Angelina Mancari
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tenera di sorrisi, il suo amore fu fortissimo e delicato,
Angelina, piccola farfalla nel vento,
nel dolore e nel canto.
Il padre dovette emigrare in
America per sette anni quando lei era ancora bambina.

L’età dei sogni, dei trastulli e delle fantasie fu all’insegna del lavoro domestico, e il tempo passava aspettando qualche lettera dalla lontana America con ansia e trepidazione, ma il padre che amava era fin troppo lontano, oltre l’oceano e l’oceano a quei tempi sembrava quasi invalicabile.
Perdette presto una sorellina appena più piccola di lei, si chiamava Fortunata, aveva compiuto sei anni quando abbandonò per sempre il giardino dell’infanzia e della vita.
Da quel giorno le corse e i giochi a nascondino con lei tra noccioleti e le fontane di campagna tra i pendii dei monti furono raccolti nei sogni. di Angelina.
Più tardi altre due sorelle morirono, Concettina e Carmela, una all’età di 27 l’altra all’età di 19 anni, entrambi nello stesso anno sradicate da una grave malattia, come carne strappate dal vento nel fiore della vita. Perse dopo, anche, la madre; quella casa fu segnata dal dolore.
Angelina si
sposò
durante la seconda guerra mondiale, un
periodo non facile, ma con fiducia volle andare avanti, donare il suo amore e
fu un’amabile mamma, quante carezze, sorrisi e tenerezze riversò a noi figli,
donando tutta se stessa.

Aveva un coraggio da leone, affrontava le onde della vita, sapeva piangere e gioire e, poi, con la nascita dei nipotini, si dedicò interamente a loro, non era solo una nonna, ma una compagnetta dell’infanzia, giocava e diventava anche una bambina, modulando la sua voce che si trasformava in una vocina delicata, faceva moine e smorfiette con loro, e con voce di bimba si rivolgeva ai loro trastulli d’infanzia.
Angelina ti ricorderemo tutti per i tuoi sorrisi, per la tua eterna giovinezza che hai conservato sino all’ultima ora della tua esistenza., quando nell’ultimo giorno dei saluti nascondevi ai tuoi figli le tue preoccupazioni.
I tuoi occhi azzurri s’illuminarono come sempre
quando chiedesti ancora una volta del tuo nipotino più piccolo,
mio figlio, che avresti voluto baciarlo ancora un momento,
prima che la notte senza fine avvolgesse i tuoi occhi celesti.
La luce un tempo
abitava i vostri occhi.
Chissà
se in sfere più luminose
con abiti diversi
continuerete a sorridere
come un tempo.
Forse siete solo i colori
dei miei ricordi,
perché la vita non è che
una minuta fiaccola
disseminata tra le ombre del nulla!
Un mazzo di fiori riposti da Angelina nella veranda del suo balcone.

Addio Angelina Mancari: vivrai sempre nei mie ricordi!

Come una piuma sollevata
dal vento,
ovunque dispersa,
tra ricordi,
speranze e pianti
tra giorni uguali e diversi
Dott. Nicolò Schepis