Le Voci Metafoniche Esistono

 

 

 

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Presunte voci dell'aldilà

 

Certe volte mi chiedo cosa siano le voci dell'aldilà, quelle voci da me battezzate come voci del vento, perché le immagino proprio così disseminate; voci che assumono una forma dalla variabilità, come se un intelligenza invisibile in un certo modo modificasse fattori fisici come molecole d'acqua, modulazioni sonore, oppure sovramodulazioni, o intermodulazioni di onde corte, modulazioni d'ampiezza. Inoltre, questa presunta intelligenza potrebbe modulare un fenomeno elettrochimico come quello di una fiamma.

Resta un problema da definire!

Ci troviamo d'innanzi ad un'interazione aleatoria, oppure ad una interazione intelligente? A primo acchito sembrerebbe un'interazione - "infelice" (Anonimo) - intelligente. Resta comunque un problema da risolvere: quello della continuità. Ci troviamo, spesso, dinanzi a frammenti, a piccole porzioni del senso; siamo costretti a fare i conti con significati circoscritti. Probabilmente i nostri sistemi tecnologici sono inadeguati, tra l'altro sembra strano che strumenti così primitivi come il computer, per non dire il registratore, possano interagire con dimensioni molto più sottili e complesse come stringhe virtuali chiamate anime. Nondimeno, dobbiamo limitarci agli osservabili; ritrovare una coerenza linguistica che in qualche modo ci faccia capire come la matassa delle voci - meta non segua un percorso casuale, ma sia coerente alla sua struttura del linguaggio ed  interattiva con l 'interlocutore.

Finché non avremo possibilità ulteriori per progredire la nostra ricerca, l'unico percorso plausibile resta quello di trovare un senso che colleghi i vari frammenti, non li renda dispersivi e soprattutto aleatori, pur trattandosi di una realtà che per certi aspetti può sembrare casuale. Ci troviamo dinanzi a delle interazioni fisiche sommamente deboli, di cui non riusciamo a rinvenire le tracce, ma solo le macchie di ciò che lasciano nel reale.

Le voci metafoniche possono saltar fuori da un getto d'acqua, da una fiamma, da un'onda radio, ovunque c'è variabilità. Ecco che si apre dinnanzi a noi un limite invalicabile, ne registriamo appena una screziatura in un discorso che  a  monte viene cancellato, come se le voci metafoniche provenissero da un  nulla o da un immaginario dimensionale. Dobbiamo supporre come ipotesi teoretica questo immaginario dimensionale dove collocare  stringhe virtuali di clip intelligenti.

Non ci resta che far nostra la concezione Derridiana del linguaggio:
"
Qualcosa ha avuto luogo, abbiamo la sensazione di non averla vista arrivare, ed è una 'cosa' a cui fanno seguito inevitabilmente delle conseguenze. Ma anche questo, il luogo e il significato di questo 'evento' rimangono ineffabili".
Derrida in Filosofia del Terrore di Giovanna Borradori, pag 94 edizioni Laterza ed 2003.

Mi rendo conto quanto sia difficile poter accogliere clip virtuali impossibili da misurare, briciole di niente, anche se oggi sappiamo che il nulla non esiste, è solo un concetto matematico, un'astrazione filosofica.
Ecco il paradosso: le voci esistono, esistono perché le ascoltiamo, esistono perché sono precise con i loro riferimenti, i loro nomi anche se frammentarie, non possiamo dire che siano delle pure invenzioni, o peggio come vorrebbero gli scettici delle forme quasi allucinatorie. Tuttavia, al tempo stesso, sembrano non esistere, poiché provengono da eventi immaginari. "
Ma anche questo, il luogo e il significato di questo 'evento' rimangono ineffabili".

Derrida op cit.

Dott. Nicolò Schepis