I
limiti dello scetticismo
L'osservazione multipla nei diversi piani di realtà
L'interpretazione soggettiva dei messaggi metafonici
Per comprendere il testo che segue si suggerisce prima
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Presunti contatti con l'aldilà.
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C'è un ambito del reale di cui non possiamo fare scienza, ma arte della
conoscenza, ci sono delle istanze che non possono essere sottoposte ad un
controllo di tipo classico, poichè sono fluttuanti, e se ciò non è più scienza
allora è arte della conoscenza. Non tutta la realtà è scritta secondo modelli
razionali, voler a tutti costi spiegare quest'ambito secondo i controlli
risaputi vuol significare cancellarne il senso stesso di questi eventi.
Significherebbe affermare che tutti quegli eventi che non sono controllabili non
esistono.
Neanche Dio esisterebbe perché non soggetto al controllo degli scettici, io penso al contrario che non possiamo né affermare, né negare la sua esistenza. Ci sono degli ambiti in cui non è il fenomeno oggettivo ad essere rilevante, ma, piuttosto, l'interazione con la nostra psiche. Il fenomeno Metafonico potrebbe essere pure illusorio, ma la coesistenza con un nostro bisogno profondo, o con un problema insoluto rende significativa questa interazione.
In questo caso non possiamo parlare né di verità, né di falsità, poiché ci troviamo dinanzi ad un meta livello, nel senso che non stiamo osservando il dato oggettivo, ( verità) per definirlo, né l'interpretazione psicologica soggettiva ( falsità) per negarla, ma piuttosto l'interazione tra un modello apparentemente aleatorio ed una realtà psicologica. Un metafonista da un assemblato di voci non ben definite con scarsa timbricità, né seleziona uno dei diversi sensi possibili, e talvolta ne ricostruisce i parametri mancanti. Dopo la selezione effettuata e il parziale riordinamento gestaltico ( della forma ) chiunque sarà in grado di riconoscere l'aspetto significativo della voce isolata dagli altri significati diversi derivanti dall'ambiguità fonologica o dai diversi livelli di ritmicità. Si potrebbe chiedere perché il Metafonista x. ha effettuato una scelta selettiva piuttosto che un'altra? Es: la parola cane anziché rane, o lane etc Proprio perché quella è per lui la più risonante, corrispondente ad un suo bisogno. Se analizziamo la fonte esterna del segnale diremmo allora che è illusoria? Anche questa affermazione scettica è una posizione selettiva incompleta del reale, non può essere né vera, né falsa, perché parziale.
In effetti
nell'assemblato fonico con addensamento di rumore, ritmicità e scarsa timbricità
il senso riconosciuto non è sbagliato, ma è soltanto uno dei diversi sensi
possibili offerti da tale fenomenologia. Se l'estrapolazione del senso
selezionato rientra nelle possibilità ristrette ( esempio la suddetta frase
metafonica permette delle scelte alternative circoscritte e non illimitate)
offerte dall'assemblato fonico, la scelta selettiva non è falsa, ma è soltanto
una tra le altre possibili. Allora siamo nell'impossibilità di scegliere un
criterio di verità o di falsità e la teoria metafonica è al riparo da qualsiasi
ingiunzione scientifica. Nel caso, invece, che l'interpretazione si presenti
come una percezione indotta dall'operatore metafonico attraverso una
ricostruzione percettivo-cognitiva arbitraria, allora in quel caso possiamo
parlare di interpretazione psicolinguistica, quindi confutare l'assunto
metafonico. Per questo motivo le voci meta o cosiddette anomale devono essere
foneticamente non molto distanti dall'ascolto delle voci normali, in modo tale
che le possibilità di selezione non siano illimitate, ma ridotte ad un numero
ristretto di possibilità. L'atto di scelta potrebbe essere una sincronizzazione
tra due realtà: interna ed esterna.
L'indagine non deve
essere rivolta all'oggettività empirica, ma alla corretta simmetria tra le due
istanze: quella fisica e quella psicologica. Non possiamo né provare, né negare
l'autenticità fenomenologica dell'evento esterno, tuttavia possiamo significare
con una certa probabilità, che l'evento esterno non sia slegato da quello
interno. Quando la scelta selettiva metafonica è rispondente alle problematiche
del soggetto ricevente, come una parola chiave di un intervento psicoterapeutico
che sblocca una situazione di empasse determinando la guarigione del paziente,
allora si può parlare di un nesso significativo. Se il messaggio viene
interpretato non dal destinatario, ma da una terza persona che funge da
decodificatore sul destinatario, e garantisce quanto sopra esposto, la
probabilità di essere autentico accresce.
" La nostra base è la
coscienza dell'io, il nostro mondo un fascio di luce centrato sul punto focale
dell'io. Da quel punto guardiamo verso un misterioso mondo di tenebre e non
sappiamo se le sue pallide tracce siano causate dalla nostra coscienza o invece
posseggono una realtà propria. L'osservatore superficiale si accontenta della
prima ipotesi". Gustav Jung Ricordi, Sogni Riflessioni Raccolti ed editi da
Anela Jaffè pag 381 . Bibilioteca Universale Boringhieri.
Dovremmo rimodulare il nostro modo d'intendere la metafonia, analizzare come si
sincronizzano i due aspetti, piuttosto che affermare o negare disperatamente
un'oggettività esterna di cui non siamo in grado di formulare alcuna ipotesi.
- " Ci sono equazioni matematiche che non sappiamo a quali realtà fisiche
corrispondono; così ci sono realtà mitiche e dapprima non sappiamo a quali
realtà psichiche si riferiscono". Carl Gustav Jung ibdem pag 367
.
Spesso si parla della mancata acquisizione di nuove conoscenze, dalla dimensione
metafonica diamo per scontato qualcosa di cui ignoriamo ridefinendo l'evento
secondo le nostre computazioni algoritmiche e assimilandolo ai nostri modelli
concettuali, mentre quello che possiamo osservare sono le possibili
sincronizzazioni, tra l'interno e l'extra e le relazioni significative
congruenti.
Un mito non possiamo raffrontarlo ad eventi fisici, ne ricaveremmo soltanto un
mondo di favole, quello che possiamo, però, fare è di opporlo ad un altro mito
per comprenderne le relazioni e la sua struttura.
Dobbiamo situarci su di un meta - livello, se confondiamo la separazione tra i due livelli creiamo solo confusione. La nostra razionalità è spesso un macigno che non ci aiuta affatto alla comprensione di questa fenomenologia, poiché crediamo di poter generalizzare i modelli scientifici acquisiti estendendoli a qualsiasi tipo di realtà, mentre attraverso questa indebita generalizzazione, perdiamo la cornice delle nostre limitazioni, dimentichiamo che il modello teoretico della scienza parte e procede da un punto di osservazione molto ristretto per quanto immane ci possa apparire. L'errore di fondo consiste nel fatto che procediamo solo per sintagmi e non per paradigmi, questo procedimento ci limita, poiché osserviamo gli eventi metafonici solo da un punto di vista che tra l'altro mi sembra assai viziato dal pregiudizio.
Quando il fenomeno
presenta una sua rilevanza lo scettico si attacca disperatamente alla
statistica, operando tra l'altro un'altra selezione arbitraria, ( un
procedimento che egli critica a proposito del metafonista) definendo certo ed
assoluto questo suo criterio d'indagine ed escludendo la statistica della
statistica, e cioè che l'evento coincidente potrebbe non essere esclusivamente
casuale, ma acasuale - sincronistico, cioè correlato con il destinatario
dell'informazione. Egli "…si accontenta della prima ipotesi…" fa di suo
proposito una scelta selettiva di tipo soggettivo, opera contro il determinismo
parapsicologico, opponendo un altro determinismo.
Dott. Nicolò Schepis