Una possibile conferma sull'aldilà
Evento straordinario
di Nicolò Schepis
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Metavideoscrittura
La narrazione
della fanciulla di Tortorici inizia virtualmente con la mezzanotte del
capodanno del 1900, descrivendo la banda musicale che per la prima volta
suona per le vie del paese di Tortorici. Io, quando ho scritto l'articolo
che contempla quel periodo non sapevo, nè della data della morte del
padre avvenuta tragicamente il 13 febbraio del 1899 all'età di 56 anni,
corre voce che disperato si sia buttato in un pozzo, né del suo nome; "non
papà Stette". C'è da
precisare, inoltre, che si tratta di una frase scritta e non ascoltata
metafonicamente, quindi non soggetta a possibili interpretazioni come
accusano gli scettici. Tutte le inferenze logiche applicabili sono
plausibili, perché non si basano su di una indeterminatezza, bensì su di
una certezza. Il messaggio è chiaro, certo, inserito sintatticamente al
posto giusto. Questo resoconto mi lascia pensare l'impossibilità di una
eventuale proiezione del pensiero. Nessuno all'anagrafe ha spulciato la
morte di quel signore sconosciuto ( mi sembra assurdo) ed ha trasmesso telepaticamente il
responso sul mio programma realizzando la trascrizione straordinaria
sul mio pc.. Continuo
l'ipotesi. L'altro sconosciuto in possesso dell'informazione ( cosa estremamente rara,
nessuno spulcerebbe un archivio per conoscere la data di morte di una
persona comune estinta nell'ottocento; io per farlo ho avuto un motivo ben
preciso: l'amore per Francesca) avrebbe dovuto riformularla come se fosse
stata proferita, non da lui, ma dalle due fanciulle: Francesca e Rosaria: -
"non papà Stette" - inseguivano nei sogni la vastità dell'acqua".
Mi sembra impossibile questa ipotesi! Una possibile
spiegazione. Si tratterebbe
di una riformulazione sintattica, l'eventuale trasmissione telepatica ( cosa
assurda) sarebbe dovuta essere stata trasformata fraseologicamente da un
altro pensiero, dal pensiero di una figlia (cosa doppiamente assurda).
Solo una figlia o un figlio può proferire il vocabolo papà, non un
estraneo. Anche
in questo caso ci sarebbe stata una intromissione extra. Il soggetto (
Salvatore) diventa complemento e si trasforma in papà. L'ipotesi telepatica per me va esclusa. Vi invito a
leggere la mia precedente esperienza con la metavideoscrittura.
Voglio
specificare che "non papà Stette" significa che papà è
mancato. In effetti il papà di Francesca è morto il 13 febbraio 1899.
Il soggetto della scrittura resta sconosciuto.
Voglio
raccontarvi che la realtà talvolta supera i sogni, ma certe volte i sogni
oltrepassano la realtà. Avevo scritto - "Francesca e Rosaria: - "non
papà Stette" - inseguivano nei sogni la vastità dell'acqua" - in un
articolo pubblicato in una rivista siciliana riferendomi a Francesca la
fanciulla di Tortorici. Durante la composizione dello scritto avevo
utilizzato un programma di dettatura vocale, per non stancarmi, sapete che
questi programmi commettono degli errori. Io, però, utilizzando questo
programma ho sempre ottenuto delle frasi piene di senso, non riesco a
spiegarmi il perché. La frase minima "non papà Stette" per quanto
significativa può sembrare strana, anzi mi è sembrata strana, ricordo che
non riuscivo a darne un senso. Ultimamente ho fatto una ricerca anagrafica
sulla vita del padre di Francesca. Il padre di Francesca Ioppolo si chiamava
Salvatore; nasce a Tortorici il 10 aprile 1843 e muore, a soli 56 anni, il
13 febbraio 1899.