Una possibile conferma sull'aldilà

Evento straordinario

di Nicolò Schepis

 

 

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Metavideoscrittura

 

Voglio raccontarvi che la realtà talvolta supera i sogni, ma certe volte i sogni oltrepassano la realtà. Avevo scritto -  "Francesca e Rosaria: - "non papà Stette" - inseguivano nei sogni la vastità dell'acqua"  - in un articolo pubblicato in una rivista siciliana riferendomi a Francesca la fanciulla di Tortorici. Durante la composizione dello scritto avevo utilizzato un programma di dettatura vocale, per non stancarmi, sapete che questi programmi commettono degli errori. Io, però, utilizzando questo programma ho sempre ottenuto delle frasi piene di senso, non riesco a spiegarmi il perché. La frase minima "non papà Stette" per quanto significativa può sembrare strana, anzi mi è sembrata strana,  ricordo che non riuscivo a darne un senso.  Ultimamente ho fatto una ricerca anagrafica sulla vita del padre di Francesca. Il padre di Francesca Ioppolo si chiamava Salvatore; nasce a Tortorici il 10 aprile 1843 e muore, a soli 56 anni, il 13 febbraio 1899.  

La narrazione della fanciulla di Tortorici  inizia virtualmente con  la mezzanotte del capodanno del 1900, descrivendo la banda musicale che per la prima volta suona per le vie del paese di Tortorici.   Io, quando ho scritto l'articolo che contempla quel periodo  non sapevo, nè  della data della  morte del padre avvenuta tragicamente  il 13 febbraio del 1899 all'età di 56 anni, corre voce che disperato si sia buttato in un pozzo, né del suo nome; "non papà Stette".

C'è da precisare, inoltre,   che si tratta di una frase scritta e non ascoltata metafonicamente, quindi non soggetta a possibili interpretazioni come accusano gli scettici. Tutte le inferenze logiche applicabili sono plausibili, perché non si basano su  di una indeterminatezza, bensì su di una certezza.  Il messaggio è chiaro, certo,  inserito sintatticamente al posto giusto. Questo resoconto mi lascia  pensare l'impossibilità di una eventuale proiezione del pensiero. Nessuno all'anagrafe ha spulciato la morte di quel signore sconosciuto ( mi sembra assurdo) ed ha trasmesso telepaticamente il responso sul  mio programma realizzando la trascrizione straordinaria sul mio pc..

Continuo l'ipotesi.

L'altro sconosciuto in possesso dell'informazione ( cosa estremamente rara, nessuno spulcerebbe un archivio per conoscere  la data di morte di una persona comune estinta nell'ottocento; io per farlo ho avuto un motivo ben preciso: l'amore per Francesca) avrebbe dovuto riformularla come se fosse stata proferita, non da lui, ma dalle due fanciulle: Francesca e Rosaria: - "non papà Stette"  - inseguivano nei sogni la vastità dell'acqua".  Mi sembra impossibile questa ipotesi!   

Una possibile spiegazione.

Si tratterebbe di una riformulazione sintattica, l'eventuale trasmissione telepatica ( cosa assurda) sarebbe dovuta essere stata trasformata fraseologicamente da un altro pensiero,  dal pensiero di una figlia (cosa doppiamente assurda).  Solo una figlia o  un figlio può proferire il vocabolo papà, non un estraneo. Anche in questo caso ci sarebbe stata una intromissione extra. Il soggetto ( Salvatore) diventa complemento e si trasforma in papà.  L'ipotesi telepatica per me va esclusa.   Vi invito a leggere la mia precedente esperienza con la metavideoscrittura.  

Voglio specificare che "non papà Stette" significa che papà è  mancato. In effetti il papà di Francesca è morto il 13 febbraio 1899.   Il soggetto della scrittura resta sconosciuto.