ho visitato i vari siti segnalati e ho trovato un po' della pace che cercavo.

Mi danno forza le belle parole delle altre mamme e mi piace l'idea che il mio Francesco è NELLA STANZA ACCANTO...

Ieri ho ricevuto una telefonata: era la fidanzatina del mio Francesco che aveva avuto un incidente con lo scooter ed era al pronto soccorso....Che tuffo al cuore: ho rivisto davanti agli occhi tutti gli avvenimenti di un mese fa ma per fortuna tutto si è risolto per il meglio.

Sono sempre più incuriosita dalla Metafonia e ho seguito le indicazioni e ho scaricato il programma consigliato. Per quanto riguarda il registratore vorrei avere più chiarimenti. Intanto se a qualcuno capita di ascoltare un FRANCESCO che parla dal  mondo di luce, può comunicarmelo: Ne sarei davvero felice. Un saluto a tutti

Anna

 

Mi ha fatto tanto piacere che delle persone, davvero, care ti hanno risposto con parole dense di amore, oggi abitiamo un pianeta molto arido che è stato disintegrato dai media e dal consumismo. Una parola, un sorriso non costano niente, ma tutto ciò che non appartiene all’utile, alla moda, al mercato è stato cancellato, così abbiamo desertificato questa terra. Credo che sia difficile tornare indietro, abitare le stanze dell’amore disintegrate dal presente. Riporto alcuni versi di Dante dal canto quinto dell’inferno è cioè l’episodio riferito a Polo e Francesca:

 

"Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona."

 

“Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende”  L’amore che  rapisce il cuore ingentilito, che lo travolge nel modo più puro è un pensiero molto alto e di una grande vastità. Questo concetto è stato disintegrato, oggi non siamo educati all’amore, ci hanno insegnato solo a  sedurre, a prevaricare, a guadagnare e fregare l’altro. Non si parla dei nostri vissuti, del nostro sentire, così i ragazzi crescono sempre più spogli,  più infecondi,   più brulli  ed indifferenti a tutto. Riprendiamo i versi di Dante quando  Francesca  racconta di come amore coinvolse Paolo lo avvinse nell’animo, ma offende Francesca il modo come le fu tolta quella bella persona. Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende, / prese costui de la bella persona / che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende.

La sensualità e la dolcezza si sposano insieme nell’intimità di una corrispondenza smisurata. Però, la violenza di come le fu tolto questo amore ancora l'offende.  I media ci hanno sottratto i nostri figli con una violenza inaudita, hanno depauperato qualsiasi forma d'amore e tutto questo offende le persone che ancora pensano senza spot nella testa. Dante poi raggiunge il momento più alto, quando pronuncia per bocca di Francesca: - “Amor, ch’a nullo amato amar perdona, /mi prese del costui piacer sì forte, /che, come vedi, ancor non m’abbandona.

L' amore non permette a nessuno che sia  stato amato di non  amare un'altra volta, di  non rioffrire il proprio amore, quando si nutre un amore che abbiamo offerto, quell'amore donato ci verrà un giorno  restituito non come il vile denaro o un oggetto da consumo, ma come una sostanza divina che aleggia tra le  strutture più profonde dell'universo.  Ritornando a te voglio dirti che ciò che hai amato non ti verrà strappato in alcun modo, c'è un profumo, un aroma che crea un filo invisibile, un filo che i tuoi sensi non ti permettono di vedere e toccare. Dante ha visto l'eternità nell'amore: 

"...sì come rota ch'igualmente è mossa, 

l'amor che move il sole e l'altre stelle..." 

 

Voglio ritornare al verso di prima: -  " mi prese del costui piacer sì forte…"  In questo caso il corpo e l'anima si fondono al punto che nulla potrà più separarli: - "che, come vedi, ancor non m'abbandona". 

Per quanto riguarda la registrazione ti consiglio di usare direttamente con il pc. Attraverso il programma.  

Con affetto e stima da Nicola    

  

 

 12.06.08 

Ciao Nicola scusa se ti disturbo di nuovo,volevo scusarmi per la mia Ema il, non mi sono spiegata bene,ho sbagliato a scrivere,ho scritto "piccolo" invece di "semplice" ed è imperdonabile! Io volevo soltanto dirti che per me sei stato prescelto dall'aldilà per aiutare il prossimo, perché io ho registrato 3 parole che mi hanno fatto capire chi era il defunto,ma mi capita veramente di rado,faccio molta fatica con la Metafonia ma ho capito che quando riesco a registrare è perché mi sento tranquilla e sò ascoltare meglio, ma quando non mi sento bene oppure sono arrabbiata a me non accade nulla.
E poi volevo chiederti perdono perché ho capito di essere stata fraintesa sul fatto che uno scriva un libro,per me lo possono fare tutti e ovviamente venderli,ma quando ho visto il prezzo del libro sul quel sito e il numero di cellulare per chiamarli per ordinare il libro,io mi sono agitata e ho cominciato ad avere dei dubbi. Anche tu stai scrivendo un libro ma ne hai parlato tranquillamente,tanto se uno vuole vendere il proprio libro lo può scrivere sul proprio Forum facendo vedere la copertina e se uno vuole lo và a comprare,senza mettere solo il prezzo e chiedendoti i dati personali o il numero di cellulare, io sinceramente l'ho trovato strano per le modalità che usano, perché potrebbero essere persone poco serie e poi sai che cosa ho fatto gli ho mandato una E mail per vedere se mi rispondevano, mi hanno scritto una lunghissima E mail chiedendomi i miei dati e mi hanno detto che dovrei andare a casa loro perché le voci Meta non si possono registrare per altre persone se il parente non è lì presente,perché il defunto deve mettersi in contatto col parente. Ma secondo te è vero?!!.
Io non gli ho risposto perché non voglio mandargli il mio Indirizzo,ho un pò paura.
Spero di non averti offeso, ti chiedo ancora SCUSA!.
Con stima Barbara.

 

Cara Barbara, non ti devi scusare assolutamente, non sussiste alcun problema, credimi, sei una persona molto dolce e molto cara, non devi così angosciarti, hai perfettamente ragione riguardo le pubblicazioni ti condivido pienamente. Ti invio un sorriso.

Un abbraccio da Nicola

 

 

11.06.08 

Caro Nicola,
Sono la Barbara e anch'io volevo dirti che mi faccio sentire raramente perchè provo vergogna a scriverti e a porti i miei problemi, perché non sono nulla a confronto della disperazione di tanti genitori che perdono i figli o viceversa,infatti per me sarai sempre un nostro Angelo Custode,come ti hanno già detto,e non sei una persona piccola,tu sei una GRANDE persona,che mi ha aiutata in un momento difficile e grazie alle tue parole di incoraggiamento e al tuo aiuto per imparare la Metafonia ho trovato uno scopo per andare avanti,non mi sento più sola è come se i miei cari fossero ritornati a casa e non vedo più la fine di tutto ma l'inizio di tutto!."Ho capito e mi azzardo anche a dirlo che dopo la morte non è tutto finito ma anzi c'è una rinascita per una nuova evoluzione spirituale!".Lo sò che tu lo avevi già spiegato,ma non riuscivo ancora a  capirlo perchè il mio cuore non sapeva ascoltare e i miei occhi non sapevano vedere oltre,ma grazie alla Metafonia ho registrato delle parole che mai al mondo pensavo di risentire dopo tanti anni e queste sono delle grandi prove che fra noi e l'aldilà c'è un filo sottilissimo. Io e mio figlio leggiamo sempre tutte le Email che tante persone ti mandano e ne parliamo e preghiamo per loro,perchè Dio gli dia la forza di andare avanti.
E poi non potrò mai dimenticare l'aiuto che hai dato alla mia amica Sabrina perchè grazie a te ha ritrovato nel suo spirito più serenità.
Li ho visti anch'io tanti siti che parlavano di Metafonia,alcuni non chiedevano niente in cambio, altri invece chiedevano dei soldi,l'ultimo che ho visto,sono una coppia che  chiede 5 euro per prenotare un libro che avrebbe scritto un Signore dopo la morte della moglie,dove spiega la sua esperienza. Sinceramente non sò cosa pensare perché chi me lo dice che non siano stati questa coppia a scrivere quel libro?.C'è talmente tanta gente che specula sulle disgrazie altrui. Spero di sbagliarmi su quelle persone, non ho le prove che agiscano male,però i dubbi purtroppo mi vengono spontaneamente. Avrò peccato ma ci tengo al mio prossimo perché sono fatta così e perché mi hanno insegnato così e spero sempre che chi sbaglia un giorno sia illuminato da Dio e che possa cambiare la propria vita.

Ti mando un forte abbraccio,Barbara.

Cara Barbara, grazie di ciò che dici, però voglio precisarti che sono una persona semplice, non sono un sensitivo, mi sento confinato dentro i miei limiti, voglio capire, comprendere, mi piace comunicare. E' vero c'è tanta gente che ci specula, questo modo di essere fa parte della nostra società, ormai compromessa dai mass media, dal consumismo, da una esigenza sfrenata di apparire. Ci sono molti congressi sul paranormale che producono nuove star, hanno lo scopo di promuovere nuovi idoli ed incrementare le vendite. Sicuramente, scrivere un libro non è un reato, ma finalizzare tutto alla produzione di libri  vuol significare speculare in questo caso sul dolore della gente.

C'è una produzione di libri in questo settore che ripetono sempre le stesse cose, nessuna linfa vitale.  Invece è uscito un  articolo  tempo fa ( N 23) molto  interessante sulla rivista Scienza e conoscenza scritto da  Ervin Laszlo  il quale è stato presidente della Società Internazionale per la Scienza dei Sistemi, nonché Consigliere del Direttore Generale dell'UNESCO,  inoltre ha rivestito la carica di Ambasciatore del Concilio Delfico Internazionale, membro dell'Accademia Internazionale delle Scienze. Si è occupato della transcomunicazione  strumentale in maniera analitica teorizzando dei percorsi ipotetici molto interessanti.  Non entro in merito all'argomento perché è molto complesso e non meriterebbe due righe, ma intere pagine.  Mi spiego perché ho citato Ervin Laszlo, per dire che c'è modo e modo di scrivere e di pubblicare, c'è chi come questo personaggio offre un contributo alla conoscenza ed alla speranza dell'umanità, c'è chi al contrario contribuisce solo alle proprie tasche.

Io stimo molto   Ervin Laszlo è una grande figura,  pur essendo un uomo di scienza non appartiene alla schiera degli scettici incalliti, è un uomo illuminato, che ci fa intravedere delle strade meravigliose che sono tutte  possibili e percorribili. Sicuramente bisognerebbe molto investire sulla metafonia con strumentazioni tecnologicamente più sofisticate, ma non bastano, occorre che ci sia a monte un canale tra la mente dell'operatore e le voci extra, senza questo canale qualsiasi strumentazione si rileverebbe inefficace.  

Un caro saluto da Nicola 

 

10.06.08 

CARO Nicola, 

è da qualche giorno che volevo scriverti … ho perso un'altra persona, un'altra giovane mamma che lascia figli e, marito e genitori … cmq volevo dirti  che seguo molto il tuo sito, ciò che dici, anche se scrivo meno, ma come sempre accade ti porterò sempre dentro. Sei stato tu ad aprirmi per primo la porta quando sbandavo in cerca di chi avevo perso; cercavo, cercavo sempre di capire , ma ho trovato molto di più di ciò che mai avrei immaginato,ancora di più.  Ho ritrovato l'amicizia, la purezza di  gente che capiva senza più  storcere il naso, e, dopo, tu che mi hai registrato la voce della mia amica, ma voglio ben dire che più di una semplice registrazione  si tratta della  sua IDENTICA VOCE, che ascolto ogni volta e  quando voglio sentire la  SUA IDENTICA VOCE   la riascolto.

Voglio  ora soffermarmi sugli ultimi scritti del forum e  leggendo di Anna posso immaginare cosa prova,  il suo è  un dolore immenso che si  porta dentro, ma in quel  dolore ha trovato la STRADA ed è importante che sia così. Tu, Nicola, dici che la gente passa sul sito e poi va,MA CIO' CHE FAI TU E' UNA TAPPA IMPORTANTISSIMA,COME UN ANGELO CHE ACCOGLIE CHI  Si E' SMARRITO. E' un po' ciò che faccio  io, quando  ricevo, tranne Serena  e altri figli di luce, poi  tutto va, altrove,ma la tua è una tappa di speranza, di accoglienza che canalizza le energie, comprendo che non è facile  guidare, far capire. Io mi trovavo nel vuoto, ero al punto zero, ma adesso ho  trovato  una strada, se tu mi avessi chiuso la porta nel momento difficile che attraversavo, io in quel delicato momento avrei perso la poca fiducia che avevo,quel minimo coraggio appena raccolto con le poche energie rimaste. Nicola tu sei e rimarrai sempre nei cuori di chi hai spronato,grazie  che la LUCE SIA SEMPRE TUA COMPAGNA, TVB,  Santina 

 Cara  Santina grazie per le dolcissime parole che mi regali, io come tanti sono una semplice persona senza ambizioni, piccola, uso il cuore e la ragione con entrambi tento di andare avanti, di capire e di sentire. Lavoro da solo, in sordina, e tento di trovare delle piccole risposte alle tante domande che pongo e mi pongo. E navigo per sentieri scoscesi, silenziosi, aspri.  

Con affetto e stima da Nicola

10.06.08 

Buona sera Nicola, con l'ultimo messaggio che hai scritto sul forum,mi sento veramente presa in causa, anche se sinceramente non ho smesso di scriverti perchè navigo su altri siti in cerca di certezze ma semplicemente perchè sto attraversando un periodo 
veramente brutto.
Comunque una cosa è certa anche se non ho molta voglia di parlare e di scrivere, tutte le mattine consulto il tuo forum è leggo gli ultimi messaggi che mi danno molto coraggio e mi fanno carburare per un  po’. Nicola scusami ...
Ti prego continua a scrivere .....

A presto Linda

 

Quello che ho detto non è rivolto a te nel modo più assoluto, grazie di avermi scritto è un piacere sentirti. Ti capisco, il dolore è molto grande quando  si perde una persona cara, nella mente si affollano mille domande, molte delle quali restano senza risposte.  

Perché ho scritto in quel modo, perché in passato avevo realizzato diversi messaggi per  delle mamme  ed altre persone che avevano avuto delle brutte perdite. Ma non bastavano i messaggi che inserivo sul forum ne volevano di altri.  E mi chiedevano sempre, sempre … Il mio tempo era molto limitato ed io mi alzavo alle 5 del mattino per accontentare un po' tutti. Nel momento in cui non ho potuto mantenere questo ritmo buona parte di queste persone è sparita,  neppure per Natale o Pasqua  ha scritto due righe per un saluto. 

Allora ho deciso di non realizzare alcun messaggio di  aiuto, ma dedicarmi solo ed esclusivamente alla ricerca, ( che avevo molto trascurato)  tranne  in alcuni casi sinceri. Poi, tanta altra gente entrava, chiedeva di sapere qualcosa riguardo la metafonia, nel mio sito c'era  scritto tanto in questo senso, ma  questa gente non aveva neppure letto quello che  scrivevo con pazienza e fatica certosina sulle varie ipotesi vagliate con attenzione, perché  in quelle pagine il contatore non aumentava, erano pagine silenziose, allora capivo  che non erano lette.

Molta gente voleva risposte spicciole, immediate, ma prive di contenuto, un po' come fa oggi la televisione.  Io rispondevo alle loro ansie, ai loro perché, ma era vano quello che facevo, molti di loro sparivano tacitamente, poi  ritrovavo casualmente quella  stessa gente in alcuni siti dove si ripetevano le stesse cose.    In ogni modo, questo sito si differenzia da altri,  perché si pone come obiettivo la ricerca, il tentativo di sapere  qualcosa in più delle voci, della loro natura. Tuttavia, non è semplice, ma io procedo anche se lentamente giorno dopo giorno.  

Con affetto e stima da Nicola 

 10.06.08 

Salve,
Sono Roberta e sono una ragazza di Napoli...ho visitato il suo sito che ho trovato particolarmente interessante...è un anno che ho perso mio padre...in diversi modi mi ha lanciato vari messaggi..e in un certo modo mi ha tranquillizzata molto...al contrario pero' mia mamma ancora non riesce a darsi pace...non lo dimostra apertamente ma so che è cosi...non puo spiegarmi per favore come funziona la tecnica della metafonia?
distinti saluti.

Le inserisco il link della procedura per registrare, la spiegazione è molto semplice, le suggerisco un programma audio di registrazione Adobe Audition 2.0. Seguendo le mie indicazioni verbali potrà capire come registrare. 

Occorre Cliccare sul collegamento ipertestuale, sentirà la mia voce che la guida passo per passo.

Come registrare.

 

8.06.08 

Sono Anna, la mamma di Francesco.  Volevo ringraziare sia te Nicola, sia Marisa che Lucia per le belle parole di conforto che avete  scritto. Giorno per giorno sopravvivo alla vita e  la mia mente si ferma sui ricordi. Spero di poter avere un segno da mio amato angioletto biondo (così lo hanno chiamato gli amici). Le lacrime intanto scendono ininterrottamente. 

 Grazie ancora  Anna

 

Cara Anna, ti  hanno scritto pure i genitori di Serena,  sono delle persone molto care e davvero speciali, non lo hanno fatto le  altre mamme che frequentavano il sito  perché da tempo navigano per altri siti. Questo sito è come un fiume, tutto passa e va altrove, gente che chiede ed io non ho il tempo di spiegare  o di rispondere alle loro domande che va via e sparisce, come la traccia di una nave che non lascia alcun solco. Talvolta, si è convinti che altrove si trovino delle verità straordinarie, ma nessuno in questo settore possiede la verità. Anzi bisogna essere molto vigili e guardarsi  da coloro che assumono questo atteggiamento spavaldo.

Io sono molto prudente ed attento,  tutto ciò che sperimento l'inserisco nel sito producendo una mappa cognitiva degli eventi. Ma per molti questo mio modo di fare non basta, vorrebbero altro, prove schiaccianti, ma non posso darle, non sarei onesto né con me stesso, né con il mondo. Io provo a capirti e deve essere tremendo quello che stai vivendo. Dirti che ti sono vicino non è sufficiente, non può esserti esaustivo e mi rendo conto. Come puoi notare, è da anni che faccio un lavoro certosino di attenta analisi e verifica metafonica. Tante volte mi guardo intorno e mi domando il senso di questa esisteza. Mi ricordo della mia infanzia quando nelle feste e nelle ricorrenze c'erano tavolate di gente che festeggiava con amore e si sentiva la bellezza e l'armonia della comunicazione, oggi tutto si è desertificato, e mi chiedo come abbiamo potuto distruggere questo mondo, trasformarlo in  un grande ipermercato senza anima.  

Un caro saluto da Nicola 

 9.06.08 

Serena è volata via a causa di un incidente stradale il 4.11.2006. Sin da subito noi abbiamo percepito la presenza e la vicinanza di Serena, il caro dott. Schepis ha ricevuto diverse volte la voce della ns. ragazza.
In questi lunghi 19 mesi al ns. fianco abbiamo trovato persone splendide, casualmente, ma nulla succede per caso sul sito
angeli@blu sezione candeline virtuali ci ha trovato Claudia la mamma di Isa che è della nostra stessa città, con la quale abbiamo instaurato un bellissimo rapporto di amicizia, sempre su angeli@blu abbiamo incontrato la signora Adriana Scaficchia, prima conosciuta solo virtualmente e poi personalmente, con Adriana (Cerchio Verde Venezia) è nato un bellissimo rapporto d'amicizia, come Nicola è una persona stupenda, aiuta gli altri senza scopo di lucro, aiuta le persone a ritrovare il sorriso, aiuta a donare speranza.
Sempre qua da Nicola abbiamo conosciuto anche mamma Marisa, una persona stupenda che abbiamo avuto l'onore di conoscere personalmente l'anno scorso a Cattolica, Marisa ha perso 3 figli ed è di una serenità estrema, sempre da Nicola abbiamo conosciuto anche personalmente Rosy la mamma di Massimo, Anna la mamma di Chris ed Antonella la mamma di Roberta. TUTTE PERSONE UNICHE E FANTASTICHE E SAI PERCHE' CARA ANNA, PERCHE' TUTTE LORO E NOI CREDIAMO E SIAMO SICURI CHE I NOSTRI FIGLI SONO SOLO NELLA STANZA ACCANTO.
Se puoi vieni a Settembre a Cattolica al convegno del Movimento della Speranza, ci potrai
conoscere e conoscerai anche Marisa, Rosy, Adriana e tante altre mamme.
Volevo ancora aggiungere che Antonella la mamma di Roberta ha creato un sito conamoreperamore, dove ci troviamo con altre mamme per condividere tutto quanto.
Se vuoi e se te la senti vieni anche Tu, insieme a noi potrai camminare e vedrai che presto avrai la certezza che tuo figlio è VERAMENTE SOLO NELLA STANZA ACCANTO, CERTO LA FISICITA' NESSUNO PUO' RIDARCELA, MA IL SAPERE CHE LORO CI SONO E' MOLTO D'AIUTO.
Anna Ti abbracciamo forte forte
Flavia e Pier

Grazie Nicola per averci permesso di scrivere.
Un bacione
Flavia e Pier

 

 

 8.06.08 

Caro Nicola,

 Ho letto il tuo ultimo intervento circa la possibilità che l'ermetismo possa venirci incontro nel decifrare il senso dei messaggi metafonici. Trovo davvero illuminante la tua osservazione, e credo che tu abbia pienamente ragione: in fondo molti di questi messaggi sono pura poesia, quasi fosse questo il loro linguaggio preferito. Forse un giorno potremo individuare una poetica della metafonia, e forse la poesia, essendo un linguaggio universale, riesce a parlare meglio alle anime anziché alle menti.

 Con stima e affetto, Francesca.

Riporto un contatto metafonico di anni fa.

Ti sognano!  Sono i miti nel sè

Già questo messaggio è un condensato semantico. Claude  Levi - Strauss sostiene che non siamo noi a pensare i miti, ma sono i miti che ci pensano, nel senso che noi non abitiamo il linguaggio ma, al contrario, è il linguaggio che ci abita. In questo caso specifico  le strutture mitologiche, che in qualche modo appartengono all'inconscio collettivo coniato da Jung, producono nella mente immagini archetipiche. Così anche la bibbia va riletta in chiave simbolica - figurativa, poiché molte cosiddette visioni e rivelazioni non sono che produzioni oniriche ancestrali, ciò non toglie nulla alla fede, ma la fede non deve essere cieca e dogmatica. E' difficile credere che Mosè sul Sinai incontra Jahvé un Dio dalla barba bianca, però, se metaforizziamo quella montagna, considerandola come ciò che si eleva altrove, allora possiamo capire che c'è un aldilà del logos e della logica.

Nel messaggi successivo " Nicola, si papà, io m'infondo a te"

Cosa si intende, per infondo a te, questo bimbo a me sconosciuto come può chiamarmi papà? Molto probabilmente c'è la voce di un bimbo che si infonde nel cuore di un padre che forse invoca il suo genitore. I bimbi, dopo la vita restano forse nel cuore dei papà? Continuano ad abitare nell'intimo?

Riporto un messaggio non metafonico ma di metavideocrittura se volete sapere cosa si intende per metavideoscrittura  cliccate    su :   Metavideoscrittura

Riporto la frase  in rosso che si è inscritta  subito dopo aver dettato al computer con un programma specifico un  mio pensiero.  Io dicevo riferendomi alla metavideoscrittura: I messaggi che si producono attraverso questa pratica non sono di tipo audio, ma la frase non si è conclusa lì, c'è stata un'aggiunta non mia:  ma infine all'interno”.  Io quel giorno stavo spiegando la metavideoscrittura, la frase minima ci dice  che qualcosa di extra si produce  nell'infinito interno. Oggi  dalle ultime scoperte della scienza si parla di questo infinito. Riporto quanto avevo scritto a tal proposito il 1 Giungo di questo mese:

Forse la coscienza proiettata nel nulla dell'aldilà riesce a creare una nuova realtà, come il vuoto quantoMeccanico genera materia, uno spazio fantasma, che sembra non esserci, ma che tuttavia tiene distante, separa qualcosa, pur senza apparire.  Il vuoto quantoMeccanico è un vuoto pieno ma è come se non ci fosse, tuttavia, la massa degli elettroni se pur minima sembra provenire da quello spazio fantasma.  La coscienza potrebbe essere essa stessa un universo virtuale, che non si fonda più sulla materia, ma sull'energia psichica. Potrebbe generare uno spazio-tempo immaginario ed una massa virtuale.

Non è semplice accostare il campo semantico relativo alla parola interno con l'altro relativo alla parola infinito, il primo è definito, l'altro indefinito. Provate ad immaginare che qualcuno vi dica che dentro un bicchiere non troverete più limiti. E' un paradosso della logica, tuttavia all'interno della materia c'è questo enigma: il vuoto quantomeccanico. Nel suo interno c'è un infinito. La frase -  ma infine all'interno”- si riferisce a questo interno oltre. Cantor il grande matematico teorizza più infinti. Il vuoto quantomeccanico apre altre porte e dipana uno scenario indicibile.

Possiamo trovare una relazione tra la frase  "Nicola si papà io m'infondo a te" e  la successiva  “ma "infine all'interno”. Non c'è una relazione temporale di contiguità tra le due proposizioni,  perchè si producono in tempi differenti e in maniera diversa, ma esiste un substrato significativo che li  accosta, entrambe   ci riportano all'infinito profondo.   

L'ultimo contatto metafonico realizzato il 7 giugno  2008  sembra  indicare la strada maestra  della relazione tra le unità discorsive frammentarie dei messaggi.

Voce: Contatto metafonico del 7 Giugno 2008

 

Se leggerete l'articolo sul mio presunto contatto con Dante Alighieri la condensazione semantica è davvero un rebus illuminante: Presunto contatto metafonico con Dante Alighieri

Riporto alcuni frasi:  "Saprete dire novissime onde se mi amate" - "...Poi cambiamo tessitura nel campo del creato che si, si propone come me d'iniziato punto..." .

 8.06.08 

Ciao Nicola,vorrei rispondere alla signora Anna.
Comprendo il tuo dolore e ti sono vicina con il cuore,  perchè purtroppo ci sono passata anch'io. Il mio interesse per L'Aldilà nacque quando nell'anno 1978 persi mio figlio Alessandro di 16 anni in un incidente di grotta. Purtroppo non è solo lui che ho nell'Aldilà, troverai la mia storia nella pagina delle mamme in questo stesso forum di Nicola. Stai certa che il tuo Francesco non ti ha lasciato e non ti lascerà mai, lui ti guida e ti aiuterà a trovare le persone adatte per farti capire che la cosiddetta "morte" non esiste, è solo un passaggio dalla vita del corpo a quella spirituale. Sono certa che presto lo risentirai, nel caso io sentissi il suo nome in metafonia te lo farò sapere. Segui sempre il tuo istinto,molte volte ciò che ci sentiamo di fare è suggerito da "loro" Possono interferire anche attraverso il pensiero. Ti saluto con un affettuoso abbraccio,Marisa.
Un caro saluto anche a te Nicola, e grazie per l'opportunità che mi dai, Marisa.

Sono io che ringrazio te, con affetto e stima da Nicola

 

7.06.08 

In questi giorni ho realizzato dei brevi contatti metafonici per una mia amica, tuttavia,  mi sono chiesto qual è il significato profondo dei frammenti registrati in precedenza.  Bisogna, però, capire come si costruisce il senso attraverso una miriade di frammenti, in quanto generalmente nella metafonia mancano le unità discorsive.  Purtroppo non possiamo usufruire di   periodi ampi,  se non vogliamo perderci nell'ambiguità delle parole confuse ed interpretabili, occorre isolare quelle più chiare, quindi limitarci alle frasi minime, però, nasce il problema dell'unità discorsiva.  Per risolvere almeno in parte questo rebus  dobbiamo capire come si può spillare un senso  alle  unità minime.

Credo che possa venirci incontro l'ermetismo come corrente letteraria dei primi del novecento.  Le poesie ermetiche  si presentano concentrate nella testualità,  le parole sono essenziali.   L'ermetismo gioca sulle allusioni, essendo il poeta moderno privo di illusioni egli si serve di parole essenziali , talvolta pietrose, prosciugate, facendo un ampio uso di metafore. Per comprendere meglio  questo mio percorso teorico riporto parte della poesia "Vento a Tindari" di Salvatore Quasimodo: Salgo vertici / aerei precipizi , /assorto al vento dei pini, /e la brigata che lieve m’accompagna / s’allontana nell’aria, /onda di suoni e amore, /e tu mi prendi /da cui male mi trassi /
e paure d’ombre e di silenzi, /rifugi di dolcezze un tempo assidue /e morte d’anima.”
 
Dalla lettura di questi versi  si può notare come Quasimodo metaforizzi il senso,  facendo assumere alla lirica una quasi connotazione metafisica.

 

La derealizzazione dell'allontanamento della brigata - “…e la brigata che lieve m’accompagna / s’allontana nell’aria …”  -  viene generato da quanto il poeta  dice prima: "… assorto al vento dei pini …"  Il vento in questa poesia perde la sua connotazione fisica, è un vento metaforizzato che si manifesta ovunque ed è il soggetto dell'azione, così anche Gesù Cristo  molto tempo prima spiritualizza il vento: " … il vento spira dove vuole e ne senti la voce;  ma non sai né donde venga, né dove vada …"   

Anche  Giuseppe Ungaretti  in " M'illumino d'immenso" nella estrema riduzione fraseologica della lirica espone un significato universale, che trova la sua più alta espressione in questo addensamento significativo.   Connette due campi semantici opposti, l'uno legato alla sensorialità della vista   ( M'illumino), l'altro ( d'immenso)  si presenta  indistinto, vago, illimitato come l'infinito di Leopardi e  di Cantor il grande matematico.   Ecco come la sensorialità  può essere trasposta in una dimensione trascendente, indicibile. Ungaretti attraverso questo accostamento riesce a generare  il linguaggio dell'assoluto.  In questo modo gli ermetici possono aiutarci a comprendere la frammentazione dei messaggi metafonici.  

Pongo una domanda sperimentale alle voci, stiamo parlando di un interlocutore astratto, che tuttavia si presenta attraverso un alta condensazione significativa  della parola essenziale. Chiedo qual è il senso dei messaggi metafonici che ci giungono in maniera frammentaria.   Risposta metafonica : "Sono conferme, costruire unità". Provo ad interpretare il significato meta e mi accorgo che   il senso è nell'unità dei vari frammenti e nelle relazioni significative  sia della contiguità  discorsiva degli stessi, che in relazione all'operatore che pone delle domande.  

Molti frammenti presentano un'espansione del senso, simile ai processi metaforici utilizzati dai poeti ermetici del novecento.   

Riporto una frase metafonica del 15 Aprile di quest'anno:  "Qui sono santi che si levano in cielo  . 

Si tratta di una purezza che s'innalza verso qualcosa di più alto,  il luogo permane indefinito,  si metaforizza il senso fisico della gravità e del cielo come luogo geometrico dello spazio - tempo. Vengono derealizzate sia la gravità che la struttura dimensionale    del cielo,  dall'inclusione di questi processi linguistici ne deriva il concetto di santità.

Vi faccio ascoltare il  contatto metafonico del 7 Giugno 2008 che pone alle voci  il quesito come si può ricavare il senso dalla frammentazione. Le voci sembrano presentarsi anche questa volta in maniera coerente. Per sentire clicca su:

 Voce: Contatto metafonico del 7 Giugno 2008

 

6.06.08 

Caro Nicola,

ti scrivo dopo aver letto il post di Anna, che ha perso un figlio di 16 anni.

Non ho provato questo dolore e quindi so bene che non sono in grado di capire fino in fondo ma volevo parteciparle il mio affetto, con l'augurio che piano piano, giorno dopo giorno, ritrovi un po' di serenità nella consapevolezza che i nostri cari, tutti, in qualche modo restano vicini a noi, sempre, per sempre.

Un abbraccio a te e un saluto a tutti gli amici del forum. Lucia

 

5.06.08 

Sono venuta a conoscenza del suo sito per caso, navigando in Internet forse in cerca di un po' di conforto dopo la prematura scomparsa di mio figlio di 16 anni avvenuta poco più di un mese fa. Ho letto parecchie cose  ma vorrei conoscere meglio i suoi studi. La prego di rispondermi e inviarmi i suoi consigli .

Grazie Anna

 

Mi piacerebbe entrare nel forum e parlare con altre mamme. Come si fa? Mi piacerebbe anche poter avere un contatto metafisico con il mio Francesco anche tramite altre persone, per ....tanti motivi. Attendo notizie grazie
Anna

 

Cara  Anna,

è stata inserita nel forum,  come le ho detto in precedenza rispondendo alla sua e mail  mi dispiace molto per la tragica scomparsa di suo figlio, non ho parole, avvolte le parole perdono consistenza, diventano mute, si fanno drammaticamente silenziose. Mi rendo conto che qualsiasi cosa posso dirle non potrà mai colmare il grande vuoto che ha travolto la sua esistenza.  Voglio invitare tutte le persone che frequentano il sito ad essere solidali con il suo dolore. Quello che mi sconvolge è il silenzio che c'è tra la gente; osservo attonito questa balorda società mediatica fatta di fumo dove ciascuno resta solo con il proprio dolore, mentre l'idiozia il qualunquismo e la volgarità trionfano indisturbate. Pensate che si è persino tentato di abolire il primo Novembre dalle festività, il due è stato cancellato da tempo. Oggi molti uomini ridono del dolore della gente, e sono convinti che il dramma appartiene solo agli altri, di essere immuni e preservati da ogni rischio.  E' gente fatta di  bulli, che schiaccia persino il pianto, offende i poeti, i filosofi, e tutti quelli che si sono sacrificati per la vita dei suoi simili. Vorrei ritornare a queste mamme amputate   sempre più inconsolabili, dimenticate dal resto del mondo, abbandonate, nessuno ne parla,  il loro dolore non fa audience, allora tutto ciò che non fa audience non esiste, viene tagliato fuori.  La realtà nella nostra cultura contemporanea si identifica con l'informazione mediatica , tutto ciò che non passa attraverso la divulgazione dei media non esiste,  anche se avviene non c'è.    

Voglio farle ascoltare un breve contatto di ieri  pomeriggio, giunge inaspettata mia zia Concettina, anche lei morta ingiustamente all'età di  27 anni. Ritornando alla storia della mia famiglia posso dirle che nella casa di mio nonno   dopo pochissimo tempo muore anche un'altra zia di nome Carmela all'età di 19 anni, il povero nonno aveva perso da tempo un'altra figlia all'età di 6 anni si chiamava Fortunata. Da bambino ho vissuto il suo dolore,  ho  visto le sue lacrime, teneva quelle foto in un taschino e tutte le sere le prendeva ad una ad una baciandole con una tenerezza indicibile. Io ho perso i miei genitori tutte due in due mesi. 

Mia zia si ripresenta  dicendo il suo nome Concettina, ma specificando il nome del suo paese Tortorici. La voce è molto chiara, inoltre, queste relazioni significative  mi fanno riflettere,  la radio è stata sintonizzata come al solito sulle onde corte su stazioni straniere. Il resto del messaggio essendo  personalmente rivolto ad un altra persona non ritengo di farlo ascoltare.  

Tutto questo può farci sperare, credere in una dimensione altra, dinanzi alla tragicità dell'esistenza fisica che oscura ogni cosa. 

Contatto metafonico:  C'è Zia Concettina Tortorici  

  Chi vuole conoscere la vicenda umana di mia zia Concettina Elena può  cliccare sul seguente collegamento ipertestuale: Concettina Elena Mancari

 

Poi  in tarda serata provo un contatto metafonico e  registro sulle onde corte sempre su stazioni straniere  due voci una maschile e l'altra  femminile che si riferiscono entrambi  a Sara la sorella di Francesca la fanciulla di Tortorici.

La voce dice: Sara, Sara sta bene ….   Che d’io ti penso ….  Poi parla in siciliano:  e cu to cori sentu…   (in italiano significa e con il tuo cuore sento)  prosegue sempre  in siciliano: un seculu fu  ( vuol significare un secolo è trascorso), Sara muore a Tortorici  nel 1902. 

Contatto metafonico: Sara, Sara sta bene, che d’io ti penso e cu to cori sentu, un seculu fu 

Un caro saluto da Nicola  

4.06.08 

Ieri provo un  contatto metafonico, premetto che il giorno prima avevo realizzato una breve ricerca su Saffo la più grande poetessa greca, che purtroppo è stata fraintesa dalla storia, io l'ho sempre citata nei miei scritti. Ella nasce ad Ereso nell'isola di Lesbo, figlia di una nobile famiglia di quei tempi, si dice che parte della sua esistenza si svolge a Mitilene,  successivamente alcune lotte politiche intestine la costringono  ad andarsene e  per un certo tempo viene esiliata in Sicilia.  In passato ne ho vissuto una sorta di déjà vu, come se in qualche modo avessi percepito la sua presenza siciliana: percezioni eteree, sogni trasfigurati, scene emozionali nostalgiche.  Saffo incanta con  la sua  bellezza,  con la sua arte poetica con la musica. Lei ama molte donne del suo tempo, fonda  una scuola sul culto di Afrodite. Ieri ricevo un messaggio alquanto strano che dice:  Qui chiami Saffo è di Creta.  

Saffò non è di Creta, ma nasce ad Eroso, tuttavia, sappiamo molto poco di questa poetessa, però  in una suo frammento  descrive  o rammenta  un tempio dell'isola di creta.

"Vieni da Creta a questo sacro tempio
dove cresce per te un amabile bosco
di meli a dagli altari si leva

fumo d'incenso,
e di là dai rami dei meli sussurra
un fresco ruscello, ovunque s'allarga
ombra di rose, da mormoranti fronde
stilla sopore,
il prato delle cavalle
è in germoglio di fiori primaverili,
dolce soffia la brezza…"

In un' altri suoi frammenti poetici rinomina Creta.


" Ragazze di Creta a tempo
danzavano lievi sui piedi
attorno all'ara adorna
calcando dolcemente
la morbida erba fiorita."

 Per secoli si tramanda la visione di una donna  con un corpo deformato, ma di una grande bellezza interiore.  Per  Ovidio  è  brutta, non per  Platone e Plutarco. Cosa pensa Foscolo di Saffo?  Egli risponde  ad una domanda dicendo che non è affatto brutta ed abbandonata da Faone (un barcaiolo  che  trasporta la gente dall'isola di Leucade a quella di Lesbo) come una certa tradizione riconduce, ma è al contrario, meravigliosa dalle incantevoli fattezze ed ha due occhi grandi come le stelle.  Una certa tradizione sulla disarmonia  fisica del suo corpo giunge sino a Leopardi che la descrive nel canto "l'ultimo  canto di Saffo" anno 1822:

“Placida notte, e verecondo raggio
Della cadente luna; e tu che spunti
Fra la tacita selva in su la rupe…

Alla misera Saffo i numi e l'empia
Sorte non fenno. A' tuoi superbi regni
Vile, o natura, e grave ospite addetta,
E dispregiata amante, alle vezzose
Tue forme il core e le pupille invano
Supplichevole intendo…”

Il poeta  immagina Saffo come un animo dolce, delicato, ma che deve fare i conti con un corpo brutto, disprezzato, descrivendo la scena del suo suicidio quando la  poetessa si precipita dalla rupe di Leucade  per l' amore di Faone non corrisposto.   

 Oggi, però, prevale l'idea della bellezza fisica di Saffo. Si suppone, inoltre, anche un'altra ipotesi e cioè la  presenza di due Saffo entrambi poetesse. 

Contatto metafonico:  Qui chiami Saffo è di Creta

Un caro saluto da Nicola

2.06.08 

Ciao Nicola,

 Grazie per la stima, immeritata, che mi dimostri e grazie per la tua bellissima risposta. Le tue idee, come vedi, sono in perfetta sintonia con le mie ed è davvero utile esplorare le possibili vie che si diramano, comunque, da una stessa origine.

Mi ha impressionato il contatto metafonico che hai ricevuto il 31 maggio, mi ha spinta a riflettere sulle ragioni per cui proprio l'amore, depurato da ogni umana implicazione, appare essere la vibrazione che tiene insieme questi mondi così lontani ed intangibili fra loro. La voce di Francesca di Tortorici, col suo bellissimo accento siciliano, pare distendersi come un luminoso ponte verso l'infinito profondo in cui ella ora vive e ama, aprendoti una strada inesplorata che puoi percorrere solo "per amore", per quella vibrazione che ti muove alla sua ricerca. Proprio l'amore, questa energia immateriale che pure tanto effetto ha sulla materia e sulle nostre percezioni fisiche, pare rendere possibile una comunicazione oltre lo spazio-tempo ed oltre la materia, quasi fosse il perfetto regno della non-località e l'onda costante su cui si modulano, accordandosi nei tempi e nei modi, I diversi mondi possibili. Che poi essi possano essere o meno virtuali, che importa? Cosa cambia? Ciò che è reale è ciò che proviamo nell'istante, ciò che ci muove al pianto o al sorriso e placa per un pò la nostra sete. Noi siamo fatti della stessa materia delle stelle e se la loro luce continua a propagarsi nel vuoto ancora per molti anni luce dopo la loro morte, mostrandocele ancora meravigliose e palpitanti di vita, perchè questo non dovrebbe essere vero anche per la nostra anima o coscienza che dir si voglia? (Questo pensiero è stato espresso dal professor Gary Schwartz nel suo libro "Esperimenti sull'Aldilà").

 A presto, Francesca

 

La stima che ho per te è più che meritata, tutto ciò che scrivi è illuminante, apre le stanze alla riflessione, al pensiero, alle mille domande sull'aldilà.  Le tue idee sono anche in perfetto accordo con le mie.

Ti rispondo ritornando al sommo Dante, il quale ha una intuizione geniale  quando dice:  "… L'amor che move il sole e l'altre stelle … ch'è moto spiritale, e mai non posa fin che la cosa amata il fa gioire..."  Molto prima di Dante con  Aristotele anno 384 a.C  l'idea cosmologica dell'universo è legata  ad una visione geocentrica di tipo geometrica, Dante approfondisce questa "filosofia della natura" riportandola nella sua commedia.  In Aristotele c'è una disposizione  immutabile dei cieli che sono  considerati come delle sfere che  si muovono da est ad ovest   ruotando in una perfetta armonia. La velocità dei cieli presuppone un moto uniforme,  mentre i corpi celesti sono in quiete rispetto ai loro cieli, però vengono  trascinati dal moto delle sfere. I teologi medioevali mantengono una visione aristotelica della natura ed ipotizzano un nono cielo chiamandolo  ‘Primum mobile’, questo ultimo è privo di  qualsiasi corpo celeste, ma al contrario è il motore dei restanti otto cieli.   Dante suppone l'esistenza di nove cieli,  il più  alto nel punto immobile è l'empireo,  il paradiso che è disseminato di cori angelici. La presunta voce di Dante in un  mio precedente contatto metafonico parla di "Iniziato punto".

 

"...La gloria di colui che tutto move

per l'universo penetra, e risplende

in una parte più e meno altrove..."

Dante

   

L'armonia delle sfere ha un origine pitagorica in quanto il numero diventa l'elemento fondante del cosmo, il principio che ordina tutto. Nonostante che da Copernico  fino all'odierna cosmologia siano  radicalmente cambiate le concezioni cosmologiche, rimane, a mio modesto parere, una idea sostanziale, l'energia psichica che in qualche modo possa interagire con altri universi. Secondo Dante Dio assegna agli angeli la mansione  di informare,  annunciare, nonché comunicare  attraverso influenze astrali. Cosa sono le influenze astrali?  Sono interazioni di pensieri, tu ben dici: "l'amore, depurato da ogni umana implicazione, appare essere la vibrazione che tiene insieme questi mondi così lontani ed intangibili fra loro." Poi riferendoti alla fanciulla di Tortorici proferisci: 

"La voce di Francesca di Tortorici, col suo bellissimo accento siciliano, pare distendersi come un luminoso ponte verso l'infinito profondo in cui ella ora vive e ama, aprendoti una strada inesplorata che puoi percorrere solo "per amore", per quella vibrazione che ti muove alla sua ricerca". 

Intanto, è molto interessante che dalle onde corte su stazioni straniere si produca un'accentazione siciliana. Gli aspetti fonetici del linguaggio sono un elemento fondamentale della ricerca metafonica. Le comunicazioni con Francesca sono spesso contrassegnate non soltanto da un  accento siciliano, ma bensì Tortoriciano ancora più specifico.  Le sue descrizioni si presentano spesso dettagliate e precise. E’ affascinante poter pensare come dici tu ad "un ponte verso l'infinto" e che l'amore come già Dante aveva esposto nella sua commedia sia la vibrazione che promuove ogni contatto.  Poi ci parli di un  "… oltre lo spazio-tempo ed oltre la materia, quasi fosse il perfetto regno della non-località e l'onda costante su cui si modulano…" 

Riporto il precedente contatto del 31 Maggio 2008 ma invito a leggere quanto ho scritto a tal proposito.

Contatto metafonico del 31 Maggio 2008  ore 17.30

Voglio riprendere qualche contatto metafonico con Francesca, ne riporto solo alcuni che ritengo significativi sia per evidenziare l’accentazione siciliana, che per le relazioni semantiche di coerenza. 

 

 

Francesca era malata di tisi

Contatto metafonico: Li senti i singhiozzi? 

 

E' sconcertante quando la sua presunta voce metafonica sostiene di non volere che io inserisca nel sito oltre alla sua foto un disegno del suo frontale. Avevo già indicato a Cettina di espletare il disegno.  Volevo evitare di ripetere nei vari scritti la stessa fotografia. Ma lei si contrappone come se fosse davvero una presenza invisibile cosciente.

(La parola voglio viene pronunciata in siciliano vogghiu)

Contatto metafonico: Mi vedi non vogghiu cambiare foto  Nicola

Procedura onde corte su stazioni straniere.
Il primo sembra riferirsi alle lezioni di pianoforte, mi sono sempre chiesto cosa suonasse. Premetto che in dialetto siciliano faceva si pronuncia, facia.
 

Contatto metafonico: : Facie lezione Bach Verdi.

 

 

   Suggerisco di leggere ed ascoltare i presunti contatti metafonici con Dante Alighieri.

Presunto contatto metafonico con Dante Alighieri

 La mia ricerca metafonica è densa di relazioni significative. E' indispensabile che i ricercatori proseguano in questa direzione.

Con affetto e stima da Nicola

 

1.06.08 

Le voci e la coscienza.

Gentile Dott. Schepis,

 Cosa attraversiamo? Dove andiamo? Lei, confuso dall’apparente e paradossale succedersi degli eventi come ognuno di noi, dal procedere lungo una linea retta di quella che ci appare come realtà, si pone domande che è la qualità stessa della sua coscienza che Le dà la possibilità di porsi. La nostra coscienza è, in definitiva, il mistero e la sua soluzione al contempo.

Dovremmo quindi interrogarci principalmente sulle qualità della nostra stessa coscienza per cercare di far filtrare un po’ più di luce sull’essenza di ciò che ancora non comprendiamo, come ad esempio, fra le miriadi di cose, il senso del tempo.

Quando le voci metafoniche ignorano le nostre richieste razionali per proporci, invece, messaggi d’amore, di fede, di bellezza e compassione, sembrano darci un primo indizio: sembrano indicarci, cioè, che la capacità di razionalizzazione e la possibilità di percepire la nostra singola individualità come scissa dal Tutto siano eventi che interessano la coscienza solo finchè essa rimane legata ad un veicolo fisico, materiale, e vien dato da pensare che questa difficile ed umana condizione sia determinata proprio dalla “pesantezza” insita nella materia che appare come origine stessa di quella porzione di realtà che ci troviamo a sperimentare nel momento presente. Sir John Eccles, premio Nobel per la medicina nel 1963, ebbe occasione di dire che “se c’è qualcosa di vero nell’idea di sopravvivenza, allora essa dovrebbe essere differente da qualsiasi cosa immaginabile per poter essere tollerata e, per questa ragione, non dovrebbe essere davvero confrontabile con la vita...”.

Ciò ci mette nella condizione di fare un’ulteriore riflessione sulla nostra coscienza: essa sembrerebbe essere dunque in grado di vivere su più dimensioni di “realtà” per così dire, di adattarsi, come una forma energetica fondamentale, a qualunque condizione “vitale” pur di esprimere se stessa e di esplicitare il suo ruolo: quello di conferire, con la sua stessa essenza, significato e pregnanza ad una realtà ben più vasta ( si ricorda?: “e ho nella mente intera gente con un sistema più vasto”) che, a sua volta, si realizza proprio attraverso I meccanismi cognitivi della coscienza depurata dall’ “umano”, ossia la coscienza di fondo dell’universo.

Potremmo dunque azzardare che la coscienza sia la forma di energia primaria e che essa realizzi il suo scopo di “creare la realtà” attraverso quello schema armonico cui noi abbiamo dato il nome di “amore” e che è lo strumento principale attraverso il quale tutto si realizza e si compone in un “ordine implicato” (Bohm). Dunque la risposta alle sue domande potrebbe essere incomprensibile alle nostre facoltà attuali, ma ciò non toglie che potrebbe essere già conosciuta ad un livello molto profondo della nostra coscienza, quello cui, in questa condizione, non abbiamo accesso perché, forse, la nostra coscienza individualizzata è stata  immersa nel Lete della dimenticanza per poter vivere pienamente in questo settore della realtà. E l’amore, anche quella piccola parte che ci è dato conoscere e sperimentare come umani, ci riflette le luci caleidoscopiche e rassicuranti di un vago ricordo che pure sembra appartenendoci nel fondo di qualche fibra, quel vago ricordo che le voci continuamente cercano di ravvivare per tentare di risvegliarci al ricordo e alla speranza.

Francesca.

 

La ringrazio per quanto dice, è molto interessante la sua e mail.  Pirandello ci  descrive la coscienza come “… un lanternino che proietta tutt'intorno a noi un cerchio più o meno ampio di luce, di là dal quale è l'ombra nera, l'ombra paurosa che non esisterebbe, se il lanternino non fosse acceso in noi, ma che noi dobbiamo pur troppo creder vera, fintanto ch'esso si mantiene vivo in noi. Spento alla fine a un soffio, ci accoglierà la notte perpetua dopo il giorno fumoso della nostra illusione, o non rimarremo noi piuttosto alla mercé dell'Essere, che avrà soltanto rotto le vane forme della nostra ragione? “

Oggi stiamo cercando di capire cosa sia la coscienza, ma comprendiamo solo quella prodotta dalle interazioni neurali, forse  c’è qualcosa che ha radici molto più profonde, una zona inesplorata, ma non sappiamo come si possa interfacciare con le strutture biologiche del nostro encefalo, quando la nostra esistenza   avrà soltanto rotto le vane forme della nostra ragione …”.  Noi siamo   dentro …  un cerchio più o meno ampio di luce, di là dal quale è l'ombra nera, l'ombra paurosa che non esisterebbe, se il lanternino non fosse acceso in noi …” Noi riusciamo a vedere solo quella parte che la coscienza ci permette di osservare, però, stiamo appena scoprendo  un mondo inimmaginabile che si dipana nell’infinito profondo.  Riporto quanto lei dice: - Sir John Eccles, premio Nobel per la medicina nel 1963, ebbe occasione di dire che “se c’è qualcosa di vero nell’idea di sopravvivenza, allora essa dovrebbe essere differente da qualsiasi cosa immaginabile per poter essere tollerata e, per questa ragione, non dovrebbe essere davvero confrontabile con la vita...”.

Forse la coscienza proiettata nel nulla dell'aldilà riesce a creare una nuova realtà, come il vuoto quantoMeccanico genera materia, uno spazio fantasma, che sembra non esserci, ma che tuttavia tiene distante, separa qualcosa, pur senza apparire.  Il vuoto quantoMeccanico è un vuoto pieno ma è come se non ci fosse, tuttavia, la massa degli elettroni se pur minima sembra provenire da quello spazio fantasma.  La coscienza potrebbe essere essa stessa un universo virtuale, che non si fonda più sulla materia, ma sull'energia psichica. Potrebbe generare uno spazio-tempo immaginario ed una massa virtuale.  Le coscienze liberate dall'esistenza encefalica si potrebbero considerare come involucri metafisici o bolle di psiche che generano nuovi universi ed interagendo darebbero vita a realtà dinamiche diversificate, a creazioni continue di spazi virtuali.  Da recente ( nel mese di Agosto dell'anno scorso)  gli scienziati hanno scoperto nell'universo un grande vuoto, una zona assolutamente vuota di novecento milioni di anni luce, una regione di universo fatta di niente, lì manca persino lo spazio e il tempo (spazio-tempo).  Per alcuni scienziati  "E' l'impronta indelebile di un altro universo che sta oltre il nostro."

Con affetto e stima da Nicola

 

31.05.08 

Io rimembro spesso un luogo di Tortorici dove ho vissuto alcuni rari ritagli della mia infanzia e della prima giovinezza. Lì,  ancora, immagino Francesca – La fanciulla di Tortorici  - e Sara la sorella. Oggi ho ripensato a Francesca, alla vita stessa che fugge, all’entropia dell’universo, alla malinconia che spesso abita il cuore.

"Quì io ti amo / Tra i pini si srotola il vento . / Brilla fosforescente la luna su acque erranti … Un gabbiano d’argento si stacca dal tramonto. / A volte una vela . Alte, alte le stelle. / O la croce nera di una nave." P. Neruda

Riporto quanto avevo scritto il  12.03.08, lo riporto  solo per chiarire il senso del contatto metafonico di oggi. Talvolta la mia mente richiama certi paesaggi reali, ma vissuti oniricamente,  uno spazio irreale che torna, che rivisita i miei pomeriggi. Un piccolo luogo si può trasformare in un infinito denso di nostalgia e di amore.

Ricordo,  diversi anni fa  quando  scrissi una poesia, si fa così per dire, diciamo delle parole sentite, mi riferivo ad un momento particolare della mia preadolescenza, quando giocavo a Tortorici con le mie cugine rincorrendoci tra i noccioleti. Quello che ricordo che eravamo felici in quei momenti, giocavamo a nascondino sotto i  soffitti di legno. Allora tutto era avvolto da una profonda innocenza. Quando scrissi quella poesia ripensai a quel luogo, ma non c'erano  più le mie cugine, però mi sovvenne un ricordo struggente per una fanciulla mai incontrata proprio lì, vestita di altri tempi ( di bianco), ella aveva  capelli neri  sciolti . Quel  ricordo non vissuto si riempì  di nostalgia, un sogno ad occhi aperti che tornò più volte a rinverdire i  giorni della mia vita. Dietro una esperienza reale si presentava un vissuto immaginario, profondamente nostalgico.  L'altro giorno stavo ascoltando una colonna sonora di una certa musica, nulla d'importante, chissà perché, quella musica mi riportava quasi con violenza a quel sogno ad occhi aperti, ho avvertito una profonda commozione che mi ha turbato assai. Ho provato a sperimentare un breve contatto metafonico ed ho ricevuto il seguente messaggio. 

Voce metafonica: La fanciul che ci dasti tu. 

La fanciulla sembra riferirsi alla storia di Francesca che ho pubblicato realizzando un corto, ma nello stesso tempo sembra essere associata ad un sentimento molto profondo, le cui le origini restano ignote.   

Per saperne di più leggi:

Le fanciulle di Tortorici  (Ricerca storica)

 

 

 Oggi 31 Maggio ho provato a sperimentare un breve contatto metafonico ed ho ricevuto il seguente messaggio. 

Per ascoltare la presunta voce di Francesca - La fanciulla di Tortorici - clicca su:

Contatto metafonico del 31 Maggio 2008  ore 17.30

 

 

30.05.08 

Talvolta, mi fermo e mi soffermo ed osservo la mia vita, la vedo scivolare tra le  mani, mi accorgo come tutto mi passa, mi cade addosso, ed io mi sento inerme rispetto al tempo  che scorre indifferente, considero gli infiniti momenti trascorsi, molti di essi vani, ripetitivi, altri dolorosi e qualche volta drammatici, qualcuno meraviglioso, ma raro, prezioso e irripetibile.  E la vita passa, si inseguono le settimane,  i mesi, le stagioni, non c'è il tempo di chiedersi perché va così, tutto riprende la sua corsa, solo la memoria unifica il tempo delle azioni,  mentre osserviamo  soltanto uno spazio mentale.

Rivediamo solo parte del passato, quello ricostruito dalla memoria,  prevediamo il futuro prossimo nei sommi capi attraverso le ipotesi.  Ma  la realtà è solo infinitesimale, è lì nell'istante più piccolo, si cancella subito perchè  sussegue quello successivo, senza la memoria tutto sarebbe vano, impossibile. L'organizzazione dei pensieri ci da il senso del tempo, ma il tempo è un'altra cosa. L'atto iniziale del big bang dura 10 alla meno 43 secondi, proprio lì nasce il tempo, ma in quell'attimo così breve si decide il futuro dell'universo e la possibilità della nostra esistenza. 

La lunghezza di Planck,  la più piccola distanza che possa esistere, è qualcosa di infinitesimale rispetto alla grandezza di un atomo, mentre il rapporto tra l'uomo e l'universo  si presenta paradossalmente infinitamente più grande. Così, il tempo minimo, e cioè, quello di Planck ha un  valore  pari a 5.38 X 10-44 secondi. Noi viviamo un macro tempo, ma lo percepiamo in una forma minuta,  il secondo vissuto come un frammento nella sua realtà è un tempo vastissimo, lo percepiamo attraverso l'organizzazione dei nostri sensi e dei pensieri. Non sappiamo niente del tempo, il senso della durata è legata alle nostre senso - percezioni, alla memoria sia a breve  che a lungo termine.  Osservare la vita è come perdersi in un fiume, tutto s'inoltra verso il futuro ed il presente fugge.

"Non chiedo che una teoria corrisponda alla realtà perché non so cosa sia la realtà. La realtà non è qualcosa che potete misurare con la cartina di tornasole. Tutto ciò che mi interessa è che la teoria preveda i risultati delle misurazioni" . Stephen Hawking.

 E' davvero, triste, enigmatica la dimensione umana, cosa attraversiamo, dove andiamo?. 

Un caro saluto da Nicola  

 

 

29.05.08 

Ciao Nicola,

sono la Barbara come stai?

Tutti i giorni leggo il tuo Forum insieme a mio figlio Matteo e abbiamo notato che sei molto triste e preoccupato per questo mondo così vuoto e lui riflette molto su ciò che scrivi e abbiamo pensato di smettere completamente di guardare la tv e di dedicarci a leggere un buon libro e di fare delle belle passeggiate,dato che viviamo in campagna! Sai mi ha raccontato che i suoi compagni parlano solo di quello che hanno e prendono in giro quei ragazzi che certi giochi non se li possono permettere e questo mi rattrista molto,perchè quando saranno adulti e se mai avranno una famiglia cosa insegneranno ai loro figli? Sai Matteo ha scelto un libro che si intitola "Io non ho paura" di Niccolò Ammaniti e ho notato che gli piace molto ed ha ricominciato a leggere anche i fumetti,perchè come sempre hai ragione tu i Videogiochi riducono i nostri ragazzi a delle "Anime Vuote". Io credo veramente che dobbiamo ritrovare noi stessi e dobbiamo cercare di considerare di più le persone che hanno vissuto in passato,perchè hanno ancora molto da offrire.
Potresti darmi un consiglio per favore su alcuni nomi di libri da fare leggere a mio figlio?,te ne sarei molto grata, lui ha 13 anni.
E poi volevo chiederti una cosa,quando registri le voci Meta tu gli hai mai chiesto qualcosa su questo mondo che a poco a poco si sta sgretolando, dove i valori umani non esistono più?
Ti ringrazio perchè ci aiuti a riflettere e a tornare noi stessi,io e Matteo ti mandiamo un forte abbraccio.
Con stima Barbara.

La realtà odierna è veramente decadente, tutto sembra scivolare verso il nulla, il dio denaro trionfa su ogni cosa. La maggior parte dei giovani non sono più figli nostri, ma dei mass media, questi mezzi con la loro onnipotenza hanno stravinto sul mondo obbligando tutti a pensare secondo i loro schemi, hanno dissolto gli spazi minimi di libertà. 

La nostra Italia è stata totalmente pianificata dai mass media, ogni forma di libero pensiero è stato spazzato via, liquidato per sempre. Ormai è la gente che vuole il nulla, ormai è l’anima di ciascuno che è stata cancellata. Restano pochi superstiti e più tempo passa saranno sempre di meno,  il nostro paese precipiterà in una dittatura che il fascismo ed il nazismo al cospetto faranno solo ridere. La vera spazzatura sarà quella mentale, l’inesistenza del pensiero, l’omologazione totale, l’incondizionato asservimento ai media.

I media stanno cancellando lo spazio reale che si trasforma sempre di più in uno virtuale, desertificando ogni rapporto umano, impedendo a ciascuno di custodire i propri pensieri, cancellando le memorie,  i ricordi, gli affetti, il sapere, regalando, al contrario, l'ignoranza, l'idiozia, l'arroganza, la prevaricazione e la violenza.  Esiste qualche programma decente, ma è raro, infinitesimale come Dio. Però, i media non sono solo la televisione, sono la vita di oggi, sono incestati nel cuore della gente. E' la peggiore infezione virale che sia mai esistita al mondo.

Nicola

 

 

27.05.08 

Gentile dottor Schepis,

 Grazie per le Sue belle parole e per il meraviglioso contatto metafonico che ha voluto regalarmi. Sono parole che mi travolgono con un amore che papà, in vita, non ha forse mai saputo verbalizzare in un modo così profondo e totale.

Come potrà immaginare qualche lacrima è scivolata sulla tastiera del computer, è inevitabile. E forse il tono ed il contenuto di questo messaggio ci trascinano inevitabilmente alla radice dei concetti che abbiamo recentemente espresso nei nostri scritti, in quello stato d'animo in cui vibra solo la pura emozione, là dove ci viene richiesto di sospendere per un momento il giudizio e di sostituire un intelletto ipertrofico con la dolcezza dell'affetto e della speranza.

 Grazie davvero.

A presto, Francesca.

La ringrazio e la saluto con affetto e stima, Nicola.

 

 

26.05.08 

Riflessioni sui suoi articoli "Rileggere Darwin" e "Dio e le bolle di coscienza"

Dio e le Bolle di coscienza

Rileggere Charles Darwin: la selezione gli angeli e Dio

 

Gentile dottor Schepis,

 Ripensavo in questi giorni a quella breve frase metafonica che Lei ha gentilmente registrato per me: "Si fa per fisica", riferendosi al tentativo che ho fatto, nel libro che ho appena finito di scrivere, di esplicitare le ricerche fatte nel campo della sopravvivenza dell'anima da vari scienziati e ricercatori. In verità nel libro non parlo certo solo del punto di vista di fisici, ma non nego che, forse, per loro, ho avuto un occhio di riguardo, quasi che attribuissi alla loro disciplina una maggiore pregnanza, una maggiore possibilità di presentare certi argomenti alla nostra ragione di modo che poi essa non li rifiuti come residui di una mentalità superstiziosa che tanto abbiamo fatto per superare e ridicolizzare.

Ma, forse, quella frase voleva instillare un dubbio, cioè che la fisica non fosse la sola strada; il cammino verso l'acquisizione di una conoscenza che noi, forse vanagloriosamente, vogliamo ottenere, si, "si fa per fisica", ma non solo, forse la fisica è solo una faccia del poliedro attraverso il quale, con fatica, dobbiamo osservare la realtà per poter sfiorare il suo nucleo, poterlo immaginare, elaborare, avvicinarci ad esso senza però mai raggiungerlo davvero, o forse fino a quando non saremo capaci di sintetizzare in un perfetto "unicum" ed in una grandiosa teoria tutto ciò che abbiamo compreso finora.

La fisica, infatti, non basta. Come non basta, da sola, la filosofia, la metafisica, la matematica, la poesia, I sogni. Noi, come l'universo che ci accoglie, siamo fatti di tutto questo ed altro ancora, siamo fatti della nostra stessa coscienza e delle sue qualità che, come tutti gli indizi fanno supporre, continua a riflettersi eternamente in un delta di possibilità sulla volta di un tempo circolare che continua a rimandarci questa immagine della realtà, quella in cui viviamo "adesso", tanto per dare un riferimento temporale ad uno stato tridimensionale che, in realtà, pare sia solo un prodotto della materia stessa. L'ipotesi che noi possiamo essere, contemporaneamente, onda e corpuscolo è plausibile, e forse è quella la strada per spiegare "per fisica" la nostra immortalità in quanto coscienze, ma se dovessimo spiegarla "per filosofia", o per "metafisica" o "per poesia", quale linguaggio e quali regole dovremmo utilizzare? Bohm diceva che per spiegare e comunicare la fisica quantistica occorrerebbe rifondare il linguaggio, trovare una nuova terminologia perché le parole che servono per spiegare questa realtà non bastano nemmeno a farcela immaginare, l'altra realtà, quella che sottende a ciò che vediamo e tocchiamo, il sotterraneo di ciò che ci resta celato e nel quale tutto è connesso in quella inimmaginabile relazione atemporale e adimensionale che chiamiamo non-località. Forse è già tanto quello che abbiamo intravisto, forse dovrebbe bastarci a darci pace e a consolarci della nostra temporanea condizione di mortali. Ronald Pearson, un coraggioso scienziato inglese, ha dato dignità di teoria scientifica alla sua idea del cosmo organizzato secondo il modello della nostra struttura neuronale: partendo dall'idea di un mezzo di fondo (che egli ha chiamato I-there) che informa di sè tutto l'universo e che è organizzato secondo una rete neuronale capace di avviare ad un determinato punto il processo della Creazione come una grande e necessaria idea, un grande pensiero che si fa materia ed energia e che, a sua volta, è sostenuto nella sua esistenza cosciente dalla materia e dall'energia, egli ha immaginato forse l'idea più potente di Dio che io abbia mai conosciuto. Ed è in questa dinamica che si inserisce la nostra coscienza, ovvero la capacità di definire l'ambiente e, contemporaneamente, di definire noi stessi come separati da quell'ambiente, e questa capacità si forgia (perchè no?) in quel reame immaginario che secondo il fisico americano Fred Alan Wolf sta tra il Mondo delle Idee di platonica memoria ed il Mondo delle Cose che è quello in cui viviamo adesso: la nostra coscienza, liberata dal Mondo delle Cose, è il necessario collegamento tra questi due mondi, tra queste due sfere che definiscono la Realtà nel suo complesso, ne forma il fondamento. Ed ecco che le entità che esprimono puro pensiero attraverso la metafonia, appaiono il tramite energetico tra il Mondo delle Idee, degli archetipi, dei costituenti primari della nostra possibilità di pensiero e la materia in cui viviamo mentre siamo legati ad un corpo fisico e questa energia non può essere che l'amore che sostiene un rapporto cercato e anelato nel tentativo di sottrarci alla paura e all'abbandono del materialismo fine a se stesso. Ed allora è giustificato pensare che non arriveremo a capire la complessità di questa realtà solo "per fisica", non è nella natura dell'oggetto studiato poter essere compreso solo attraverso una via, e allora dovremo usare le parole, I sogni, la poesia, la filosofia, la compassione e tutto ciò che abbiamo in quanto esseri umani, tutto ciò che costituisce il tessuto del nostro possibile sentire, perché tutto quello che è nella nostra anima altro non è che il riflesso fedele di ciò di cui è fatto l'universo, anzi, tutti gli universi possibili.

In questo scenario la non-località è una necessità, e tutto è, per forza, contemporaneo a se stesso: come dice Lei non siamo mai nati e siamo sempre esistiti negli universi come bolle di coscienza ma intanto, per beffa del destino, ce ne stiamo nella platonica caverna, con le