Anno 2009 - 2010

Forum metafonia pagina 1

 

nicolaschepis@alice.it

 I vari forum sono tutti interconnessi con le voci metafoniche.

 

Anno - 2006 - Forum e presunte voci dall'Aldilà 

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                Anno 2007 Forum e presunte voci dall'Aldilà 

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Anno 2008 - 2009  Forum e presunte voci dall'Aldilà 
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Premessa:

Chi sostiene che io parli con i morti è solo una persona ignorante e superficiale che non ha letto neppure le premesse e si limita ad osservazioni folli.

Voglio essere preciso in ciò che dico anche per non essere frainteso quando parlo di metafonia. Riguardo alla metafonia mi limito alla sperimentazione, non oso pronunciarmi oltre. Il mio lavoro è utile per indicare una strada piuttosto che chiuderla. Il paranormale è un settore molto minato perché soggetto a speculazioni e frodi, oggi viviamo in un'epoca di manipolazione del linguaggio, il rischio peggiore è di  essere frainteso, interpretato scorrettamente ed immesso nel circuito della comunicazione in maniera deformata.  

Non credo che si parli con i morti, si tratta solo di capire cosa accade nella metafonia. Forse un giorno la scienza potrà svelare questo mistero.

Ritengo fondamentale la chiarezza di ciò che dico e ciò che faccio sperimentalmente e dei limiti della sperimentazione stessa. Molti scettici ( ed io rispetto lo scettico perché è una sua scelta, ma non condivido quando abusa del suo scetticismo per immettere un'informazione distorta delle cose) approfittano delle frodi e degli errori ingenui commessi nel  paranormale per stendere un velo pietoso. Tutto questo rende la ricerca sempre più difficile, un terreno minato, soprattutto in una Italia sempre più condizionata dai media, sempre  meno critica e decaduta nella cultura.  Dopo ci stanno gli imbroglioni, i megalomani a complicare le cose, questa gente specula sul dolore della gente, inventando realtà fantomatiche inesistenti.  Non è semplice procedere in un terreno così franoso ed essere compresi dalla gente.     

Voglio specificare che lo studio della metafonia per me ha soltanto una valenza sperimentale, tutti i riferimenti per quanto possano essere interessanti rimangono relegati nell’ambito delle ipotesi. Sono stato sempre contro un paranormale spicciolo  che rifila e distribuisce soltanto illusioni e sogni.

Oggi si vendono molti libri e si guadagnano tanti soldi.  Nessun sapere può eludere la ricerca, non può essere ascritto in una tautologia pretestuosa, non può spacciarsi per verità solo perchè è ben confezionato. Io sono un ricercatore, tutto quello che troverete nel sito è  il frutto di  un lavoro sperimentale, resta limitato nel campo della sperimentazione. Non ho mai affermato che con la metafonia si possa parlare con i morti, ma ho solo supposto che la fenomenologia delle voci ci lascia pensare e presumere molte possibilità sconosciute.

Prendo le dovute cautele e distanze da ogni presunto contatto con l'aldilà,  poiché non conoscendo l'origine e la natura delle voci, non mi resta che analizzare il materiale fonico  limitandomi a ciò che osservo, senza esprimere alcun giudizio. La mia è una semplice  analisi semantica  dei contenuti nulla di più. Invito tutti alla massima prudenza.

 

 

 

Se clicchi su   Archivio Forum  potrai seguire uno scambio di opinioni corredato da contatti metafonici ormai in archivio che vanno dal  21 Giugno  04  al 16 Marzo 2006. Se vuoi trovare e leggere  gli scambi di opinioni recenti, nonché ascoltare gli ultimi  contatti metafonici prosegui lungo la pagina.

 

Forum e voci metafoniche anni 2009 - 2010

Quando dico di contattare le Entità mi riferisco solo ad eventi presunti, intendo Entità come ente generico indefinito  null'altro. Quando dico di contattare mia madre mi riferisco ad una modalità sperimentale, ma so di non parlare con mia madre, nè con  mio padre o con  altre presunte anime, quindi mi limito a ciò che osservo. Le voci  si producono, ma non conosco la provenienza. Quando parlo di Aldilà mi riferisco ad un Aldilà del linguaggio.

 

06 Marzo  2010

Riporto un messaggio metafonico di questa mattina. Anche se la registrazione ha una valenza sperimentale, nasce da un presupposto emozionale.  

Premetto che  nei miei contatti metafonici non do nulla per scontato, anche se pongo un contatto con un ente è metafisico, naturalmente da dimostrare. 

Mi accorgo, però, ogni qualvolta la comunicazione è pregna di eventi emozionali, di vissuti emozionali, si mettono in gioco delle transcomunicazioni anomale, come se interferissero altre intelligenze. 

Provo ad analizzare il messaggio  

La voce dice subito: "Zia che insegui" 

E' da molti anni che cerco mia zia, per vie molto profonde, meno consuete, ma tutte le strade hanno per noi  un senso quando le percorriamo. Mia Zia è morta a 27 anni  prima che io nascessi e non l'ho mai conosciuta.  La frase non sembra assolutamente essere il prodotto di una casualità statistica.  

Prosegue la sua voce:  "a svegliare mentre soffro amore."

Si riferisce ad una situazione ben precisa, non entro  volutamente nei particolari di questo enunciato , ma posso dire che è veritiero.   Ora si afferma dicendo: "E' Zia".

Altre volte ha pronunciato il suo nome.  

Pongo una domanda  e cioè chiedo se la voce appartiene alla coscienza della zia. Ma sei tu zia? Risposta:  "Io non so contraddirmi." 

La risposta è molto precisa ed intelligente, esclude una combinazione di casualità fonematiche.  La voce meta prosegue con sensatezza dicendo: "C'era una volta Io. " Come se parlasse in terza persona di sè, una sorta di transumazione. Da questo enunciato si possono dedurre le seguenti parole:  Una volta quando vivevo  non  ero io, ma c'era lei  che ero io, ella ero io,  si avverte una struttura sintatticamente scorretta, ma significativamente complessa, che non poteva esplicitarsi attraverso la correttezza grammaticale.  E' un concetto molto vasto che presuppone un sistema inclusivo, una sorta di espansione della coscienza che la differenza da quella mortale. L'enunciato metafonico   continua  in una sintesi temporale sconcertante: "Fatti guardare anche l'oggi Novembre."  

Ogni primo  di Novembre io vado a trovare le sue spoglie al cimitero, e dico tra me e me: guarda zia l'intorno  con i miei occhi, Oh potessi darteli per un attimo...  Da li si vedono le catene dei monti è un paesaggio stupendo di colori, odori, ombre e penombre. "L'oggi Novembre"  è la sintesi della simultaneità di un tempo sincretico e sincronico, come se ella rispondesse dicendo che mi guardava e mi vede oggi come a Novembre quando mi rivolgevo  a lei .  Conclude sviluppando coerentemente questo concetto: " Sono con te".

Non sono separata.  

Contatto metafonico del 6 Marzo mattina 

 

23 Gennaio  2010

Contatto metafonico del 23 gennaio 2010, alla domanda dove si trova l’anima la risposta è   "Lui ti circonda".

Contatto metafonico del 23 gennaio 2010

 

16 Gennaio  2010

Contatto metafonico del 16 gennaio 2010

Questa mattina dopo tanto tempo ho provato un contatto metafonico. Sapete può sembrare una contraddizione quando dico che sono scettico, ma ugualmente pratico la metafonia

Io non sono un credente,  ma amo profondamente la figura di Gesù, non sono, però, un materialista, nutro una profonda religiosità interiore che si differenzia dalle religioni ufficiali. Mi viene molto difficile pensare e credere che con la metafonia si possa parlare con i trapassati. Il messaggio di questa mattina è stata una sfida, quasi un tentativo disperato per capire ciò che non si potrà capire o quanto meno solo intuire.

Le voci registrate sono molto interessanti perché interattive e sincroniche agli eventi di questa mattina.

Non mi prendete per matto, perché io affermo, né sostengo niente, mi limito soltanto a riportare quanto è successo. Il problema della verità sta nella lettura dell’esperimento che può essere manipolato inconsapevolmente dallo sperimentare. Tuttavia, sono accaduti degli eventi sincronici che sfuggono alla mia comprensione razionale. Prendo il caffè e la voce conferma che ho preso il caffè, ricevo due telefonate e la voce dice che ho ricevuto due telefonate. Tutto questo perché? Per il fatto che la domanda posta prima della registrazione : E’ possibile che un’anima possa osservarti?  La risposta non si limita a confermare la domanda ma riferisce scrupolosamente ciò che ella vede, e cioè cosa io faccio.

Tutto questo è incredibile, ma preferisco  non commentare oltre, ma limitarmi a ciò che osservo.

Contatto 16 Dicembre 2010

 

19 Dicembre 09

Carissimo dott Schepis è tanto che non le scrivo, e ho sentito il bisogno di farlo di salutarla. Si sta avvicinando il Natale la festa in cui le famiglie si riuniscono, io invece mi sento più sola, e la mancanza dei miei cari si fa più forte,ricordi di natali passati quando ero bambina e non fa capolino nella mia testa, ed è doloroso e struggente.

Mi chiedo dove sono? esistono ancora, forse in una dimensione sconosciuta a noi, stanno bene? risposte che rimangono in aria, poi leggo il suo forum dove spesso nei suoi contatti le voci parlano di fede, di credere mi ha colpito la frase "posso dirti esisto ancora" e tante altre sua zia Concettina, Francesca Ioppolo la ragazza di Tortorici, che sembrano dare una speranza a chi non crede, e mi dico forse non siamo ancora pronti per sapere, non siamo in grado di capire, non abbiamo abbastanza fede chissà.......

E pure quando risento i messaggi che lei ha registrato che io ritengo siano di mia madre, non ho dubbi su questo , in quanto se fosse una coincidenza sarebbe davvero strabiliante, mi rinasce la speranza.

Certo non conosciamo le origini e la natura delle voci, però ci sono esistono, sono una realtà, le sentiamo grazie a lei dottore e al suo impegno e studio costante nella ricerca delle voci metafoniche e non è poco.

La ringrazio ancora tanto e le auguro un sereno e felice Santo Natale l'abbraccio

Angela.

 Come lei sa anch'io sono senza papà e senza mamma, quante volte mi chiedo il senso della vita, ho cercato di capire se esiste la possibilità di sopravvivere all'estinzione totale. Intanto, possiamo cercare di trovare un senso nel rispetto, nell'amicizia, nell'amore. Ho accolto con tanta gioia la sua e mail in un momento in cui sento vacillare molte certezze. Tuttavia, i file metafonici da me realizzati restano delle porte, delle possibilità. 

Ha ragione, ci sono delle situazioni che fanno molto riflettere, ma come lei sa io sono molto attento, non mi  sbilancio mai. Spero che la fatica di questa mia ricerca possa essere utile per continuare e non gettare la spugna. Quante immagini hanno penetrato la mia mente, quanti sogni, quanti sussulti, e quando penso alle persone che mi hanno lasciato e sono tante, ed avverto un profondo silenzio dico chissà se ci rincontreremo un giorno ....  

Un caro saluto e tanti auguri con affetto e stima da Nicola.

21 Novembre 09

Ho contattata la stessa entità  della volta precedente che si chiamava Rita.    La prima domanda nasce da una amara constatazione derivata dall'impotenza e dal dubbio sull'esistenza di una vita oltre la vita. infatti, inizio dicendo:-talvolta penso sia, davvero, un'illusione. All'ascolto del file registrato mi accorgo di una voce maschile che dice:-"fidati".   

Si ascolta subito dopo la voce:-"Rita".   

 Si ascolta, nuovamente, una voce che  dice: -"Francesca Faranda", è un nome e un cognome siciliano, non conosco la persona.   

La registrazione prosegue una voce che dice: -"Al mio Nicola bravo". Si ascolta subito dopo il mio cognome: -"Schepis".   

Ritorno ad esitare e penso a mia zia Concettina, la voce risponde:-"sono tua zia".    La voce dice:-"dire la zia umile e carissima l'aria fisica".    Questa frase merita una considerazione particolare, la zia come solitamente fa, o nel suo accento sull'umiltà, dopo affronta la tematica della vita. La vita è respiro, l'aria è quest'involucro molto sottile rispetto allo spazio infinito, è un bene prezioso, ma noi non ce ne curiamo.  Dopo si presenta Dora Lucifero la moglie del musicista siciliano morta nel terremoto di Messina insieme al suo consorte nel 1908. Dora è una creatura molto sognante, l'ispiratrice dell'Antony l'opera del grande musicista eseguita dopo la sua prematura morte.

Ho avuto la possibilità di leggere una lettera di Dora, dove si avverte un carattere sognante e nello stesso tempo determinato. In questo momento mi sono accorto "dell'assurdo" Anonimo. La loro tomba è talmente decadente che rischia di finire rovinosamente per incuria degli uomini. Non è un caso che si ascolti la presunta voce di Dora. La voce poi si riferisce a mia zia dicendo:-"Concettina su di te". Ora Dora si caratterizza, infatti,dice: -"Dora vi manda i sogni".

Dopo torna nuovamente Rita la quale dice:-" Abbi l'occhio e il cuore di Milazzo". Probabilmente si riferisce alla Milazzo di un tempo, alla Milazzo di Dora. mi esorta a lottare affinché la storia non venga cancellata dal buio di questo presente,la tomba va salvata, insieme alle didascalie scritte. Adesso Rita  si riferisce al fratello di un mio amico, dicendo si trova vicino a lei, e lo saluta nominandolo. 

Contatto metafonico del 20 Novembre

Un caro saluto da Nicola.

 

13 Novembre 09

Riporto una parte  del messaggio metafonico, ricordo gli aspetti che possono interessare un po' tutti. Il messaggio inizia con la parola: "vivo ancor di più".  Descrivo il senso,per questo motivo  occorre che riporti il suo  riferimento contestuale . Insieme ad un mio  amico ci trovavamo  dinanzi alla tomba di una ragazza che conosceva alla quale si sentiva affettivamente legato. Parlavamo della mia ricerca, egli mi disse: se è vera la tua ricerca  questi mattoni che ci separano dal nulla sono soltanto delle illusioni, continua Nicola, perché è molto importante. Sono due le risposte interessanti della presunta voce della donna la prima già riportata che sostiene di essere più viva di quando era viva, la seconda che sembra contraddirsi : "è sta al suolo tomba"

Si riferisce a ciò che noi vediamo. Proprio quel giorno noi parlavamo dell'impossibilità di vedere oltre e facevamo riferimento alla tomba. Si è determinata una interazione significativa molto profonda tra noi e la risposta vocale.  

Questa frase, inoltre, trova la sua relazione significativa nel frammento conclusivo: "La fede". La voce sembra dire che l'impatto con l'apparenza è molto forte, l'immagine della tomba tende a cancellare qualsiasi altro pensiero. Ciò che noi vediamo è la fisicità della tomba che occlude qualsiasi possibilità alla mente di poter spaziare oltre. Quindi, per osservare ciò che non vediamo occorre un atto di fede. Sono interessanti anche gli aspetti intermedi del messaggio: "lode a te Nicola, Te saluto Baci".   

Contatto meta del 13 Novembre

Un caro saluto da Nicola.

2 Novembre 09

 

Inserisco un video relativo ad una mia conferenza a Tortorici :

La metafora dei ricordi

 

1 Novembre 09

Ho voluto comporre una canzone d’amore  ( una canzone per te o il mio canto per te ) che mi riassume, la musica ascende, perché io amo volare. Ora ricordo con rimpianto il mio passato, quando ero piccino e nuotavo felice nell’acqua.

Il mio canto per te

Un bacio a tutti da Nicola

 

 

 

 12.10.09

Ciao Nicola vorrei dire la mia opinione sulle voci meta. Anch'io penso che bisogna andarci con i piedi di piombo perchè non c'è niente di sicuro,ma le voci che mi hai mandato e che ho potuto confrontarle con le registrazioni di quando i miei cari erano in vita,posso dirti che erano uguali!.E ogni tanto le riascolto e le faccio sentire hai miei parenti e dicono tutti la stessa cosa che sono i miei nonni! e l'ultima voce meta di Silvana, la nonna di mio cognato, era veramente Lei!.E mi viene il dubbio che forse essere troppo scettici non ci faccia bene.

E se deludessimo i nostri cari? Sai, mi sento quasi in colpa!. Quando hai ricevuto "Ora credi", forse volevano dirti:"Allora,quante prove vuoi ancora, per farti capire che ci siamo e che non siamo così lontani da voi?". Sarebbe bello continuare a interagire con i nostri cari,senza aver bisogno di strumenti tecnologici,ma si vede che l'uomo non è pronto a capire ed accettare realtà differenti dalla nostra e forse i nostri cari fanno un passo alla volta per prepararci ad un nuovo modo di pensare,come dire ad espandere un po’ di più la nostra mente. Si può dire che non siamo bravi ad ascoltare il nostro "CUORE",perchè dobbiamo sempre cercare DELLE PROVE per trovare UNA VERITA' che per me, si allontana sempre di più!.

Bisognerebbe lasciarsi andare, anche se capisco che è molto faticoso. Comunque è solo una mia modesta opinione, ognuno è libero di pensare ciò che vuole.

Barbara.

Grazie per la tua risposta, però è necessario essere molto prudenti e sottoporre tutto ad un corretto controllo. La scienza ci ha insegnato che l'unica via maestra è quella di una osservazione sistematica che va poi sottoposta a delle verifiche,  nonostante le continue analisi scrupolose  non si può mai essere certi della verità.  

Io preferisco limitarmi agli osservabili, sarà il tempo a definire le ragioni o i torti  

Un caro saluto da Nicola.

 

 12.10.09

Risponde ai contatti metafonici recenti  la signora .[…]

 "Vedi come si evince un'insistenza da parte delle voci di fornire incessantemente prove della loro esistenza? ( mi riferisco soprattutto a "Ora  credi")
Io come sai non me la sento di credere ciecamente a tutto questo, nel senso  che sono convinta che si continui a vivere dopo la morte ma penso sia veramente difficile poter comunicare da un'altra dimensione. Se fosse possibile, lo faremmo già da qui: comunicheremmo telepaticamente, oltre ad usare la voce, per es.Non nego che sentire certe frasi possa essere confortante in certi periodi,
ma tutto si limita ad una ipotesi e non ad una certezza scientifica.

E' sicuramente bello sapere di non essere soli oggi, qui, adesso, ma noi purtroppo esigiamo di più: non ci basta il conforto, l'illusione, perchè abbiamo bisogno di concretezza, di immediatezza, di segni tangibili per vivere la nostra vita. Purtroppo è l'epoca in cui viviamo che ce lo impone, i ricordi non bastano anzi a volte fanno anche male".   […]

Condivido, io mi limito agli osservabili, riporto le relazioni significative, ma non vado oltre. Ciascuno riflette e giunge ad una sua soluzione. Ci sono degli ambiti dove la matematica non può più  essere la sola regina della realtà, ma  altri sistemi possono convivere. La natura non si riduce ad un sistema esclusivamente galeliano, restano degli ambiti inesplorati che vanno considerati con altre logiche. Io resto ad osservare.

Nicola

 

11.10.09

Mi scuso con le tante persone che non ho inserito nel forum, io sono una persona sola che gestisco questo sito,  il tempo è molto limitato, Ultimamente ho voluto dare risalto alle comunicazioni metafoniche , all'unità profonda e discorsiva che lega i vari messaggi, che sembrano animare un percorso sempre più intenso, più profondo.  

Quello che va osservato tra i contatti sono  tutte le relazioni che rendono logiche o coerenti il senso delle voci, c'è un gioco di riflessioni che passa tra le parole meta. E' molto interessante il concetto di emissione,  gli interlocutori invisibili si definiscono emissioni. Cosa si intende per emissione?  La parola etimologicamente indica mandar fuori qualcosa. Emissione ondulatoria vuol significare trasmissioni di immagini, suoni, voci attraverso le onde elettromagnetiche. Spostiamo il termine su un concetto più alto: emissione ondulatoria metafisica e cioè emissione di onde di pensiero.

Voglio riportare  soltanto alcuni precedenti contatti e riflessioni

1 Tua zia Elena hai!
2 Ricordandomi di Nuccio   -  Nicola fai Musica 
3 E HAI FEDE... LA FEDE, NICOLA!
4 Primo contatto metafonico con la mamma
5 Perchè Elena e non Concettina
6 Posso dirvi esisto ancora
7 Dedicando ai  ricordi
8 Contatto metafonico :   Pace Avrò
9 Ti ricordi di me  
10  "Sara poi ti  viene qui
11 Mio caro Nicola sono Gaetano dopo 40 dalla sua morte inserita il 10.10.2005
12 Comunicazione per gli amici del forum
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Rivolgendomi alla mia zia  quando mi trovavo al cimitero le dissi che avrei voluto prestare i miei occhi affinché lei potesse vedere la bellezza della natura. Riporto la presunta risposta di Zia Concettina.

Voce metafonica:  C'è tantissima vita zia lo sa

14 2.5.2006   Avrei pensato, se credi, di dedicarla a tutti gli Amici del Forum.
  A presto...   Mario

Ciao a Tutti

Un caro saluto da Nicola

10.10.09

Contatto metafonico del 9 Ottobre. Prima di farlo ascoltare riporto alcune considerazioni. 

Gli ultimi contatti metafonici sembrano oltre ad essere interattivi con l'interlocutore che sono io, correlati tra di loro. In quello del 9 e cioè l'ultimo ritorna il nome Nicola detto in quello precedente ed è molto chiaro da non poter essere equivocato.    

 

Ora mi riferisco alla e mail ricevuta. Mi risponde la signora della volta precedente. È interessante la sua riflessione, l'interazioni delle voci ci riporta a pensare e ripensare sulla vita   

"Grazie per la tua cortesia, quando ho letto "Ti amano in casa" e "ti ricorda" ho pensato che nessuno in realtà è solo, che questo è significativo nell'epoca in cui viviamo. Se solo tutto questo fosse certo! Una buona parte delle nostre preoccupazioni svanirebbe in un attimo.

Ma personalmente Nicola ora avrei bisogno di qualcosa in più dei ricordi, forse i segni ci sono e ci sono sempre
stati, ma sono io a non vederli purtroppo.

Buona giornata. "  […]

 

Stiamo attraversando un momento storico molto difficile, un mondo privo di significati, di gente vuota, la ricerca degli affetti si fa sempre più insistente, anzi, occorre recuperarli, perché viviamo in un mondo senz’amore. Ritorno al messaggio metafonico , perché è correlato agli altri. Il problema di credere e non credere, si ripropone , soprattutto, negli ultimi due contatti metafonici e ritorna in quest'ultimo. Infatti, la voce dopo aver detto "Nicola",   rivolgendosi a me proferisce: "Ora credi". Come se volesse dire, ti ho fornito le prove, ti ho fatto capire che risponde una voce intelligente e non un mucchio disordinato di parole confuse messe lì.

Si ascolta il nome “Sara”, penso subito a Sara di Tortorici, la sorella di Francesca Ioppolo, " La fanciulla di Tortorici", la troverete sul sito. Rosaria muore a 17 anni nel 1902 di Tisi. L'ho scoperta attraverso una ricerca anagrafica, di lei non c'era più  niente, nessun frammento che possa indicare la sua esistenza,neppure una tomba.  Tuttavia, Sara  in questo caso non si riferisce a Rosaria, ma a mia Nonna, infatti la voce sostiene  di essere una madre:  "E' madre".  La frase poi si struttura nel modo seguente: " Questo è il fantasma, molto informati d'emissioni".

La loro presenza fantasmatica è un'emissione d'energia, queste presunte presenze sostengono di essere molto informati, cioè conoscono la loro natura.  Ora credo che la voce non si riferisca più a mia nonna, ma a Sara, la sorella di Francesca. Io sto per scrivere una storia quasi immaginaria, ma sentita profondamente. E' molto tempo che provo una profonda nostalgia per un incontro con una fanciulla dai lunghi capelli biondi, vestita di bianco tra i noccioleti di Tortorici, è una sorta di déjà vu, una sensazione di aver vissuto in passato prenatale un avvenimento. Mi appare come se fosse un ricordo di prima adolescenza, ma non è così, è una storia onirica. Nel mio scritto voglio che sia Sara il soggetto  e cioè la fanciulla dell'incontro.  Voce: "A Sara le dava emissioni".  Sara era li presente, era un'emissione di energia intelligente. La voce precisa: " Una vita". Sara è una vita. Prosegue dicendo: "Come Sara tende rispetto" . Sara è come la vita che rispetta le sue creature e che va preservata e mantenuta. Si presenta una voce che dice: "Cugina mia Sant'Andrea". Sant'Andrea è la borgata di Tortorici dove era nata e  viveva mia nonna. 

La voce sembra riferirsi nuovamente a Sara, il soggetto è sottinteso, si capisce il riferimento da ciò che viene dopo.  Voce: "V'ascolto sono lì vicina" ,poi dice: "Sono sola, sono qui".  la parola sola non va intesa come solitudine, isolamento, ma come essere coinvolta in una interazione profonda con l'interlocutore, quindi sola con lui e cioè con me. La parola successiva rinforza il senso di questo concetto: "Incontriamoci". 

Ci saremmo voluti incontrare e ci siamo ritrovati attraverso il sogno ad occhi aperti, ci incontreremo nuovamente attraverso l'articolo. Ora la voce diventa chiarissima e mi ringrazia per lo scritto di cui ella è la protagonista. "Grazie Nicola". Conclude: "Nasce l'artico" .  Ella mi ringrazia per averla rispettata,  forse per averle dedicato del tempo. Lo scritto di cui parolo è un articolo che devo pubblicare in una rivista. Le relazioni significative sono, davvero,  sorprendenti, tutto è interconnesso e la voce interagisce come se fosse una presenza reale.  

Riporto il collegamento ipertestuale delle storia della Fanciulle di Tortorici.  

la registrazione è stata effettuata sulle onde corte e su stazioni straniere.

Contatto metafonico: Voci registrate il 9 Ottobre

Le fanciulle di Tortorici  (Ricerca storica)
La fanciulla di Tortorici (Dialoghi metafonici)

Un caro saluto da Nicola.

 

09.10.09

 

Nuovo contatto metafonico dell'8 Ottobre 2009. Prima di farlo ascoltare riporto quanto mi scrive una signora:

"Volevo semplicemente dirti che gli ultimi contatti riportati nel forum, in un certo senso confermano le mie teorie. Queste voci sembrano dare una speranza per chi non crede ed un incoraggiamento per chi già ha fede in merito alla continuità della vita dopo la morte e, quindi, all'esistenza dell'anima. Quando ho letto, visto ed ascoltato la tua poesia ho avuto come l'impressione di percepire la presenza evanescente di tua zia che scorreva con le immagini e mi sembrava di sentire odori di tempi andati."

Grazie per ciò che dici, io sono come voi, che cerco di capire e spero di aggiungere un tassello in più giorno dopo giorno.

Il contato inizia con una voce che dice: " Ti amano in casa". In questo periodo parlo molto della caduta dell'amore in una società italiana sempre più rabbiosa, opportunista, priva di contenuti di vita. Uomini di stato che offendono le istituzioni senza ritegno e che hanno il sostegno vergognoso della maggioranza degli italiani. Tutto questo mi fa sentire solo, in una giungla, e ribadisco che non c'è più niente da fare in questo paese malato, quello che si può è recuperare gli affetti più vicini.

Le voci che registro sono sempre interattive e mai casuali. La voce dice: "Ti ricorda". In questa frase minima manca apparentemente il soggetto, che invece si nomina successivamente in siciliano. "Cuncittina", la quale sostiene di essere viva. La parola "Concettina" in siciliano si pronuncia Cuncittina. Quindi Cuncittina ti ricorda. Diversi di voi hanno potuto constatare che ho inserito nel forum una mia  poesia video dedicata a mia zia Concettina e seguendo il sito possono verificare quanto sia stata interattiva la zia. La voce prosegue dicendo: " Non distrugge la vita". Il mio pensiero ricorrente di questo periodo è il senso del nulla che può aspettarci dopo la morte, c'è un motivo che mi induce a pensarlo, ma preferisco non parlarne e limitarmi al messaggio. Il soggetto sembra essere la morte, la morte non distrugge la vita. Anche perché chi parla a nome di Concettina sostiene che ella sia viva.

La presunta presenza invisibile risponde nuovamente alle mie incertezze, nel messaggio precedente una voce aveva posto questa mia problematica esistenziale. Ora essa risponde in Siciliano Milazzese: "Nicola non sa dundi va". La parola dundi significa dove. Questa presenza invisibile e forse immaginaria ( che devo assumere come soggetto per ipotesi di lavoro) mi nomina: - Nicola non sa dove va -  essa sembra ironizzare la mia problematica,  come se io non volessi vedere la verità che si pone oltre la vita, come se io fossi cieco. Non posso assumere le voci come criterio di verità, ma solo come ricerca. Il contatto continua: -  "Cuncittina è viva". In questi giorni pensavo tra me: -  cara zia Concettina tu vivi dentro di me, sei solo un ricordo; la voce risponde ai miei pensieri.   Ricordatevi che sono un agnostico e mi limito anche in questo momento a riportare e spiegare ciò che registro senza aggiungere altro.

Una voce femminile si sostantivizza come: "Siciliana". Voi sapete che io sono siciliano. Il contatto prosegue : "Con Nicola." Si ripresenta il mio nome,  la voce afferma che è con me, sembra riferirsi a Concettina, ella è viva ed è con me. Ritorna ancora un'altra volta il nome Nicola: "Di Nicola". E' straordinaria questa ripetizione costante del mio nome. Considerando che siamo sulle onde corte, su stazioni straniere in una circostanza puramente casuale è strano che si registri un ordine di senso con il mio nome che ritorna tre volte. Tutto questo avviene in un minuto di registrazione.

Contatto metafonico dell' 8 Ottobre: Voci meta registrate

Un caro saluto da Nicola.

 

06.10.09

Ritengo molto interessante il contatto metafonico del 3 Ottobre.

 

Mi scrive la persona che ha ricevuto la presunta voce di sua madre nella mia registrazione del 3 ottobre (sulle onde corte e su stazioni straniere), emergono sogni pensieri speranze, contrasti con la ragione.

 

Bravo !  Hai fatto benissimo ad inserire la tua poesia video. 

Le immagini che hai scelto sono stupende, i paesaggi mostrano una natura incontaminata e così doveva essere per accompagnare le tue parole.

I volti tra le nuvole mi fanno pensare a qualcosa che c'è ma che non puoi afferrare, sono volti di chi forse sono a un soffio di distanza da noi che però non riusciamo a raggiungere.

Sì, hai fatto veramente bene ad inserire questa poesia.

Ho ascoltato diverse volte il contatto metafonico con la voce che "dovrebbe" essere della mia mamma, non so se ho sentito bene ma non mi sembra sempre lo stesso timbro, forse è la caratteristica di queste voci.   

Sai cosa mi piacerebbe Nicola?  Ricevere una parola, uno spunto, un qualcosa di particolare che mi facesse venire il dubbio : forse è lei.

Lo so che tu la chiameresti "una prova"  (anch'io)  e certamente non si può pretendere, però a volte devo fare i conti con la razionalità del mio carattere.

Sapessi quante volte mi dico che è tutto finito, è stato bello ma ora è tutto finito e il peggio è che la condanna è senza appello.

Un oceano di parole non sarebbero sufficienti per spiegare la mia sofferenza.

Si dice metabolizzare un dolore, io non posso, probabilmente perchè ho una ribellione interiore che non potrà mai fare in modo che io accetti quanto è avvenuto. Costretta a  subire e subire non è accettare.”

 Io penso che esista un rapporto molto intimo tra poesia e metafonia, le voci sembrano assumere le connotazioni della "ars poetica".  Poiéin nella sua radice etimologica vuol dire costruire,  la "Poièsis" rende nella parola tutti gli stati d'animo.  

  Cerchiamo una correlazione tra parola ed anima, la radice della parola anima è: "ànemos" "soffio", "vento" . 

Riporto un passo della genesi: "In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. 

"Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente." Ecco la vita che ci appare come un soffio e si contrappone all'abisso, al vuoto. Oggi, però sappiamo che il vuoto non è il nulla, ma forse la più grande pienezza. 

  Usiamo la metafora dell'anima, nella metafonia l'anima soffia nella parola e la parola si fa viva, riprendo il senso ancestrale di queste parole: " soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente." Einstein, a sedici anni si figurava  di cavalcare un raggio di luce, si chiese cosa sarebbe accaduto se avesse, davvero, cavalcato un raggio di luce, e tenendo un specchio nelle mani si domandò cosa avesse visto. 

Come sapete alla velocità della luce, il tempo e lo spazio si annullano: ecco l'eternità.  

Se potessimo cavalcare un raggio di luce potremmo percepire il confine tra l'eternità ed il tempo.  

E se dovessimo, inoltre, considerare l'entanglement quantistico -  due particelle che hanno interagito restano eternamente legate in maniera indissolubile, tutto quello che accade in una particella accade nell'altra simultaneamente, anche se essa è separata dall'altra da milioni di anni luce - ci accorgeremmo che siamo profondamenti uniti, nella vita e forse oltre la vita.  

Riprendiamo il senso del soffio nella parola. Quando la parola si fa vita, di conseguenza tutto diventa "ànemos" "soffio", "vento"  

 

" …il vento spira dove vuole e ne senti la voce;

ma non sai né donde venga né dove vada …"

Gesù Cristo

  Ora mi riferisco alla risposta della mia amica sulle voci. Il timbro della voce è sola una facciata, come le ombre nel mito della caverna di Platone. Le ombre passano nel muro, ma la verità sta dietro, se non puoi girarti per osservare la fonte resti sempre  condizionato dall'immagine illusoria. Noi siamo nell'impossibilità di voltarci verso la fonte, abitiamo il fiume del tempo. 

Siamo l'infinità di un infinito ed essendo finitudine non possiamo conoscere ciò che sta oltre l'illusione.  

Concludo con questo pensiero di Pirandello: - "un lanternino che proietta tutt'intorno a noi un cerchio più o meno ampio di luce, di là dal quale è l'ombra nera, l'ombra paurosa che non esisterebbe, se il lanternino non fosse acceso in noi, ma che noi dobbiamo pur troppo creder vera, fintanto ch'esso si mantiene vivo in noi. Spento alla fine a un soffio, ci accoglierà la notte perpetua dopo il giorno fumoso della nostra illusione, o non rimarremo noi piuttosto alla mercé dell'Essere, che avrà soltanto rotto le vane forme della nostra ragione?" 

Un caro saluto da Nicola.

  03.10.09

Contatto metafonico del 3 Ottobre.  

Riporto tutto.

Anche il contatto di questa mattina ( sulle onde corte e su stazioni straniere)  sembra presentare una densità significativa di eventi correlati.  

Mi scrive una persona amica che ha perso la madre, che non conosco fisicamente, ma ci sentiamo per e - mail . Io le avevo inviato un semplice video di una mia poesia dedicata a mia zia Concettina Elena. 

Ella risponde dicendomi:  

"Stasera pensavo alla prima volta che ti ho scritto. 

Lo feci sì perchè spinta dalla disperazione ma anche perchè colpita dal tuo modo di pensare, di essere, le parole dei  tuoi scritti non erano solo parole perchè aprivano il cuore, e il tutto era talmente simile al mio pensare che quando leggevo era come se qualcuno avesse espresso i miei stessi pensieri. In te capivo l'infinito dolore per la perdita della tua mamma e del papà, quando parlavi di questo esprimevi il mio sentire in tutte le sue sfumature. 

Ero sicura che non mi avresti risposto. 

Invece oggi mi ritrovo ad avere un amico che anche se lontano è pur sempre un amico che sa ascoltarmi e lo ha fatto tante volte, tutte le volte che ne avevo bisogno. 

A te riesco ad esprimere ciò che provo, ciò che sento, e mi rimane tutto facile anche se in realtà il dolore mi ha chiusa come un riccio di mare. 

Quando apro la posta e vedo che c'è qualcosa di tuo, già sorrido e ti penso con affetto.  

Ho ascoltato e riascoltato la poesia, e chissà quante volte lo farò, è troppo bella, ma non è solo ciò che hai scritto  è come lo esprimi. 

Ti ringrazio infinitamente di questi regali, importanti per chi come me deve affrontare la mattina dicendo: un altro giorno da passare! 

Posso dirti che ti voglio bene? 

La voce metafonica inizia con questa frase: “La vita è dell'amicizia è stupenda”.  

Prosegue dicendo: “Giulia è in te da Messina.”

20 anni fa avevo a Messina un'amica che si chiamava Giulia, ho perso le sue tracce, spero che non sia lei. Tuttavia, si presenta questa voce che afferma di avere una relazione profonda con me.  

Ritorno all’amica della e mail.

La mia amica desiderava un contatto con la madre, io ci ho provato questa mattina: Una voce femminile dice: "Ti ho sentita figlia." Il suo desiderio era di essere ascoltata dalla mamma. La voce prosegue dicendo: " Uno porta poco bene".  Ciascuno di noi porta del bene all'altro,anche se è un piccolo bene,  infondo è questo il senso più alto della vita dal punto di vista emozionale. La voce femminile rivolgendosi nuovamente alla figlia le dice: " Il mio affetto Figlia cara".  

Prosegue il contatto, un'altra voce  che dice: Sono tua zia, ma lo dice nel mio dialetto siciliano: "Sugnu to Zia". Questa voce è correlata significativamente proprio perché in questi giorni ho realizzato un piccolo video per lei con  una mia poesia.  

Ora sembra che la voce indichi mia madre. Ieri sono stato al cimitero era il suo onomastico. La voce dice: "La tua mamma, mamma". Ecco l'elemento più significativo, in quanto correlato con la mia visita. Voce meta: "Ieri Incontro".  Dopo si presenta la voce di Isa. Isa è la figlia di Claudia, ho scritto molto su di lei.  Voce:" Isa  è quì ". Alla fine una voce meta conclude dicendo: " Molte indecisioni".  Io sono agnostico e mi limito a riportare quanto registro, non affermo né sostengo di parlare con l'aldilà, mi limito a riportare ciò che registro, a cercare di capire senza produrre nessuna interpretazione che vada oltre la logica umana. In questo senso la voce sembra correlata.  

Voce metafonica: Contatto del 3 Ottobre 2009 

Poesia video dedicata a Concettina  Elena mia zia.

Un caro saluto da Nicola.

19.09.09

Ieri ho inserito su facebook una  mia poesia dedicata al mio primo amore, mi sono ricordato dei lei, di lei che non c'è più. Dopo ho invitato una signora a leggere il mio sito sulla metafonia ed abbiamo scambiato alcune informazioni. Lei è entrata nel sito ma  è rimasta molto perplessa.  

Le ho detto:  

La mia ricerca serve per capire se la nostra coscienza dipende solo dalla biochimica, oppure ci sono processi più profondi come la telepatia ed altro presenti nella psiche. La ricerca sulle voci tende a spiegare questo aspetto che non è di poco conto. Se la nostra mente non è solo biochimica ci sono speranze se pur limitate per sopravvivere in eterno, se al contrario è solo biochimica siamo condannati all'estinzione. Credimi è questo l'aspetto più importante. 

Nel mio sito ci sono dei criteri di analisi ed un lavoro in itinere.  

Questa mattina ho provato un contatto metafonico, si  è rilevato molto denso di significato. 

La voce si riferisce subito alla mia poesia dicendo: "E' bellissima Nicola".Si presenta una voce maschile che dice: "Cerca te".  Riprende la voce femminile dicendo: "Si sa che mi chiami".  In effetti io cercavo una risposta alle mie emozioni, una persona mi aveva detto su facebook :

" Commovente davvero", ma forse cercavo una risposta dall'interessata, un'impresa assurda ed impossibile.    Ieri telefonicamente mi sono sentito con una signora che aveva perso il padre, ricevo una voce maschile che dice: " sto scendendo papà." In questo caso anche se la signora mi darà delle risposte riguardo la voce non potrò inserirle perché saranno personali ed  è giusto così. Si presenta il nome di mia madre che si chiamava Angelina Mancari: " Ti parla Angelina Mamma ha trovato me figlio". Questa è un'evocazione molto forte. Il senso è molto personale ma risponde ai fatti.

Dopo, la voce vuole essere ancora più precisa pronunciando il  suo cognome al posto di Mancari dice Mancare. Siamo al 99% si manca l'obiettivo per una e al posto di una i. La voce nomina Tortorici che era il suo paese.

Ora il contenuto del messaggio  diventa teologico.  Una voce maschile dice: " Madre mia…" E' una evocazione, qui la voce ci riporta ad un percorso archetipico molto profondo, infatti dice: "E' nata anche lei, io nascerò, nasce sempre." Probabilmente si riferisce alla madre delle madri; ella  è nata nella storia come è nato lui ( l'enunciatore invisibile), ma nasce perché si nasce sempre, quindi anche lei che è una madre non può non avere avuto un'origine.  La voce  ci fa capire che non c'è  eternità senza divenire. 

Riporto quanto ho scritto in precedenza

Ascolto l'interpretazione del XXXIII canto del paradiso che ne fa Benigni e resto  impressionato quando egli nomina  l'Alef (o Aleph) dicendo: "C'è un punto nell'universo che si chiama  l' Aleph da dove  si può guardare tutto sempre e quel punto è Dio. Allora Dante essendo dentro a Dio lui  ha visto dentro… tutto quello che il mondo è stato l'inizio del tempo la fine del tempo è stato l'io il tempo…" .   Ho ripensato subito alla frase metafonica di Dante da me ricevuta il 21 Ottobre 2006. "...Poi cambiamo tessitura nel campo del creato che si, si propone come me d'iniziato punto..."

 

Aleph deriva dall'alfabeto ebraico, è un termine che si perde nella notte dei tempi.  

C'è un punto dove si annulla l'eternità ed è la velocità della luce, ma la nostra eternità gira sempre intorno a quel punto senza mai raggiungerlo,  la luce è eternamente ferma imprendibile, la nostra eternità è nel tempo.

Dante ci dice nella Divina Commedia:  

"Vergine Madre, figlia del tuo figlio, 

umile e alta più che creatura, 

termine fisso d'etterno consiglio..." 

La madonna è madre e figlia di suo figlio, è umile e nello stesso tempo la più alta delle creature,  pur essendo eterna è stata scelta  da Dio in un momento della storia secondo la tradizione. Come lei tutti nasciamo e nasceremo sempre, perché sempre ci rinnoviamo. Non solo, ma ella secondo la voce meta si trasforma in ogni istante, non è statica la sua presenza, diviene in ogni momento qualcosa di più. Io non sono credente, ma penso che anche  un Dio per essere Dio ha bisogno di imparare, forse la creazione è servita a questo scopo. Un essere da solo non può imparare, perchè non può confrontarsi con nessuno. Dio ha bisogno dell'uomo e l'uomo di Dio, anche se penso che Dio è tutto ciò che è intorno a noi e dentro noi.

Gesù dice a Nicodemo: "In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio", Gv 13,3.  

Soffermatevi sulla frase: "...rinascere dall'alto..."  Non si limita Gesù alla parola  rinascere, ma rinascere attraverso qualcosa di più elevato.  Anche la frase metafonica riprende questo concetto.

Nicodemo gli domanda: "Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di  sua madre e rinascere?"

Si tratta di rinascere in una dimensione diversa, rinascere anche nella vita, in ogni momento. 

La persona che è entrata nel mio sito questa mattina mi ha detto via facebook sui messaggi personali:  

 " Io credo che saremo condannati all'estinzione, solo quello che ognuno di noi lascia nella vita farà si che la nostra anima continui a sopravvivere..."  Lei risponde ad una mia domanda, ma la voce completa il senso.

La voce sembra risponderle e chiarisce anche in me un concetto molto importante: " C'è L'anima " .

La voce, dopo, si riferisce alla ragazza del mio primo amore: " Ella ha toccato" . 

Ella ha toccato l'anima è una frase metaforica, si può sfiorare con il cuore, senza le mani, ed è un toccare molto più intimo, il senso tattile si spiritualizza nella metafora.  Dopo si ripresenta un riferimento a mia zia Concettina Mancari, nel sito troverete molto su mia zia e sui presunti contatti con la sua voce. La voce dice: "La zia un bene tuo" 

Molto tenero ciò che dice, come se mi avesse toccato l'anima. Nel mio sito ho scritto molto sulle Fanciulle di Tortorici. Rosaria è quella che è stata dimenticata, non c'è alcun frammento di lei, né una foto, proprio nulla; Rosaria muore a 17 anni nel 1902. Avevo pensato anche a lei mentre registravo. Una voce dice: "Rosaria." Alla fine la voce dice: "E' Anna" lo ripete due volte. Anna era una mia amica. avevo chiesto di lei prima del contatto. Le rispondenze sono eccezionali, anche se io preferisco dubitare, ma limitandomi agli osservabili sono un indice per andare avanti. 

Tutto questo è molto strano, ma è un indice per continuare e ricercare, io non mi pronuncio affatto, ma quello che voglio dire è che potrebbe la mente non essere solo biochimica, non aggiungo altro.  per ascoltare clicca su: 

  Voce metafonica 19 Settembre

Inserisco lo stesso  file metafonico in mp3 è molto più chiaro del precedente ma è decisamente più pesante.

Voce metafonica del 19 settembre in mp3

 

per sapere di più su Rosaria  Clicca su

Le fanciulle di Tortorici  (Ricerca storica)

Concettina Elena Mancari è una ragazza morta all'età di 27 anni di Tisi . E' mia zia.

Concettina Elena Mancari  

Un caro saluto da Nicola

 

12.09.09

Spesso penso e ripenso al senso della vita,  alla precarietà dell'esistenza, la metafonia  per me è una ricerca, un tentativo di capire cosa avviene nel linguaggio, come si produce un senso nuovo  e significativo che risponde ai pensieri dell'interlocutore, alle sue domande, che in qualche modo si interconnette con il suo pensiero.    Nel mio percorso cerco di rinvenire tutte le relazioni significative, e cioè comprendere se c'è un intreccio relazionale tra le parti. Per questo motivo in molte occasioni ho citato il grande antropologo Lèvi-strauss il quale si accorge che i miti sono strutturalmente collegati, egli cerca la logica sottostante che regola le funzioni del linguaggio. Così per la metafonia si tratta di capire se i frammenti metafonici sono casuali, oppure presentino  interconnessioni strutturali.

Nel mio sito presento questa caratteristica, evidenzio buona parte delle relazioni strutturali e le interconnessioni tra lo sperimentatore e le voci, non solo ma in diverse circostanze le voci sembrano essere state interattive nei forum. Da un punto di vista razionale tutto questo sembra essere paradossale, ma se sospendiamo tutti i pregiudizi legati alla nostra consapevolezza di sapere apriori la verità e distinguere  ciò che è vero da ciò che è falso, possiamo tentare di capire. Si tratta, però, di non commettere l'errore dei creduloni,  e cioè di prendere per vero tutto ciò che si presenti senza porre alcuna valutazione, ma di sottoporlo a verifica.   L'analisi strutturale del linguaggio sembra essere un buon strumento di intervento.  

In questo periodo mi sono posto molte domande sulla coscienza, mi sono più affidato alle neuroscienze che alla filosofia, per quanto se  ne sappia, sembra difficile immaginare una coscienza svincolata dalle reti neurali, quindi con la morte la coscienza sembra condannata a dissolversi. Io mi fermo proprio qui, non posso andare avanti.  Allora mi direte: Nicola  perché fai metafonia? Perché lascio sempre una finestra aperta. 

Però, mi limito alla sperimentazione e riporto i dati senza slanci pindarici, ma proseguendo con una attenta e paziente metodica. 

Questa mattina ho provato una brevissima registrazione, in questo periodo la radio sulle onde corte non riceve nella mia stanza, devo spostarmi nel balcone,  non posso permettermi di provare e riprovare, se va bene, va bene, se va male pazienza. Tra l'altro ho avuto pochissimo tempo da dedicare. 

La domanda che ho posto è la seguente: è difficile credere! Ho registrato sulle onde corte e su stazioni straniere. Una voce risponde: "vorrei ribadire l'entità." Generalmente nel linguaggio comune la parola Entità significa anima, la sua derivazione linguistica è essenza di un ente, la qualità dell'ente. Ente è qualsiasi essere reale o possibile. Da qui deriva il termine Entità riferito alle anime.  Chi risponde si soggettivizza, la frase  presume un soggetto sottinteso, cioè Io

Il soggetto sottinteso sono io.  Ora mi riferisco alla parola del messaggio: "Ribadisco", questa parola appartiene al verbo ribadire,esattamente è il presente indicativo: Io ribadisco. Ribadire  vuol significare avvalorare, rafforzare, riaffermare un concetto per renderlo più chiaro.  Ritorno alla risposta del messaggio metafonico, ecco il senso. L'interlocutore invisibile sembra dire: io avvaloro l'esistenza di altri esseri possibili,  entità. Come vedete c'è una relazioni significativa straordinaria tra la domanda e la risposta.   Voglio ancora precisare dicendo che Vorrei significa io desidero, la voce dopo prosegue dicendo di voler  avvalorare l'entità, cioè desidera avvalorare il concetto di Entità.

Voce metafonica:  Vorrei ribadire l'entità 

Un caro saluto da Nicola

 

05.09.09

Pongo una domanda sull'esistenza dell'anima, la risposta è "anime." Anime è una risposta che si presenta senza un verbo, né un complemento,  né altro, una sorta di contrazione fraseologica.  Nella Bibbia Dio non si sostantivizza come nome, quando Mose chiese  sul monte Sinai dicendo: " E io che cosa risponderò loro? ". Dio rispose a Mosè: -  "Io sono colui che sono!". Poi continuò a parlare dicendo: "Dirai agli Israeliti: Io Sono" ... La mancanza di un  complemento che  lo specifichi ( Chi sono?) determina un'affermazione prorompente, indefinita ed assoluta. 
 Nel nostro caso c'è una risposta, (noi siamo anime! Manca il soggetto ed il verbo) che non si afferma, né si nega, ma si sostantivizza, alla stessa maniera di "Io sono". Sembra significarsi nella purezza dell'essenza, ma parlo di una purezza astratta, come se fosse stata depurata da contenuti materiali, da tutto ciò che in fisica significhi materia, energia, relazione.   La voce prosegue rispondendo ad un evento metafonico precedente non inserito nel sito, quando una voce femminile  si presenta al posto di un'altra.  Ora proferisce  e nomina "Angela" che è  il nome di mia madre, come se dicesse sono Angela  e riferendosi a sua sorella, mia zia Concettina voce presente nei contatti metafonici dice: -  "Angela, è stata lei la zia … 

Ecco la costruzione della frase:  E' stata la zia a presentarsi la volta precedente e dare delle spiegazioni,   così risolve l'enigma.  C'è una connessione coerente con un evento metafonico precedente ben preciso. Poi si produce il mio cognome, manca solo la s finale, peccato, avremmo raggiunto il massimo dell'obiettivo, resta questa piccola incertezza. Però c'è da dire che molte volte il mio cognome e il mio nome si è riprodotto fedelmente e nel sito è possibile rinvenire queste ripetizioni. L'ultima frase è molto coerente ribadisce il mio modo di procedere: -" Tu sei dentro l'analisi dei libri. "

Contatto metafonico del 5 Settembre 09: Voce

Un caro saluto a tutti da Nicola.

17.08.09

 

Caro Dottor Schepis, sono Anna la mamma di Francesco. Anche se è da un po' che non scrivo, la leggo spesso e apprezzo e attingo amore e speranza dalle sue risposte così intense e profonde.  Io non ho mai provato con la metafonia ma mi sento attratta. Se incontrerò le persone giuste un giorno la proverò. Buona estate

 Buongiorno.

 

17.08.09

E mi chiedo se davvero sia un caso ho perso il mio unico figlio da poco più di un anno e non riesco a trovare più la voglia di continuare a vivere cerco di ingannare i pensieri stando ore davanti a questo pc facendo grafica siti navigando e tutto quello che distrae la mia mente. Vorrei tanto sapere qualcosa di più dettagliato su come fare per registrare le voci vorrei provarci sono certa che M. è con me ma mi manca da impazzire la sua presenza ho bisogno di risposte che forse non avrò mai

 ma perchè non provarci ? La prego se non le chiedo troppo

mi aiuti

 Ringrazio con tutto il cuore

 Rita

 

Ho ricevuto moltissime e mail in questo mio periodo di silenzio, ne inserisco due, ma sono vicino anche a tutte le altre persone, ho letto con attenzione ciò che hanno scritto, anche se non ho risposto. Io sono una sola persona che gestisce, scrive, inserisce è il mio tempo è molto limitato, rifletto molto sulla metafonia, sulle possibilità che offre e sul rischio di illusioni. Cerco di essere sempre sobrio e limitarmi a ciò che osservo prendendo sempre tutto come si suol dire con il beneficio dell'inventario.

Ho registrato pochissimo per mancanza di tempo, tuttavia mi chiedo sempre molte cose, mi domando  quale sia il senso della vita, osservo il dolore, e ne resto impietrito. Penso quanto sia tragico perdere un figlio, non poterlo più riabbracciare, incontrarlo nei sogni ed al mattino svegliarsi per ritrovarsi soli. È tremendo!

Penso a mia mamma e mio padre, ai parenti ed agli amici perduti e so che nessuno potrà restituirmeli.  Mi chiedo, ancora quale sia il senso della vita e da agnostico non riesco a trovarlo. So che non si parla quasi mai di questi argomenti, tutti vogliamo fuggire da queste domande, se dovessimo fare una conferenza sul senso della vita non verrebbe nessuno. Si direbbe è roba da filosofi, non ha senso.  Povera Italia!  Italia patria della mediocrità.

Però, per fortuna c’è un'altra Italia che avverte il dolore, che comprende il senso dell’amore,  che è vicina a chi soffre , è un Italia piccola, piccola al cospetto delle grandi masse amorfe.

Nicola

25.07.09

Ti ringrazio di cuore Nicola di avermi mandato la voce della nostra Silvana.

Ti giuro su mia madre che è Lei e l'uomo che parla all'inizio è la voce di suo marito e sono veramente insieme come nel mio sogno!.E' la cosa più incredibile che mi sia mai capitata nella mia vita,ho una gioia così grande che la urlerei fino a perdere la voce!.
Non avere dubbi Nicola,ti giuro che sono veramente loro! l'aldilà esiste!!!!.Hanno mantenuto il loro accento e ascoltandoli ad occhi chiusi sembra che siano qui davanti a me.
Mio marito che è SCETTICO ma ha ascoltato le voci per ben quattro volte e pure lui dice che sono loro!se lo vedessi è qui senza parole.

Grazie,Grazie,Grazie mille per questo regalo,questa sera chiamerò mia sorella e la sua famiglia e gli farò ascoltare le voci!.Mi hai tolto un enorme peso dal cuore.

Io e la mia famiglia ti mandiamo un forte abbraccio,con affetto,Barbara.

 

 

25.07.09

 

Questa mattina ho provato un contatto metafonico.  

La registrazione è sulle onde corte su stazioni straniere, ho usato il solito protocollo sperimentale.  

Riporto il messaggio:  

Voce maschile: Ottimi messaggi.  

Pongo una domanda riferendomi  a Francesca la fanciulla di Tortorici:  

Voce metafonica femminile: "Franca ho visto tutto."  

La voce si soggettivizza dopo risponde.  

Un'altra voce dice: "Giù in Sicilia."  

Io sono siciliano.  

Voce metafonica. "Angela città di Milazzo, chiedigli, non sa, egli non sa."   

Milazzo è la mia città il resto è da verificare.  

Barbara mi scrive  dicendomi:  

"Sai ho sognato la mia Silvana,manca a tutti più i giorni passano e più è dura. Spero che sia in luogo migliore,insieme a suo marito e che siano felici per l'eternità!!. 

Ti auguro una buona serata. 

Con affetto Barbara." 

La voce metafonica  dice: "Qua Silvana è."  

La conclusione è molto carina, la voce saluta dicendo: "Noi Bacetti." 

Chi vuole conoscere la storia della fanciulla di tortorici clicchi su:

Le fanciulle di Tortorici  (Ricerca storica)
La fanciulla di Tortorici (Dialoghi metafonici)

Voce metafonica registrata il  25 luglio: Voce 25 Luglio    

 

11.07.09

 Dopo la didascalia segue contatto metafonico dell'11.07.09

In questi giorni ho rivisto la foto di Isa, una dolcissima ragazza morta prematuramente, si presenta subito una voce che indica il suo nome, anzi dice:  "Isa figlia" , in quanto la voce è rivolta sia a me che alla mamma.  

Poi una voce femminile dice: "Quando giunge Maria tu sei via."

Potrebbe esserci una spiegazione della voce giacché io non ho una visione religiosa della vita, come dico sempre mi limito agli osservabili e faccio soltanto un'analisi semantica delle voci. Ora pongo una domanda; io sono stato molto affascinato dal carisma di Santa Lucia,   chiedo se ella  sia esistita veramente, o se sia  stato, soltanto, un personaggio leggendario.  Una voce maschile risponde: "Lo so che c'è Lucia." Poi la voce dice: "Ti voglio Schepis".

La struttura sintattica del successivo  frammento è contorta, ma sembra addensare un significato molto profondo:  

"Chi ti crede è stata via che non credo". 

Una persona che credeva in me è stata lontana dal credo. Io ho perso in questa  primavera il mio primo amore, eravamo cresciuti insieme,  eravamo ragazzi quando ella  seguendo i miei pensieri era diventata atea. Il nostro ateismo non era superficiale, al contrario  nasceva da riflessioni molto profonde. Adesso l'ateismo di allora si è in me trasformato in agnosticismo e così rimarrà per il resto della mia vita.   

Poi la voce dice di decidere. In effetti l'agnosticismo è una via intermedia, l'agnostico non rifiuta l'esistenza di Dio, né l'afferma, però il mio agnosticismo tende più verso l'ateismo. Dopo ritornano le mie amate fanciulle mai conosciute di Tortorici:

"La di Tortorici ti accompagna. "

Dopo una frase minima molto bella dipana una scena poetico - filosofica fuori dal tempo: "Memoria di sovranità".   La memoria è sovrana!  A questo punto voglio citare Foscolo.   

“Non vive ei forse anche sotterra, quando
gli sarà muta l'armonia del giorno,
se può destarla con soavi cure
nella mente de' suoi? Celeste è questa
corrispondenza d'amorosi sensi,
celeste dote è negli umani; e spesso
per lei si vive con l'amico estinto
e l'estinto con noi, se pia la terra
che lo raccolse infante e lo nutriva,
nel suo grembo materno ultimo asilo
porgendo, sacre le reliquie renda
dall'insultar de' nembi e dal profano
piede del vulgo, e serbi un sasso il nome,
e di fiori odorata arbore amica
le ceneri di molli ombre consoli.”

 

Il poeta si domanda se l’estinto non viva anche sottoterra” quando
gli sarà muta l'armonia del giorno,/se può destarla con soavi cure/nella mente de' suoi?

Sarà tomba come luogo della memoria a destare l’illusione più alta, quella della sovranità eterna. Ma non solo la tomba, soprattutto, la poesia:

Un dì vedrete
mendico un cieco errar sotto le vostre
antichissime ombre, e brancolando
penetrar negli avelli, e abbracciar l'urne,
e interrogarle. Gemeranno gli antri
secreti, e tutta narrerà la tomba…”

Foscolo si riferisce ad Omero, voi sapete che la tradizione descrive questo vate come un cieco, ma Omero  nell'antica etimologia è colui che non vede, ma vede attraverso le visioni. Colui che  non vede, vede  molto di più di chi crede di vedere. 

La voce conclude dicendo: "Ti son vicina laggiù" .

Sembra che il soggetto sia sempre lo stesso, nonostante venga estrapolato da stazioni straniere sulle onde corte, il soggetto mantiene una sua coerenza.  

Al di là di ciò che penso, di ciò che credo e non credo, riporto frasi di senso compiuto che si generano dal nulla, ciascuno potrà riflettere e trovare un suo percorso, io mi limito solamente a riportare e descrivere questo materiale metafonico, circoscrivendo il mio dire solo a ciò che osservo.

Voce metafonica registrata l'11/07/09:  Voce

Leggi la storia di Isa:

Lettere di una mamma
Presunti dialoghi con Isa

04.07.09

Registro questo messaggio: "Prende figlio, papà Luca". 

Luca è un ragazzo di Milazzo che spesso si fa sentire, naturalmente si parla di una presunta voce, io mi limito agli osservabili, non posso andare oltre. Comunque, analizzando il messaggio la voce si riferisce al padre, che metaforicamente prende il figlio, lo avvolge, si avverte  una profonda relazione d'amore.

Voce metafonica: Luca

Riporto  un contatto precedente con Luca.

2 Gennaio  2007

Ciao Nicola,voglio innanzitutto augurare a te ,alla tua famiglia e a tutti gli amici del forum tanta serenità per il 2007!

Possano i tuoi messaggi darci la forza e la spinta per andare avanti,consapevoli che i nostri cari sono sempre con noi! a questo proposito,voglio raccontare quanto il file metafonico del 31 dicembre sia  incredibilmente coerente a ciò è avvenuto.

Ero al cimitero ,da qualche giorno non avvertivo la presenza di   Luca ,mi è venuto in mente uno dei suoi messaggi:..............SONO CON VOI ..............  ( tu lo hai ascoltato) e gli ho parlato così:Tu dici di essere sempre con noi, perchè non ti fai sentire in modo forte ed inequivocabile,sai che in questo momento ho tanto bisogno di te ,mi manchi e vorrei abbracciarti forte forte al mio cuore, dirti quanto ti voglio bene;Ti prego chiedi al Signore il permesso  e se ti è concesso parlami ancora............ 

 

 Oggi ho letto il messaggio,chi vuole può aiutarmi ad analizzarlo e dire cosa trova di coerente.

 In uno dei primi messaggi di Luca c'è stato un collegamento ad Ester chissà?

grazie Nicola,sei stato il postino di Luca.

Sara

I contatti in giallo nella tabella sono collegamenti ipertestuali con le voci. Riporto il contatto del

31 Dicembre  2006

Procedura: Registrazione sulle SW stazioni straniere e sulla modulazione di frequenza con inversione del file.

Le voci dicono: Son Luca... Mi senti.... mi fa un favore forte a mamma.. Io dico mamma se hai premura... Voglio te... Ester la conosci.... Lui dice c'è l'amore continua da solo

Ester è mia zia.

Per ascoltare Clicca su:

Contatto metafonco: 31 Dicembre 2006

 

Un caro saluto da Nicola

27 .06.09

Ciao Nicola, una mia parente che stava molto male e purtroppo questa mattina ci ha lasciati ho scritto un pensiero per Lei.

 LACRIME

Le lacrime sono come cristalli limpidi e veri di un cuore spezzato,
cadono giù ma non fanno rumore e lentamente scivolano dentro l'anima,
ne sento il sapore
dolce e amaro.
Le offro alle stelle come offerta d'amore per una donna molto speciale,dal grande cuore.

 Quando chiudo gli occhi ti immagino giovane,non hai più alcun dolore,
stai correndo scalza per i verdi prati del Paradiso.
I tuoi capelli neri scivolano sul tuo viso e con la mano mi saluti facendomi capire che la tua vita non è finita.

Riapro gli occhi e lascio che la mia mente si liberi.
E per un po’ si affievolisce il mio dolore per la tua perdita, sentendo un dolce calore nel mio cuore.

Ti voglio bene Silvana,con affetto Barbara.

Ti mando un forte abbraccio Nicola.

E' molto toccante quello che scrivi, la vita ci mette sempre dinanzi alla morte e ci fa capire quanto sia fuggevole il tempo, però lo sprechiamo come se per noi non dovesse mai finire. La vita è un respiro provvisorio, passeggero, momentaneo. Sarebbe splendido immaginare un mondo diverso, l'eterna giovinezza, ma il mondo è fatto così, segue le sue leggi fisico-chimiche e noi siamo trascinati da questa corrente, dopo, all'improvviso un sintomo strano indica una malattia, allora si cerca di combatterla con  le mani e con i  denti, c'è quando si vince questa  battaglia e la morte si rimanda, c'è, però, quando si perde. In quel caso ti senti solo, ti senti perduto, non sai più cosa fare. La vita sotto le sue ali dorate  nasconde la sua tragicità. 

Ricambio con affetto, Nicola

 

21 .06.09

Mi scrive A. dicendomi:  - “Ho letto che hai sentito di nuovo la voce della tua mamma, non puoi neanche immaginare quanto ne sono contenta, a volte penso che è una speranza anche per me ma è un ottimismo che dura poco perchè subito immediatamente dopo realizzo che a me non accadrà mai altrimenti a quest'ora l'avrei già sentita.

Caro Nicola sapessi quanto sono giù e quanto soffro, quando penso che non la vedrò mai più e che è tutto finito…”

 

Ti capisco, perché io sono come te, sono agnostico,  può sembrare paradossale il fatto che pratico la metafonia, mi limito a ciò che esperimento, infatti, non dico di aver sentito la voce di mia mamma, ma che si  ascolta perfettamente il nome Ancilina,  il nome Angelina ( di mia mamma) proprio come la chiamavano al suo paese.  

Quando penso la vita la credo finita, tuttavia non voglio influenzare nessuno con i miei pensieri, continuo, però a praticare nel poco tempo libero che mi rimane la metafonia. 

Questa mattina ricevo un messaggio variegato, ne riporto solo quegli aspetti che non sono personali. 

Adesso provo ad analizzare la voce meta.  

La prima frase dice:  - "E' riferita da se".   Sembra che l'interlocutore invisibile risponda al nocciolo del problema. La voce meta non è un riflesso della nostra mente, ma  è autonoma, ha una sua determinazione, mi  riferisco alla struttura semantica della frase minima, la spiego attraverso lo studio del linguaggio.  Espleto l'analisi del senso come quando si parafrasa una poesia, non sto esprimendo un mio punto di vista. 

Successivamente si ascoltano due nomi, il primo Ina, il secondo Santina. Mia nonna si chiamava Ina, e  Santina è una fanciulla a me molto cara, morta prima che io nascessi. Questa voce mi segue da tanto tempo.  

La voce poi dice: - “Una canzone, musica, muta, dov'è l'amore?”  Risponde a quello che stavo pensando questa mattina, riflettevo sulla morte dell'amore nella società contemporanea, sul silenzio delle masse. Questo mio pensiero ritorna come un eco, come un interrogativo che la voce pone.  La musica è morta,  oggi si veicola tanta spazzatura mediatica e musicale.  Si ripresenta la fanciulla di Tortorici.  In questi giorni ho pensato a lei, a sua sorella Sara; c'è una musica che ascolto in  un video delle scienze, non so perché mi riporta a loro due. Ne avverto una nostalgia struggente, un ricordo che non è mai stato un ricordo. La psicoanalisi  spiega questo evento psichico attraverso un gioco di analogie e metafore inconsce, ma potrebbe  esserci altro. La voce dice: . "Chiamo a Sara, suoni per me ( pi me) Francesca."  La voce riporta il senso di quella musica quasi mantica, sembra che risuona in un  entanglement senza limiti.  L' entanglement quantistico è l'inseparabilità tra due sistemi o particelle  al di là dello spazio e del tempo.  

Dopo, una voce si riferisce a Maria concludendo il messaggio metafonico,  ho registrato diverse volte questo nome mitico. La voce  pone una domanda, cioè chiede dove sta Maria? E' una domanda senza risposta o una risposta senza domanda?  

Voce mtafonica 21 Giugno 2009

Un caro saluto da Nicola.

20 .06.09

Ieri ho provato un brevissimo contatto metafonico, si è presentata la presunta voce di mia madre  Angelina.

Non dico che ho ricevuto la voce di mia madre, ma soltanto che il suo nome si è ripresentato anche questa volta; mi limito a ciò che osservo, non aggiungo altro. Il nome  Angelina viene pronunciato in siciliano tortoriciano - Ancilina -  nel dialetto del paese di mia madre. A Tortorici la chiamavano  in questo modo con la cadenza della voce meta.

Voce metafonica: Angelina

Nicola

 

05 .06.09

In questo periodo non ho avuto il tempo di aggiornare il sito per impegni lavorativi e familiari, presto ritornerò a scrivere. Vi ricordo che amo ciò che dico, amo ciò che scrivo, amo ciò che penso. Tutto quello che esprimo e faccio è perchè lo sento, perchè lo vivo. Io credo nella dimensione poetica della vita, nella musicalità dello sguardo, nella trascrizione metaforica del sogno.

Un saluto a tutti da Nicola

26 .05.09

Chiedersi cos'è la vita è molto importante, solo dopo si può chiedere cos'è la morte. La vita è come una piuma al vento, transitoria, un soffio e neanche, come la terra un minuscolo granello insignificante del nostro universo, e, figuriamoci, se l'intero sterminato universo è parte a sua volta  di infiniti universi (esso è un granello)  qual'è il senso di noi.  

Se esiste una creazione continua cosa siamo e cos'è quest'attimo chiamato vita. Quante volte nasciamo e rinasciamo nel flusso continuo dell'essere (per rinascere non intendo affatto reincarnarsi), ma ogni qual volta questo succede non siamo più noi, siamo altro e non sapremo mai chi siamo stati. Se non esistono gli infiniti universi ed il nostro è l'unico, allora saremo condannati per l'entropia alla morte termica ed alla estinzione definitiva di tutto.  Si spegneranno le stelle ad una ad una e la materia decadrà nel nulla, nel vuoto, non ci sarà neppure il tempo e lo spazio.  Cos'è la metafonia se non la possibilità di comunicare con qualcosa che non conosciamo, con una produzione di senso che sembra esplicarsi dal nulla. Tuttavia questo senso si produce, ma l'evento e l'interlocutore restano sconosciuti. La metafonia non appartiene a rituali spiritici, anzi va completamente separata da queste pratiche magiche che per lo più sono inconsistenti, essa rappresenta il filo d' Arianna  che conduce a qualcosa di inesplicato.  

Ecco il dilemma: il pensiero è solo di natura neurobiologica? Può esistere un pensiero metafisico?  Gli strumenti conosciuti che abbiamo a disposizione non ci permettono di andare oltre e la morte permane per noi sempre un'incombente catastrofe. Se poi aggiungiamo che viviamo in una società priva di valori e la solitudine sembra divampare come un incendio di angoscia nel silenzio del presente, la ricerca di una risposta si fa sempre più pressante. La troveremo mai?  Possiamo solo formulare delle ipotesi, questa ansia religiosa o tensione verso l'infinito è la speranza di ciascuno, perché ciascuno teme di essere travolto dal nulla,  la dimensione sterminata dell'essere fa orrore.  

Nicola.

 

10 .05.09

A tutte le mamme dedico questi versi di Dante:

 

 

"Vergine Madre, figlia del tuo figlio,

umile e alta più che creatura,

termine fisso d’etterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti sì, che ’l suo fattore

non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore,

per lo cui caldo ne l’etterna pace

così è germinato questo fiore.

Qui se’ a noi meridïana face

di caritate, e giuso, intra ’ mortali,

se’ di speranza fontana vivace.

 

 

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,

che qual vuol grazia e a te non ricorre,

sua disïanza vuol volar sanz’ali.

La tua benignità non pur soccorre

a chi domanda, ma molte fïate

liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,

in te magnificenza, in te s’aduna

quantunque in creatura è di bontate..."

 

Per la parafrasi cliccate su: Dante

 

10 .05.09

E' un pò che non le scrivo però continuo a leggere il forum, è bellissima la poesia di Dante e le parole che ha dedicato a tutte le mamme. Vorrei scrivere anch'io qualcosa alla mia mamma.

MAMMA ti parlo al presente perchè tu sei sempre nella mia mente e nel mio cuore, non mi stancherò mai di dirti

che ti AMO e ti ADORO, mi manchi da morire, a volte il dolore è così forte che è come se mi mancasse l'aria, ma questo tu lo sai, mi consola il sapere che un giorno non so dove e non so quando  ci rivedremo in una bella giornata di sole ...  e allora non ci lasceremo più per l'eternità.

quindi mamma ti dico ARRIVEDERCI.

Dalla tua Nica.

Angela

Grazie per aver scritto, per la delicatezza delle sue parole.

Con affetto da Nicola

10 .05.09

Nicola è incredibile, stavo leggendo quà e là sul tuo forum quando ho chiuso tutto  perchè assolutamente avevo voglia di scriverti due righe e avevo deciso di dirti solamente che speravo ti giungesse il mio abbraccio, ho aperto e  ho trovato la tua mail. Sai la tua voce è come l'acqua fresca, dà sempre un gran benessere.

Sinceramente non è che sto tanto bene perchè sono veramente giù, mi manca assolutamente in ogni momento della mia  vita. Stavo leggendo ciò che hai scritto sulle stelle. Ho l'impressione che la maggior parte delle persone vive perchè mangia, beve, lavora ma non si sofferma a pensare seriamente cosa è la vita e cosa ci circonda. La luce delle stelle, è vero, noi la osserviamo dopo che ha fatto un cammino inimmaginabile. Nicola mentre leggevo e guardavo tutte quelle stelle mi chiedevo: ma dov'è la mia mamma? Ma cosa succede dopo la morte, ma è possibile che finisca davvero tutto? Quanti perchè mi pongo non te lo immagini nemmeno, il problema è che non trovo risposte!

A.

Anch'io mi chiedo le stesse cose.

Nicola

 

10 .05.09

QUESTA POESIA E' DEDICATA PER LA MAMMA DI MIO PADRE E PER TUTTE LE MAMME CHE NON CI SONO PIU'.

                     MAMMA

Mamma, Angelo della notte volato lontano,ombra dei miei pensieri,veglia dei miei tormenti; c'è un cuore ferito che piange stordito,quell'Angelo bianco dal sorriso mai stanco, ma sento che sei sempre al mio fianco.
Ti amo tanto mamma!.

QUESTA E' UNA POESIA CHE HO DEDICATO A MIA MADRE

                     MAMMA

Mamma è il primo nome bello che ho pronunciato,felice tu hai sorriso e nel cuore l'hai stampato. MAMMA!...Questo nome è ricco di valore,amore e comprensione. Oggi è la tua festa mamma,quando guardo i tuoi occhi vedo solo il sole,GRAZIE MAMMA!..PER IL TUO IMMENSO AMORE.

Barbara.

Quante domande restano sempre senza risposta, io credo nell’efficacia della parola,nella possibilità di questa meravigliosa catena umana che ci unisce.

Con affetto a tutte e due da Nicola

 

10 .05.09

 Dedico queste  mie parole alle mamme.

A tutte quelle mamme che piangono nel sorriso, a quelle che gioiscono per un fiore inaspettato e gridano di malinconia punte da una violetta appena sbocciata, a coloro che hanno perduto ciò che di più sacro hanno desiderato, a quelle che hanno sempre sognato nel sogno la vita e non sanno di esser nati, perché gli è stato tolto ingiustamente tutto e vagano in un limbo senza pace, a quelle mamme che vivono questo giorno come l’ultima festa della loro vita perché sanno di morire e non lo dicono, a quelle mamme smarrite che più non domandano dove sono andati i loro figli ma li amano oltre la vita, più in la della morte in un crescendo di sempre quando sempre.

Nicola.

10 .05.09

Dimenticavo, nel contatto metafonico del 9/5/09 la presunta voce di Isa si riferisce ad Isa - Isabella, chi vuole leggere la sua storia basta cliccare su questi due Link

Lettere di una mamma
Presunti dialoghi con Isa

Un caro saluto da Nicola

09 .05.09

Questo è un periodo molto faticoso per un insieme di cose, non ho avuto tempo né di dedicarmi alla metafonia, ho pensato  ad altro per diversificare;  persone a me molto  vicine non stanno bene di salute e questo mi ha molto prostrato. Ma finché il sole risplende sulle sciagure umane dobbiamo avere la forza di vincere le nostre battaglie giornaliere. Qui a Milazzo è una cosa terribile, l’inquinamento fa paura, la gente muore, ma le masse ubriache del potere mediatico sono abuliche non muovono un ciglio anche se i loro parenti si spengono tra dolori feroci. E’ lo scenario dell’Italia di oggi di cui ne ho le tasche piene, sono stanco delle veline, di coloro che esaltano questa mentalità indegna, sono stanco delle banalità che ci attraversano giorno dopo giorno, sono stanco di vedere intorno  gente che non pensa, sono stanco di accendere la televisione e vedere sempre le stesse facce e  ascoltare i soliti contenuti arroganti e scialbi, nonché volgari, per non parlare dei politici che solo a pensarli mi viene il voltastomaco.

Voglio farvi ascoltare la sintesi di due messaggi metafonici ho sottratto le parti personali.

Le voci meta dicono: Io mamma sempre insieme se io piango.

La signora A. mi dice in una lettera: Diverse volte sono stata tentata di parlarti un pò, poi ho resistito.
Nicola non riesco a rassegnarmi, questo vuoto, questo sentirla sparita come se si fosse volatilizzata mi annienta. Ma come si fa a rassegnarsi a tutto questo? E' inutile non ce la faccio.

La voce potrebbe rivolgersi alla signora A. però si riferisce, soprattutto, a me, tuttavia ci muoviamo solo nell’ambito delle ipotesi e non dobbiamo oltrepassare questa soglia.  Le mamme sono sempre insieme  a noi anche attraverso il pianto. Ricordate  i famosi versi di Dante: “Amor, ch'a nullo amato amar perdona…”  Nessuno che ama non potrà che essere riamato, forse anche dopo la morte.
Dopo la voce dice Schepis, cioè pronuncia il mio cognome.

Si ripresenta,  ancora dopo  una presunta voce meta che si riferisce ad Isa. Vede persone, vede Isa. Rincontro entro d’Isa... Benedetta. E’ molto significativa la frase incontrarsi dentro,  come se fossimo contenuti dentro la coscienza di Isa, come se una coscienza più grande contenesse la nostra.

 Nonostante siano presenti strutture fonologiche straniere si forma un ordine di senso che per noi acquista un significato specifico. 

Nell'ascolto delle voci invito sempre alla prudenza, non date mai per certo ciò che si ascolta.


Voce metafonica del 7 e del  9 maggio 2009:  Voce
 

24 .04.09

Caro dottor Schepis,

è da un po' che non scrivo ma oggi ne ho sentito il bisogno. Ho letto della sua perdita e  le sono vicino . Ieri è stato il primo anniversario della partenza del mio angelo Francesco. Sono stati giorni un po' duri, in cui i ricordi affioravano anche se cercavo di rimandarli indietro insieme con le lacrime. Ieri sera noi abbiamo avuto una grande dimostrazione di affetto da parte di tanta gente che ama il nostro angelo e ci è vicina. Li ringrazio per la forza che ci hanno dato insieme a quella che viene dal nostro Francesco. Scusi lo sfogo, ne avevo necessità.

Un saluto a tutti Anna Maria

 

Cara Anna Maria, mi dispiace tanto e capisco cosa possa provare, come la sua vita si sia svuotata,

si ricorda avevo scritto pochi giorni fa:

“Nessun maggior dolore 
che ricordarsi del tempo felice 
ne la miseria…”

                    Dante, V canto dell'inferno

 

La miseria è il tempo vuoto, il tempo dell’abbandono,  il tempo del silenzio.  Mi fa piacere che lei è sempre vicina a noi. Le sono vicino.



"Tornano in alto ad ardere le favole.

Cadranno colle foglie al primovento.

Ma venga un altro soffio,
Ritornerà scintillamento nuovo.!

                                                   Ungaretti anno 1927

 

Le invio un grande bacio, Nicola

 

 24 .04.09

Le riflessioni che ti ho mandato,infatti sono molto toccanti anche se differenti,ma fanno pensare molto,a me queste parole mi sono entrate nell'anima. E sono d'accordo con te ci sono molte persone che pensano solo ai beni materiali e a fare successo,purtroppo vedono solo se stessi e non cambieranno mai.
 

E' bello aiutare il prossimo parchè non è un dovere ma un piacere e lo si deve fare con amore e compassione perché è così bello donare gioia agli altri e vedere il loro sorriso, trovo che sia un sentimento così facile da capire,ma si vede che per certe persone è difficile.
E per quanto riguarda l'aldilà io voglio credere che ci sia un luogo migliore.

Con affetto Barbara.

 

23 .04.09

Caro dottor Schepis

ho appena letto la sua bellissima poesia, mi dispiace molto, per la perdita del suo primo amore le sono vicino con il pensiero l'abbraccio forte forte.

Angela

 

Ripenso al tuo sorriso,ed è per me un'acqua limpida

scorta per avventure tra le pietraie d'un greto,

esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi,

e su tutto l'abbraccio di un bianco cielo quieto.

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire,o lontano,

se dal tuo volto s'esprime libera un' anima ingenua,

o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua

e recano il loro soffrire con sè come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie

sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,

e che il tuo aspetto si insinua nella mia memoria grigia

schietto come la cima di una giovane palma.

 

                                        Eugenio Montale

Grazie di cuore Angela, è stupenda questa poesia, la mia è solo un  pallido riflesso null'altro.

Un sorriso da Nicola

  

23 .04.09

Ciao Nicola,ti mando questa Poesia di Kahlil Gibran e di Sigmud Freud mi piacciono molto e poi volevo anch'io mandare un saluto a Barby e ringraziarla per il pensiero.

                       SULLA MORTE

Allora Almitra parlò dicendo:Ora vorremmo chiederti della morte.
E lui disse:Voi vorreste conoscere il segreto della morte.
Ma come potrete scoprirlo se non cercandolo nel cuore della vita?.
Il gufo,i cui occhi notturni sono ciechi al giorno,
 non può svelare il mistero della luce.
Se davvero volete conoscere lo spirito della morte,
spalancate il vostro cuore al corpo della vita.

Poichè la vita e la morte sono una cosa sola,
come una sola cosa sono il fiume e il mare.
Nella profondità dei vostri desideri e speranze,
sta la vostra muta conoscenza di ciò che è oltre la vita;
  E' come i semi sognano sotto la neve,
   il vostreo cuore sogna la primavera.
Confidate nei sogni,poichè in essi si cela la porta dell'eternità.

La vostra paura della morte non è che il tremito del pastore davanti al re che posa la mano su di lui in segno di onore.

In questo suo fremere,il pastore non è forse pieno di gioie,poichè porterà l'impronta regale?

E tuttavia non è forse maggiormente assillato dal suo tremito?
Che cos'è morire,se non stare nudi nel vento e distogliersi al sole?

    E che cos'è emettere l'estremo respiro
    se non liberarlo dal suo incessante fluire,
Così che possa risorgere e spaziare libero alla ricerca di Dio!
Solo se berrete al fiume del silenzio,potrete davvero cantare.

E quando avrete raggiunto la vetta del monte,allora incomincerete a salire.
E quando la terra esigerà il vostro capo,allora danzerete realmente.


                  Kahlil Gibran.

             *************************   
 

Se l'uomo distoglierà dall'aldilà le sue speranze e concentrerà sulla vita terrena tutte le forze rese così disponibili,riuscirà probabilmente a rendere la vita sopportabile per tutti e la civiltà non più oppressiva per alcuni.

                  Sigmud Freud.

Ti mando un forte abbraccio,

Barbara.

Che dirti  …  sono delle riflessioni così profonde da accoglierle in toto, sono due concezioni diverse, anzi assai differenti, ma tutte due toccanti. La morte dovrebbe avvicinarci, farci comprendere la nostra fragilità, e sgombrare dall'ego tutte le manie di onnipotenza che in questi ultimi anni sembrano invadere la scena del presente.   E se l'aldilà non dovesse esistere, allora non ci resterebbe che questo aldiquà da vivere pienamente in amore e in compassione.  

In un mondo di veline e di fantocci ubriachi del proprio narcisismo è difficile che qualcuno faccia capire loro il senso della vita, ma ci sono alcuni uomini che vivono nell'ombra e sono dei giganti di sapienza, di umiltà, a questi io mi rivolgo. 

Buona parte dei cittadini italiani di oggi  sono come gli ignavi descritti da Dante: uomini senza vita, che disprezzano chi fatica e costruisce un senso o aiuta gli altri a ritrovarlo.

 

 “Questi non hanno speranza di morte,
      e la lor cieca vita è tanto bassa,
 48 che 'nvidïosi son d'ogne altra sorte.”

                                                                          Dante, III canto dell'Inferno.

 

Per Dante essi  non hanno alcuna  speranza della loro estinzione,  tanto è cieca e bassa per loro la vita da non meritare nemmeno la morte. Sono, invece, invidiosi della sorte di chi  vive per un ideale e lotta per esso, anzi tendono a demolire tutti gli uomini di buona volontà.  Loro sono l’espressione di buona parte di questa italietta. “Questi sciaurati, che mai non fur vivi,” Per Dante questa gente non fu mai viva,  essa confida solo in molte porcate televisive, nella strumentalizzazione mediatica,   nel grande Fratello o in altri volgari reality.

La morte dovrebbe insegnarci la compassione, il rispetto dell’altro, credere nei valori della vita, se capissimo d'esser leggeri e vaghi come il vento e la sabbia,  quali volatili senza nido dispersi, allora stileremmo un cordone per sostenerci tutti e confidar l'un con l'altro.

Con affetto e stima da Nicola   

                    

23 .04.09

Ciao Nicola  carissimo,spero  tu  stia  bene,   illuminato come  sempre  dallo  Spirito  della  tua  anima, sono  Barbara  ma  poikè  c'è  anke  un'altra  mia  omonima  ke  ti  scrive e  ke  saluto  caramente,  puoi  kiamarmi  Barby, volevo  lasciarti un  passo  tratto  dal   noto  romanzo  " Il te  nel  deserto" , di  Paul  Bowles  ke  Brandon,  (colui  ke  si  è  trapiantato con  impeto  e  indescrivibile  dolcezza  al  tempo  stesso,  nella  mia  anima  da  ormai  13  anni  e  ke  credo  mi  accompagnerà x il  resto  dei  miei  giorni insieme  alla  lucente  presenza della mia  adorata  mamma),   scelse  di  inserire  come  testo  nelle  sue  partecipazioni  di  nozze   ke  avrebbero  dovuto  avere  luogo,  con  la donna  ke  amava  profondamente,  il  17  aprile   1993  ma  ke  nn  furono  mai  celebrate,  xkè  xse  la  sua  vita  terrena  su  quel  maledetto  set,  il  31  marzo 1993   quindi  appena  17 giorni  prima    del  suo  imminente  matrimonio...

Ank'io  amo  questo  passo  ke  ho  tradotto  dall'inglese  affinkè  sia  comprensibile   a tutti, xkè  è  terribilmente  vero  e  profondo, 

ti  abbraccio,  a  presto 

Barby.

 

La morte è sempre in cammino,

ma poikè  nn   sappiamo  quando moriremo, 

siamo  portati   a  pensare  alla  vita,

 come ad un pozzo inesauribile....

 Eppure,

 ogni cosa accade solo un certo numero di volte,

davvero un  numero  molto piccolo....

per  esempio,

quante   altre  volte ricorderai,

un certo pomeriggio della tua infanzia,

un pomeriggio che fa  così profondamente parte del tuo essere ,

  ke   tu non puoi nemmeno concepire la tua vita senza   di  esso?

Forse altre quattro, cinque volte,

o  forse  nemmeno  quelle... 

Quante altre volte guarderai sorgere la luna piena?

Forse....venti!

 Eppure  a  noi  comuni  mortali,

tutto    sembra  senza  limiti...

 

 22 .04.09

Caro Nicola,ti sono vicino in questo momento così triste per te e così lontano nel tempo,ma sappi che io e tutti i tuoi amici siamo sempre in piena empatia con Te.  Elio.

  22 .04.09

Caro Nicola, volevo dirti che mi dispiace tantissimo per la perdita che hai subito, ma per esperienza personale posso dirti che, nel tempo a venire, i ricordi e le esperienze condivise con quella persona ti aiuteranno ad idealizzare quello che eri stato con lei e addolciranno quel sapore amaro che si assapora quando si subisce una perdita improvvisa.
Un abbraccio. B.

 

Molte volte mi domando perché si nasce, perché si vive, perché si muore,  c'è una risposta che è molto brutta ma  che  non voglio evitare di pronunciare: la casualità e la legge della selezione naturale. Spero che non sia solo così, e che la mente possa continuare dignitosamente a vivere. Molte volte osservo le emozioni dei miei ricordi che nascono crescono e svaniscono e dopo ritornano sempre in forma mutevole, come le nuvole che sfogliano pagine di sogni e cambiano incessantemente profilo, perchè non sono mai quelle di prima.

Così, rammento i  miei 17 anni, i miei sguardi innamorati,  quando lei mi ricambiava, ricordò quando leggemmo insieme molta letteratura, ricordo ancora la pioggia nel pineto di D'Annunzio vissuta insieme,  lei era un piccolo, grazioso e tenero genio, bastava appena un incipit e lei assimilava e produceva pensieri straordinari.

Con me è cresciuta come una spiga di grano al vento che si compiace del sole. Parlavamo per ore ed ore e non ci stancavamo, quanti entusiasmi, quanti sogni, quante illusioni. Eravamo profondamente legati, ma tutte le cose sono periture, tutte le cose a questo mondo nascono, crescono e muoiono.  Mi ricordo quando avevo solo la moto e sotto l'acqua la raggiungevo inzuppandomi tutto sino ad ammalarmi, mi bastavano solo 5 minuti per poterla vedere e lo stesso era per lei. Non fu semplice la nostra storia, perché fu osteggiata dai suoi genitori, allora dovevamo vederci sempre di nascosto, ma nessuno poteva impedire di amarci. Ora tutto è silenzio, ora tutto nel silenzio trova la sua pace, "Beatrice in suso ed io in lei guardava" Dante - ma lei guardava in alto, e i suoi occhi si illuminavano ed io ne respiravo la luce.

 

 "...e questo cielo non ha altro dove
che la mente divina, in che s'accende
l'amor che 'l volge e la virtù ch'ei piove." 

                                             Dante, XVII canto del Paradiso.

In lei vedevo un cielo  che non era più fisico non ha altro dove”  questo cielo esiste per Dante solo nella mente di Dio, ed è senza limiti,  ove si accende l’amore   che lo fa girare e la virtù che da esso   piove  negli altri cieli. Così io mi vedevo riflesso in lei, nella sua incorruttibile dolcezza e dal cielo dei suoi occhi pioveva l’amore, il tempo è il  vero nemico mortale degli uomini, il tempo  che cancella i sospiri, i sogni.

Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri, 
a che e come concedette Amore 

che conosceste i dubbiosi disiri?”.
 

“E quella a me: «Nessun maggior dolore 
che ricordarsi del tempo felice 
ne la miseria…”

                    Dante, V canto dell'inferno

Dante rivolgendosi a  Francesca che era assieme a Paolo  le disse: Ma dimmi:   al tempo (d’i dolci sospiri)   dei sospiri nascosti e dolci,  quando ancora non osavate  manifestare il vostro amore come conosceste i vostri desideri?”

Allo stesso modo come fu per Francesca ora  il ricordo mi pervade. E’ un momento che ritorna alla mente, ma allo stesso tempo   non c’è nulla che susciti un  dolore maggiore  del ricordo del tempo felice quando sopraggiunge la tristezza: -  “che ricordarsi del tempo felice / ne la miseria…” Dante

E’ la limitazione dell’esistenza a mutilarla, ma a renderla allo stesso preziosa e rara.

Ed il Petrarca dice: “ove Amor co' begli occhi il cor m'aperse” Ove  amore con  i suo begli occhi  mi aprì il cuore.

Mi ricordo dei suoi occhi quando il mio cuore ne era pervaso, ed un fiume di speranze scorreva nelle vene.

“Come la figlia del mattin, la bella dalle dita di rose Aurora surse...”  Omero 

Come la figlia del mattino, la bella aurora dalle dita di rosa si levò.

Quante volte l'aurora mi colse nell'attesa,  nella speranza, nel desiderio.

Tutto questo che ho proferito , l'ho scritto  per dire quanto sia importante "amore".

"... e tu allor li priega 
per quello amor che i mena, ed ei verranno". 

E tu allora li preghi per quello amore che li conduce, e loro verranno. Dante desiderava parlare con Francesca e Paolo, solo pregandoli per quell'amore che li avvinceva essi poterono fermarsi, anche la bufera infernale che mai si arresta, tacque.

" I’ cominciai: «Poeta, volontieri 
parlerei a quei due che ’nsieme vanno, 
e paion sì al vento esser leggeri"

Quando Dante vide le due anime abbracciate nel vento disse rivolgendosi a Virgilio:  Poeta parlerei volentieri a quei due che insieme vanno e sembrano essere nel vento così leggeri.

Così non mi resta che pregare amore, per quell'amore che io ebbi in dono, che mi fece un tempo tanto volare nel vento,  per quell' amore che nessuno  amato  può non riamare: "Amor, ch’a nullo amato amar perdona... "
 

 Un caro saluto a tutti da Nicola

 

19 .04.09

Non è la Claudia che scrive sempre nel mio forum, si tratta di altra Claudia, la quale racconta  un evento paranormale straordinario, si riferisce ad una sua foto.

Le racconto un pò, come è andata..

Di solito in un palazzo del mio paesello fanno delle mostre di oggetti antichi , quadri, quella sera ero andata con mia mia madre, sognante e desiderosa di fotografare qualche entità,ma niente ,ho fatto una serie di foto e non usciva niente. Poi entrando in una sala del palazzo si sono presentati i primi sintomi,nervoso ,freddo ,infatti, poi, mi beccavo con mia mamma per nulla..(anche i più scettici sentono un po’ di freddo in questa stanza,un po’ di inquietudine)mi faceva venire il nervoso non appena la guardavo,poi mi sono soffermata a fotografare un oggetto antico di Chiesa,una mazza religiosa molto bella.

Cmq avevo fatto la foto per intero ma poi mi sono fatta prendere dall'entusiasmo e ho tagliato il restante della foto ,lasciando solo la dama,alla mazza ho fatto una serie di foto,ma le eliminavo non appena le facevo perché non erano buone come risoluzione e qualità,venivano mosse sia con il flash che senza,mi sono detta scherzando ci sarà qualcuno che non vuole farmi fare le foto, continuando a fotografare e a imprecare contro le foto ,infine ho scattato l'ultima foto con gli occhi chiusi per non vedere altre imperfezioni fotografiche e ho gettato la macchinetta fotografica nella borsa, fregandomi  della qualità.

L'indomani mi  sono ricordata della foto,vado a vedere e mi sale un groppo in gola di stupore nel vedere la sagoma bianca, poi sono andata a mettere paura alle amiche e a demolire lo scetticismo di mia madre... mi  ha ispirato anche una poesia...

A proposito molto belle le sue poesie..quella di oggi si ispira a un fatto accaduto vero?spero di no,troppo mi angustierebbe se fosse morta davvero la signora della sua poesia,anche se in realtà nessuno muore realmente…

Claudia.

Molto interessante, anzi direi straordinaria quella immagine che salta fuori dal nulla, una donna di altri tempi che vaga per altre dimensioni ma che per un motivo a noi sconosciuto si imprime nella macchina fotografica. Potrebbe essere un ologramma che viene autogenerato dal luogo,  come se in quel luogo si fosse stratificato un vissuto molto intenso, tragico o felice, non lo sapremo mai.

Per quanto la mia  poesia si riferisce ad un evento reale, ho perso in questi giorni il mio primo amore, quello più innocente, più delicato.

Grazie, Nicola

 19 .04.09

Caro Nicola,
Quando una persona ci lascia,sembra scomparsa per sempre,ma un affetto sincero non morirà mai.
Il ricordo delle persone che ci sono state care vivrà per sempre nei nostri cuori,più forte di qualsiasi abbraccio,più importante di qualsiasi parola.

Io e la mia famiglia ti mandiamo un forte abbraccio.

Barbara

Grazie di cuore, con affetto da Nicola

 

19 .04.09

Ho perso una persona molto cara.

In questi giorni lei …  è morta …  e con lei la mia prima giovinezza.  

 

Al  mio primo grande tenero  amore.

 

Ricordo sorrisi appena schiusi,

piango, respiro e piango l’aria dei pini con te,

come un tempo, nel tempo eternamente bambino, ma grande.

Nel pineto dai rami irti…  pioveva,

pioveva sulle tue ciglia brune e innamorate,

sulle tue mani svestite.

Con gli occhi  pensosi sognavi un cielo di stelle.

Eri coperta di stoffa leggera come portata dal vento; 

 

il primo bacio tutto tremante …  ora risponde

e piange,

l'amore  ama sempre l'amato.

Fanciulli  eravamo  ancor piccoli, ma diversi, sempre uniti,

sotto molte lune le tue dita nude sulle mie labbra

ricordi!

   le tue parole ora son mute,

tacciono, non odo più la voce del vento tra pini

soleggiati e malinconici d’inverno, di primavera, d'estate, d'autunno,

 ora lamentano con te, con me ...  i ricordi,

i tuoi vestiti bagnati

come  rota dei cieli  mossa nei cerchi degli occhi .

                                                                                Nicola, per sempre!   

19 .04.09

Ad A. ho raccontato l’ultima vicenda ed inserisco le sue bellissime parole. La vita ci conduce 
 su sentieri alati, meravigliosi  ma crudeli, su calli sconosciuti,  noi cerchiamo di leggere i responsi 
della sibilla sulle foglie leggere che volano nel vento. 
 
" ...così al vento nelle foglie levi / si perdea la 
sentenza della Sibilla" - 
                                                                                                           Dante, XXXIII canto del paradiso.

A. Mi scrive:

Caduca e impietosa è la  vita, prima ti contorna di affetti profondi, di amori,  poi lentamente te li strappa, cadono come birilli colpiti e noi con loro perché i nostri affetti sono parte di noi.

A.

Benigna volontade in che si liqua
sempre l'amor che drittamente spira,
come cupidità fa ne la iniqua
 
silenzio puose a quella dolce lira,
e fece quïetar le sante corde
che la destra del cielo allenta e tira.  
                                                                         Dante,  Canto XV del paradiso. 
 
Esegesi: La benevola volontà di offrire la generosità,  ove si dichiari  l’onestà dell’amore, mentre l’amore 
disonesto si manifesta  nell’essere parziale, iniquo,  impose il silenzio a quella dolce lira 
( si riferisce ad un suono celestiale) al coro delle anime, e fece cessare le corde sante, le voci che modulavano 
il suono che  regola la destra del cielo. 
Quando la volontà è benevola impone silenzio anche alla musica più soave quella spiritualizzata, perché
 essa trionfi su ogni cosa. Così il ricordo  quando è tanto dolce, si fa carne della musica celeste e riempie 
come diceva il Leopardi:
le quiete /stanze, e le vie d'intorno/  al … perpetuo canto…”.   Leopardi in A Silvia
 
Ma tornano gli stormi lamentosi, gli uccelli neri che volano nelle bufere d'inverno, sono anime innamorate 
che non trovano pace. 
                                                          
                   "E come i gru van cantando lor lai, 
faccendo in aere di sé lunga riga, 
così vid’io venir, traendo guai"

                                                                                                                Dante, V canto dell’inferno.

 Esegesi: Come le gru che volano schierate (di sé lunga riga,)  con versi lamentosi (cantando lor lai) ,  così vidi venir quelle anime infelici spargendo gemiti (traendo guai).

Spesso volano sulle nostre menti questi volatili  in riga sospinti verso l’infinito.

"Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri, 
a che e come concedette Amore "

                                                          Dante, op. cit.

Esegesi: Ma dimmi al tempo dei sospiri innamorati come voi vi siete concessi all'amore.  

Così io ricordo ciò che solo la mente tiene e ciascuno di noi serba in se i propri crucci  e pertinenti pensieri.  Spesso le rimembranze  sono come piume  portate dal vento,  che sono fugaci come i sogni.  

Così mi ricordo del mio primo amore, che pochi giorni fa è volato via verso l'infinito. 

“Tu pria che l'erbe inaridisse il verno,
Da chiuso morbo combattuta e vinta,
Perivi, o tenerella.

Tu, misera, cadesti: e con la mano
La fredda morte ed una tomba ignuda
Mostravi di lontano.”

                                                                                                             Leopardi, op. cit.

Con affetto da Nicola


 

18 .04.09

Proprio pochi minuti fa ho provato un contatto metafonico che sembra interagire con Dante e Leopardi. Riporto la parte più significativa

Oh Dio… Una crisi senza le quali ( senza la quale)  se ricordo, Io ti prego, ho sognato Dio.

Dante attraverso la sua presunta voce ci parla del suo smarrimento nella selva oscura quando  dice: Oh Dio… Una crisi senza le quali ( senza la quale)  se ricordo.  -

Quella selva che rappresenta il peccato da lui definita: "Tant’è amara che poco è più morte" - Ma dopo ci rivela Dio.

Dante nel XXXIII canto del paradiso descrive Dio come in una visione:  Egli scrive:

 

"E' mi ricorda ch'io fui più ardito   

per questo a sostener, tanto ch'i' giunsi   

     l'aspetto mio col valore infinito.   

 

Oh abbondante grazia ond'io presunsi   

ficcar lo viso per la luce etterna..."  

Esegesi: E' mi ricordo che per la preoccupazione di essere accecato da quella luce abbagliante nel caso avessi staccato lo sguardo da quella visione che divenni così ardito da sostenere quell'intensità a tal punto che congiunsi la mia persona col valore infinito (Dio).   C'è una  completa identità tra finito ed infinito: - "ficcar lo viso per la luce etterna" 

Dante riesce a trasformare in poesia una sua visione; la sua presunta voce metafonica sembra comunicarci che l'immagine di Dio nel XXXIII canto del paradiso da lui proferita non è  che la trasposizione di un sogno sublime.

Roman Paatapievici nel suo libro " Gli occhi di Beatrice" ci dice: "Dante si serviva delle parole per costruire visioni, a partire da visioni..."

E' corretto che la sua presunta voce comunichi la frase: - "ho sognato Dio."

Inoltre, non è un caso che la presunta voce di Dante proferisca  "Io ti prego":  questa frase minima sembra essere interconnessa con i versi dedicati alla vergine. Sempre nel XXXIII canto quando San Bernardo  si rivolge alla Madonna affinché il poeta possa vedere Dio le dice:

"...ti porgo, e priego che non sieno scarsi,

perché tu ogne nube li disleghi

di sua mortalità co’ prieghi tuoi...

Ancor ti priego, regina, che puoi"

In effetti è Dante che parla,  la frase minima "Io ti prego" sembra appartenere al suo modo di porgere.

Dopo una voce femminile ci riporta a Leopardi, anzi più specificatamente a Teresa Lucignani  quando dice: “la dolce fanciulla.” Tutto acquista significato  se correliamo il contatto metafonico con quanto avevo scritto prima rispondendo alla persona anonima del forum sulla domanda rivolta al caso Dante - Leopardi.

Leopardi a Pisa conosce Teresa Lucignani, una fanciulla dai capelli folti ed indorati, e gli occhi azzurri,  questa poesia risale al tempo di A Silvia, ma fu pubblicata dopo che trascorse molto tempo dalla sua morte, nel 1906.

Il canto della fanciulla

Canto di verginella assiduo canto,

che da chiuso ricetto errando vieni,

per le quiete vie; come si tristo

suoni agli occhi miei? Perché mi

stringi?

Si forte il cor, che lacrimar

M’induci?

E pur lieto sei tu; voce festiva

De la speranza: ogni tua nota il tempo

Aspettando risuona. Or , così lieto,

al pensier mio sembri un lamento, e

l’alma

mi punge di pietà. Cagion d’affanno

torna il pensier della speranza istessa

a chi per prova la conobbe."

Il significato del  contatto metafonico viene correlato al precedente discorso su Dante e Leopardi in riferimento alla domanda posta  dalla persona anonima che mi ha scritto. Il senso va ricercato in questa correlazione significativa, come il senso degli eventi fisici sta nelle relazioni matematiche.

Contatto metafonico del 18/04/09

Voce meta: Presunta voce di Dante e Leopardi

Un caro saluto da Nicola

 

18 .04.09

Per caso mi sono imbattuta sul suo sito di metafonia,un fenomeno interessante, ma pensare che fra quelle tante voci vi sia anche quella del Leopardi e di Dante ,mi sembra assurdo da pensare,il tutto mi lascia un pò di sconvolgente stupore.
Se non le reca disturbo può raccontarmi meglio questo episodio?

 Cordiali saluti..
 
 
La metafonia non è che una sperimentazione  ed è anche una pratica, ma come ogni sperimentazione deve attenersi ad un substrato teorico, nonché deve seguire un certo protocollo sperimentale.  Il primo assunto è quello di supporre se le voci esistano.  Risposta Si, ma ciò non significa niente.

Secondo assunto: sono voci radiofoniche oppure dietro di essi si cela una realtà più profonda?

E’ quello che sto cercando di capire. 

Se le voci esistono ( è soltanto una ipotesi, null’altro) allora perché considerare Dante e Leopardi un caso a se?  Se giunge la presunta voce di mio padre, perché non deve giungere quella di Dante o di Leopardi?  

Comparazione tra la voce metafonica di mio padre e quella di mio padre

Io procedo attraverso un percorso di comparazione tra le voci cercando di rintracciare tutte le possibili relazioni significative, la fisica della natura è gestita da relazioni matematiche ed è un impianto coerente, occorre nella metafonia trovare una coerenza tra le voci, ed il mio sito si differenzia da molti altri perché si propone un modello coerente in un percorso incerto. Quando non c'è certezza non possiamo che lavorare sulle possibilità e sulle approssimazioni.  

 Dopo lei dice: "Se non le reca disturbo può raccontarmi meglio questo episodio?" 

 Ho sempre amato Dante e Leopardi anche se nel passato il primo di questi due poeti lo conoscevo molto meno dell’altro, nondimeno, ne ero affascinato dalla sua prorompente personalità e dalla sua perfezione linguistica. Un giorno mi saltò in mente di chiedere al presunto Dante per via metafonica (parlo sempre di un'assunzione ipotetica):  Beatrice è esistita davvero? E' stato questo in un certo senso il mio pensiero, non sapevo se ella  fosse stata solo un simbolo letterario.  Così, chiesi di Beatrice. Era un giorno lontano dall'evento Benigni, feci questa domanda  e registrai subito su stazioni straniere scelte di fretta e casualmente. Tutta  la voce metafonica  venne in contiguità, cioè essa susseguì  ininterrottamente  in  un discorso continuo e filosofico, le parole metafoniche del presunto Dante  non sono spezzoni presi di qua e di là, ma sono  un susseguirsi dialogico . Per quanto riguarda Leopardi  nutro un amore profondo,  come oggi lo nutro per Dante.  

  Le riporto una relazione significativa non metafonica, ma psicologica e letteraria che ho scoperto tra un passo di Dante ed uno di Leopardi. Riporto i versi che si assomigliano.  ( V canto dell'inferno e A Silvia)  

 

"Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto Disio
menò costoro al doloroso passo
!"

                                              Dante

 Esegesi: Ahimè  quanti dolci pensieri, quanto desiderio  spinse costoro al doloroso passo in questo caso inteso come la passione che avvinse Paolo e Francesca da Rimini.

 

"Che pensieri soavi,
che speranze, che cori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia

la vita umana e il fato!”

                        Leopardi

 
 
Intanto si può mettere in relazione (Oh Lasso)  con (Che) sono due sospiri, due attese,   come due iati, sono due aspirazioni ed entrambe si frantumeranno, sia in Paolo e Francesca  che in A Silvia.

 

quel giorno più non vi leggemmo avante

“Mentre che l’uno spirto questo disse, 
l’altro piangea; sì che di pietade 
io venni men così com’io morisse. 
      E caddi come corpo morto cade."

                                       Dante

 Esegesi: Mentre Francesca  raccontò la sua triste storia, Paolo, il suo eterno innamorato, piangeva e  fu tale la compassione che Dante provò per quelle anime sfortunate che venne meno come se morisse,  e cadde come cade un corpo morto.

 

“Tu pria che l’erbe inaridisse il verno,
da chiuso morbo combattuta e vinta,
perivi, o tenerella.”

                                             Leopardi

 Dopo si svolge una interazione meravigliosa del desiderio tra  i personaggi  danteschi e la Silvia di Leopardi tratta dal Tasso, ma forse riferita a Teresa  Fattorini  la figlia del cocchiere morta in tenera età, o Teresa Lucignani di Pisa o forse, ancora, alla giovinezza che svanisce.

Si presenta una iterazione singolare in entrambi.

 Leopardi e Dante : -   “Che pensieri soavi, /che speranze, che cori.. /  -   Con   -    quanti dolci pensier, quanto Disio."

 

1 Presunto contatto metafonico con Dante Alighieri

Presunto Contatto metafonico con Silvia di Leopardi  

 Un caro saluto da Nicola

18 .04.09

Caro Nicola,

scusa se ti disturbo ma devo assolutamente dirti una cosa.

Il 14 notte ed il 15 ho provato a registrare. Nel silenzio ogni tanto procuravo un pò di rumore muovendo la mano sopra il registratore, ebbene al termine del monologo con mia madre ( perchè a lei pensavo ) quindi quasi alla fine della registrazione, al riascolto ho sentito una parola, la stessa nelle due sere e sempre quasi al termine, che non deve essere interpretata perchè anche se afona è chiara nel suo significato. Non credo di sbagliare nel mio giudizio perchè sono veramente molto scrupolosa, piuttosto che "il falso"  preferisco  "il nulla".

L'emozione è indescrivile !

Ora il problema è: E' la mia energia psichica che ha prodotto questo? Non sono in grado di rispondere però probabilmente è così.

Quello che posso dire con certezza è che continuerò. Risultati o non risultati continuerò.

Se mi fossi basata sui risultati ottenuti avrei smesso già da tempo,  percorrerò questa strada anche se otterrò  solo una goccia del mare, perchè quello che per gli altri è solo una goccia per me è l'oceano infinito.

Dal punto di vista dei sentimenti è chiaro che vorrei qualcosa di più, ma in questo campo il volere mal si addice alla situazione.

Ho provato a registrare con la radio ma sinceramente non ci capisco niente. Zero assoluto. Devo avere pazienza !

Il mio pc inoltre è veramente obsoleto, mi sto informando per uno nuovo altrimenti tra poco spendo più nelle riparazioni che ad acquistarlo. Potrò così provare a registrare in modo migliore ed avrò il programma per pulire dai rumori etc. etc.

Nicola caro, presa dall'irruenza del mio desiderio di raccontarti tutto ciò, non ti ho ancora chiesto come stai,  spero con tutto il cuore che tu stia bene perchè così deve essere.

Non preoccuparti di rispondere, lo so che hai tantissime cose da fare, tanto lo so che leggi quanto scrivo e questo mi basta e rasserena. Ti ringrazio di tutto e come al solito ti abbraccio forte forte.

 con sincero affetto A.

Sono felice per te.

Tu dici: Ora il problema è: E' la mia energia psichica che ha prodotto questo? Non sono in grado di rispondere però probabilmente è così.

E' proprio questo il motivo della mia ricerca attraverso le relazioni significative. Nel contatto metafonico con Dante ho ritrovato delle relazioni significative che vanno al di là dei miei pensieri prova a leggerlo ed ascoltarlo con molta attenzione. 

con affetto da Nicola


18 .04.09

Inserito il 18 di questo mese.

L'augurio di una Pasqua che sia davvero "semplicemente" serena ...e che ci ricordi che c'è sempre qualcuno a cui si puo' donare un sorriso...

un abbraccio grande... con Isa ..e ogni bimbo di Moldova che avete contribuito a fare sorridere

Claudia

18 .04.09

Inserito il 18 di questo mese.

Buona Pasqua Nicola,a te e a tutti i tuoi cari,un grande abbraccio a chi sta soffrendo molto per il terremoto.

Auguri anche a tutti gli amici del forum.

Marcello

 

 

08 .04.09

Caro dott. Schepis, spero che le sue ricerche continuino sempre a darle nuove risposte,io continuo sempre (tempo permettendo) a leggere il suo bellissimo sito che mi da tanta pace,è bello sentirsi in sintonia con tante persone. La saluto e colgo l'occasione per augurarle una serena Pasqua a presto.

Angela

Ricambio con affetto, Nicola

 

08 .04.09

Ho realizzato un contatto metafonico, una registrazione sulle onde corte e sempre su stazioni straniere scelte casualmente. Il messaggio si presenta continuativo con il precedente:  " Forma ad occhiali in Fatima.”

La persona invisibile di Fatima che muove le scene è la signora  luminosa, nella nostra cultura religiosa è intesa come la Madonna. La voce di oggi si presenta dopo la seguente domanda: - chiedo alle voci di potere enunciare  gli auguri di Pasqua.

La voce risponde in maniera originale ma coerentemente: "Madonna in te compagna."  Pasqua è la resurrezione di Cristo, la madonna è la madre, io tra l'altro avevo pensato questa mattina alla profonda solitudine in cui versa l'uomo forse creato per caso da una combinazione infinita di eventi e forse destinato a soccombere per sempre. La frase sembra essere interagente ed intelligente in quanto cagiona una speranza. Vi prego di non dare alcun contenuto religioso, ma di  limitarvi al contesto semantico senza aggiungere nulla di più. 

Nel precedente messaggio il soggetto madonna  si enunciava attraverso il miracolo di Fatima, come se volesse dire io sono la vita, seguiva poi alla domanda -  una richiesta alle mamme -   la risposta metafonica seguente :  " Che qui te cerca te ".  (Che) funge  da pronome, Ella ( la madonna), Ella è qui in te e  cerca te.  L' enunciato (Qui)  della registrazione precedente  si ripresenta nel contatto di oggi nella sua forma variata, ma semanticamente simmetrica:    (In te) e (Qui).  Il primo elemento vuol significare che è dentro te, il secondo che è vicino,  c'è una relazione di contiguità tra (Qui) e  (In te)Ma chi è questo Te?  (Te)  sono io, perchè la voce si riferisce a me. Nel contatto del 4 la voce poi diceva (cerca te), voleva significare che mi  voleva vicino, che mi  stava cercando,  come se voleva  dirmi qualcosa e questa sera   dice questo qualcosa che era rimasto in sospeso: (Sono) "in te compagna".  Il verbo è sottointeso.

Quindi, la voce di oggi che proferisce la parola compagna sembra essere perfettamente in sincronia con la precedente. Potete notare lo strettissimo legame tra i due contatti.  C'è una intenzionalità nelle due  voci. Statisticamente è impossibile che casualmente sulle onde corte si distribuiscano le voci così significativamente.

Tuttavia,  mi sto riferendo alla analisi linguistica del messaggio, non intendo assolutamente affermare che la madonna mi stia cercando, né alcuna anima, mi sto solo limitando ad analizzare il senso delle voci e  dove porterebbero le loro parole se fossero state pronunciate da una persona reale.  Io mi limito agli osservabili,  resto ancorato alla realtà ed alla razionalità, cerco solo di spiegare il senso di ciò che ricevo e qui mi fermo.

 E' strano che in un momento di tanto dolore, dolore per il terremoto, dolore per una politica squallida, dolore per l'indifferenza della gente, per  gente che non sa più amare ecc. si presenti un messaggio così dolce che commuove anche un agnostico come me.  

Riporto l'amata lode alla vergine

"Vergine Madre, figlia del tuo figlio,

umile e alta più che creatura,

termine fisso d’etterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti sì, che ’l suo fattore

non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore,

per lo cui caldo ne l’etterna pace

così è germinato questo fiore.”

                                                  Dante

Voce metafonica dell' 8/4/2009: Presunta voce di Maria

Voce metafonica del 4/4/2009: Voce

La spiegazione completa del precedente contatto la troverete più giù esattamente il  4 .4.2009.

 

 Un caro saluto da Nicola

 08 .04.09

Continua  Nicola, non arrenderti, continua non  per me, non per te ma per una unico motivo:  “per Amore”  solo per amore,  tutto quell’amore che abbiamo dato e soprattutto che vorremmo dare ancora a chi ci ha lasciato e non sappiamo come fare, e anche per quell’amore che vorremmo ancora ricevere da chi ci ha spezzato il cuore andandosene e che tu riesci a ricevere perché da quelle parole che ascolti  tu lo ricevi.  Nicola tu devi andare avanti per loro.

Ciao, A.

08 .04.09

BUONA PASQUA AI MIEI AMICI, BUONA PASQUA AGLI AMICI DEI MIEI AMICI. BUONA
PASQUA AI RAGAZZI ED ALLE RAGAZZE. LA COLOMBA BIANCA DELLA PACE PORTA AMORE
E PACE OVUNQUE.”  Flavia

08 .04.09

Ti ringrazio Nicola di avermi scritto una parte così bella dell'opera di Amleto,anch'io non smetterò mai di sperare,perchè è questa l'unica forza per andare avanti.
Parlando di Amleto io non sono ovviamente una esperta ma da quello che ho capito lui ha messo un gran numero di argomenti nella tragedia come il potere,la morte,il suicidio e l'esistenza di un mondo soprannaturale,i valori come la castità,l'amore,la lealtà e l'amicizia,ma anche la mancanza di valori come l'incostanza,l'ipocrisia,i tradimenti,la gelosia ,l'odio e il potere.La tragedia è costruita su confusione e contraddizione è giusto quello che dico?.Mi piacerebbe se è possibile saperne meglio e di più,mi piace arricchire la mente e lo spirito.
Ti mando un forte abbraccio,
Barbara.

Grazie a tutti di cuore, un grande bacio  per la Pasqua.

Nicola.

 

08 .04.09

Scrivono due Barbare diverse, omonime.

 Nicola,  ho  appena finito di leggere  le  magnifiche  poesie  che  hai  scritto  sul forum  riferite  alla  mia  lettera  e  alla  mia  esperienza  e  voglio  dirti  grazie!

Non  immagini  quanto  le  tue  parole  siano  importanti  e di  conforto  per  un'anima 

fragile  come  la  mia...

Condivido  tutto  ciò  che  pensi  e  dici  ,  vivo  in  sincronia  con  tutti  quelli  come  te  che  viaggiano  sul  treno  speciale  della spiritualità....

Felice  di  avere  incontrato  un'anima  profonda  come  la  tua,  ti  auguro  di  trascorrere  una  Pasqua  di  pace,  gioia  e  luce...

Continuo  a  seguirti  nei  tuoi  speciali  viaggi  dell'anima, soprattutto,  per comprenderne  le  più  intense  sfaccettature,  cercando  di  imparare  ancora  tanto  da 

questa  meravigliosa  esperienza  di  amore  che  ci  mette costantemente in contatto  con  i  nostri  angeli...

Ho ancora  tanto  da  imparare  da  te,  mi  piacerebbe  assistere  ad  un  incontro  con  tante 

persone  "speciale"  per condividere  le  stesse  esperienze,  nel  mio  piccolo,  sto 

 cercando  di  imparare  meglio la  scrittura  automatica....

Ancora  grazie  e  a presto,  Barbara. 

 

 Tu dici:  

”… Condivido  tutto  ciò  che  pensi  e  dici  ,  vivo  in  sincronia  con  tutti  quelli  come  te 

che  viaggiano  sul  treno  speciale  della spiritualità....”

Per risponderti faccio  una breve divagazione, Pitagora è il primo  a parlare sotto certi aspetti di sincronismo. Egli unisce la filosofia  con la matematica ed il misticismo.  Considera la musica nella sua funzione taumaturgica. Pitagora crede che gli astri risuonino  in un armonia cosmica. Egli parla di armonia delle sfere, dello stato vibratorio di ogni corpo celeste,  secondo il suo pensiero quei corpi percorrendo traiettorie circolari  generano delle  armonie, il loro movimento genera  un suono, una musica che gli uomini non possono ascoltare. Così il cosmo, secondo Pitagora è una sinfonia come nella teoria delle stringhe della moderna cosmologia. Alla stessa maniera Dante conclude la Divina Commedia enfatizzando l'armonia delle sfere già esposta da Pitagora:  “…si come rota   ch'igualmente è mossa, l'amor che move il sole e l'altre stelle." Il tuo  “… treno  speciale  della spiritualità” è “l'amor che move”.  

Auguri di Buona Pasqua, con affetto da Nicola.

  

 08 .04.09

 

Grazie Nicola per aver risposto alla mia e-mail e voglio dirti che hai perfettamente ragione al voler puntualizzare ciò che pensi e come ti senti dentro di te.
E devo dirti che è un piacere leggere il tuo Forum perché è così profondo e riflessivo che per me è di grande aiuto per lo spirito, anzi fondamentale, perché tu e tutti quelli che ti scrivono mi date sempre delle risposte alle mie tante domande che ogni giorno mi pongo, sul senso della vita, della fede e per me è di consolazione. Spero di essermi spiegata bene, ma è quello che prova il mio cuore, perché ripeto ad ogni domanda che mi pongo; da te trovo la risposta e ti dico anche questo ho imparato a non commettere l'errore di piangermi addosso,affronto meglio le difficoltà!.Anch'io stavo commettendo l'errore di aggrapparmi troppo sulla Metafonia,ci vuole sempre obiettività sulle cose,non bisogna esagerare.

GRAZIE NICOLA SEI UN AMICO MOLTO SPECIALE.

CON AFFETTO, BARBARA.

08 .04.09

Grazie di cuore, la vita è un palcoscenico difficile, una rappresentazione teatrale in itinere. Shakespeare dice in Amleto:  “in alto su un palco e lasciatemi dire al mondo che non sa che cosa è avvenuto. Sentirete di colpe carnali, di atti sanguinosi e snaturati, di disgrazie volute dal cielo, di uccisioni provocate dal caso, di morti preparate con astuzia e inganno, e in questo epilogo di calcoli sbagliati che ricadono sulla testa di chi li ha fatti.” Questa è la vita, e la vita ci attraversa in toto.

“… Ma guardate, il mattino nel suo manto di ruggine passa sulla rugiada di quell'alta collina…”

Osserva, Barbara, come Shakespeare dipinge il mattino, lo vede come un mantello di ruggine  che rende dormente la rugiada  nella sua distesa dorata. La collina  assume i connotati di quel  mantello pavido, incerto- nel suo manto di ruggine - essa è attraversata dalla rugiada ossidata e gravida di quel colore diafano.  Si dipana alla vista un  meraviglioso, incerto, mattino.  Così, io avverto la vita, come una  alba bianca invernale, ma allo stesso tempo spero, ancora,  nella primavera ove s'apre una speranza.

Grazie di tutto, un abbraccio da Nicola.

08 .04.09
 

Carissimo Nicola, ho aperto adesso il Forum dove leggo del tuo contatto del 4 Aprile.

Non posso fare a meno di scriverti due parole.

E' semplicemente meraviglioso. Hai una mamma che non ti lascerà mai, lo ha fatto solo fisicamente ma trova ugualmente la maniera di farti sentire la sua vicinanza ed il suo amore. Per te questo è un giorno triste perché ti ricorda un evento molto doloroso ma lei come tutte le mamme che adorano i figli ha saputo come fare per cercare di aiutarti e lo farà sempre.

Nicola ti garantisco che per questo contatto la tua felicità è la mia.

Con infinito affetto Antonella

 

La vita soffia nel vento, la vita è come la brina, come il colore della ruggine e del suo manto pallido, ma indorato. Laerte in Amleto ci dice:  Pensieri, pene, passioni, l'inferno stesso li rende incantevoli.”

Così, il dolore sovraumano del distacco può restituire l’incanto del ricordo, che si fa sempre più prezioso in una scena mutilata dall’amore, come quella collina avvolta dalla ruggine del mattino.

“… Ma guardate, il mattino nel suo manto di ruggine passa sulla rugiada di quell'alta collina "

Shakespeare

La collina si presenta alta quasi imprendibile, anche Dante nel primo canto dell'inferno propone il colle della salvezza che resta però imprendibile.

"Ma poi ch’i’ fui al piè d’un colle giunto,

là dove terminava quella valle

15     che m’avea di paura il cor compunto,

guardai in alto, e vidi le sue spalle

vestite già de’ raggi del pianeta"

 

Quel colle si presenta vestito della luce del sole del mattino, ma egli non può ascendere per i suoi sentieri, presto sarà ricacciato indietro da tre belve.

 

"poi che ’ntrati eravam ne l’alto passo,

quando n’apparve una montagna, bruna

per la distanza, e parvemi alta tanto

135     quanto veduta non avëa alcuna."

 

Nel XXI canto dell'inferno ritorna l'immagine del monte; Ulisse sta per approdare nella montagna del purgatorio, ma perisce in mare e quella altura resterà ancora una volta imprendibile, come una fortezza inespugnabile.

Un bacio da Nicola

 

05 .04.09

Ciao  carissimo  Nicola,sono Barbara,  ti  ricordi  di  me?

 Ti  ho  raccontato più volte  la  storia  della mia  vita, parlandoti,  soprattutto,  della  mancanza  di  mia  madre  dal  2003 e  del  mio  angelo … 

 l'ultima  volta  però  in  cui  ho  chiesto  proprio  al mio angelo  un  contatto  più  profondo, in  cui egli mi   facesse  capire  e  sapere  se  è  contento della  mia  devozione  o  se  ne  è  turbato, è successo questo.....

 il  sole  si è acceso  di  una  luce particolarmente  calda, intensa  e  bianca,  un  gabbiano alla mia finestra  (adoro  i  gabbiani...) cantava  in  modo forte  e continuo , il  mio  spirito si è  per  un  attimo  chissà  in  quell'altra  strana   e  indescrivibile  dimensione  di  luce  ed  eterno....

e la  mia  mano   sull'agenda  ha  scritto  " love...."

 Penso  che e tu sappia  avendola  più volte  vissuta in  prima  persona  la sensazione  che ti ho appena  descritto........... mi tornano in  mente  particolarmente  le tue parole,  non  ricordo  in che giorno le hai  scritte,in  cui  descrivevi  un  incontro  del  genere  credo sempre  con la  tua  adorata  zia, lì sopra  le colline  col profumo della  natura  e  del  vento....

 In  questo ultimo  periodo  la mia  anima  è  molto   devastata,  l'assenza  di mia  madre  è  troppo  grande, la  mia unica  sorella vive  lontano  e  fortunatamente  la  vedrò per  Pasqua  e l'unica  cosa  che  mi aiuta  a  respirare  è  il sorriso innocente  dei  miei  bambini che alimentano la  mia esistenza............

Ma  sono abituata  ormai  a  questa  mia  nuova  vita così vuota   e  sofferente  ma  tanto ricca  di  Spirito......

 Ti  abbraccio con  affetto, ricordandoti  che  ti voglio bene  e  ti ringrazio  per  le  cose che  fai,  anche  se  non  direttamente   per  me, mi  conforta  sapere che  ci sono persone  con  un'anima  simile  alla mia accomunate  dagli  stessi  sentimenti  profondi  e  intensi come tutti coloro che  scrivono  assiduamente  sul tuo  forum...

Barbara.

 

Cara Barbara, grazie per le dolcissime parole che hai scritto sull’amore, sul senso del rispetto, nonché della comunione degli affetti .

“Celeste è questa
corrispondenza d'amorosi sensi,
celeste dote è negli umani; e spesso
per lei si vive con l'amico estinto
e l'estinto con noi, se pia la terra
che lo raccolse infante e lo nutriva,
nel suo grembo materno ultimo asilo
porgendo, sacre le reliquie renda
dall'insultar de' nembi e dal profano
piede del vulgo, e serbi un sasso il nome,
e di fiori odorata arbore amica
le ceneri di molli ombre consoli.”

                                                            U. Foscolo

 

Provo a parafrasare  questi versi di Foscolo. E' un dono meraviglioso poter dialogare  con chi non c'è più tra noi, è una corrispondenza di sensi amorosi per la quale si resta legati con la persona scomparsa, è una dote celeste che tutti gli esseri umani conservano. Per questa corrispondenza l'amico estinto vive con noi se la terra misericordiosa che lo raccolse quando questi era infante e lo nutriva nel suo  grembo materno  - come si può notare la terrà è considerata come la metafora del grembo materno, non è un caso che per molto tempo è stata venerata come la grande madre -  ora  lo  preservi nella sua alcova  e "dal profano piede del vulgo". La madre terra che un tempo raccolse l'estinto quando era ancora un feto nutrendolo, ora, nel suo grembo materno, ultimo luogo della sua presenza corporea, renda le sacre reliquie dall'insultare della gente senza rispetto e conservi una tomba con il nome ed un albero amico adornato di fiori che consoli le molle ceneri con la sua ombra profumata.  

Nella tua lettera è presente un fenomeno di sincronicità, dove gli eventi naturali sembrano in qualche modo interagire con la tua psiche. Nel passato i volatili sono stati considerati come delle anime in volo. Per gli Egizi la parola che indica l'anatra  significa 'Geb', terra, questo volatile era in qualche modo legato  al Dio della terra "Geb". Nei miti  degli Egizi, Geb era sposato con la dea del cielo Nut. L'anatra metafora della terra era connessa al cielo essendo questa sua compagna.  Nella mitologia celtica gli uccelli sono associati al rapporto tra la vita e la morte.  Il Falco nella  tradizione celtica orale  irlandese ha la funzione di essere un  messaggero tra il mondo dei viventi  e quello degli spiriti. Nella mitologia dei Sioux si attribuisce un potere al cerchio, non è un caso che anche i cieli del paradiso di Dante sono dei cerchi; tutte le mitologie sono interconnesse simbolicamente.   I Sioux  sono convinti della consapevolezza degli uccelli riguardo il potere  circolare    questo è il  motivo che li fa volare in cerchio. Nel paradiso di Dante non solo i cieli ma anche Dio stesso appare come tre cerchi.

Dante dice:

"Quella circulazion che sì concetta 

pareva in te come lume reflesso, 

 

 da li occhi miei alquanto circunspetta,  

dentro da sé, del suo colore stesso, 

mi parve pinta de la nostra effige..." 

                                             Dante

Quel  cerchio ( si riferisce al cerchio secondo) da egli osservato con particolare attenzione  gli sembra  come un lume riflesso,   proprio nel suo dentro e  nel suo stesso colore gli appare dipinto dell'immagine umana. 

Oggi, noi sappiamo che gli uccelli seguono in volo traiettorie di cerchi per altri significati, e cioè per essere sospinti dalle correnti ascensionali. Ma se trasfiguriamo  la  realtà in sogno allora entriamo in un'altra dimensione.  Conosciamo  tutti il significato simbolico della colomba nella mitologia cristiana, anche Dante ricorre spesso agli uccelli, vi riporto alcune frasi bellissime  che rendono gli esseri eternamente innamorati  simili a colombe:  

"Quali colombe dal disio chiamate
con l'ali alzate e ferme al dolce nido
vegnon per l'aere, dal voler portate..."

                                                         Dante

Il poeta nel V canto dell'inferno e precisamente in questi versi  si riferisce a Paolo e Francesca che in questa dolce visione appaiono  simili a colombe portate dal desiderio, le quali  con  ali spiegate  solcano il  cielo infernale, poi d'un tratto  si  fermano al  dolce nido volgendosi verso Dante e Virgilio.  Ma  quale è il "dolce nido"? E' il nido dell'amore.

Nell'inconscio gli eventi si differenziano dalla realtà perché hanno una pregnanza simbolica. Ma la realtà  può essere in qualche modo connessa con l'inconscio in un grande intreccio quantistico? Gli eventi potrebbero non  essere estranei alla psiche, ma in qualche modo connessi.  La realtà sembra in qualche modo svelarsi attraverso i sogni.  Tu dici: " il  sole  si   è acceso  di  una  luce particolarmente  calda, intensa  e  bianca,  un  gabbiano alla mia finestra  (adoro  i  gabbiani...) cantava  in  modo forte  e continuo … " 

Il poeta Baudelaire  si riferisce in questi versi agli albatros

 

"Appena deposti sulle assi della tolda
questi re dell'azzurro, maldestri e vergognosi
lasciano pietosamente le grandi ali bianche
trascinarsi come remi accanto a sè. "

                                                        Baudelaire

 

Ma i marinai sono come buona parte degli uomini  posso dire degli italiani che deridono coloro che amano volare, cioè spingersi oltre.

 "Spesso, per dilettarsi, gli uomini della ciurma
catturano gli albatros, grandi uccelli marini
che seguono, indolenti compagni di viaggio,
la nave che scivola sugli amari flutti."

                                                          Baudelaire

 

Voglio accostare  Baudelare con Dante:

Baudelaire:

 lasciano pietosamente le grandi ali bianche
trascinarsi come remi accanto a sè.

 

Dante riferendosi ad Ulisse ci dice:

"e volta nostra poppa nel mattino,
      de' remi facemmo ali al folle volo,
 sempre acquistando dal lato mancino."

 E volta la poppa cioè il retro della nave ad oriente e la prua ad occidente si diressero  verso l’emisfero australe.  Remarono con tanto ardore  facendo dei remi  “ali al folle volo”, da quel momento Ulisse e i suoi compagni volarono sulle onde verso l'ignoto e la loro fine, volti alla parte sinistra dell’occidente, verso il sud del mondo, così abbandonarono il nostro emisfero e videro stelle che non si erano mai viste.  

Entrambi descrivono il volo della fantasia e dell'immaginazione.

Barbara tu dici: "cantava  in  modo forte  e continuo … "  Quella realtà paragonabile ad una visione indica la bellezza dell’anima assimilandola al volo ed al canto del gabbiano che hai sentito, dopo, sicuramente, l'uccello sarà volato e scomparso per sempre dal tuo orizzonte, ma ti ha lasciato pensare e quell'imago ti ha fatto provare delle emozioni dolcissime. Per te, il gabbiano è la metafora di un'anima.  la voce del volatile descrive la sua bellezza.

Leopardi ci descrive attraverso il  canto di Silvia tutto l'intorno: gli spazi interni ed esterni, le movenze della fanciulla, gli odori di maggio :

"Sonavan le quiete
stanze, e le vie d'intorno,
al tuo perpetuo canto,
allor che all'opre femminili intenta
sedevi, assai contenta
di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
così menare il giorno." 

                                                Leopardi



Così il canto del gabbiano e la visione delle sue movenze alate ti fanno rivivere i tuoi affetti più profondi,  tutta questa meraviglia sembra esser cucita da una mano invisibile che tesse gli avvenimenti.   Questo tuo  evento reale -  un  gabbiano alla mia finestra  (adoro  i  gabbiani...) cantava  in  modo forte  e continuo … "  sembra  essere connesso con il tuo desiderio, quindi è legato significativamente al tuo sogno, a ciò che desideri, come se i tuoi desideri avessero chiamato il gabbiano facendolo cantare. A tal proposito sono molto interessanti gli studi di Wolfgang Ernst Pauli, uno dei padri fondatori della meccanica quantistica, premio nobel della fisica, e  dello psicoanalista Jung riguardo la sincronicità, nonché l'ulteriore analisi dell'astrofisico Massimo Teodorani.   Riporto il link al quale tu fai riferimento quanto tu dici: ... "mi tornano in  mente  particolarmente  le tue parole,  non  ricordo  in che giorno le hai  scritte,in  cui  descrivevi  un  incontro  del  genere  credo sempre  con la  tua  adorata  zia, lì sopra  le colline  col profumo della  natura  e  del  vento..."

Comunicazione per gli amici del forum

Un abbraccio, forte da Nicola

 05 .04.09

Carissimo Nicola,
oggi Ti sono particolarmente vicina in quanto è il compleanno celeste della Tua adorata mamma.
Tutti i giorni mi connetto al tuo sito e Ti leggo, i tuoi scritti sono sempre un balsamo per l'anima. Grazie.
Mi dispiace nel leggerTi amareggiato, non Ti devi curare delle persone che Ti usano per i loro comodi e poi Ti dimenticano non mandandoti mai neanche un saluto. Credimi non ne vale la pena, sprechi le tue importanti e preziose energie per nulla. Io l'ho imparato sulla mia pelle, le persone Ti ronzano intorno e Ti cercano sino a quando hanno bisogno e poi quando hanno raggiunto i loro scopi non si ricordano neppure che esisti, questo caro amico l'abbiamo imparato io e Pier  a nostre spese.
Ricordati che noi per Te ci siamo sempre ed ovunque e poi oltre a noi hai al tuo fianco sempre sempre Serena ed Isa che Ti adorano.
Perdonami se non Ti scrivo spesso, ma tra aggiornare il blog di Serena e scrivere su facebook ed in un'altro sito di tempo me ne rimane pochino MA TI PENSO SEMPRE SEMPRE.
TI ABBRACCIO FORTE FORTE ANCHE DA PARTE DI PIER
RICORDATI CHE NON SEI MAI SOLO ANCHE QUANDO CREDI DI ESSERE SOLO.
BACI GRANDI GRANDI
Flavia

Come vedi io ho riportato una mia amarezza in quanto le voci sembrano affermarlo, un evento di sincronicità tra ciò che è accaduto ed il messaggio metafonico.  Ormai l'amarezza  è un ricordo lontano, ho riportato questo mio sentire  solo per correlarlo ad un parte del contenuto del messaggio e darne una veste sperimentale.  Come puoi notare io ho modificato la struttura del forum, ho ridotto moltissimo i contatti metafonici, è ho dato molto più spazio alle riflessioni. 

Un grande abbraccio da Nicola

 

04 .04.09

Provo a realizzare un contatto metafonico, questa mattina sono stato propenso di fare una sperimentazione. Chiedo per prima cosa: Papà ci sei? Risposta:  "C'è papà". Sto registrando sulle onde corte e su diverse stazioni straniere scelte volutamente a caso.  

La domanda rivolta a mio padre non è intenzionale, da una persona che crede, ma da una persona che vuole solo capire e si ostina agli osservabili senza aggiungere null'altro. La risposta della presunta voce di mio padre la valuto in termini statistici, in quanto si presenta immediatamente. Dopo, faccio subito una richiesta per le mamme che  si sono estinte. Sono talmente preso dalla sperimentazione che ho dimenticato che proprio oggi è l'anniversario della morte di mia mamma. La voce dice: -  " Che qui te cerca te ".  Subito, dopo, si presenta una voce che dice:- " E' Ancilina ".  Mia madre era di Tortorici e si chiamava Angelina, ma in Tortoriciano si chiama Ancilina. Inseguito la voce dice:  -"E' Santina ca."  In siciliano – qua - si pronuncia - ca. Santina era una ragazza del paese di mia mamma, una presenza molto vicina nella risonanza metafonica, che ritorna spesso nelle transcomunicazioni.

Dopo la voce si fa drammatica quando dice:- " Erano per affogarti ". Mi ricordo tutti quei navigatori che entrando nel mio sito pretendevano contatti metafonici, alcuni in maniera assillante, poi, se scrivevo un articolo culturale sulla metafonia non lo leggeva nessuno,   essi erano interessati solo alle voci dei loro parenti che aspettavano, null’altro gli importava,  non gli  importava niente della mia stanchezza, delle notti trascorse quasi in bianco per loro, tutto era dovuto, dopo,  come buona parte degli  italiani di oggi svanivano nel nulla e neanche per Natale si degnavano di porgere gli auguri. La voce sembra essere significativa, perchè spiega la mia amarezza.  La voce, dopo, dice: " C'è anime ". Si forma successivamente la parola Angeli. Come sapete io ho una visione degli angeli molto diversa da quella religiosa, non escludo che possano esistere delle intelligenze spirituali, cosiddette disincarnate, che non sono mai state incorporate e vivono in un intreccio quantistico con gli universi, ma non sono gli angioletti con le ali.  E' molto suggestiva la frase:   - " Forma ad occhiali in Fatima ". Ho provato questa mattina a ricercare qualcosa sul miracolo di Fatima  

19 Ottobre 1917 a Fatima  il cielo è nuvoloso e piove. Le nubi oscure si addensano proprio nel cielo di Fatima, ma  i fedeli ostinati restano ad aspettare. A mezzogiorno di quel giorno la vallata è piena  di pellegrini: si aspetta quell'ora, l'ora del miracolo. Smette improvvisamente di piovere a mezzogiorno, quando  i tre bimbi hanno la visione della madonna avvolta in un lampo,  Lucia dice:  «Silenzio! Silenzio! Viene la Madonna, viene la Madonna!».. Una nube  di luce le avvolge.

Il Prof. José Maria Proença de Almeida Garret, docente all'Università di Coimbra un  testimone oculare di quel giorno sostiene riferendosi al sole:  "...Lo vidi somigliante a un disco dai netti contorni. il suo aspetto era di un chiarore cosi nitido e cangiante da sembrare come una perla d'Oriente..”.

Ritorno al messaggio, ciò che è ancora più interessante è che la frase successiva mantiene una relazione semantica con la precedente e, soprattutto, con il soggetto sottinteso del miracolo.  Voce: “E' sapere ha pregato mamma io” 

Provo a parafrasare la frase come faccio per un verso di Dante:

Io mamma dell'umanità intera voglio farvi sapere che  ho pregato per voi.

Il soggetto di Fatima si ripresenta, in seguito trasposto in mamma, mamma è la metafora della mamma celeste, cioè la madre di tutti.  Con la  frase minima – “Mamma io” -  si intende:  Io sono la mamma con la M maiuscola. C' è un'altra relazione significativa sempre legata a questo messaggio. Proprio ieri ho letto ed ho spiegato la preghiera di Dante alla vergine. Non intendo dare a tutto questo nessuna interpretazione religiosa,  mi  limito agli osservabile ed alla coerenza discorsiva del messaggio, nulla di più. Riporto  il tutto al concetto di  sincronicità Junghiana.   Ora, la voce sembra separarsi dalla madre universale  e lodarla, infatti, dice: "Bendetta che c'è, benedetta." E una frase poetica, vuol significare che  per fortuna  questa donna benedetta che è la madonna  esiste; la voce ci rimanda a Dante Alighieri nella poesia dedicata alla vergine : 

 

“In te misericordia, in te pietate,

in te magnificenza, in te s’aduna

quantunque in creatura è di bontate.”

 

Dopo succede qualcosa di straordinario che mi sconvolge, voi sapete che sono un agnostico e tutto questo materiale  lo tratto con le dovute pinze. Ora le relazioni significative si fanno sempre più pregnanti. Io amo il paese di mia mamma, ho fatto tante ricerche su Tortorici. Oggi, Tortorici è un paese in decadenza, caduto nella parte più bassa del qualunquismo, ma in quel paese io ho  i cari nonni e  le zie tante amate ormai morte da molto tempo. Lì, io ho vissuto i momenti più teneri della mia infanzia ed adolescenza. Provate a leggere la fanciulla di Tortorici, la storia di suo  fratello il  dott. Ioppolo.  La voce dice: -  “Nicola son nato a Tortorici”.  Dio mio , mi risuona tutto dentro.  Ritorna Luca, una voce che lo nomina, sembra coerente ciò che dice con ciò che aveva detto nel messaggio precedente, dopo la voce metafonica conclude con un messaggio che non capisco. 

Voce metafonica del 4/4/2009: Voce

Un caro saluto a tutti da Nicola

 

01 .04.09

Stimatissimo dott Schepis

grazie per la sua risposta alla mia ultima e mail. In merito a quello che mi scrive volevo dirle che forse un mezzo che ho per "aprire delle porte"è il sogno. Fin dall'adolescenza ho avuto un rapporto molto particolare con i sogni, un giorno mi piacerebbe raccontarle le mie esperienze. Ho avuto sempre una mentalità molto aperta riguardo tutto ciò che non si può spiegare scientificamente e razionalmente, forse uno stato d'animo aperto porta ad essere più recettivo riguardo certi contatti, con questo non voglio dire che ho qualche capacità fuori dal comune sono una persona qualunque con una vita normalissima. Da quando ho perso mia mamma ho cercato di capire se c'è una possibile risposta a cosa è effettivamente è la "morte"è la fine di tutto, ho è una rinascita, personalmente penso che non è la fine. Ho letto libri che parlano della tanatologia, cioè gli studi sulla morte,dell'esperienze extracorporee (obe) di vari studiosi scienziati e medici come ad esempio "la vita oltre la vita"del dott Raymond A Moody jr consiglio questo libro a me ha aiutato molto, o di Elisabeth kubler-Ross, o di Robert Monroe, che mi hanno dato delle conferme riguardo quelle che sono le mie idee sulla morte.Mi piacerebbe sapere cosa pensa lei a riguardo.

La saluto cordialmente

Angela

Sono molti interessanti gli studi Junghiani sui sogni, è possibile che si innescano processi che superano i limiti imposti dalla biologia e dalla psicologia cognitivista. Se l'universo fosse in qualche modo interconnesso con la mente  forse qualcosa di inverosimile potrebbe accadere. La sincronicità si manifesta quando un evento fisico è in qualche modo interconnesso con un evento psicologico, ciò avverrebbe non tramite un'interazione meccanica o elettromagnetica, ma attraverso un'interazione mentale. Siamo al di là della telepatia, non 'c'è trasmissione di segnale, ma si tratterebbe di eventi coesistenti,  di fatti coincidenti  non per  pura  casualità combinatoria, ma per sincronizzazione.  

- “Potrei essere rinchiuso in un guscio di noce e considerarmi un monarca d'infiniti spazi, se non facessi brutti sogni.”

William Shakespeare

– “Il sogno ad occhi aperti non è un vuoto mentale. E' piuttosto il dono di un'ora che conosce la pienezza dell'anima.”

Gaston Bachelard

-“Il sogno è l'infinita ombra del vero.”

Giovanni Pascoli

Un caro saluto ed  un fortissimo abbraccio da Nicola.

01 .04.09

Risposta ad A.

Cara A grazie per le tue parole, mi fa piacere se ti ho potuto dare un tiepido conforto momentaneo,capisco tutto quello che provi non si puo accettare mai la morte di una persona che abbiamo amato profondamente. Io il primo anno dalla dipartita della mia mamma l'ho vissuto come in trance non mi importava di niente, si la mattina mi alzavo, andavo a lavoro, facevo tutto come sempre, ma dentro soffrivo terribilmente, niente aveva significato.Non accetterò  mai la sua perdita mi mancherà sempre, ma purtroppo non ho la capacità di tornare indietro nel tempo, di cambiare quello che mi è successo, di riportarla in vita, e quindi non posso far altro che accontentarmi dei soli mezzi che ho a disposizione,e cioè il sogno, la metafonia, e le mie sensazioni.Ci sono giorni in cui piove,e altri in cui esce il sole. S'ho che lei mi è vicino e non vuole vedermi soffrire, anche se non sempre ci riesco.Mi dispiace leggere che ti senti arida e vuota però mi rivedo nelle tue parole, ma non sarà sempre così credimi, spero di non sembrarti presuntuosa.Spero che anche tu potrai sentire vicino la tua mamma, anch'io spesso sento un vuoto terrificante.Cerca di farti forza e di cercare di stare piu serena,fallo per lei, s'ho che la vorresti in carne e ossa vicino a te, non è facile accontentarsi di sensazioni e di ricordi. Ti sono vicino con il pensiero.

Angela.

 

31 .03.09

Con Lorenzo  abbiamo fatto un esperimento metafonico, Egli ha registrato un file ed ha sentito una voce, mi rimandato il file senza dirmi cosa ha sentito. La voce pronunciava il mio nome. Ma nello stesso file c’era più voci che Lorenzo non aveva ascoltato.  Ho rimandato il file metafonico e Lorenzo mi ha confermato la mia voce, ma allo stesso tempo è rimasto sorpreso delle altre due voci.  Lorenzo è un uomo di scienza.

Nicola

Adesso ho capito, è come quando una persona abituata a vivere in città va, per la prima volta, a visitare un bosco. Questa persona è abituata a vedere macchine, palazzi, altre persone... non ha l'occhio allenato a vedere altro. In un bosco cambia tutto perchè bisogna vedere attraverso l'erba, bisogna essere abituati a scrutare attraverso i cespugli, intravedere attraverso gli alberi. Solo così puoi vedere tutti gli animali che popolano il bosco e che per loro natura sono sfuggenti, si nascondono alla vista dell'uomo. L'ascolto dei file metafonici richiede lo stesso allenamento, ha bisogno di orecchio allenato ed attento e di molta pazienza, solo così svelano i loro segreti e le loro frasi nascoste. Ieri, finalmente dopo molti tentativi infruttuosi, ho effettuato delle registrazioni sulle onde corte di diversi spezzoni di file e li ho riascoltati ciascuno diverse volte. Al primo riascolto non ho sentito nulla, poi, a poco a poco ho trovato il primo messaggio e poi tutti gli altri.

Devo però ringraziare te, Nicola, che mi hai guidato passo passo nell'identificazione di voci metafoniche in una registrazione normale. Se questa esperienza è capitata a me, ateo razionalista, che mai nulla di paranormale è successo nella vita, può davvero capitare a tutti... basta solo un pò di pazienza, non sono richieste facoltà particolari. Adesso però è indispensabile non andare oltre con la fantasia e limitarsi all'ascolto di queste voci e alla loro catalogazione in cartelle nel computer, non posso dire nè da dove vengano, nè a chi appartengano perchè non lo so.

Se ritieni che questa mia mail possa essere di aiuto a qualcuno, pubblicala pure sul forum del tuo splendido sito.
Di nuovo grazie e a presto,

Lorenzo.

Grazie Lorenzo per il tuo prezioso intervento, la ricerca che tu condividi di cui io ne parlo spesso sul sito consiste nel dare ordine al materiale registrato e rinvenire tutte le relazioni possibili, inoltre, è opportuno sottoporre i file ad una anali spettrografica.

Riporto il file registrato da Lorenzo: Voce meta

Un caro saluto da Nicola

 

 

31 .03.09

Caro Nicola,

grazie a te e grazie ad  Angela che mi regala pensieri di affetto.

Nell’immediato appena ho  letto le sue parole, un  avvolgente  tepore mi ha accolta  per la comprensione che prova per me, la  condivisione ti  porge  la mano  nel  cammino  della  sofferenza, dove  la  strada  è  solo una  ripida salita. Però  poi subito dopo, quale  immenso  dispiacere  sapere  che un'altra creatura  abbia  a  soffrire  così  tanto.  Cara  Angela,  non  ti  conosco  ma  abbiamo  tanto  in  comune, ti  ringrazio  per  ciò  che  dici,  avrei  certamente  preferito poter  condividere  con  te solo gioia  invece  di  tutto  questo  che  purtroppo  è  capitato  anche  a te.

Capisco benissimo  il  tuo  messaggio quando mi dici che  la  troverò  “in un alito di vento, nel calore del sole, la brezza del mattino”  però  sinceramente  devo dirti che per me non è così ora e non lo sarà mai  perché il sole per me non  sorgerà più e il vento e la brezza non  toccano  più  il  mio  sentire  se  non  solo  per  darmi  dolore  e  ricordarmi  emozioni  ora  non  desiderate e non  più  apprezzate.

Ti  prego  di  perdonare  la  mia  sincerità,  ma  sono  abituata  a  non  nascondermi  dietro  le  mie  sensazioni ed  io  ora  sono  così :  vuota,  arida.

Molte  persone in  seguito alla perdita  di  un  loro  caro  riescono  in  qualche  modo  ad  adattarsi  alla  nuova  situazione,  questione  di  tempo  più  o  meno  lungo ed elaborano  il  lutto. Io  non  posso,  e  per  me  non  è  questione  di  tempo ma  di  carattere,  non  mi  rassegno  e  conoscendomi  sarà  così  per  sempre  perché  oltretutto  più il tempo passa e più mi  manca, più cresce la mia nostalgia  verso  mia  madre  che  era  tutta la  mia  vita. Quando se ne è andata,  una  parte  di  me  se  ne  è  andata  e  vivo  a  metà.

Dice Victor Hugo  “ un solo essere manca e tutto è deserto” 

Spero per te tutto il bene del mondo, spero che tu sia diversa da me e che riesca a trovare la maniera per  superare  tutto   e  ritrovare  un  po’  di  serenità.

Con affetto. A.

Grazie di cuore, sei sempre gentile, è molto vero quello che dice, ma è sempre pur possibile elaborare il lutto, nulla è definito per sempre, noi siamo sempre diversi, perchè tutto si trasforma intorno a noi e noi ci trasformiamo insieme alle cose del mondo pur mantenendo delle costanti.

Un abbraccio da Nicola

 

 

28 .03.09

Ciao Nicola, si è vero sono tanti anni che Luca ci ha lasciati fisicamente,ma il suo spirito è sempre con noi,pronto ad intervenire ,quando capisce che "qualcuno"ha nostalgia del suo sorriso,e questo è proprio uno di quei momenti!

Ti ricordi che bel collegamento si era creato fra noi tre?una sincronia che non lascia spazio a dubbi.

Ricordo le mie domande e le risposte che puntualmente trovavo sul sito la mattina seguente ...e come questa a cui fai riferimento oggi,ce ne sono state tantissime altre.

Un giorno ti disse :Nicola sei fatto per parlare con Luca!

Oggi vuole ancora te. 

Anche questa è una risposta per me  ,una risposta grande,una risposta intima,che grazie a te ho potuto ancora una volta avere da Luca.

Grazie Nicola,ancora una volta sei stato il postino di Luca,grazie Luca per essere sempre presente!

Un forte abbraccio che  ti prego di trasmettere anche ai tuoi,

a presto Sara.

 

Certo che mi ricordo, con Luca ci sono stati sempre contatti straordinari. Nonostante che ultimamente  mi sia mancato il tempo per dedicarmi alle registrazioni, anche quelle rare e poche sporadiche volte sono state molto significative.

Un caro saluto da Nicola

 

28 .03.09

Questa mattina ho provato a realizzare un breve contatto metafonico. 

Nel messaggio si ascolta due volte la parola Nicola: -  "Nicola, di Nicola".  La voce prosegue dicendo: - " Prova anche a te, nomina te" Che bella, ma t'aiuti la famiglia. Ti vuole Luca.  

E' molto interessante notare  dopo che si è iterato due volte il nome Nicola, che la voce meta dica  "Prova anche a te, nomina te" è come se volesse esplicitare la conferma del mio nome, come se dicesse guarda Nicola la voce ti da delle prove, non vedi che ti nomina?  Dopo si presenta Luca, Luca è un ragazzo del mio paese morto  diversi anni fa, si presenta di tanto in tanto nei contatti metafonici.

Contatto metafonico del 28 Marzo 2009:  Voce

Riporto un precedente messaggio che si riferisce a Luca e la relazione significativa esplicitata dalla mamma sua. La signora Sara non sapeva niente del mio contatto, lei fece una richiesta mentale, voleva sentire suo figlio, mentre io inconsapevolmente registravo e registravo, guarda caso, la presunta voce di Luca. Ma è ancora più sorprendente che la presunta voce di Luca rispondeva in maniera dettagliata e precisa ai pensieri di sua madre.  Questo episodio si può definire come un evento straordinario di sincronicità.

2 Gennaio  2007

Ciao Nicola,voglio innanzitutto augurare a te ,alla tua famiglia e a tutti gli amici del forum tanta serenità per il 2007!;

Possano i tuoi messaggi darci la forza e la spinta per andare avanti,consapevoli che i nostri cari sono sempre con noi! a questo proposito,voglio raccontare quanto il file metafonico del 31 dicembre sia  incredibilmente coerente a ciò è avvenuto.

Ero al cimitero ,da qualche giorno non avvertivo la presenza di   Luca ,mi è venuto in mente uno dei suoi messaggi:..............SONO CON VOI ..............  ( tu lo hai ascoltato) e gli ho parlato così:Tu dici di essere sempre con noi, perchè non ti fai sentire in modo forte ed inequivocabile,sai che in questo momento ho tanto bisogno di te ,mi manchi e vorrei abbracciarti forte forte al mio cuore, dirti quanto ti voglio bene;Ti prego chiedi al Signore il permesso  e se ti è concesso parlami ancora............ 

 

 Oggi ho letto il messaggio,chi vuole può aiutarmi ad analizzarlo e dire cosa trova di coerente.

 In uno dei primi messaggi di Luca c'è stato un collegamento ad Ester chissà?

grazie Nicola,sei stato il postino di Luca.

Sara

I contatti in giallo nella tabella sono collegamenti ipertestuali con le voci. Riporto il contatto del

31 Dicembre  2006

Procedura: Registrazione sulle SW stazioni straniere e sulla modulazione di frequenza con inversione del file.

Le voci dicono: Son Luca... Mi senti.... mi fa un favore forte a mamma.. Io dico mamma se hai premura... Voglio te... Ester la conosci.... Lui dice c'è l'amore continua da solo

Ester è mia zia.

Per ascoltare Clicca su:

Contatto metafonco: 31 Dicembre 2006

 

 27 .03.09

Ciao Nicola,

sono Francesca non so se ti ricordi di me, sono quella la cui email:) ti ha ispirato "La selezione gli angeli e Dio".

Ti scrivo per salutarti e per dirti che anche se non scrivo io continuo ancora a guardare il tuo bel sito.

Come vanno le tue registrazioni? Dopo tutti questi anni di ricerche ti senti ancora agnostico? E la metascrittura? come va?

Io è tanto che non sperimento la metafonia, ascolto le voci su internet, ma ti assicuro che di tutto ciò che c'è in giro preferisco le tue  voci, sono così chiare da non prestarsi ad interpretazioni soggettive. Spero tu stia bene.

un caro saluto

 Come puoi notare, tu mi esorti a scrivere o ad inserire cose che avevo tralasciato da tempo. In questo modo ho inserito la mia recensione al romanzo di Antonio Limoncelli, in quanto densa di elementi di metavideoscrittura. 

Come sai io mi limito agli osservabili, non mi pronuncio oltre, sono sempre agnostico e credo che morirò da agnostico. Tuttavia, non sono ateo, perché non nego l’esistenza di Dio, ma neanche l’affermo. Io sono convinto che nessuno può né affermare, né negare oggettivamente l’esistenza di Dio.  Per me la religione resta confinata nella soggettività, quindi in una scelta individuale, ma non può superare questo confine.

Grazie per quello che mi dici riguardo le voci, spero di andare avanti ed ottenere altre conferme, che tuttavia resteranno sempre confinate  nell’incertezza.

Un caro saluto da Nicola

 26 .03.09

Gentilissimo dott Schepis

grazie per le sue parole delicate lei è un poeta,e per la poesia di Bodelaire. Mi piacerebbe percepire con la mia sensibilità le segrete "corrispondenze", tra gli oggetti, i profumi,e gli elementi della natura come scrive Baudelaire. E chissà ! forse l'ho faccio quando penso a mia mamma come una stella che brilla nel cielo(anche  se non è merito mio,me l'ha detto lei ,in sogno). L'amore che c'è tra me e mia mamma è così grande che non può che esserci sincronicità, e sicuramente come dice lei dottore la mia forza evocativa puo determinare connessioni, fuori dal tempo e dallo spazio. Solo così si possono spiegare i messaggi registrati da lei (gli ultimi due messaggi a cui mi riferisco sono di un suo contatto del 28/2/2009).La ringrazio infinitamente è solo grazie a lei se li ho ricevuti. Scusi per il tempo che le ho fatto perdere con le mie e mail, non ho potuto fare a meno di risponderle, è bello comunicare con un animo nobile come il suo. Un abraccio sincero.

Angela.

 

Cara Angela, la ringrazio per le sue gentili parole, credo che lei viva quelle segrete corrispondenze, attraverso simmetrie metafisiche lei entri in contatto con eventi più profondi, forse con altre intelligenze. Io sono convinto che attraverso la dimensione poetica si possa contattare le coscienze più celate dell’universo, attraverso le vibrazioni dell’animo si mettono in gioco le simmetrie spirituali, si aprono delle porte. Io credo di essere giunto alla metafonia attraverso la dimensione poetica. Quando nel mio piccolo   M’illumino d’immenso”, come dice Ungaretti, posso registrare quasi sicuramente qualcosa accade.  Ora le riporto alcuni passi di una famosissima poesia di Gabriele D’Annunzio  “Pioggia nel pineto”

 

 

“Taci. /Su le soglie/del bosco non odo/parole che dici/umane; ma odo/ parole più nuove/ che parlano gocciole e foglie/ lontane./ Ascolta. “

Il poeta invita a tacere, perché nel bosco ascolta una musica universale che la pioggia evoca, mentre le parole  umane sembrano divenire insignificanti dinanzi ad una si tale bellezza.

La pioggia racconta altre storie, essa è come il vento: 

- “…il vento spira dove vuole e ne senti la voce;
ma non sai né donde venga né dove vada…"
 Gesù Cristo
.

In un pineto si odono le gocciole” e le foglie  è la pioggia che le rende melodiche spiritualizzandole, ne riporta all’udito la tattilità di quella  esperienza silvestre. Piove/ dalle nuvole sparse” . Quella pioggia proviene da nuvole disseminate nello spazio, un’ immagine che apre agli occhi  la visione del cielo, l’imago sparse dilata le nuvole e l’acqua  titilla  su le tamerici/ salmastre ed arse,  sembra accarezzarle e dissetarle, ma nello stesso tempo piove sui pini / scagliosi ed irti,/ piove sui mirti/ divini,/ su le ginestre fulgenti/ di fiori accolti,/ sui ginestri folti/ di coccole aulenti, (odorose)”.  C’è un concerto, anzi una sinfonia dove la pioggia sembra divenire un’arpa che suona e fa risuonare tutti questi strumenti. “piove sui nostri volti” anche i loro visi sembrano confondersi in quella musicalità sovrumana. E dopo viene iterata l’immagine ed estesa al corpo in una santa seduzione celeste:  “piove sulle nostre mani/ ignude,/ sui nostri vestimenti/ leggieri/ su i freschi pensieri/ che l’anima schiude”.  Sembra che i due corpi si spoglino per divenire anime immortali. Piove su le tue ciglia nere /sì che par tu pianga…”  le ciglia nere che sembrano contrastare le sfumature irreali,  si addolciscono per sposarsi con la pioggia.  Sarebbe bello poter parlare dei vari  crescendi come nella musica,  descrivendo tutte le assonanze che si concertano.

Forse nel  suo più profondo vuoto l’universo risuona come infinite stringhe e noi siamo dentro quella  musica, ma non lo sappiamo, in questo modo si potrebbe anche spiegare la metafonia, l’unione inscindibile tra le cose.  Molti anni fa  avevo ricevuto dalla presunta voce di mio padre il seguente messaggio; riporto quanto avevo scritto: Beati i Coloni svegli del martirio, non ti sento più, nè belli palazzi che però a noi altri non servono più, né che passano” Questo messaggio è poetico nella sua struttura,  anche se  si attribuisce ad un mio discorso personale antecedente al contatto metafonico,  iscrive un senso più vasto.

In un contesto lontano, in un frammento di 2000 anni fa troviamo la stessa radice: “la Divisione nel tempo reale e l’unità del tempo immaginario”. Si riferisce a Gesù Cristo  “Se saprete unire il diviso… Un uomo gli disse: ‘parla ai miei fratelli, affinché dividono con me i beni di mio padre.’  Lui gli rispose: O uomo chi ha fatto di me un divisore” ? -  Se saprete trasformare il due in uno, diventerete figli dell’uomo”  Il quinto  Vangelo.  Il vangelo di Tommaso Macro edizioni pag 69 -  85.

Un caro saluto da Nicola

 

 

 

25 .03.09

Voglio comunicarvi che ho inserito un nuovo evento di metavideoscrittura.

 cliccate su: Nuovo evento di metavideoscrittura   25 Marzo 2009

25 .03.09

Caro dott Schepis,

 la ringrazio dal profondo del cuore per avermi risposto. E' bello sapere che c'è una persona come lei così altruista,e piena d'amore verso il prossimo. In questa società così egoista e indifferente lei è una mosca bianca. Capisco che ci vuole molto tempo a disposizione, per ascoltare i messaggi metafonici e che ovviamente non è giusto che diventi una dipendenza per lei,e certamente è più giusto dare spazio alla ricerca. Mi dispiace molto per il suo rammarico, per le persone che non l'hanno ringraziata per il tempo che a dedicato a loro. Ma lei ha creato un sito bellissimo e interessantissimo,che aiuta molte persone, c'è tanta gente che le vuole bene e la stima, compresa me. Anch'io ho perso entrambi i genitori, mio papà è venuto a mancare quando ero piccola.

Mia mamma mi ha fatto anche da papà. L'ha capisco quando parla di "indifferenza altrui" solo chi passa attraverso dolori così grandi puo capire veramente.

Io sono credente, a modo mio, mi spiego, credo che che ci sia un essere superiore, un'entità di puro amore,se si chiama Dio, Allah, o Maometto, non importa. Grazie per i bellissimi esempi presi da Dante, io ho parlato di sogni, perchè la mia dolce mamma mi ha mandato tanti messaggi attraverso i sogni ne cito uno "se hai bisogno di me ,cerca in cielo la stella più grande, io sono la" e io tutte le sere guardo il cielo e la cerco, gli parlo e s'ho che puo’ sembrare assurdo, lei mi risponde con il solo mezzo che ha una stella brillando fortissimo. Ho avuto tante prove che lei è vicino a me, e per ultimo il messaggio registrato da lei dottore, ci sono altri due messaggi registrati sempre da lei che mi riguardano: ANGELA M'AMA- ANGELA T'ADORO s'ho che è lei perchè io gli dico sempre che "l'amo e l'adoro". Lei mi ha parlato di sincronicità è incredibile proprio da poco mi è capitato di leggere un libro su questo argomento il libro  si intitola "la visione di Celestino" di James Redfield.

Seguirò il suo consiglio e parteciperò alle discussioni del forum. Mi hanno colpito molto le e mail della signora A- mi rivedo in quello che prova le sue parole sono anche le mie, e non è vero come ha scritto lei "che il suo grido di dolore non possa aiutare nessuno" a me ha aiutato molto,perchè quello che lei prova l'ho provo anch'io,perchè il suo dolore è anche il mio. Le vorrei mandare un messaggio,cara A- credi ,non perdere la speranza la troverai la tua mamma, in un alito di vento ,nel calore del sole , nella brezza del mattino,loro ora sono anche questo,sono pura energia,fanno parte dell'universo,la troverai, come hai ben detto l'amore supera ogni barriera. Per concludere grazie ancora dott Schepis, a me è bastata la sua risposta,va bene così, a presto

Angela.

 

Lei è molto gentile, anzi è davvero una persona molto cara, anche se non la conosco ne avverto le vibrazioni della sua emozionalità.  Direbbe Baudelaire in "Corrispondenze":

 

…” I profumi e i colori
e i suoni si rispondono come echi
lunghi che di lontano si confondono
in unità profonda e tenebrosa,
vasta come la notte ed il chiarore.”

 

Son belle le parole che dice, sembrano echi che risuonano

 

“… come l'incenso, l'ambra, il muschio,
il benzoino, e cantano dei sensi
e dell'anima i lunghi rapimenti.”

                                                        Baudelaire

                                             

Lei parla di Dio nelle diverse sfaccettature,

 Allah in arabo indica Dio, e DIO, questa essenza  può essere considerata come tutto ciò che supera i confini della conoscenza, tutto ciò che trascende, ma che nello stesso tempo ci appartiene non dimentichiamo che Dante vide in Dio la sua immagine riflessa, come se in Dio tutto l’universo si specchiasse, ma non solo l’universo come noi l’intendiamo, ma l’universo dei fisici, e cioè  tutto lo spazio e il tempo.  Dopo lei riprende a parlare dei sogni e si riferisce ad una stella pensando a sua madre.

Questa è un’immagine archetipica in senso Junghiano,  cioè un’immagine che appartiene all’inconscio collettivo, questa caratteristica può generare delle sincronicità. Sua madre per farsi capire potrebbe evocare un evento archetipico, perché contiene in se una forte valenza simbolica che appartiene alla storia degli uomini. Allora consideriamo la stella nella sua  evocazione metaforica, che l’inconscio incorpora; sembra generarsi da questa metafora una sorta di entanglement quantistico, come se gli eventi fossero in qualche modo connessi indissolubilmente in un intreccio eterno.

Lei pensi che Dante attribuì nel XXIII canto del paradiso l’imago della stella alla madonna.

“…e come ambo le luci mi dipinse
il quale e il quanto de la viva stella
93 che là sù vince come qua giù vinse
,”

Dante descrive la madonna raccontando quando entrambi gli occhi di lei si dipingono nei suoi, fissando indelebilmente sia  la qualità che la quantità della sua stella viva ( la madonna appare come una stella) che supera come in cielo e in terra ogni cosa.

“ per entro il cielo scese una facella,
formata in cerchio a guisa di corona,
96 e cinsela e girossi intorno ad ella. “

Dal cielo discende una fiaccola dalla forma di un cerchio ( un angelo) e la corona cinge intorno la madonna girando, come  per avvolgerla in volute luminose.

“ Qualunque melodia più dolce suona
qua giù e più a sé l’anima tira,
99 parrebbe nube che squarciata tona,”

Qualunque melodia che suoni più dolce  nel mondo (qua giù) e attragga di più a se l’anima, lì, parrebbe fuori intonazione, inadeguata come un tuono cagionato da una nube squarciata   

“ comparata al sonar di quella lira
onde si coronava il bel zaffiro
102 del quale il ciel più chiaro s’inzaffira.”

se paragonata al suono di quella lira, dalla quale si orna l’azzurro dello zaffiro,  e del quale il cielo più chiaro si  decora.   

" Io sono amore angelico, che giro
l’alta letizia che spira del ventre
 105 che fu albergo del nostro disiro..."

Ora parla l’angelo:

Io sono amore angelico che cingo Maria che spira dal ventre l’alta letizia che è l’albergo di Cristo nostro desiderio ancestrale.

Come vede l’imago della stella era presente in Dante,  e non solo in lui, ma in molti altri autori del passato, è un’imago che appartiene all’inconscio collettivo, così la sua forza evocativa può determinare delle connessioni acausali, fuori del tempo e dello spazio. Lei mi anche citato altri fenomeni di sincronicità avvenuti in un’altra mia registrazione, vede come probabilmente esiste un intreccio tra le cose che solo in apparenza sembrano separate.

Grazie, un caro saluto da Nicola

 24 .03.09

Caro dottor Schepis,

 le scrivo questa email con la speranza che possa trovare un po’ di tempo anche per me. Purtroppo quattro anni fa, a causa di una malattia,ho perso la mia adorata mamma. Il dolore che ho provato e che tutt'ora provo è immenso, lei può capirmi non solo perchè ha perso anche lei la sua cara mamma, ma perchè è una persona di grande umanità. Mia mamma mi manca tantissimo, lei era per me il mio punto di riferimento,la mia forza, la mia certezza, era la persona che amavo più di ogni altra cosa al mondo. Da quando mi ha lasciato, non c'è un giorno che non penso a lei anche se dovessi vivere c'entanni mi mancherà sempre.

Spesso la sogno,ed è bellissimo poterla riabbracciare, baciare,sentire la sua voce. Penso che il sogno sia un mezzo che i nostri cari defunti hanno per comunicare con noi. Sono sicura che la vita continua,anche dopo la morte,anche se in un'altro piano esistenziale,non più fisico,ma spirituale. Alla metafonia mi sono avvicinata casualmente, navigando su internet,in cerca di risposte. Risposte che ho trovato con mia grande gioia in un messaggio metafonico registrato da lei dottore il 31 Maggio 2007 sul forum metafonia 2007 pagina 3, dove lei scrive: provo un nuovo contatto chiedendo alle voci se vogliono rispondere a qualcuno - VOCE METAFONICA:

ANNA...ANNA...A SUA FIGLIA SORRISE....ANGELA. Il motivo per cui mi ha colpito questo messaggio è perche penso sia rivolto a me, sono troppe le coincidenze. Forse è stata mia mamma a guidarmi verso la voce metafonica per farmi sapere che lei c'è, anche perchè sto vivendo un periodo di profonda crisi esistenziale. La prego dottore potrebbe provare un contatto per me? ci terrei tanto ad una sua risposta,mi faccia questo regalo!

Stimandola tantissimo la saluto.

Angela

 

Ricevo questa e mail, provo a rispondere alla sua gentile richiesta. Innanzitutto voglio dirle che ultimamente mi sono dedicato pochissimo alla metafonia, veramente tanto poco.  Le spiego perché… E' dipeso dalla esigenza di ripensare a tutto il mio cammino,  riflettere sull'intero percorso, soprattutto, ho voluto  evitare che la metafonia si trasformi  per me in una dipendenza e perda la sua connotazione importante, cioè la  ricerca. Per quanto la metafonia nasca da una esigenza di amore, tuttavia, l'amore non basta, non è sufficiente. Un chirurgo che sta operando non può solo avvalersi dell'amore, ma deve possedere una tecnica ed una conoscenza  adeguata.  C'era un tempo che mi dedicavo con assiduità alla metafonia, e non avevo il tempo di respirare, di capire, di approfondire,le persone aspettavano il messaggio, dopo di che svanivano per farsi risentire dopo un po' di tempo per un nuovo messaggio senza nemmeno un saluto, senza nemmeno chiedersi quanto tempo avevo dedicato a loro. Mi sono reso conto  di quanto sia breve il tempo che attraversiamo,  di quanto sia importante spenderlo bene, perché ne abbiamo, davvero, poco anche se nutriamo l'illusione della sua illimitatezza, ma in realtà la vita è appena un battito d'ali. Io, come persona sono molto lontano dallo scoop, dagli eventi mediatici che pervadono in maniera irrefrenabile la nostra società malata. Io, non voglio solo scrivere o sperimentare, ma desidero leggere, comprendere, confrontarmi, ma farlo richiede tanto tempo. Solo attraverso un cammino più completo posso tentare di capire ed offrire conoscenza. Certo, in una italietta vuota fatta di veline e spettacoli insulsi che si sono incestati nella coscienza della gente il mio modo di vedere le cose perde consistenza.  

Cara Angela, lei si chiama come mia madre,  come sa, anch'io ho perso mia madre,  dopo due mesi anche mio padre, ho fatto i conti con un dolore atroce in un silenzio sconcertante, ho vissuto in prima persona l'indifferenza degli altri, ho messo sulle mie spalle un peso enorme ed in silenzio ho iniziato una ricerca metafisica. Mi sono chiesto se la metafisica che è stata bandita dalla scienza ufficiale, poteva in qualche modo essere ripresa e capita. Anche la scienza risente di un materialismo sconcertante, tranne per alcuni scienziati più illuminati che si distinguono dal resto degli scettici. Ma nel campo religioso c'è altrettanta presunzione, nonché pregiudizi a non finire.   La fisica quantistica ci fa capire che esistono delle forme di comunicazione istantanee che avvengono per canali sconosciuti e che forse nel profondo tutto l'universo o gli universi sono interconnessi. Credo che sia molto importante capire, per quanto sia possibile farlo, cosa possano essere, davvero, le voci metafoniche, o  che cosa, quanto meno, potrebbero... Esse sembrano essere intelligenti ed interattive e questo non è poco, ho sottoposto le voci ad una analisi semantica, cogliendo tutte le relazioni significative possibili.

il mio sito si differenzia da tutti quei siti che fanno spettacolo sul paranormale e ce ne sono proprio tanti, ho tanto bisogno di capire; credo che ci sia tanta voglia di capire, di comprendere se siamo soli in questo mondo, o se siamo tutti collegati da un filo invisibile. C'è tanto bisogno di ascoltare  ed essere ascoltati, tuttavia è importante fare delle scelte, delle scelte che ci portino a capire, ad amare,  conoscere, ad essere vivi.    Ricordate cosa ho scritto il 22.03.09 a proposito di Ulisse citando Dante Alighieri.

 "e volta nostra poppa nel mattino,
      de' remi facemmo ali al folle volo,
126 sempre acquistando dal lato mancino."

 e volta la poppa cioè il retro della nave ad oriente e la prua ad occidente si diressero  verso l’emisfero australe.  Remarono con tanto ardore  facendo dei remi  “ali al folle volo”, da quel momento volarono sulle onde volti alla parte sinistra dell’occidente, verso il sud del mondo.  

Ulisse e i suoi compagni si diressero verso i confini della conoscenza, anche noi dobbiamo intraprendere questo cammino -" de' remi facemmo ali al folle volo" -  anche se da qualche parte poi dovremo per forza maggiore fermarci, ma altri dopo di noi continueranno e  ne sapranno ancora di più.

Cara Angela, lei poi dice:

il 31 Maggio 2007 sul forum metafonia 2007 pagina 3, dove lei scrive: provo un nuovo contatto chiedendo alle voci se vogliono rispondere a qualcuno - VOCE METAFONICA:

ANNA...ANNA...A SUA FIGLIA SORRISE....ANGELA. Il motivo per cui mi ha colpito questo messaggio è perche penso sia rivolto a me, sono troppe le coincidenze. Forse è stata mia mamma a guidarmi verso la voce metafonica per farmi sapere che lei c'è, anche perchè sto vivendo un periodo di profonda crisi esistenziale.

Lei mi riporta una relazione significativa molto interessante riguardo un mio messaggio che avevo dimenticato. Tutto questo arricchisce la nostra conoscenza ed aggiunge un tassello in più.

La comprendo pienamente perchè anch'io sono travolto dai problemi dell'esistenza, e talvolta mi sembra tutto così assurdo, anche perchè io sono agnostico. Lei ha poi parlato dei sogni, mi vorrei soffermare su questo punto, ma non voglio tediare i lettori, ne faccio, però, un breve accenno.

"Nel ciel che più de la sua luce prende
fu' io, e vidi cose che ridire
6 né sa né può chi di là sù discende; "       

              Dante primo canto del paradiso

Ecco la grandezza del sogno, Dante si riferisce alla parte del cielo dove la luce di Dio è molto più pregnante, lì, in quella parte egli vede cose che ridere non sa, e né può; non è possibile poter raccontare una visione così grande. Nessuno  che discende da tale luogo può ricordare pienamente quella esperienza per renderla umana. Esiste in un certo senso una intraducibilità, noi parliamo di altre dimensioni, però non ne possediamo neppure la pallida idea. Tutto ciò che va al di là dei nostri sensi resta intraducibile.   Dante alla fine del canto riferendosi a Beatrice ci dice: " - "Quinci rivolse inver' lo cielo il viso."

Alla fine del discorso Beatrice  rivolse il suo viso verso il cielo.

Dobbiamo leggere il cielo nella sua metafora, spogliarlo dalla sua fisicità e denominarlo come l'oltre. Voglio, dopo, approfondire la relazione significativa che contiene il suo messaggio, parleremo presto di sincronicità.  La invito a partecipare alle discussioni sul forum, perchè è  il confronto che ci aiuta a capire.

Un caro saluto da Nicola

 

22 .03.09

Ciao Nico, grazie tantissime del messaggio che mi hai inviato da parte di Mimmo.

Secondo te cosa vuol dire? Che lui esiste e che io devo crederci?

Grazie e un caro abbraccio.

A.

 

Mi è stata posta una domanda  alla quale non  è facile rispondere. 

Ci sono domande alle quali si può dare una risposta, altre che restano confinate in un limbo, poiché ci vorrebbero prove certe per stabilire di cosa si tratti. Noi formuliamo ipotesi e ci limitiamo agli osservabili. Attraverso le relazioni significative possiamo sostenere che è credibile ciò che affermiamo, ma non possiamo dire che è vero. Ricordate il XXXIII canto del paradiso il poeta dice:  - "All'alta fantasia quì mancò possa / ma già volgeva il mio disio  e  'l'velle”

Alla fantasia più alta, lì, in quel luogo dove si trovava, cioè dinanzi a Dio, gli mancò la forza, il poeta fu privo   di quell’energia necessaria per descrivere quella vista, era talmente grande e complessa che non poteva essere raccontata con le parole, ma il suo desiderio e la sua volontà  già volgeva verso quella visione. Tuttavia noi siamo come l'Ulisse descritto da Dante.

"né dolcezza di figlio, né la pieta
      del vecchio padre, né 'l debito amore
 96 lo qual dovea Penelopè far lieta,"

Né la dolcezza che provava per il figlio, né la  pietà di abbandonare il vecchio padre che sicuramente non avrebbe mai più rivisto, né l’amore dovuto per la moglie 

"vincer potero dentro a me l'ardore
      ch'i' ebbi a divenir del mondo esperto,
 99 e de li vizi umani e del valore;"

I suoi compagni furono avvinti da  un grande ardore della conoscenza profuso dall'eroe,  dal desiderio di divenire esperti del mondo, dei vizi e del valore umano;

"Io e ' compagni eravam vecchi e tardi
      quando venimmo a quella foce stretta
108 dov'Ercule segnò li suoi riguardi..."

Ulisse ed i  suoi compagni erano già vecchi, in tarda età, quando giunsero allo stretto di Gibilterra, dove Ercole segnò il confine, seguendo la volontà divina pose i limiti alla navigazione umana.  Un tempo si credeva che da lì si esplicasse un mondo disabitato, invalicabile. Nessun navigatore poteva spingersi  oltre quel confine, solo Cristoforo Colombo più tardi mise in crisi questa antica visione del mondo.

" O frati", dissi "che per cento milia
      perigli siete giunti a l'occidente,
114 a questa tanto picciola vigilia"

Il sommo eroe rivolgendosi ai suoi compagni disse: O fratelli che per cento miglia affrontaste i pericoli giungendo ad occidente, ora che siete alla fine della vostra esistenza,

        "d'i nostri sensi ch'è del rimanente
      non vogliate negar l'esperïenza,
117 di retro al sol, del mondo sanza gente."

di ciò che vi rimane dei sensi, non vogliate negare  l’esperienza, la conoscenza  di ciò  che è il mondo senza gente ( il mondo disabitato che si dipana dalle colonne d’Ercole), di quel luogo che si trova dietro al sole.

"Considerate la vostra semenza:
      fatti non foste a viver come bruti,
120 ma per seguir virtute e canoscenza".

Considerate la vostra origine,” semenza”: "fatti non foste a viver come bruti,/ma per seguir virtute e canoscenza".       

 

"Li miei compagni fec'io sì aguti,
      con questa orazion picciola, al cammino,
123 che a pena poscia li avrei ritenuti;"

Così,  Ulisse, dopo aver pronunciato  quelle parole coinvolse i suoi compagni nel desiderio di conoscere, nella brama di andare oltre l’ignoto;

        "e volta nostra poppa nel mattino,
      de' remi facemmo ali al folle volo,
126 sempre acquistando dal lato mancino."

 e volta la poppa cioè il retro della nave ad oriente e la prua ad occidente si diressero  verso l’emisfero australe.  Remarono con tanto ardore  facendo dei remi  “ali al folle volo”, da quel momento volarono sulle onde volti alla parte sinistra dell’occidente, verso il sud del mondo.  

Anche se Dante da uomo calato nel suo tempo  non condivide  in Ulisse il superbo desiderio di conoscere sino a sfidare Dio, ne resta, però, affascinato e turbato dall'eroismo di quell'uomo. Allora si pensava che oltre le colonne d'Ercole c'era forse l'aldilà.

Noi, come Ulisse, vogliamo conoscere ciò che è oltre la vita, sia "per seguir virtute e canoscenza" ,  sia perché  siamo turbati ed afflitti dal dolore che l’esistenza procura con la morte, con l’illusione di vivere. Ma per il momento le colonne d’Ercole restano invalicabili. Come Ulisse "de' remi facemmo ali al folle volo," ma alla fine restiamo inchiodati nel nostro orizzonte,   forse ci spostiamo appena di un millimetro.

 quando n'apparve una montagna, bruna
      per la distanza, e parvemi alta tanto
135 quanto veduta non avea alcuna.”

Ulisse alla fine del viaggio, dopo aver navigato per tanto tempo, gli  apparve all’orizzonte una montagna bruna, era talmente lontana che   si mostrava poco illuminata ed era così alta che nessuna veduta umana poteva eguagliarsi a quella vastità vertiginosa; era la montagna del purgatorio che toccava le rote del cielo.    

        "Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto,
      ché de la nova terra un turbo nacque,
138 e percosse del legno il primo canto"

Ulisse e i suoi compagni si rallegrarono, ma subito tornò il pianto, poiché dalla nuova terra un turbine d’acqua si generò e percosse la parte anteriore della sua imbarcazione, 

 "Tre volte il fé girar con tutte l'acque;
      a la quarta levar la poppa in suso
      e la prora ire in giù, com'altrui piacque,
142 infin che 'l mar fu sovra noi richiuso".

 

tre volte la fece girare, ma la quarta volta la poppa della nave si levò all’insù e la prua all'ingiù, così piacque a Dio, ed infine il mar si richiuse sopra di loro.

In questa tragica conclusione si dipana un’immagine tremenda di Dio, di un Dio che non permette agli uomini di superare i limiti da lui imposti. Un Dio tiranno, despota,sempre pronto a punire. Tuttavia, Dante, temeva questo spaventoso giudizio, perché anche lui, nel suo viaggio nell'aldilà ha osato superare i confini imposti alle umani genti : "All'alta fantasia quì mancò possa / ma già volgeva il mio disio  e  'l'velle”.

Comunque, se interpretiamo simbolicamente il concetto dantesco, possiamo capire che c’è un limite alla sapienza umana,  oggi attraverso la tecnologia crediamo di essere quasi onnipotenti, ma non è cosi, allora occorre imparare che  siamo limitati nella conoscenza, mentre presumiamo di sapere ogni cosa. Solo l'umiltà e la prudenza saranno le compagne fedeli di questa avventura.

Per fortuna Dante supera la visione terrificante di quel Dio mai nominato, ma sempre presente nell'inferno, nelle pene che infligge dall'alto - "com'altrui piacque," -  quando alla fine del Poema Divino conclude  dicendo: "...si come rota   ch'igualmente è mossa, l'amor che move il sole e l'altre stelle."

Un caro saluto da Nicola

.  

 

18 .03.09

Nicola è bellissimo entrare nel forum e sentirsi in sintonia con tanta gente...nessuna distanza potrà impedire l'abbraccio spirituale di noi che visitiamo il  forum.

Buona serata. B.

In una società fobica qualunquista ed edonista come la nostra l’abbraccio è l’utopia più alta da realizzare, ma l’abbraccio ed il sorriso allo stesso tempo sono l’intimità più intensa che si possa realizzare: “  - "All'alta fantasia quì mancò possa / ma già volgeva il mio disio  e  'l'velle, / si come rota   ch'igualmente è mossa, l'amor che move il sole e l'altre stelle." Dante.

Alla fantasia più altà qui mancò la forza, ma già volgeva il mio desidero e la volontà, come una ruota che ugualmente mossa “l'amor che move il sole e l'altre stelle”.

Il senso dell’amore  è nel volto spirituale  intrinseco delle cose  che volgono altrove, non sta nella parola vuota, disseccata, è come toccare una nuvola,  sorridere al vento ed alla luce o come  l'imago delle stelle che si accendono nella notte mentre il sole va a dormire. 

Grazie per la  tua dolce verità.

Un abbraccio da Nicola

 

 

15 .03.09

Ciao Nicola, come stai? Spero ti sia ripreso,è un periodo difficile anche per me,pieno di tristezza e di un grande vuoto,spero cambino le cose al più presto.
Un forte abbraccio da Marcello e papà.

Oggi abitiamo una società materialista, che ha cancellato la spiritualità. Quante volte, anch'io, attraverso un vuoto incolmabile, quante volte mi sento estranio e lontano da questa italietta priva di senso. Quante volte apro i cancelli dei sogni e quante volte cado, altre  volte il cielo si frantuma a pezzi, quante volte grido senza voce e vago per sentieri oscuri senza albe, ed il sole si nasconde dietro le nuvole. Poi prevale la ragione, perchè la vita è un atto eroico, è una foresta che dobbiamo attraversare per intero. Così riprendo la corsa come nulla fosse mentre qualcosa urla dentro me, la voce dell'anima, ma non c'è tempo per ascoltare, allora recito la mia parte. Altre volte penso alla mia mamma, a mio padre, agli amici perduti, quante volte mi rivedo allo specchio nei tempi andati, ma tutto fugge e fugge senza indugio.  Allora cerco il sole, la sua metafora, la luce che oscura l'ombra, ed è l'ombra della luce ad esser più vera d'ogni cosa, come il suono in una sinfonia. Io attraverso l'ombra e mi specchio nella luce, anzi nella sua metafora. Mentre l'intorno è melmoso io cerco altro, e mi cibo di nuvola,  di mare, di sole, vivo la mia dimensione finché posso,  e guardo oltre la finzione, oltre le altalene amare dei giorni.

Un caro saluto da Nicola

 

 

15 .03.09

CARISSIMO  Nicola,ti sei  ripreso dal influenza? Mi auguro di si.

Leggerti e leggere ciò che si scrive sul tuo sito è un conforto  e un ritorno  DI RICORDI,  di quando muovevo i primi passi un anno fa e tu mi hai aperto le porte,mi hai donato un grosso regalo, LA VOCE DELLA MIA AMICA,   mi hai spronato. Apri le porte quando una persona  che è smarrita,  è importante quel momento, auguro a tutti che trovino come prima porta  la tua. CON grande  stima SANTINA.

Grazie di cuore, come vedi anche se talvolta mi assento, sono sempre quì.

Un abbraccio da Nicola

 

15 .03.09

 Caro Dott. Schepis, sono Anna Maria la mamma dell'angelo Francesco. Era un po'  che non entravo nel suo sito per problemi di poco tempo. Per prima cosa volevo farLe gli auguri di una pronta guarigione perchè ho saputo che non è stato bene. Ho letto i vari messaggi e come sempre Lei dimostra una straordinaria sensibilità verso tutte le persone che scrivono in questo spazio.

Ho letto le parole di A. che  non si arrende e cercherà, cercherà. Anche io non mi sono arresa   e questo è quello che ci aiuta a vivere.

Anche io cerco il mio Francesco, nelle piccole cose, ma soprattutto nel cuore.

Sono quasi 11 mesi ma mi manca tanto la sua presenza fisica.

Scusi dello sfogo, ma oggi ne avevo bisogno. Grazie per avermi ascoltato, un saluto da Anna Maria

 15 .03.09

Hai sentito parlare del cambiamento energetico previsto nel 2012? Sarei curiosa di vedere se scienza e spiritualità si avvicineranno in qualche modo.
Ti senti meglio?
Saluti. B.

15 .03.09

Grazie per aver detto che possiamo darci del tu.

Ne sono veramente onorata perchè parlare con te è come farlo con un amico che sento come di vecchia data e non certo conosciuto da poco. 

A te affido i miei sentimenti più preziosi, preziosi  perchè riguardano la persona che ho amato e amo di più in questo mondo, per te le mie non sono solo parole ma sono vere sensazioni ed emozioni che riesci a racchiudere nello scrigno della tua sensibilità. Grazie Nicola, e se tu potessi guardarmi negli occhi quando dico grazie, capiresti che è un grazie che esce dal cuore, dettato da una sofferenza senza limiti. 

Purtroppo non ti sei ancora ristabilito dall'influenza, mi dispiace veramente e spero che quanto prima passi tutto. Non voglio infastidirti oltre con il mio scritto e rubarti tempo prezioso.

Ora ti lascio ma in realtà non lo faccio completamente perchè adesso appena che ti ho salutato vado sul tuo forum dove ho ancora da leggere quindi starò in compagnia dei tuoi pensieri ancora per un pò.

Ciao e un caro abbraccio da A.

 

Intanto grazie per le vostre domande, grazie per aver chiesto di me, per  quanto riguarda la mia salute ancora non mi sono ripreso, però lavoro e faccio tutto come prima. Mi capita nei periodi primaverili o pre di attraversare questi momenti, tra l’altro anche lo stress incide molto. Vorrei fare tanto e poi non ci riesco, il tempo scorre come un nemico mortale e noi ci aggrappiamo, almeno io mi aggrappo disperatamente alle cose che amo. Grazie Anna Maria per la sua delicatezza e i suoi sorrisi che non vedo ma sento attraverso le parole. Come sa, la vita offende senza riguardo, ma noi abbiamo la fervida durevolezza di non arrenderci e di soffrire nel morbido legame che ci unisce.

 

Alla signora B. 

Lo spero davvero, chissà cosa veicola dentro il tempo, credo che il tempo sia come un nastro olografico che contenga fotogrammi sbiaditi che man mano prendono forma, la loro forma sono gli eventi, gli eventi che s’intrecciano che in qualche modo sono interconnessi con tutti i possibili universi. Ogni azione forse è già dentro il tempo, esiste nella sua possibilità, noi attraversiamo l’oceano del possibile, ma c’è forse un luogo che possiamo definire impossibile ed è l’aldilà, ed esiste nella sua impossibilità, è lì come uno specchio eterno, è lì dinanzi a noi dove noi ci riflettiamo, ma è altrettanto impossibile, perché non possiamo osservarlo. Lì, la vita è la morte sono eternamente sospesi, lì, tutte le possibilità sono possibili, lì forse, niente è impossibile. Nella nostra dimensione ci sono solo poche possibilità, vige la determinazione degli eventi. 

 Alla dolcissima A.

Cara A. voglio dedicarti alcuni versi di Dante del Paradiso.

Ti rispondo attraverso Dante.

Beatrice in suso ed io in lei guardava”-

Mentre Beatrice volge lo sguardo in alto, Dante guarda in lei. In questo gioco riflesso degli sguardi egli vede la perfezione. 

- “… quella che 'mparadisa la mia mente” -

Perché in lei, nei suoi occhi, il poeta trova il paradiso, anzi i suoi occhi rendono la sua mente un paradiso.  Tu mi dici:  - Grazie Nicola, e se tu potessi guardarmi negli occhi quando dico grazie, capiresti che è un grazie che esce dal cuore, dettato da una sofferenza senza limiti. “

 Il sommo poeta direbbe:  -  “e sé rivolge per veder se 'l vetro /li dice il vero/ e vede ch'el s'accorda”

 E si rivolge per vedere se  gli occhi di lei ('l vetro dicono la verità e vede che essa si accorda, non c'è differenza, perchè tutto ciò che è fuori  ( il paradiso) è riflesso in quello sguardo. 

Tutto il paradiso è nei suoi occhi.

 Io non conosco i tuoi occhi, ma è come se li vedessi attraverso la finestra delle tue parole. 

 -“E com'io mi rivolsi e furon tocchi / li miei da ciò che pare in quel volume”- 

 E com'io mi rivolsi ai suoi occhi,  toccai con meraviglia tutto ciò che si vede in quel volume di spazio. 

- "All'alta fantasia quì mancò possa / ma già volgeva il mio disio  e  'l'velle, / si come rota   ch'igualmente è mossa, l'amor che move il sole e l'altre stelle."  

Alla fantasia più alta mancò la possibilità di rappresentarla, di poter descrivere la visione nella sua completezza, ma già la volontà e il desiderio volgeva...

 Così, anche se non ti ho mai vista di presenza,  mi piace leggere una finestra di stelle  attraverso l'imago e le tue parole.

Un caro saluto da Nicola

 

 

9 .03.09

Carissimo Dr. Schepis,

 

Da quando mi è capitato questo disastro, molte volte mi chiedo quale è il senso della vita.

Se devo essere sincera ora come ora non so rispondermi. Quando però oggi, leggendo la sua mail apprendo che anche se non mi conosce personalmente si preoccupa di rispondermi quanto prima   nonostante sia stato poco bene  e questo con l’intenzione di portarmi conforto perché lei è consapevole di quanto sia disperata, ebbene in queste situazioni  sono portata a rispondere che il senso della vita è l’amore. Semplicemente l’amore.

Lei mi ha già risposto !

Cerchi di riguardarsi e di stare bene,  già mi sta aiutando nel leggere ciò che le scrivo perché sento che il mio dolore è anche da lei sofferto e per questo ben compreso. ( peccato che solo chi ha provato può capire a fondo )

Persone come lei sono poche mi creda.

Desidero   confidarle l’impressione che ho avuto quando ho ascoltato  per la prima volta una registrazione in cui ripeteva il significato per far ben comprendere le frasi, ebbene sono rimasta colpita  come dal tono della sua voce si avverta un infinito e sentito rispetto per quello che riceve. Non è la voce anonima di chi interpreta delle parole, lei rispetta ciò che riceve. Basta ascoltare e si capisce subito che lei sta facendo tutto questo principalmente con il cuore, con sentimento, il registratore viene dopo, molto ma molto dopo.

Grazie Dr. Schepis, grazie per tutto, un fortissimo abbraccio da A. e un augurio che si ristabilisca quanto prima.

Grazie per le sue parole dolci, sublimi, levigate come il vento,  il soffio di un respiro che nessuno può trattenere se non volgerlo verso l'infinito.  

Maledizione ancora non mi sono ripreso con la salute ...

Ci sono sempre molte cose da dire, altre restano oscure, ovattate, come dico spesso, noi siamo confinati da un orizzonte, però supponiamo un oltre, è una dolce speranza. In questi giorni mi sento molto stanco, anche perché non sto molto bene, non ho potuto dedicarmi alla metafonia perché richiede tempo. Quando faccio metafonia, un fisico direbbe che sono un eretico perché non rispetto i canoni sacri della scienza, di una scienza che non può dare spazio ai sentimenti, perché deve essere vigile, cristallina, rigorosa, ripetibile. Io dico che nei momenti più strani, quando mi sento affettivamente coinvolto io registro voci molto interessanti.  Come se l'irrazionale si iscrivesse in una meta comunicazione. Ma tutto questo non ha senso per la scienza, non si fa ricerca con  i sentimenti, eppure avvengono delle strane fluttuazioni, come se la mente stessa oscillasse  fuori dallo spazio, come un'onda di probabilità, dove può trovarsi più o meno di qualsiasi posto.  E' questa vaghezza che disturba lo scienziato, e forse ha ragione… Come dico sempre io mi limito agli osservabili, talvolta sento di poter meta comunicare, è una sensazione strana, allora succede qualcosa, ma tutto questo non ha senso, ma c'è forse qualcosa che va oltre il senso. Tutta la natura risponde alla logica del senso? E' una domanda, non a tutte le domande possiamo dare una risposta chiara ed esaustiva, le nostre risposte sono sempre limitate e confinate dal nostro senso, dalla nostra limitata capacità interpretativa del reale.  C 'è un fuori reale che non può essere interpretato, come l'amore per le cose perdute, come le nostalgie, le malinconie, i sogni, ed ogni qualvolta noi vogliamo interpretare tutte queste cose, non facciamo altro che ridurle e renderle conformi ai nostri modelli logici.  C'è una ragione della sospensione, della necessità di sollevare  il senso, di sgravarlo, di non pesarlo. In questo modo io penso a mia madre, alla fanciulla di Tortorici, a mia Zia  Elena Concettina, in questo modo io penso  a ciò che non è pensabile, a ciò che è irreale, sospeso in un limbo di vero/falso. 

Le faccio ascoltare un  vecchio contatto metafonico vissuto con una rilevante densità d'amore. 

Tua zia Elena hai!

Con affetto da Nicola.

 

7 .03.09

Caro Dr. Schepis,

 E’ notte. Ma anche di giorno è come se tutte le luci fossero spente.

Sto visitando il suo forum scoprendo sempre qualcosa che ancora non ho letto e cercando di attingere da ogni  sua parola l’unica linfa vitale di cui ho bisogno cioè , la fiducia e  la speranza  che un giorno possa capitare anche a me un contatto tipo “Tua zia Elena hai” o  “Nicola fai musica”  per citarne solo due. E’ sconvolgente, di fronte  ad un tale evento probabilmente non mi sentirei più come sospesa in una sorta di angosciosa attesa ……….

Giorni fa sul treno per un viaggio che eravamo solite fare insieme, dal finestrino come una volta guardavo la campagna ancora lontana dal risveglio della  primavera, con l’immaginazione mi sono ritrovata tra i filari  immensi dei pioppeti che stavo osservando, alberi e alberi  raccolti in  file silenziose  e gelide si stagliavano alti e scarni verso il cielo come in una unica e angosciosa supplica.

Anche qui nel silenzio assoluto che avvolge ogni cosa la cercavo come solitamente mi capita fare ovunque mi trovo ma è tutto inutile: non c’è più, è tutto finito.  Mi sento come se a quegli alberi avessero tagliato le radici, come si può vivere senza?

La mia esistenza è di colpo annullata di tutti gli interessi che la vita offre, e pensare che lavoro,  rido, sono responsabile su tutto ma dentro sono vuota,  come marionette mi infilo una maschera  a seconda della situazione perché  per  “la gente” adesso basta soffrire!

E’ tanto difficile capire che il cuore non segue la ragione? Quella parte di me che sorrideva, se ne è andata con lei, mi manca ogni giorno di più.

Mi  manca anche il suono della mia voce stessa quando la chiamavo “mamma”  e a volte sommessamente ripeto questa parola  racchiudendovi tutto l’amore che provo per lei,  ma ora non è più lo stesso tono di un tempo,  quello che una volta era una melodia  ora è diventato un pianto dove non vi è risposta ma io proprio in virtù di quell’amore continuerò a chiamarla.

La mia è una rassegnazione non alla morte di mia madre  ma all’infelicità, una infelicità definitiva così come lo è la morte che tutto annienta.

Finchè  avrò  vita  la cercherò.

L’amore che c’è fra me e lei non è solo una parola ma è ciò che abbiamo dentro, è l’amore tra una madre e una figlia che sicuramente può superare ogni barriera.

Caro Dr. Schepis, non  si preoccupi di  riportare sul forum questa lettera, è un grido di dolore che penso non possa aiutare nessuno, ho scritto questi  pensieri  con  il desiderio di consegnarli a lei che tanto gentilmente mi ascolta  e  il sapere che  saranno da lei letti  già procura conforto.

Grazie di tutto, grazie di cuore. Un saluto mi creda affettuoso da A.

La vita è molto crudele, la vita offende, l'uomo è una creatura fragile come uno stelo strappato dal vento, la vita è come un sogno, non sai dove finisce il sogno e dove comincia la realtà. La vita è come un canto che non puoi raccogliere. Tutto quello che nasce dal cuore oggi tende a non essere ascoltato, c'è tanto rumore accanto, c'è tanta corsa, non si trova l'attimo per sostare e respirare l'universo che sta intorno a noi. Come raccogliere un fiore?  O  respirare la sua purezza e gracilità? La fragilità lo rende  eterno, ma noi siamo come una corolla portata dal vento, come un cielo che cade, come polvere all'orizzonte, come fumo intorno al mare. La metafora del mare è grande e senza tempo, mentre noi attraversiamo solchi che presto si dissolvono nell'acqua.  Così, le persone care estinte ci parlano e ci parlano ancora, attraverso i ricordi, forse attraverso le voci, forse l'universo intero è un'interazione profonda, ma noi non lo sappiamo, perché siamo confinati dentro un guscio dal quale non riusciamo a vedere alcun orizzonte diverso. Cos'è la morte? Una finestra verso un altro universo o la fine di tutto?  Non sappiamo perché  siamo dentro il guscio, però possiamo fare una scelta, una scelta di pensiero,  ne possiamo parlare, disponiamo di mezzi  primitivi per  tentare qualche verifica, tuttavia abbiamo solo questi a disposizione, null'altro.  Il colore dell'amore volato via ci lascia dentro un vuoto incolmabile,  è importante che qualcuno ascolti la nostra voce.   

Nicola 

"Finita è la notte"


"Finita è la notte e la luna
si scioglie lenta nel silenzio,
tramonta nei canali.

È così vivo settembre in questa terra di pianura,
i prati sono verdi
come nelle valli del sud a primavera.

Ho lasciato i compagni,
ho nascosto il cuore dentro le vecchie mura
per restare solo a ricordati.

 
Come sei più lontana della luna
 
ora che sale il giorno
e sulle pietre batte il piede dei cavalli."
                                                                      S. Quasimodo

 

   7 .03.09

  ANGELO

Qui sulla terra hai fatto il tuo dovere di angelo,
Il signore ti ha rivoluto con sé,
Ad ogni persona che ti ha conosciuto hai regalato un pezzo
della tua bontà.
Avevi ancora molto amore da dare ai tuoi cari,ma dove ti trovi ora,dona ancora il tuo sguardo a chi ami.

Mando un forte abbraccio a te Nicola e a tutte le persone che scrivono al tuo Forum.
Baci,Barbara.

Io non posseggo una visione religiosa nel senso tradizionale del termine, tuttavia, ciascuno di noi ha bisogno di trovare qualche  risposta ed è  dinanzi all’impossibile che   ognuno scorge un percorso che va  al di là del vero e del falso, perché tutto ciò che non  si conosce non può essere rappresentato in alcun modo . Io mi affido molto al pensiero critico, per cui rifiuto ogni dogma, però penso che l’unica strada percorribile è quella dei sentimenti e dell’ascolto, anche se dal punto di vista reale non porta da nessuna parte.

Nicola.

 

28 .02.09

Caro Nicola Schepis,
io e mia figlia le scriviamo questa e-mail con la speranza che possa avere attenzioni anche per noi, pur sapendo che saranno molte le persone che le scrivono.
Nell'ottobre del 2007 ho perso il mio primo figlio Marco di 26 anni in un incidente con la sua moto e nonostante mi faccio forza per andare avanti sento un forte desiderio di comunicare con lui perchè è forte la sua mancanza. Ho avuto molti segnali da parte sua come ad esempio sul mio cellulare all'improvviso partiva un video che aveva fatto lui....anche mia figlia l'ha sognato spesso e addirittura una volta in macchina lo vide dallo specchietto che stava seduto dietro avvolto da una luce luminosa e sorrideva.
Fino ad oggi non ho mai voluto insistere a cercare un suo segnale, forse perchè non mi sentivo ancora pronta, però dentro di me c'era sempre il desiderio di sapere lui come stava e cosa fosse realmente successo, perchè ancora oggi non so cosa sia realmente accaduto durante l'incidente...ultimamente non so perchè ma sento costantemente il forte desiderio di avere un  suo contatto, ci ho provato alcune volte però con scarsi risultati forse perchè non so come si fa e vorrei avere un aiuto, forse il suo se lei vorrebbe. Cosi' vedendo la mia difficoltà mia figlia si è messa a cercare su internet e si è ritrovata nel suo sito ed è così che abbiamo ottenuto il suo indirizzo e-mail. Spero di avere sue notizie al più presto. Io credo che non sia stato un caso che abbiamo avuto proprio il suo contatto e su questo ci credo fermamente.
aspetto una sua risposta
saluti da An.
P.s. le lascio allegato una foto del mio angelo Marco.

La signora mi ha inviato in allegato la foto del figlio, è un giovane bellissimo, non ho parole dinanzi a tutto questo, resto in silenzio attonito. 

Ho provato un contatto per tutti, con i limiti dell'essere umano e le incertezze della metafonia. Io ribadisco che mi limito a registrare per verificare cosa succede, come sempre invito tutti alla massima prudenza. Nelle voci si presentano la presunta Voce di Marco e di Mimmo e di mia madre Angela. Mimmo è il fratello di una mia amica di Verona che da tempo desiderava ascoltare la sua voce.  Poi si evidenziano delle voci misteriose che non voglio commentare,  non mi va di entrare nei meandri religiosi, sono uno agnostico, preferisco, come sempre, limitarmi agli osservabili. Ribadisco io ho soltanto registrato delle voci, nulla di più. 

Voce metafonica: Contatto del 28.02.09

Un caro saluto a tutti. 

Con affetto e stima da Nicola 

28 .02.09

Carissimo Dr. Schepis,

Con grande  piacere ho potuto  vedere l’immagine della sua mamma, è di una dolcezza infinita e credo sia stata sempre così come la vedo, cioè sorridente alla vita.

Ricevere il messaggio è come essere sommersi da forti emozioni perché sembra un contatto ritrovato, anche se non è dimostrabile scientificamente il cuore dice che è lei quindi è un aggrapparsi, un voler  credere che forse tutto non è finito che c’è un qualche cosa che sfugge ancora al nostro sapere alla nostra conoscenza, qualcosa che non puoi accarezzare, non puoi toccare ma che ti fa sperare, è come ritrovare un affetto che ci avevano rubato e dal momento che siamo nati per amare ci fa perdere la cognizione delle cose, ci smarrisce.

Ho cercato di pensare cosa avrei provato io se un fatto così straordinario  fosse capitato a me, che miriade di sentimenti!  Probabilmente il primo sarebbe stata  una euforia che poi piano piano si sarebbe assopita dolcemente per lasciare il posto ad una grande tenerezza  e al ricordo di un amore ora struggente e di infinito dolore.

Dr. Schepis, se a volte un po’ di malinconia la assale cerchi di vivere di quel momento e  pensi a quanto amore deve avere per lei la sua mamma per arrivare a tanto! Le ha donato ancora amore  come ora di più non avrebbe potuto fare !

“c’è mamma”    Tutto si racchiude in questa parola.

A.

Grazie per quello che mi dici, è molto nobile il tuo pensiero, certamente navighiamo nell’incertezza più assoluta, io non ho mai detto di comunicare con l’aldilà e lo ribadisco sempre, ricevo per via metafonia delle voci che sipossono definire anomale in quanto non rispondono ai parametri ed alla logica di una ricezione radiofonica o altro. Queste voci si presentano intelligenti e sembrano interagire, cosa sono? Qual è la loro natura? Non posso rispondere perché ci mancano gli strumenti concettuali e scientifici adeguati. L’uomo ha dei profondi limiti, noi presuntuosamente vorremmo superare tutti i limiti,  ma è una pia illusione.

Un abbraccio, Nicola

28 .02.09

Caro Nicola,

ciao sono Marcello,spero che tu  e la tua famiglia stiate bene,ti scrivo perchè il 22 di questo mese sono ormai tre anni che mia mamma ci ha lasciato e ti chiedo un piccolo regalo per me e mio padre, un contatto anche breve con lei.Te ne saremmo molto grati.

Ti stimiamo moltissimo,

un abbraccio.

Marcello e papà.

Grazie con affetto da Nicola

21 .02.09

Gent.mo Dr. Schepis,

 Non so come ringraziarla, anche con tutte le parole di questo mondo credo che non riuscirei ugualmente ad esprimermi.

Ringraziarla  (oltre che per avermi considerata), innanzi tutto per come lei ha commentato il mio scritto, è stato come se quello che lei diceva uscisse dal mio cuore, ho provato la sensazione di essere  stata  ascoltata finalmente da una persona che parlasse la mia stessa  lingua  questo  non solo perché anche lei ha perso la mamma  ma  perché lei ha amato  e  continua  ad  amare  la sua mamma così profondamente come l’ho amata io, è per questo che lei ha capito a fondo il mio dolore: perché  è  stato il suo stesso dolore.

Oltre a questo la ringrazio anche perché non mi ha detto quella parola che non posso più sentirmi  dire e  cioè  “rassegnati” chiudendovi dentro tutta una vita, tutto il tempo passato insieme, i momenti  di  gioia e  di  meno  gioia,  i  nostri  dialoghi  naturalmente  non  sempre  concordi perché  ognuna con la propria personalità ma che ora non ci saranno più, tutti i  sentimenti,  tutto il nostro  vissuto che si chiude con una unica frase: “rassegnati”  Ebbene Dr. Schepis  sa cosa risponde  l’A.?  MAI

Se  vero  è  che  il  tempo  nel  cosiddetto Aldilà  non c’è,  ebbene  non  c’è  più  neanche  per  me nell’aldiquà  perché  nemmeno  fra  cento  anni  potrei  rassegnarmi.

Non posso fare a meno di disperarmi questo è vero,  non posso non essere lacerata anche questo è vero,  non posso smettere di  piangere altra verità,  però è anche altrettanto vero che non posso arrendermi così .

Non sono una medium, non ho doti paranormali, non sono una sensitiva, io non sono niente  però ogni giorno che passa  penso: “Ti troverò”

Desidero cercare  per avere la speranza di arrivare ad  ottenere in qualche modo una qualunque  cosa che mi faccia comprendere che non è tutto finito così come in realtà ora mi appare.  Solo  questo  potrebbe  “contenere”  la  mia  disperazione,  dico  contenere  perché  eliminarla  non  potrò  mai ne sono certa.

Se veramente questi contatti esistono devo quanto meno provarci, magari non ci riuscirò mai però avrò provato!

Davanti a me una strada  piena di spine,  ma è l’amore verso mia madre che mi spinge a cercare  e a non mollare di fronte alle delusioni che già fanno parte di questo capitolo della mia vita e di fronte a tutte quelle future che inevitabilmente  verranno, se ci fosse una minima possibilità di ottenere una qualunque cosa che riscaldi il cuore  e che mi facesse ritrovare una minima illusoria vicinanza di quest’essere così amato ………..o che mi aiutasse a capire cosa è la vita?  Solo una fregatura? No non è possibile deve esserci qualcosa di più deve esserci per forza, Dr. Schepis chiudiamo  gli occhi per un momento e pensiamo intensamente all’amore delle nostre mamme per noi, ebbene è questo amore in cui noi siamo ancora immersi che ci fa capire che deve esserci qualcosa, ma sta a noi  cercare!

Mi consigli la prego, qualunque cosa lei mi dirà ne farò tesoro, già ha fatto tanto, tantissimo considerandomi e ne sono consapevole, mi perdoni se continuo a disturbarla ancora ma la prego non so da che parte incominciare, ci vuole il rumore, non ci vuole, bisogna arrovesciare il nastro, io non so più cosa  può facilitare  questo evento.

Domani torno al negozio per comprare le casse altrimenti non posso ascoltare dal suo sito cliccando su VOCE  che oltre tutto non ne vedo l’ora perché sono certa che lei sia riuscito ha contattare mia madre ,ma che caratteristiche devono avere queste casse?

Mi rendo conto che ho scritto una lettera veramente lunga, Caro Dr. Schepis la  ringrazio  per  avermi  ascoltata  anche  questa  volta e mi creda che avrei ancora fiumi di parole e di sentimenti che solo a lei vorrei consegnare, la prego non  mi  abbandoni,  non  adesso,  accetti il mio grido di aiuto che le rivolgo,  è la disperazione che mi fornisce il coraggio di  chiedere e sperare che lei  voglia  aiutarmi  a  riallacciare questo legame d'amore.

Un abbraccio forte forte.  A.

Vorrei dirle molte cose,intanto sono molto gradevoli  le sue parole, dove il dolore si abbandona al sorriso,dove il pianto sembra fluire nei perché, ma la voglia di non arrendersi, di andare oltre, di cercare quando tutti ti dicono che è inutile farlo è sempre viva. Mi sovviene l’immagine dell’eroe, di colui o colei che sfida la vita ed interroga gli antri più profondi – “Desidero cercare  per avere la speranza di arrivare ad  ottenere in qualche modo una qualunque  cosa che mi faccia comprendere che non è tutto finito così come in realtà ora mi appare. “ E’ proprio quello che sto facendo io,  non è un cammino semplice, ma, tuttavia, ne vale la pena, l’unico strumento che ci resta è la ricerca. Quello che noi chiamiamo  realtà è al contrario  solo un piccolo involucro dove siamo collocati, ne vediamo una parte sfalsata, ci sono infiniti universi intorno a noi, ma  non li vediamo, perchè  non possiamo uscire dalle  quattro dimensioni dove siamo collocati. Accanto   c'è una molteplicità di orizzonti che schiudono nuove dimensioni, che sono vicine ed allo stesso tempo lontane più dell'infinto, non è una metafora, come il punto adimensionale che è la realtà più piccola, ma allo stesso tempo la cosa più grande. Noi, probabilmente, viviamo in un ologramma che definiamo universo, ma altre realtà non visibili si dipingono più in là dell'ologramma,  esse non hanno fine. Esistono, così, altri universi dove ci siamo pure noi, questi universi possono essere paragonati a degli specchi che riflettono la nostra immagine, ci stanno universi differenti dal nostro ed altri dove  noi non non siamo ancora nati,  altri dove noi non nasceremo mai ed altri ancora dove ci ritroveremo.

- “Davanti a me una strada  piena di spine,  ma è l’amore verso mia madre che mi spinge a cercare “.

Tutte le strade sono piene di spine, noi attraversiamo roseti in fiore ma pungenti, ma come dice lei è l'amore che non ha confini  che ci spinge più in là, che ci lascia presupporre un aldilà. Sono otto anni che non pronuncio più la parola mamma, è una parola che mi suona come un violino, come un'arpa, ma che rimane lì fissa, irrigidita, eppur la cerco, la cerco ovunque ed i ricordi cantano, cantano di primavera, si vestono di nuovi abiti. 

le faccio ascoltare un presunto contatto con mia madre di diversi anni fa.

Primo contatto metafonico con la mamma

 

Ricambio l' abbraccio forte, Nicola.

17 .02.09

Come ritrovarsi  tra le carte sacre, e piangere il dolore,  per essere una sola cosa nell’intreccio quantico della natura, esser vivi oltre qualsiasi trasumazione, gridare la gioia, piangere il dolore ed essere sempre attraverso il dolore e la gioia: unica speranza umana,  quella dell’amore.  

Nicola

 

14 .02.09

Tre anni fa Isabella è uscita di casa per non tornare e iniziare a volare, il 19, verso il Cielo infinito....

Mamma.

Coloro che ci hanno lasciato non sono degli assenti, ma degli angeli invisibili che tengono i loro occhi pieni di luce fissi nei nostri pieni di lacrime ed attendono con amore di scoprirne in noi la consapevolezza in un sorriso....

Isabella...

Provo un contatto metafonico  sia per Isa che per la mamma della signora A.

Si presenta anche la mia amata Francesca: La fanciulla di Tortorici   come sempre puntuale.  Inoltre, anche la voce Maria che si ascolta si è presentata diverse volte in passato. Voglio, però, precisare, che non sappiamo niente riguardo alle voci, e tutto quello che avviene dobbiamo sempre relegarlo nell'ambito delle ipotesi e non delle certezze.

Contatto metafonico del 14.02.09 : Voce

14 .02.09

Mi ha scritto una signora che ha perso la sua mamma,  ella dice: - “Sono colpita da un dolore che per il genere umano è in categoria Z, purtroppo non c'è scampo, anche in questo c'è la classica piramide con le varie graduatorie, molti non cercano o non vogliono neanche capire che non si possono (almeno in questo campo) instaurare delle scale, delle soglie, delle priorità. Penso che tutto dipenda dal rapporto avuto con la persona andata via. Tanto amore, tanto dolore.”

Condivido pienamente quanto sostiene la signora, molti già danno  per scontato qual è il dolore più grande differenziandolo da  quello meno significativo, ma io sono d’accordo con quanto ci dice la signora A.  Ella prosegue dicendo: -  “Ora è tutto sconvolto, la mia vità è capovolta ed ora è solo sopravvivenza. Sono accompagnata da un dolore lancinante, lacerata al pensiero di non vederla più, non poterle più parlare nè toccarla, niente tutto finito, finito e basta e questo per sempre.”

 

Ecco il dramma della morte, di questa separazione impossibile, di questa profonda ingiustizia della natura, della vita che si prospetta come una grande promessa e poi tutto si schianta, senza un perché, tranciando le speranze, i sogni. La signora A. ha provato quello che ho provato io quando ho perso mia madre, mi sentivo straniero e tutto intorno non aveva più senso. La signora dice: - “Mi sento una estranea in questo mondo che non amo più, estranea alla vita.”

 

La signora si domanda il perché di tutto questo e spera di trovare una risposta. Spesso si danno responsi ideologici legati, soprattutto, alla religione, con convinzioni apriori su ciò che non si conosce, altre volte si danno altre responsi ideologici facendo uso di un paranormale spicciolo, spesso menzognero. La signora bussa timidamente alla porta del mio sito: “Stasera cercando quà e là notizie sempre inerenti l'unico argomento che sembra aver inglobato il mio essere, ho trovato casualmente il suo sito, provando la sensazione che lei  avrebbe capito più di tanti altri, ho deciso di scrivere,comunque ho dovuto ugualmente raccogliere il coraggio prima di farlo perchè so che sono "fuori posto" non essendo una mamma.”

Non essere una mamma non vuol dire non vivere un dolore altrettanto grande, nessuno può essere arbitro e giudice del dolore degli altri, spesso succede il contrario,ci vuole un profondo rispetto.

La signora si pone teneramente dicendo: “Confido nella sua sensibilità e nella speranza mia profonda che possa avere un pò di compassione anche per me.”

Nella nostra società manca, soprattutto, la compassione,  proprio per questo motivo  preferisco tacere, restare in silenzio, vivo in una Italia mediatica che mi sconcerta giorno dopo giorno sempre di più. Io non valuto nessuno, non ne avrei il diritto, ma tutti oggi si sentono di giudicare e sparare sentenze,  che poi tra l’altro sono quasi sempre discernimenti mediatici e nient’altro; io sono una persona che pensa, null’altro, ma pensare significa capire, chiedersi, domandarsi, confrontarsi, non è facile in una Italietta in cui è stato abolito il pensiero. Oggi manca la compassione, un sentimento che permane  a molti sconosciuto, in un Italia sempre più arrogante, priva di riflessioni e, nondimento, priva di  sentimenti.

La signora A. Poi dice:  - “Ho provato con il  registratore ( uno piccolino al quale applico un microfono esterno ) e con il rumore dell' acqua, a volte sono arrivate delle voci ma non le capisco, non è questione di abituare l'orecchio, sono troppo afone . Sono di timbro maschile, almeno così mi sembra.”

Questo è il tallone d’Achille della metafonia, per questo motivo per un certo periodo di tempo mi sono dedicato alla meta scrittura - Metavideoscrittura -  una sperimentazione da me  inventata, ma non ho potuto dedicare altro tempo perché il mio tempo è molto limitato. 

La signora poi si pone altre domande: - “Ho letto degli articoli del Cicap il quale asserisce che sono interferenze di radioamatori o messaggi di navi,comprendessi il significato potrei farmi una opinione ma non capendo cosa dicono non posso esprimere un parere. Non voglio neanche tentare di dare una interpretazione perchè correrei il rischio di attribuire il significato che io desidero e allora non va bene, sono lacerata dentro ma piuttosto che delle illusioni  preferisco il mio dolore vero.”

In passato sono stato molto critico con il CICAP continuo ad esserlo, ma in maniera più moderata, però sono convinto che c'è sempre una certa misura di verità da tutte le parti, io non penso che il CICAP abbia torto ed i metafonisti ragione, le cose non stanno mai così, la verità sta sempre in mezzo. Le voci possono essere prodotte   da "interferenze di radioamatori o messaggi di navi" ma in alcuni casi sembrano essere autonome, pur essendo prodotte probabilmente da processi d'interferenza per usare un linguaggio semplice anche se poco tecnico e preciso. “…alcune tracce di ciò che una totalità esclude sono già da sempre implicitamente e silenziosamente contenute al suo interno. La decostruzione va alla ricerca di queste tracce e le usa per dare voce a ciò che non si adatta al sistema dominante di inclusioni e di esclusioni.....”  Derrida.

All’interno del concetto di interferenza si processano altri sistemi complessi, mentre se restiamo alla superficie del linguaggio attraverso la parola interferenza noi  escludiamo tutte le altre possibilità, senza renderci conto che queste possibilità sono già implicate nell’interno di questa traccia semantica. All’interno dei messaggi:  navi radioamatori possono interferire altre realtà. Ma noi distilliamo la parola interferenza e ne limitiamo il concetto, ecco che vige il sistema dominante di esclusione.  Nella nostra cultura il linguaggio  si presenta dominante, e vige il principio di esclusione, la parola interferenza non esclude altre possibilità, se al suo interno implica altre realtà, o dimensioni. 

Ma in questo momento non mi sento di approfondire questa aspetto che tra l’altro è molto interessante, perché dovrei parlare di livelli diversi, o piani di realtà differenti, partire dall'intreccio quantistico e proseguire per vie inconsuete rispetto alle concezioni tradizionali della fisica classica. Dovrei riprendere il concetto di non località dove l'idea stessa di esistenza e non esistenza rimane sospesa in un limbo, come dire che ciò che è accaduto non è accaduto ma nello stesso tempo  è accaduto, sembra un paradosso, ma se approfondite i processi quantistici vi accorgerete che queste realtà esistono in natura, non mi riferisco al paranormale ma alla fisica quantistica. "Non chiedo che una teoria corrisponda alla realtà perché non so cosa sia la realtà. La realtà non è qualcosa che potete misurare con la cartina di tornasole. Tutto ciò che mi interessa è che la teoria preveda i risultati delle misurazioni".Stephen Hawking. 

Provate a leggere il paradosso del gatto di Schrödinger, dove il gatto si presenta vivo e morto allo stesso tempo, in una sovrapposizione di  due realtà diverse che convivono insieme. Comunque, sono concetti molto complessi che non si possono liquidare in poche parole, si rischia l'incomprensione.  

Ho scritto tempo fa “ - Già la fisica quantistica ha dovuto affrontare queste stranezze della realtà subatomica.

Alcuni uomini di scienza del secolo scorso hanno fronteggiato agli albori della nuova fisica paradossi davvero ostici; ecco alcune affermazioni:

 “Chiunque non si sia scioccato dalla teoria quantistica non l’ha compresa”. Bohr

“La teoria dei quanti è simile ad altre vittorie della scienza; per qualche mese ti fa sorridere, e poi per anni ti fa piangere”. Kramers

 “Le discussioni con Bohr si protraevano a lungo nella notte e terminavano quasi nella disperazione; e quando alla fine di una discussione mi trovavo da solo a passeggiare nei dintorni del parco, ripetevo più volte a me stesso; è possibile che la natura sia così assurda come ci appare negli esperimenti atomici”? Heisenberg .

La signora conclude dicendo: “La prego, devo cercare di ritrovarla, deve sentire il mio amore, deve percepire che la sto cercando e non mi arrenderò mai anche a costo di collezionare delusioni su delusioni.”

Un caro saluto da Nicola

14 .02.09

Caro Nicolò,

mi presento: da anni pratico la scrittura automatica e da qualche anno anche la matafonia, 4 anni fà mio padre, è deceduto, lui era la mia vita, lo adoravo, il mio problema è che sento che mi chiama e io lo mando via, rifiuto i contatti con lui... perchè mi succede? eppure darei oro per sentirlo almeno una volta!
Grazie per la risposta ...

M.

Sono molti i fattori che entrano in gioco, è difficile poter dare una risposta spicciola, non è semplice distinguere i fenomeni proiettivi da quelli paranormali, quindi sapere ciò che gioca all’interno delle risposte psicologiche che sicuramente in questo caso hanno una matrice inconscia.

Nicola

 

30 .01.09

Ciao Nicola,volevo ringraziare la signora B.,perchè quello che ha scritto mi ha fatto riflettere e mi ha dato una spinta per continuare a reagire e a farmi forza.A volte sono molto negativa e vedo solo nero.Grazie al tuo Forum ci permetti di mettere a confronto le nostre esperienze e situazioni di vita ed è un aiuto molto prezioso!.
Grazie,grazie,grazie Nicola per tutto l'aiuto che ci offri.
Con affetto Barbara.

 

28 .01.09

Caro Nicola,

dopo averti scritto quella mail... non ci crederai, stento a crederci anch'io , ho sentito parole che sembravano carezze, parole che speravo di sentire da tanto tempo e sono arrivate davvero inaspettatamente.
Talvolta mi sembra che alcuni messaggi che ascolto sul forum si rivolgano a me perchè mi penetrano nell'animo per la dolcezza e la speranza che rivestono e perchè coincidono con determinati momenti che vivo.
Io sono come tutti gli altri, attraverso momenti piacevoli e spiacevoli e sono consapevole del fatto che ci voglia molto coraggio nei momenti difficili.
Un tempo ero dispiaciuta quando ricevevo delusioni dalla gente, ma oggi guardo a questi atteggiamenti in maniera oggettiva, quasi come se mi sdoppiassi perchè forse questo è l'unico modo per soffrire meno. Mi convinco che è un dato di fatto il sentimento dell'indifferenza, dell'ipocrisia, della violenza selvaggia
di certa gente bruta nei confronti di chi è più debole, della cattiveria gratuita quando qualcuno ti priva di una cosa per cui hai sacrificato tanto per possederla e ...tutto ciò che abbiamo di negativo. Oggi so convincermi che per ogni esperienza spiacevole che si attraversa, c'è sempre un aspetto positivo che porta ad una formazione e ad un miglioramento personale. L'importante, secondo me, è non lasciarsi mai corrompere ed essere sempre ispirati da buoni principi e sani valori.
La vita è così: c'è un tempo per gioire ed uno per soffrire...ed anche nel mio cuore c'è spazio per tutti, in maniera diversa, certo, ma la disponibilità c'è sempre e ringrazio la signora Barbara per la gentilezza nei miei confronti e ricambio cortesemente l'affetto che mi ha mostrato.

Buona giornata. B

 

 

28 .01.09

Buongiorno Nicola,ho letto nel tuo Forum l'email della Signora B.e se me lo permetti volevo dirle che anch'io la penso come Lei.
L'indifferenza,nei confronti degli altri è il peggior difetto che esista,perchè si ha una visione del mondo molto ristretta e si ha una scarsa levatura di pensiero,e si ha una interiorità troppo meschina.Noi dipendiamo dagli altri,la felicità e il futuro del nostro mondo dipende da noi.Ogni cosa che facciamo crea causa e effetto e le nostre sofferenze o i nostri piaceri hanno delle cause e delle condizioni,quindi siamo responsabili nei confronti di noi stessi e degli altri.
l'Indifferenza crea soltanto la propria infelicità,ma tante persone non lo vogliono capire ed è un peccato.
E le persone che non sorridono lo fanno anch
e perchè hanno perso la speranza e non trovano più la forza per andare avanti. Anch'io me ne sono accorta che sorrido molto meno,ma non per questo sono indifferente se vedo che qualcuno ha bisogno di me!!!.
Io vorrei distinguere bene questi due concetti.
Ovviamente non so i problemi che ha la Signora B.,ma voglio dirle che le sono vicina e anche se non ci conosciamo le sono amica,perchè nel mio cuore c'è spazio per tutti!.Coraggio!!!.
Mando un forte abbraccio alla signora B.e a te Nicola.
Con affetto Barbara.

Talvolta i sorrisi sono come gocce di stelle disseminate nel vento, e si dissolvono tra le nubi del giorno per tornare la notte nei silenzi più profondi.

Nicola

 

24 .01.09

Caro Nicola,
a volte vorrei ricevere anch'io un bel sorriso come quello che ho sentito nel secondo contatto del 24/01. Un bel sorriso che scaturisse dagli sguardi delle persone che incrocio per strada ogni giorno, al posto dell'indifferenza.. dagli avvenimenti avversi vorrei che poi dopo nascesse un bel sorriso appunto, e ricordare i momenti spiacevoli solo come una fase transitoria... un sorriso come dono che compensi sacrifici e dedizione.

Buona giornata. B..

 

24 .01.09

Rosaria, una delle sorelle di Francesca Ioppolo la fanciulla di Tortorici suppongo che sia stata presumibilmente  la compagna prediletta dell'infanzia, aveva quattro anni più di lei, morì giovanissima nel 1902, non aveva compiuto 18 anni. Di  Rosaria non si sa niente, ho scoperto per caso la sua esistenza attraverso una ricerca anagrafica.  Spero che un giorno si possa trovare qualche sua foto, poiché ci sono molte lastre di foto antiche  a Tortorici da sviluppare. Morì di Tisi, poiché il fratello disse che le sue due sorelle morirono di Tisi.

Ho provato un contatto per lei, ed ecco che si ascolta una voce con il suo nome. Con ciò non voglio affermare che sto comunicando con l’aldilà, sarebbe meraviglioso, ma soltanto che si è registrato quanto si ascolta, nulla di più.

Per Rosaria provo una profonda malinconia, sono sensazioni  che toccano il cuore e che non si possono esprimere; oggi in una società così materialista e banale, nonché scialba è difficile comunicare questi sentimenti. Talvolta, cerco tra i noccioleti di Tortorici la sua ombra, ne avverto un profumo nuovo, come il vento tra i pini, come la luce in un meriggio soleggiato  d’autunno. La ritrovo tra i colori cangianti che mutano le loro sfumature e si dissolvono in una quiete meravigliosa. Ne avverto  un desiderio variegato, una voglia di incontrarla, di capire altre stagioni, altri momenti,altre storie, mi serra il cuore, poiché trovo solo tanto silenzio intorno e vedo tutto risucchiato nel vortice del tempo.

Nicola

“Per quanto tu possa camminare, e neppure percorrendo intera la via, tu potresti mai trovare i

confini dell’anima, così profondo è il suo logos.

 

La natura delle cose ama nascondersi.

Negli stessi fiumi scendiamo e non scendiamo, siamo e non siamo.

Acque sempre diverse scorrono per coloro che s’immergono negli stessi fiumi.

 

Il Dio è giorno notte, inverno estate, guerra pace, sazietà fame, e muta come il fuoco, quando si

mescola ai profumi e prende nome dall’aroma di ognuno di essi. “

 Eraclito.

 

Per ascoltare la presunta voce di Rosaria clicca su:

 

Voce: Contatto metafonico del 24.1.2009

 

Suggerisco di leggere la storia delle fanciulle di Tortorici: Francesca, Rosaria e Carolina

clicca su:  

 

Le fanciulle di Tortorici  (Ricerca storica)
La fanciulla di Tortorici (Dialoghi metafonici)
Gaetano Ioppolo Barbitta di Tortorici  alunno di don Bosco 11. 8. 2008 Fratello di Francesca e di Rosaria

  Voglio farvi ascoltare un mio precedente comunicato sulla rievocazione della memoria

Clicca su:  Comunicato

Rprovo un nuovo contatto con Rosaria.

Ecco la voce: Secondo contatto metafonico del 24.1.2009

Nicola.

22 .01.09

Ciao Nicola,sono contenta che tutto vada bene ero anch'io un po’ preoccupata,ma poi pensavo che sicuramente eri molto impegnato e dato che il tuo lavoro è dedicato al bene degli altri o allo sviluppo e conoscenza del tuo paese,io mi rallegro perchè è una finalità molto nobile e chi lavora notte e giorno merita le nostre lodi.
Ti mando un forte abbraccio,
Barbara,Sabrina e famiglia.